Altamarca Trevigiana, Terra di Mezzo fra Venezia e le Dolomiti



Altamarca, Colline effervescenti

Progetto paesaggio turistico culturale

Meta del Benessere, Buongusto, Buonvivere, Benvenuto, Buonsenso

Altamarca, Terra di Mezzo fra Venezia e le Dolomiti

Altamarca, un nuovo turismo per le colline e la Pedemontana Trevigiana

Sta nascendo un progetto di “Albergo Diffuso” tecnologico, multimediale innovativo, per un turista del III° Millennio. In grado di soddisfare tutte le domande, dal 5 stelle Relais con ristorante stellato alla locanda e osteria storica e tradizionale. La valorizzazione turistica, un “marchio d’area” di identità autentica, con programmi e località di grande attrazione, ospitalità in un unico Paesaggio del Benessere con le migliori produzioni agroalimentari del Veneto, tour e percorsi naturalistici e del tempo libero, fra le vigne che producono il Prosecco Spumante Superiore e il Prosecco Doc e borghi in sasso.

L'Altamarca Trevigiana nel 2010 ha registrato 630.000 presenze (435.000 arrivi) turistici.

Colline panoramiche, armoniose e ricche di sapori e profumi, una delle mete turistiche più interessanti nel panorama italiano per varietà e opportunità, da Cima Grappa all'Altipiano del Consiglio, da Asolo al Montello. La Pedemontana Veneta propone eventi che attirano migliaia di turisti stranieri e nazionali, come il Palio di Montebelluna e l’Artigianato Vivo di Cison di Valmarino, il Biogusto a Crespano, gli spumanti a Valdobbiadene, il mercatino dell’antiquariato a Asolo, la Primavera del Prosecco Docg.

Il 2012 si apre a metà marzo con la prima edizione di apertura della stagione turistica di 'COLLINE DEL VENETO - WINE&FOOD FEST EAST' dedicata a arte e cultura della cucina, di assaggio dei vini nuovi e quelli più affinati, i grandi Spumanti di Valdobbiadene, i prodotti alimentari e i vini bianchi di Vicenza, i grandi rossi invecchiati e giovani di Verona.

137 Comuni chiamati a inaugurare una annata di attrazione turistica all’insegna della qualità, del territorio con alto livello professionale. Fra Venezia e le Dolomiti, a tavola si respirano i profumi del mare e della montagna, prodotti alimentari a marchio Dop, Igp, borghi verdi rurali. L’Altamarca è ambasciatore di una civiltà e cultura enogastronomica irripetibile, unica, autentica, antica e moderna, innovativa, un patrimonio da tutelare, una ricchezza di ospitalità e sapori, forza attrattiva per un turista del terzo millennio.

Pedemontana Veneta,

marchio d’area del
Paesaggio Culturale.

A marzo Wine&Food Fest East,
evento di Benvenuto al cartellone 2012


Vie golose alla scoperta dei luoghi di memoria storico e religiosa.

L’Altamarca ospita gli amanti del gusto e dello sport non agonistico, in bicicletta, a piedi, a cavallo. Offre un cartellone di itinerari con guide abilitate, da una cantina a un ristorante, lungo il crinale delle Prealpi, attraverso la conoscenza della cultura del mangiare e bere consapevole, biodiversità e difesa dei prodotti. Da Crespano del Grappa alla Madonna del Covolo per la rievocazione del percorso a piedi del patriarca di Venezia (Papa Pio X) in occasione della benedizione della Madonnina del Grappa, vicino al Sacrario Militare. Da Montebelluna a Possagno del Grappa per conoscere i Santuari della Valcavasia in mountain bike e raggiungere il massiccio del Grappa alla scoperta delle antichissime chiesette con ascesa alla casa degli esercizi spirituali, oppure dalla città di Montebelluna si può andare in bici al Santuario di Santa Lucia (su castelliere paleo veneto) e da San Martino ai resti della imponente Certosa del Montello, con vicina grotta dell'eremita, ai resti dell'Abbazia millenaria di Nervesa. Altamarca è ideale per amanti di Bicigusto, Ippovie, il golf (4 campi attrezzati da Asolo al Cansiglio), escursionisti delle Stradebianche fra i vigneti, camminata nordica, fitwalking, wellwalking, percorsi di storia e memoria religiosa, di architettura.


ALTAMARCA, il gusto sposa il territorio, grazie alla identità.

Le osterie e i ristoranti, in ogni borgo dell’Altamarca, propongono piatti e ricette della tradizione e innovative. Giovani cuochi, di grande scuola, emergenti, abbinano innovazione con i prodotti della terra: i salumi freschi e stagionati, la sopressa espressione di una raffinata tradizione familiare agreste, i formaggi di Malga e di valle come il Soligo, la Casatella Dop, uno dei pochi formaggi teneri, Imbriago e Morlacco formaggi di media stagionatura, i fagioli di Levada e i piselli di Borso, i marroni di Combai e del Monfenera Igp, gli asparagi, il cavolo cappuccino, radicchio verde, i bruscandoli. A tavola la storica tradizione del merluzzo, il pesce di fiume, il risotto, la polenta, il formaggio fritto, l’oca in onto, la sopa coada, i funghi primaverili e quelli tradizionali come ovuli e porcini, i tartufi neri delle piane interne dei Laghi di Revine in autunno, la mela di Monfumo, la ciliegia di Maser, l’olio extra vergine d’oliva dop del Grappa, la patata morbida e gialla e le lumache del Montello. In tutte le 4 stagioni, l’Altamarca offre prelibatezze culinarie diverse del territorio d’origine. Nelle stagioni le ricette si arricchiscono di erbe officinali, asparagi selvatici, verdure di campo raccolte fresche. Per creare un gusto e un benessere del vivere all’italiana. L’Altamarca, una terra che è stata immortalata da Giorgione, Tiziano, Tiepolo, Veronese, vi hanno vissuto e lavorato Cima da Conegliano, Canova, Palladio, Jappelli lasciando opere fondamentali nell’arte.

