L’altopiano del Cansiglio
L’altopiano
del Cansiglio (circa m.1000 s.l.m.) e l'omonima foresta, solo
in parte amministrativamente nella provincia di Treviso, è
ciò che resta dei fitti boschi che sin dall’epoca
preistorica rivestivano questi monti fino alla pianura ed è
ritenuto uno dei più vasti e relativamente ben conservati
che esistono in Italia. In epoca medievale era considerato bosco
regio ed era severamente tutelato sia per i diritti di regalia
della caccia, come per lo sfruttamento del legname. Viene menzionato
sin dal 932 d.C. quando il re d’Italia Berengario lo diede
ad Ajmone conte, vescovo di Belluno. I vescovi bellunesi lo tennero
fino agli inizi del XV secolo, quando la città di Belluno
fece atto di dedizione alla Serenissima. Il Consiglio dei dieci
nel 1548 ne decretò l’affidamento a un proprio capitano
della foresta del Cansiglio, che ne disciplinava l’uso e
l’utilizzazione secondo gli ordinamenti dei boschi di San
Marco da devolversi all’arsenale per la costruzione delle
navi. Il legname veniva trasportato a Venezia per fluitazione
lungo il Piave, con partenza dal lago di Santa Croce, ove i tronchi
venivano concentrati, e avviati attraverso un canale appositamente
scavato fino a Ponte delle Alpi. Dopo la caduta di Venezia nel
1797, il bosco fu selvaggiamente sfruttato dalla dominazione napoleonica
con devastazioni che ne ridussero sensibilmente il perimetro.
In epoca austriaca le cose migliorarono e il Cansiglio venne decretato
bosco imperiale; ugualmente fu protetto dopo il 1866 con la fisionomia
di bosco demaniale.
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La foresta
del Cansiglio si distingue anche per un insediamento etnico,
risalente agli inizi del XIX secolo con popolazioni provenienti
dall’altopiano dell’Asiago, dette Cimbre,
arrivate a loro volta dai territori della Baviera, conservando
la propria lingua e la propria particolare cultura. Qui,
i Cimbri furono famosi per la fabbricazione di tamisi
(setacci), stampi per i formaggi e boseghe (impiegate
nella costruzione di strumenti musicali). |
Oggi sono circa
240 ma, soppresso nel 1930 il diritto de fogo, cioè la
concessione di poter utilizzare il legname nella foresta, hanno
dovuto abbandonare le loro tradizionali attività e le caratteristiche
abitazioni sull’altopiano, per trasferirsi in pianura. Il
centro di etnografia cimbra in Cansiglio fu inaugurato il 18 agosto
1984 ed è situato al centro della foresta in località
Pian Osteria; è aperto tutti i giorni durante la stagione
estiva e su richiesta, per comitive e scolaresche.
Il Cansiglio è
di natura calcarea. Le acque sciolgono molto lentamente le rocce,
penetrano nel loro interno e creano una circolazione idrica sotterranea.
Le forme carsiche superficiali sono costituite da inghiottitoi,
cioè delle fratture allargate delle rocce che assorbono
l’acqua. Quest’acqua riaffiora poi ai piedi dell’altopiano
dove forma il lago Morto, il lago di Santa Croce e le sorgenti
dei fiumi Livenza e Meschio. Si è sviluppato anche il carsismo
profondo: si contano un centinaio di cavità conosciute
ed esplorate. Tali cavità hanno un andamento verticale,
cioè sono dei pozzi. Tra le più famose: il Bus della
Genziana con 3,5 Km di gallerie e una profondità massima
di 582 m; il Bus della Lum, un pozzo verticale di 185 m; l’Abisso
X con 125 m verticali e altre tre cavità che superano i
100 m. L’ambiente naturale ancora incontaminato dà
al visitatore una profonda sensazione di pace e di libertà
per la bellezza dei boschi di conifere (abeti rossi e bianchi)
e di faggi sui bordi.
Per la ricchezza
della vegetazione, fatta di graminacee e leguminose nei prati
e pascoli del Pian del Cansiglio, di muschi associati al mirtillo
e alla genziana nei luoghi umidi, di rododendri, lamponi e ribes
nel sottobosco dell'abetaia, di fiordalisi e crisantemi nella
faggeta;
infine
per la varietà della popolazione faunistica, come
caprioli, cervi, volpi, tassi e faine fra i mammiferi,
lepri, scoiattoli, ghiri e topi fra i roditori, ricci,
talpe e toporagni tra gli insettivori, passeriformi, fringuelli,
corvidi e falconidi fra gli uccelli, viperidi fra i rettili.
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Esemplari
di flora e fauna si possono vedere in Pian Cansiglio al
Museo Ecologico G. Zanardo, allestito a cura dell'Amministrazione
Forestale. Molto interessante è anche il Giardino
Botanico Alpino. Nelle vicinanze, in grandi recinti vivono
i daini. |
Un campo da golf
a 18 buche presso l'Hotel San Marco e piste per lo sci discretamente
attrezzate, fanno di questo luogo una meta particolarmente frequentata
dai turisti sia d'estate che d'inverno, per la possibilità
di una vacanza o di un fine settimana indimenticabili. I sentieri
naturalistici hanno uno sviluppo complessivo di 120 Km e sono
mantenuti in efficienza dal Corpo Forestale dello Stato in collaborazione
con il Club Alpino Italiano.

Museo Etnografico
dei Cimbri
Cansiglio, Pian Osteria
Tel. 0438.585301
Giardino Botanico
Alpino
Pian del Cansiglio
Tel. 0438.581757
articolo tratto da www.prealpitrevigiane.it
articolo collegato: Sulla
cima del Pizzoc tra verde, pietre e nuvole
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