Cornuda,
meta di escursione

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Due Rocche a Cornuda, 25 aprile 2011 - Corsa Podistica Internazionale
Cornuda sorge su
un territorio di grande bellezza naturalistica: i colli digradano
dolcemente verso la piana e rendono il panorama variato; il clima
è mite, il terreno fertile ed ubertoso. Situato ad oriente
rispetto ad Asolo, l'abitato si costituì al limite dell'agro
centuriato romano lungo l'antica via Piovega, che univa il Piave
al Brenta. Il toponimo è d'origine controversa e sarebbe
da collegarsi ad una particolarità del territorio: secondo
alcuni deriverebbe dal latino cornua (corna, estremità)
e farebbe allusione alla posizione, all'estremo limite orientale
della zona centuriata; secondo altri si legherebbe all'esistenza
delle due colline che avrebbero delimitato il primo insediamento,
simili, nell'immaginario popolare, a due corna ("cornuta");
altri, infine, intendono Cornuda come alterazione di un termine
indicante "strada tagliata" o "crocicchio"
e lo mettono in relazione alla presenza di due importanti vie,
la Piovega e la strada che ancora oggi giunge fino a Feltre.
La presenza dell'uomo
a Cornuda risale all'epoca preistorica, come attestano i reperti
recentemente venuti alla luce nella Valle di San Lorenzo ed il
materiale litico che riaffiora un po' ovunque. Si ha inoltre notizia
di ritrovamenti avvenuti durante lavori di escavo condotti verso
la fine del secolo scorso (quelli compiuti per l'edificazione
della Filanda, nel 1881), che fanno ipotizzare l'esistenza in
loco di un importante centro paleoveneto prima e romano poi. Il
periodo delle invasioni barbariche vide un grande incremento degli
abitanti, giunti dai vicini villaggi della piana o dalle zone
più esposte ad assalti ed incursioni.
Cornuda fu ben presto
sede di una pieve, divenuta arcipretato verso la fine dell'VIII
secolo. Risalgono a quegli anni i primi documenti scritti che
nominano "Cornuta" in riferimento a certi debiti contratti
dalla popolazione con il monastero dei Santi Pietro e Teonisto
di Casier. Sempre in periodo altomedievale fu edificata la fortezza
della Rocca, mentre il Castello di Colle fu fatta costruire più
tardi dal Vescovo di Treviso, che aveva ottenuto queste terre
in dono dai sovrani Longobardi. Entrambi furono distrutti nella
prima metà dei 1300 e mai più riedificati. Durante
il periodo comunale Cornuda fu coinvolta nelle lotte che videro
schierati il Comune di Treviso, i Vescovi, gli Ezzelini ed i Della
Scala. Questi scontri ebbero fine solo con il sopraggiungere di
un nuovo e più potente signore che impose agli altri la
propria supremazia: la Repubblica di Venezia. Il dominio della
Serenissima portò un lungo periodo di pace e la formazione
di numerose proprietà terriere, abbellite da splendide
ville patrizie. Alla fine del Settecento, con l'avvento dei francesi,
Cornuda subì l'occupazione delle truppe di Napoleone. Ceduta
all'Austria con tutto il Lombardo-Veneto assistette al memorabile
scontro tra i Dragoni Pontifici e l'esercito Asburgico, a ricordo
dei quale fu eretto il Monumento-Ossario sul colle della Rocca.
Furono gli Asburgo a progettare l'arrivo a Cornuda della ferrovia,
impresa realizzata però solo dopo l'Unità d'Italia:
il collegamento ferroviario portò lo sviluppo economico,
amplificato dalla funzione di nodo ferroviario assunta da Cornuda
rispetto all'intera area pedemontana e completato dal realizzato
collegamento "trasporti su strada-trasporti su rotaia".
A Cornuda vi sono
numerose possibili mete di escursione: ricordiamo brevemente i
più noti edifici di rilevanza storico-artistica presenti
sul territorio e, naturalmente, il Bosco Fagaré, compreso
fra i Comuni di Cornuda e di Crocetta del Montello, dove si possono
percorrere gli interessanti sentieri didattico-naturalistici appositamente
predisposti.
Santuario
della Madonna della Rocca |
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Il Santuario custodisce
la miracolosa immagine della Madonna della Rocca oggetto di venerazione
da parte dei fedeli della zona. L'edificio sorge a 350 m. sul
livello del mare, nei pressi di un albero di rovere che, secondo
la leggenda, proviene addirittura dalla Terrasanta. La chiesa
attuale è costituita da un nucleo medievale, forse una
cappella o una chiesetta preesistente al santuario stesso, e da
strutture tardo seicentesche aggiunte alla costruzione primitiva.
Il Santuario subì nei secoli alterne vicende, saccheggi
e distruzioni, restauri ed abbellimenti, ed è oggi affidato
alle Suore Missionarie dell'Immacolata, che godono dell'assistenza
religiosa di un rettore specialmente nominato. Ogni anno, per
voto, le sei parrocchie di Cornuda, Coste, Covolo, Maser, Nogarè
ed Onigo, in sei periodi diversi dell'anno, vi giungono in pellegrinaggio.
Chiesa dei Santi
Vittore e Corona
Antichissima chiesa
romanica, sorge poco discosta dalla Rocca lungo il letto del Ru
Nero e conserva l'aspetto di oratorio anche dopo i numerosi rifacimenti
subiti nel corso dei secoli. La storia ricorda che nel XII secolo
vi furono translati i corpi dei due santi ricordati nell'intitolazione
per la particolare devozione nutrita dai cornudesi nei loro confronti.