Altamarca, prima meta nazionale per vino e turismo
Assaggiare per conoscere. Colline del Prosecco fra le prime mete italiane.

“Bere poco, bere meglio” è stato uno slogan che per anni è stato scritto ovunque, dopo il 1986, e ha contribuito ad un crescita della qualità dei vini italiani, ad un approccio migliore. Oggi che il vino made in Italy vince all’estero, rappresenta la nostra bandiera, occorre, come Paese Italia, riprendere una leadership nazionale con la conoscenza, l’apprezzamento diversificato, la libertà degli abbinamenti, il binomio con la cucina internazionale. Il vino edonistico e guidaiolo ha fatto perdere un obiettivo storico del vino, cioè la convivialità che è anche amicizia, gustare il tempo libero e la misura del consumo. Cantine Aperte fa capire al consumatore il metodo produttivo, la forza e il carattere di un vino, di una terra e degli uomini che lo curano. Entrare nella cantina di produzione diventa un percorso didattico, la possibilità di incontrare il produttore, capire perché il vino ha costi assai diversi, perché si può fare qualità insieme a quantità, si ritorna a scambiarsi opinioni, discutere perche “mi piace o non mi piace”. Oggi, inoltre, l’acquisto in cantina o in enoteche collettive sul territorio conviene in termini di gamma e di spesa. Altamarca nel 2011 è stata la prima meta “primaverile” in Italia per visite e acquisti in cantina: circa il 9% del vino prodotto in Altamarca è venduto all’origine . Per questo l’Italia deve appropriarsi di una leadership mondiale su produzione, qualità, tipologia, caratteristiche puntando sui vini autentici, unici, autoctoni che la nostra terra, le nostre origini producono da sempre. Abbinare i nostri vini tradizionali alla cucina, all’arte, alla cultura e al turismo vuol dire creare un grande biglietto da visita, un ambasciatore del buon vivere all’italiana, rappresenta il nostro giacimento, il nostro patrimonio , la nostra vera ricchezza. “Bere meglio, bere giusto” indica quanto le bollicine dell’Altamarca siano apprezzate, dal Conegliano Valdobbiadene Docg all’Asolo Docg, dal Cartizze Superiore al Prosecco Doc.



LA MARCA ALTA DI TREVIGI, terra di storia e di cultura, amata dai Re.

Un territorio che è stato governato dalla X° legione romana del grande Germanicus, fu Ducato Longobardo, ha dato i natali a san Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers e a Nicolò Bocassino, divenuto Papa Benedetto XI°, a Cima da Conegliano pittore e artista e a Lorenzo Da Ponte, prediletto librettista di Mozart e cantore del Marzemin vino, a Massari e al Antonio Canova in quel borgo di Possagno. Colline del Veneto che hanno ospitato personaggi come Federico III di Germania, guarito – come ha scritto – grazie alla cucina dell’ Altamarca, le cui ricette furono diffuse a corte. Arrivando a Conegliano, Enrico III di Francia trovò zampillare vino dalle fontane, ad Asolo Caterina Cornaro, regina di Cipro, diede vita ad un circolo letterario conosciuto in tutto il mondo con la presenza del filosofo Pietro Bembo; i sovrani di Boemia, Polonia, Svevia e Sassonia passavano la stagione estiva in residenze regali dell’Altamarca. Palladio a lasciato una impronta unica della villa di campagna, con barchessa, loggia e brolo imitata nel mondo anglosassone per secoli. Carlo Goldoni ben descrive i ritmi e i modi della campagna nella commedia “Le smanie per la villeggiatura”, incentrata sulla vita amorosa e gioiosa. Casanova fuggito da Venezia trovò ospitalità sul Montello e iniziò a scrivere le memorie, il marchese Della Casa stese il “Galateo” proprio nelle sale della Abbazia di Nervesa, più volte Carlo Alberto e Vittorio Emanuele I° di casa Savoia furono ospiti a Asolo e a Vidor di nobili casati. Villa dei Cedri, a Valdobbiadene, una delle ville venete, esempio liberty con influssi austro-ungarici, ha ospitato la famiglia di Massimiliano di Baviera. Artisti e scrittori come Eleonora Duse, Freya Stark, esploratrice e fotografa, Robert Browning con “ asolando”, Ernest Hemingway , Eugene Benson, Henry James, Carlo Scarpa, Igor Strawinsky, Gian Francesco Malipiero vi hanno soggiornato per lunghi anni. Per la Serenissima, l’Altamarca Trevigiana diventa il “giardino di Venezia”, dove la nobiltà trovò pace e serenità, buon vino e buon cibo e costruirono le famose “ville venete”, un patrimonio unico al mondo, ben 4320 fabbriche regionali di una cultura, di un amore per la terra, da difendere, da tutelare, da lasciare come monito e intatto alle generazioni future. Per questo Altamarca intende proporre il massiccio del Grappa, luogo di sacrifici, di eroi, di martiri per costruire la libertà di una nazione, non più un ricordo della Grande Guerra ma, in occasione dei 100 anni dalla inizio degli eventi bellici, per il 2015, far in modo che “Cima Grappa” sia un monumento geografico e naturale di Pace, un simbolo-emblema per tutto il Mondo, di Pace.

fonte: Associazione Altamarca

 



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