Ville Palladiane: Villa Emo

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Emo 2011 - Spettacoli concerti ed appuntamenti culturali
Villa Emo si trova
nei pressi di Fanzolo, a Vedelago, nella campagna attraversata
dalla statale 53 Postumia, che collega Vicenza a Treviso toccando
i centri di Cittadella e Castelfranco.
Il committente è Leonardo Emo, rappresentante di una nobile
famiglia veneziana. Non è la prima volta che il Palladio
viene contattato da facoltosi proprietari terrieri, che sanno
di trovare il lui un architetto capace di coniugare finalità
pratiche e celebrative. La circostanza è particolarmente
favorevole perché la grande tenuta agricola di Fanzolo
si trova in una zona rurale di centuriazione romana, regolata
da tracciamenti ortogonali che si rivelano uno sfondo ideale per
le ampie prospettive palladiane, sottolineate da filari di pioppi
e dal disegno di viali e strade.
Villa Emo rappresenta un punto d'arrivo nella definizione dello
schema architettonico della villa, dopo le significative esperienze
di villa Badoer a Fratta Polesine e villa Barbaro a Maser.
Il complesso della villa comprende non solo la dimora e le sue
adiacenze, ma anche il lungo cannocchiale e la zona agricola a
nord, il giardino, definito da aiuole geometriche e viali decorati
da statue a sud e, oltre la cancellata d'ingresso, la duplice
schiera di abitazioni rustiche che forma il Borgo Brolo. La proprietà
della villa conserva i confini originali, estendendosi fino alla
via Postumia, antica strada romana, e l'orientamento della trama
dei campi segue ancora la griglia della centuriazione, sottolineata
dal duplice filare di cipressi.

La dimora padronale
risalta su un alto basamento e ad essa si allineano due lunghe
barchesse porticate che trovano conclusione in torri colombaie.
Le barchesse erano gli edifici di servizio con varie funzioni
- depositi, laboratori, alloggi ecc. - legate alla conduzione
della proprietà agricola; il termine rimanda alla funzione
originaria di rimessa per barche, dal momento che, spesso, le
ville erano collacate lungo canali navigabili.

La facciata della
villa con la sua composizione architettonica simmetrica, è
di maestosa semplicità, con una loggia tetrastila d'ordine
dorico sovrastata da un timpano triangolare con lo stemma familiare
retto da angeli , opera dello scultore Alessandro Vittoria.

Il rapporto tra
architettura e ambiente è gestito dall'architetto con eccezionale
maestria: l'armonia d'insieme risalta sia nell'avvicinarsi alla
villa, sia nel volgere lo sguardo tutt'intorno dalla sua loggia.
Gli spazi interni
riprendono lo schema di facciata. Dalla loggia d'ingresso, mediante
uno stretto vestibolo si accede al grande salone centrale, ai
lati del quale aprono due stanze a nord e due a sud, divise da
altrettanti vani di transito e dalla scala che porta al piano
superiore. Alla stereometria e sobrietà degli esterni si
contrappone una ricca decorazione interna, eseguita da Giambattista
Zelotti che scandisce scenograficamente le pareti con finte architetture,
all'interno delle quali rappresenta scene figurate su fondali
bucolici ed esaltazioni delle arti e delle virtù, ispirate
a temi mitologici e allegorici della tradizione romana e cristiana.

Nel 1565 la villa
in tutto il suo splendore fu scenario del matrimonio di Leonardo
Emo e Cornelia Grimani.
Negli ultimi decenni
la villa ha ospitato numerosi personaggi illustri: reali inglesi,
premi Nobel, scrittori e registi. E' stata la sede di un evento
teatrale, di uno stage internazionale di danza classica, di concerti
e ha fatto parte delle scenografie di due film: il "Don Giovanni"
di Joseph Losey e "Il Gioco di Ripley" di Liliana Cavani.

Per maggiori informazioni
e foto: www.villaemo.org
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