Asilo-Monumento
Inaugurato nel 1930,
l'Asilo - Monumento è un edificio dedicato alla memoria
dei cittadini caduti nel primo conflitto mondiale: l'Amministrazione
Comunale, per sopperire ai bisogni della popolazione, decise di
ospitarvi il nuovo Asilo per i bimbi dei Comune e dal 1968 è
la sede municipale.
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Monumento-Ossario
ai Caduti del 1848 |
Sorge sul colle
della Rocca e fu costruito in memoria di un famoso scontro avvenuto
a Cornuda durante i giorni 8 e 9 maggio 1848 fra le truppe austriache
guidate dal generale Nugent ed i Dragoni Pontifici al comando
del generale Ferrari. Il Monumento è costituito da un grande
obelisco in pietra di Pove, sostenuto da una breve scalinata a
gradoni e da un blocco in pietra sul quale si posa una grande
aquila bronzea, ed è sormontato da una stella dorata. Ai
lati dell'obelisco quattro leoni sostengono altrettante targhe
commemorative. L'opera fu eseguita da A. Carlini ed inaugurata
nel 1898.
Palazzo Munari
Palazzo ottocentesco
dalla semplice struttura, possiede adiacenze tardo settecentesche
ed uno splendido parco dove si notano i rustici ancora adibiti
ad attività di varia natura.
Palazzo De Faveri-Tron
Elegante edificio
dalla struttura solida e lineare, risalente al XIX secolo, di
cui un recente restauro ben eseguito permette di ammirare l'originale
bellezza.
Villa Bettis
Costruita per una
facoltosa famiglia asolana, la villa Bettis risale a primi secoli
della dominazione veneziana (sec. XVI/XVII). L'edificio si estende
su due piani: sulla facciata timpanata campeggia lo stemma gentilizio
e si aprono una bella coppia di trifore, l'una sovrastante l'altra,
ed un grande arco d'ingresso; da qui una gradinata fiancheggiata
da pilastri ornati di statue conduceva gli ospiti all'interno.
La villa, seriamente lesionata nel corso della prima guerra mondiale,
fu purtroppo malamente restaurata.
Villa Bolzonello
Ex residenza dei
conti Cornuda, la villa è un imponente edificio costruito
in vari momenti, a partire dal XIV secolo. Il nucleo originario,
oggi ala ovest, ha conservato riproduzione dello stemma degli
antichi proprietari e lacerti di pregevoli affreschi.
Villa Viviani
Gradevolissimo edificio
quattrocentesco, poi ampliato e restaurato, presenta oggi un bel
loggiato ad arcatelle sovrastato da una fuga di finestre sul piano
nobile; la parte centrale della facciata è elevata di un
piano e timpanata; verso ovest si apriva un belvedere oggi murato.
Locanda "Alla
Stella d'Oro"
La costruzione che
attualmente ospita la locanda risale al Cinquecento e sembra essere
stata una delle case possedute dai Trieste, facoltosi asolani
che avevano acquistato terre e beni a Cornuda.
Bosco Fagaré
Al crollo della
Repubblica di Venezia il conte Guglielmo d'Onigo dichiarò
il Bosco Fagaré bene inalienabile e quindi patrimonio dello
Stato. Successivamente anche questo bosco demaniale fu reso alienabile
(legge n. 3713 dei 04.03.1886) e fu proposto in prima istanza
ai Comuni, per i quali fu previsto un prezzo più contenuto:
il Comune di Cornuda deliberò di acquistarne una parte
(15.03.1888) con il vincolo della conservazione. Dell'intera estensione
acquistata da Cornuda una porzione passò al Comune di Crocetta
dei Montello, costituitosi il 01.05.1902 e comprendente le ex
frazioni di Ciano e Nogarè. Il Bosco rimase proprietà
indivisa dei Comuni di Cornuda (61%) e di Crocetta dei Montello
(39%), che si costituirono in Consorzio (1951) con il fine di
mantenere e valorizzare l'intero complesso boschivo. Il Consorzio
ha cessato di esistere in data 31.08.1994 ed i compiti di vigilanza
e conservazione sono stati assunti dai due Comuni, che hanno assegnato
al Comune di Cornuda la gestione dei servizio.
Grande fu l'importanza
del bosco nella storia locale: considerato sacro dagli antichi
abitatori fu ampiamente sfruttato durante il Medioevo e perfino
dalla Repubblica di Venezia, che riservò a questo territorio
particolari cure ecologico-forestali e ne utilizzò il legno
sia per l'industria navale che edilizia. Il Bosco dei Fagaré
fu poi notevolmente danneggiato nel corso dei due recenti conflitti
mondiali ed è oggi composto da alberi la cui età
media oscilla intorno ai 50 anni. Dal punto di vista botanico,
anche se la sua denominazione indicherebbe la presenza di faggete,
vi si può ammirare un ricchissimo sottobosco e numerose
specie arboree, variabili secondo l'altitudine e l'esposizione
al sole (aceri, castagni, pioppi, salici, noccioli, carpini, rovere
); numerosi anche gli animali che trovano rifugio nei boschi,
dagli insetti ai rettili, dagli uccelli ai piccoli mammiferi di
cui si indovina la presenza grazie alle tracce che si trovano
sul terreno. All'interno del Bosco sono stati predisposti sentieri
e posti di sosta, per consentire al visitatore di fruire al meglio
di questo splendido ambiente naturale.
foto tratte da www.giannidesti.com
Fonte: Associazione
Altamarca
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