A Cima Grappa dal Santuario del Covolo


Il versante sud del Grappa è ripido e in molti punti roccioso, e di conseguenza poco antropizzato dal lavoro dell’uomo, mentre porta ancora le tracce della Grande Guerra. Partendo dal santuario bisogna orientarsi, perché il sentiero 104 scende quasi subito sulla vecchia mulattiera, in fondo alla valle della Madonna che costituisce una spaccatura stretta e profonda. Si risale sulla destra orografica, nel bosco, con ben disegnati tornantini. Il sentiero è stretto e il versante è scosceso, per cui è meglio non distrarsi nel procedere specialmente in caso di suolo bagnato. In meno di un’ora arriviamo a un piccolo belvedere sulla pianura (bivio per casa D. Bosco) a quota 900; poi il percorso segue piacevolmente il largo crinale (Sasso del Becco) dove i colori rugginosi delle foglie e degli aghi, a terra, contrastano con il verde degli alberi; si percorre tutta la costa, incrociando e superando il trasversale sentiero 102. L’ultimo tratto che porta al Monte Colombera è più erto ma senza particolari difficoltà, e a quota 1300 sbuchiamo su un panoramico punto di osservazione: abbiamo sotto di noi il vasto panorama della pianura (e del mare). E il rialzo della croce merita una pausa di riposo e di osservazione.

Poi camminiamo per l’altopiano prativo, e ci dirigiamo verso la cima Grappa attraversando qualche volta la strada asfaltata e incontrando interessanti formazioni del cosiddetto Rosso Ammonitico, riconoscibile per la disposizione a placche tabulari, testimonianza del deposito in un ambiente di mare aperto e relativamente profondo.

E saliamo all’Ossario, custode di tanta storia, percorrendo il monumentale viale di pietra, e ammirando il vasto panorama: le Prealpi e le Dolomiti, la pianura e lo stesso massiccio del Grappa, che a partire dal monte Pertica e dagli Asoloni si distende con i suoi crinali, i suoi pascoli, le sue lame, i suoi boschi, ecc.. Passiamo presso il rifugio Bassano, quasi sempre aperto - e tagliamo in basso con il sentiero 109 verso l’agriturismo Ardosetta, più in basso.

Per il ritorno optiamo per la vecchia mulattiera che ha un valore storico perché è un grandioso manufatto del conflitto del ‘15-’18, poi mantenuto in buone condizioni, con un fondo compatto e comodo. In questo modo l’escursione diventa più lunga ma più rilassante, tanto che permette anche una classica “ciacolata” se si è in compagnia. Certo, quanto diverso doveva essere lo stato d’animo dei soldati in guerra… Citiamo al proposito un passo dal libro autobiografico di Ermes Rosa “Arditi sul Grappa”: “… Imbocchiamo la mulattiera che s’inerpica per un vallone detto del Covolo”… “I fanti marciano in silenzio su per la mulattiera che corre zigzagando nel tetro e profondo vallone, le cui pareti verticali si perdono nel buio; il passo è lento, il rotolo e l’armamento cominciano a pesare, la salita è ripida”… ”la mulattiera pare interminabile, e passa da una fiancata all’altra del vallone, seguendo ogni anfratto…”


La strada sovrasta la valle della Madonna e con vasti tornanti attraversa un bosco molto vario: abeti, pini, faggi e molte altre specie, che colorano il paesaggio con armoniose sfumature. NB. Chi vuole scendere più velocemente può comunque imboccare la “direttissima” (n° 106), che nella parte superiore è piuttosto ripida, e solo nel finale, in vista del santuario, si spiana un po’.


Accesso: da Crespano del Grappa, salire e parcheggiare al santuario della Madonna del Covolo. Seguire le segnalazioni per il sentiero 104 – Monte Colombera.
Dislivello: 1230. Quota massima 1775.
Tempo di percorrenza: da 5 a 6 ore
Difficoltà: nessuna
Esposizione: fare attenzione nella prima parte della salita al Colombera.

Articolo di Cesare Biadene per www.marcaaperta.it


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