Asolo, il Canova e il Palladio
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articolo tratto da:
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Colline del Veneto
Vini - Gastronomia - Cultura - Turismo
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Tel. +39(0)423972372 - Fax: +39(0)423975510
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Località di partenza: Maser
Località d'arrivo: Valdobbiadene
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Questo
itinerario guida il visitatore alla scoperta di rare bellezze
dell'Altamarca Trevigiana, perle del
patrimonio artistico e culturale nazionale, famose in
tutto il mondo. Il percorso conduce dalle Ville
venete del Palladio alle opere di Antonio
Canova, in un paesaggio armonico e suggestivo,
che riporta indietro nel tempo.
Iniziamo il nostro itinerario a Maser,
comune immerso nel verde delle colline, dove i vigneti
non fanno più da padroni ma lasciano il posto anche
ad alberi da frutto (in particolar modo ciliegi), tigli,
pini, roveri, e molti altri alberi secolari che è
facile incontrare durante un'escursione a piedi, in mountain
bike, a cavallo: potete inoltrarvi nel verde delle colline
in tanti modi, su e giù per sentieri che parlano
di storia e di natura. |
Attorno alla sommità
dei colli Sùlder e Collalto sono state riportate in vita
le trincee e gli osservatori bellici della Grande Guerra.
Da Forcella Mostaccin si può percorrere il sentiero didattico
"Col de Spin", con interessanti spunti paesaggistici,
naturalistici e geologici. Il Colle di San Giorgio è punto
privilegiato per gli amanti del bird-watching,
con interessantissimi passaggi stagionali di uccelli migratori.
Qua e là, alberi plurisecolari punteggiano il paesaggio,
a testimonianza del rispetto della natura. Meritano una sosta
il bagolaro (età 150 anni) di via Verdi, il roron di monte
Collalto (si trova in un bosco misto, a destra della strada che
va a Forcella Mostaccin, età 300 anni circa), il pino e
i bellissimi tigli di Villa Barbaro di Maser,
la casa dei picchi su un castano in via Giardino. Tra le nostre
colline potrete inoltre ammirare l'albero di Giuda e il Ginko.
Gli alberi secolari sono inoltre presenti nei parchi e giardini
della numerose ville patrizie che vi capiterà di incontrare
lungo la strada, prima tra tutte Villa Barbaro, splendente capolavoro
palladiano del '500. Alcune delle ville che punteggiano il territorio
sono ancora abitate, altre adibite a cantine o musei, una addirittura
sede del Comune (Ca' Nani), la maggior parte dunque non è
visitabile. È tappa d'obbligo dunque, una visita a Villa
Barbaro, detta anche Villa di Maser.
Riprendendo il percorso
tra i colli, è possibile soffermarsi per una visita anche
nelle numerose chiese e chiesette votive che nascondono piccoli
tesori della pittura rinascimentale.
Ci lasciamo alle spalle Maser e le sue ville e proseguiamo verso
Nord, verso Asolo e la sua rocca.
Asolo è uno dei
più affascinanti centri storici del Veneto. La sua bellissima
posizione fra le colline, il fatto che abbia dato asilo ed ospitalità
a poeti e regine, musicisti e attrici unito agli splendidi scenari
rinascimentali delle sue vie, angoli e palazzi, la rendono in
ogni stagione un luogo carico di attrattive. Denominata "la
città dai cento orizzonti", ha una lunga e ricca
storia alle spalle. La favorevole posizione e la felicità
del clima fecero di Asolo un centro abitato fin dall'epoca preistorica
e in seguito un importante insediamento dei Veneti. Acelum, l'Asolo
Romana attraversò un periodo di grande crescita: la città,
che divenne anche municipium, si sviluppò soprattutto tra
I sec. a.C. e I sec. d.C. Resti e reperti archeologici - raccolti
in un'apposita sezione del Museo
civico - documentano la presenza di Terme, di un Acquedotto,
un Foro e un Teatro a testimonianza dell'importanza di Asolo in
epoca romana. Antichissimo centro cristiano, già nel VI
sec. ebbe un vescovo e mantenne la sede episcopale fino al 969
quando divenne feudo del vescovado di Treviso. A periodi alterni
tra XI e XIV sec. conobbe l'egemonia di diverse potenti famiglie
(Tempesta, Ezzelini, da Camino, Scaligeri, Carraresi) e, infine,
di Venezia. A partire dalla fine del '300 con la dominazione veneziana,
la città entrò in una fase di grande splendore:
nel 1489 Venezia investì della Signoria di Asolo Caterina
Cornaro, ex regina di Cipro, che diede
vita ad una sfarzosa corte rinascimentale di artisti, letterati
e poeti, lasciando un'indelebile impronta nell'arte e nell'ideale
stesso della città. Venezia diede ad Asolo un importante
riassetto urbano e la legò a sé e alla propria aristocrazia
in maniera imprescindibile fino alla caduta della Serenissima.
