|
Ville Palladiane: Villa
Emo

articolo collegato: Villa
Emo 2010 – Spettacoli concerti ed appuntamenti culturali
Villa Emo si trova nei pressi
di Fanzolo, a Vedelago, nella campagna attraversata dalla statale 53 Postumia,
che collega Vicenza a Treviso toccando i centri di Cittadella e Castelfranco.
Il committente è Leonardo Emo, rappresentante di una nobile famiglia
veneziana. Non è la prima volta che il Palladio viene contattato
da facoltosi proprietari terrieri, che sanno di trovare il lui un architetto
capace di coniugare finalità pratiche e celebrative. La circostanza
è particolarmente favorevole perché la grande tenuta agricola
di Fanzolo si trova in una zona rurale di centuriazione romana, regolata
da tracciamenti ortogonali che si rivelano uno sfondo ideale per le ampie
prospettive palladiane, sottolineate da filari di pioppi e dal disegno
di viali e strade.
Villa Emo rappresenta un punto d'arrivo nella definizione dello schema
architettonico della villa, dopo le significative esperienze di villa
Badoer a Fratta Polesine e villa Barbaro a Maser.
Il complesso della villa comprende non solo la dimora e le sue adiacenze,
ma anche il lungo cannocchiale e la zona agricola a nord, il giardino,
definito da aiuole geometriche e viali decorati da statue a sud e, oltre
la cancellata d'ingresso, la duplice schiera di abitazioni rustiche che
forma il Borgo Brolo. La proprietà della villa conserva i confini
originali, estendendosi fino alla via Postumia, antica strada romana,
e l'orientamento della trama dei campi segue ancora la griglia della centuriazione,
sottolineata dal duplice filare di cipressi.

La dimora padronale risalta su un alto basamento e ad essa si allineano
due lunghe barchesse porticate che trovano conclusione in torri colombaie.
Le barchesse erano gli edifici di servizio con varie funzioni - depositi,
laboratori, alloggi ecc. - legate alla conduzione della proprietà
agricola; il termine rimanda alla funzione originaria di rimessa per barche,
dal momento che, spesso, le ville erano collacate lungo canali navigabili.

La facciata della villa con la sua composizione architettonica simmetrica,
è di maestosa semplicità, con una loggia tetrastila d'ordine
dorico sovrastata da un timpano triangolare con lo stemma familiare retto
da angeli , opera dello scultore Alessandro Vittoria.

Il rapporto tra architettura
e ambiente è gestito dall'architetto con eccezionale maestria:
l'armonia d'insieme risalta sia nell'avvicinarsi alla villa, sia nel volgere
lo sguardo tutt'intorno dalla sua loggia.
Gli spazi interni riprendono
lo schema di facciata. Dalla loggia d'ingresso, mediante uno stretto vestibolo
si accede al grande salone centrale, ai lati del quale aprono due stanze
a nord e due a sud, divise da altrettanti vani di transito e dalla scala
che porta al piano superiore. Alla stereometria e sobrietà degli
esterni si contrappone una ricca decorazione interna, eseguita da Giambattista
Zelotti che scandisce scenograficamente le pareti con finte architetture,
all'interno delle quali rappresenta scene figurate su fondali bucolici
ed esaltazioni delle arti e delle virtù, ispirate a temi mitologici
e allegorici della tradizione romana e cristiana.

Nel 1565 la villa in tutto
il suo splendore fu scenario del matrimonio di Leonardo Emo e Cornelia
Grimani.
Negli ultimi decenni la
villa ha ospitato numerosi personaggi illustri: reali inglesi, premi Nobel,
scrittori e registi. E' stata la sede di un evento teatrale, di uno stage
internazionale di danza classica, di concerti e ha fatto parte delle scenografie
di due film: il "Don Giovanni" di Joseph Losey e "Il Gioco
di Ripley" di Liliana Cavani.

Per maggiori informazioni e
foto si consiglia:
www.villaemo.org
www.villevenete.net
Per informazioni
e prenotazioni alberghiere online o telefoniche contattare ForTravel.it:

CENTRO PRENOTAZIONI ALBERGHIERO
PER IL VENETO
(Servizio Gratuito
a prezzi convenzionati per utenti MarcaDoc.it)
Tutti i giorni dalle 8.00 alle 22.00 (fino alle 24 nel periodo estivo)
Tel. +39 0421.380230 - Fax + 39 0421.93679
Mail: info@fortravel.it
- Web: www.fortravel.it
|