Le Grotte del Montello

Enrico Tirindelli
- guida
Una
esplorazione alla portata di tutti
Il Montello è
pieno di grotte naturali, eppure ancora in molti non lo sanno.
Sono circa novanta tra grandi, medie e piccole. Si va dagli
oltre 8 km di sviluppo del Castel Soto Tera di Volpago (tra
le più grandi al mondo nel suo genere) a piccoli anfratti
di pochi metri, come il Buoro di Ciano. Io non volevo crederci,
l'anno scorso, quando una signora mi raccontò di avere
scommesso su questo fatto con un anziano abitante del Colle,
che sosteneva di non averne mai vista una, nonostante vivesse
lì da sempre. Credo che ciò sembrerà esagerato
a molti lettori, eppure questo argomento rimane misterioso ed
affascinante. Molta gente dice che sotto terra ci vuole andare
'solo dopo morta' ed in questa affermazione sono racchiusi buona
parte dei significati evocativi ed ancestrali che riguardano
il mondo ipogeo. Si parla del grembo di madre terra, ma anche
della porta degli inferi, della tana dei draghi, della casa
dei nani di Tolkien nel Signore degli Anelli, come delle avventure
di J. Verne nel suo famoso Viaggio al centro della Terra. Celebre
la descrizione di Leonardo Da Vinci che, esitando di fronte
all'ingresso di una oscura spelonca descrive il conflitto tra
curiosità e paura. Ma la caverna è anche il luogo
del mito di Platone, è la sede dei mitrei, il luogo in
cui nasce Gesù, in cui appare la Madonna... Anche da
noi i culti religiosi e le leggende precedono la fase della
conoscenza reale e scientifica di questi fenomeni della natura,
basti pensare alle leggende delle fate del buoro o all'Eremo
di San Girolamo. Lo studio del carsismo sul Montello è
decisamente recente. Il libero accesso al colle fu reso possibile
solo con la sua sdemanializzazione e ad Antonio Saccardo si
devono i primi studi e pubblicazioni, agli albori del secolo
scorso, mentre si ha memoria di sistematiche esplorazioni speleologiche
solo dal secondo dopoguerra. I gruppi speleo che hanno rilevato
l'insieme delle cavità naturali locali nascono solo sul
finire degli anni '60 ed operano tuttora per completare le mappe
delle cavità più importanti. Il fenomeno alla
base della formazione delle doline, delle valli, delle cavità
e sorgenti naturali del Montello, detto carsismo, è particolarmente
evidente e rappresentativo. La geomorfologia del colle è,
storicamente parlando, anche tra le prime attrattive in termini
turistici, ne dà una descrizione il Touring Club Italiano
nella sua rivista già nel luglio 1918, appena a ridosso
della Battaglia del Solstizio ed ancora in pieno conflitto militare.
Ciò è dovuto evidentemente ad alcune caratteristiche
peculiari. Il Montello è composto quasi esclusivamente
da un conglomerato di ciottoli alluvionali che qui viene chiamato
'croda' e seppure la sua origine sia relativamente recente (terziario
superiore), l’erosione della roccia calcarea ad opera
dell'acqua piovana resa acida dall'anidride carbonica presente
in atmosfera (carsismo) è particolarmente accentuata.
Ampie doline, più o meno marcate e diffuse ovunque, si
alternano con estese valli dalla sezione a 'V' (presenti in
particolare sul versante centro meridionale del Colle) e con
grotte e sorgenti carsiche, queste ultime posizionate prevalentemente
sul versante settentrionale ed orientale. Le acque ipogee che
defluiscono a Sud si perdono nelle falde di cui l'alta pianura
trevigiana è ricca, salvo i pochissimi casi di cui la
sorgente del Forame a Giavera è l'esempio più
rappresentativo.

La visita alle grotte del Montello è possibile, opportunamente
guidati da esperti e dotati di caschi di protezione ed adeguata
illuminazione, avendo anche l'accortezza di prevedere un abbigliamento
che si possa sporcare di fango e bagnare, oltre a calzature
(scarponcini o stivali) adatti allo scopo. Il clima nelle grotte
è mite e costante tutto l'anno: 11 gradi circa la temperatura,
anche se l'umidità è particolarmente elevata.
Se ben organizzata, una escursione speleologica sul Montello
è istruttiva, affascinante ed avvincente, senza esporre
i partecipanti a particolari pericoli o difficoltà. Sconsiglio
vivamente, tuttavia, l'improvvisazione o il ricorso ad accompagnatori
non qualificati o non regolarmente abilitati. Se si rispettano
queste semplici precauzioni, il divertimento è assicurato!
Articolo di Enrico Tirindelli
per il mensile Marca Aperta
