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Il Piave tra storia e leggenda




articolo collegato: Il fiume Piave - Canoa e Kajak lungo il Fiume Piave

(ANSA) Dalle sorgenti al mare e' un viaggio tutto Veneto quello che dalla preistoria compie il Piave. Dal monte Peralba sulle Carniche di Sappada a quota 2037 metri sino a calmarsi all'Adriatico tra Eraclea e Jesolo dopo 231 chilometri, lunghezza che lo colloca al nono posto nella graduatoria dei fiumi italiani, al quinto tra quelli che sfociano direttamente al mare. Un corso d'acqua che segna ritmi di vita e di storia della grande regione del Nordest: non per nulla in occasione del Primo centenario dell'Unita' d'Italia il Comune di Sappada eresse una stele in pietra sulla sorgente del Piave.

I primi passi da ruscello durano poco per il fiume veneto, l'adolescenza si fa eta' adulta gia' dopo alcuni chilometri: nonostante la presenza di numerosi bacini idroelettrici resta di grande importanza l'afflusso di acqua conferita dai torrenti montani. E cosi' che il fiume si ingrossa diventa irruente affrontando la discesa; il suo slalom e' veloce tra la Val Visdende, Santo Stefano di Cadore sino a Ponte nelle Alpi. Poco prima il fiume rende omaggio ai suoi Zattieri sfiorando il museo che si trova a Codissago frazione di Castellavazzo Belluno a 6 Km dall'uscita dell'autostrada A23 Venezia-Belluno sulla sponda sinistra del Piave di fronte a Longarone. Gli zattieri erano gli specialisti del trasporto dei tronchi lungo il fiume, ''greggi'' di abeti che domavano rimanendo appunto su zattere. Dal 1492 al 1942 la fluitazione del legname e' stata un'autentica fonte di lavoro per quest'angolo di Veneto. Alla fine del '700 questo sistema era ormai consolidato e Venezia poteva contare ogni anno su una quantita' di legname pari a 350.000 tronchi.

Prima il fiume era passato veloce nel Centro Cadore tra Lozzo, Domegge, Calalzo e Pieve, formando il grande lago. E poco sembra importargli se a Soverzene una delle centrali idroelettriche piu' importanti d'Europa ne blocca il corso deviandolo. Poco piu' in giu' c'e' il Cordevole a rifornirlo nuovamente dell'acqua con la quale dopo Valbelluna accelera ancora sino a quando sposa la pianura. Quando da nord aggira il Montello ecco il fiume storico, il Piave teatro della grande guerra. E' qui che il corso d'acqua diventa simbolo, qui dove, nella celebre canzone ''mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti..''.

Nel tratto pianeggiante il fiume perde molta della sua acqua a causa dei prelievi idrici e dell'infiltrazione e il letto puo' allargarsi fino a diversi chilometri. E' anche in queste zone ad alto interesse naturalistico che, come ha proposto il presidente del Veneto Luca Zaia, potranno nascere spiagge per turisti, per permettere una balneazione sicura.

Nell'ultimo tratto il Piave e' come canalizzato, a seguito degli interventi dei veneziani che ne deviarono il corso a est per salvare la laguna, e giunge al mare all'altezza di Cortellazzo. Il vecchio ramo del Piave esiste ancora oggi, giunge alla laguna di Venezia e si mescola con le acque del Sile. (ANSA).

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