Sopra le terre del prosecco

Itinerari
di Cesare Biadene* e-mail: cbiadene@fastwebnet.it
Ecco una piacevole escursione a quota relativamente bassa, adatta
all’inverno o all’inizio della primavera, che presenta
percorsi facili e terreno ben praticabile. Partiamo dal parcheggio
centrale di Guia, frazione di Valdobbiadene, a poco più
di 300 metri slm, circondati da fitti vigneti e da aziende agricole
produttrici di prosecco.
Questo già
ci mette di buon umore mentre risaliamo il paese in direzione
di Borgo Val, dove inizia il bosco di Madean. Attraversato il
borgo, continuiamo sempre dritti su per l’amena valletta,
con passo regolare su comoda stradella cementata, tra una vegetazione
a foglie caduche.
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Lungo
il percorso due icone, una lapide per un partigiano, infine
un capitello che si trova quasi alla fine di questo tratto:
continuiamo senza deviare finché arriviamo ad uno
spiazzo, dove compare il numero 1015. A questo punto abbiamo
fatto trecento metri di salita e ci troviamo in località
Caldane. Seguendo il segnale, dopo qualche minuto di salita
sul fondo della Val del Pavaron, il sentiero svolta e si
inerpica sulla costa. |
Dire che si inerpica
non è esatto, perché descrive geometrici tornanti
mentre il bosco, specie in autunno-inverno, presenta colori rugginosi
e i massi dalle forme bizzarre danno all’ambiente un’aura
da streghe, nel silenzio assoluto. La salita è proprio
un piacere per le gambe. Dopo gli 800 metri si deve deviare a
sinistra per evitare un grande faggio caduto, e più in
alto l’itinerario rimane in quota sulla costa Rabosa, incrociando
alla fine una strada di servizio incementata. Seguiamo questa
verso sinistra, passiamo sotto una casa con un grande albero,
camminiamo sul cemento fino ad una deviazione a destra, poco visibile
ma segnata dalla freccia 1015. Adesso siamo su una vecchia strada
forestale dismessa, che con scarsa pendenza ci fa superare un
manufatto di cemento per l’acqua; all’ultimo tornante
a destra, su un albero vediamo, pur vicina al solito segno bianco
rosso, una freccia che indica di andare giù a sinistra.
Se saliamo ancora, finalmente a quota circa 1100 la strada sbuca
sui prati, dove, in caso di bella giornata, si apre un vasto panorama.
Fin qui, circa 800 metri di dislivello. Superata una piccola casera,
potremmo salire verso la strada transitabile che va da Pianezze
al Posa Puner, e attraversata quest’ultima potremmo ancora
raggiungere cas. Zimion e infine Malga Mariech, sul crinale a
quota 1526. Però questa variante, riservata ai più
allenati, non fa parte del nostro giro. Al massimo, se splende
il sole, possiamo fare una riposante pausa sull’erba, ma
poi dobbiamo ritornare indietro per qualche minuto, fino alla
suddetta freccia, dove, con breve discesa imbocchiamo una magnifica
e comoda strada forestale (1013) che rimane in quota e permette
di avere sempre una bella vista sui colli e la pianura. Oltrepassiamo
una fresca fonte di acqua che sgorga da una grottina, e in mezz’ora
arriviamo al Pian de Farnè (a 908 metri), luogo noto e
frequentato fin dai tempi delle antiche fienagioni, dove è
situata un’area picnic con tavoli e panche di fronte ad
un laghetto, presso una cappella dedicata a S. Maurizio. Per il
ritorno bisogna far attenzione al percorso, non ben segnalato.
Certamente è indispensabile portarsi - e saper interpretare
- una carta in scala 30 o 25 mila.
Dall’area
attrezzata bisogna andare in costa in direzione Est (in
teoria sent. 1015) verso i pascoli e le prime casere, poi
scendere sul prato individuando la traccia di una mulattiera
che dopo 100 metri si addentra a destra tra gli alberi.
Subito ad un bivio c’è un segno biancorosso
per cui bisogna volgere ad angolo acuto a sinistra, e proseguire
poi per 200 metri sulla larga mulattiera, fino a che si
scorge, dopo un altro segno su un palo dell’elettricità,
un sentiero cinque metri più in basso. |
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Lo si prende per
scendere verso sinistra e in pochi minuti si arriva alle casere
Carpanè. Con una più larga e rilassante strada forestale
si passa proprio sotto le casere; si seguono tutti i tornanti
nel bosco ricco di castagni e si attraversa un interessante miniborgo
diroccato; così si ritorna alla strada cementata iniziale,
all’altezza del capitello. La gita, dato che si svolge prevalentemente
nei boschi, - e in luoghi solitari e silenziosi, a parte il Pian
de Farnè raggiungibile in auto - si può fare anche
nella stagione calda. In questo caso si raccomanda di mettere
nel sacco un prosecco fresco per rimanere in sintonia con l’ambiente!
* Escursionista e alpinista.
Foto di Cesare Biadene
Articolo tratto da www.marcaaperta.it
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