"Asolo è Venezia e Venezia è Asolo" si
dice da queste parti, a sottolineare un'affinità di atmosfera
che si manifesta nell'architettura come nello spirito. Nel 1797
vi fece il suo ingresso Napoleone. Nell'Ottocento con la dominazione
austriaca Asolo fu interessata da riforme delle istituzioni civili
e da un programma di opere pubbliche, come ad esempio la ristrutturazione
del teatro Duse. Infine nel 1866 entrò a far parte del
Regno d'Italia. Curioso scrigno dei fatti della storia asolana
del XIX sec. è l'antico orologio a pendolo nascosto dietro
il bancone di un'enoteca in via Browning, in prossimità
del Teatro dei Rinnovati: qui vi sono annotate le date della storia
cittadina a partire dagli inizi dell'Ottocento. Molti sono gli
itinerari tematici proposti al visitatore per conoscere o approfondire
alcuni aspetti della città: itinerari storici, artistici
o archeologici (per ogni informazione contattare l'ufficio cultura
di Asolo tel. 0423 524637). Tutto in città parla di un
passato millenario quasi come tra le sale di un'esposizione permanente,
dove è possibile ammirare l'opera unica della natura e
del genio dell'uomo. L'idea di un "museo diffuso" trova
qui una delle sue migliori espressioni. Asolo conserva un'impronta
medievale, raccolta entro le antiche mura e dominata dalla Rocca,
imponente costruzione medievale a guardia dell'abitato in cima
al Monte Ricco. Cuore della città si può considerare
la centrale Piazza Garibaldi, con la fontana cinquecentesca sovrastata
dal leone alato di S. Marco; di qui si possono facilmente raggiungere
alcuni dei principali monumenti di Asolo: il Castello, fortezza
inferiore nel Medioevo, che fu residenza di Caterina Cornaro e
della sua corte rinascimentale; più volte modificato, con
la caratteristica originale torre Reata, ospita oggi il teatro
dedicato ad Eleonora Duse. Il Palazzo della Ragione, costruzione
del '400 con facciata affrescata dal Contarini (1560) è
attualmente sede del Museo Civico. La Cattedrale medievale, storica
sede vescovile rimaneggiata nel '700 su progetto di Giorgio Massari,
custodisce importanti opere di Lorenzo Lotto (Assunta), Jacopo
da Ponte detto il Bassano (Assunta), Sebastiano Bastiani (San
Girolamo). Sul lato nord-est dell'adiacente Piazza Brugnoli, dove
nell'antichità si trovavano le terme romane, è visitabile
l'ultimo tratto dell'acquedotto romano "la Bot". A dominare
la stessa piazza, dall'alto del suo giardino a terrazze, è
la settecentesca villa Scotti-Pasini. Uno sguardo attento meritano
in piazza D'Annunzio il Palazzo Beltramini, ristrutturato nel
settecento ad opera dell'architetto Giorgio Massari ed attuale
Municipio, e la Casa della Duse, in via Canova, con lapide dettata
da Gabriele D'Annunzio. Molto caratteristiche sono le vie porticate,
i palazzi affrescati con bifore, trifore e balconi. Tra queste
via Browning, dove abitò il poeta inglese: vi si affacciano
palazzetti e case in stile gotico e barocco, alcuni decorati con
affreschi del XV e XVI sec. Un po' più in là si
trovano la cinquecentesca Fontanella Zen e Villa Freya, dimora
di Freya Stark, nei cui giardini tra l'altro si trovano le tracce
del Teatro Romano. Allungando il raggio della distanza dal centro,
degni di nota sono la Chiesa di S. Gottardo del XIII secolo con
interessanti affreschi e la casa-fondazione Malipiero; il convento
dei SS. Pietro e Paolo; la Chiesa di S. Caterina con affreschi
del '400. E ancora, allontanandosi un po' dalla cinta muraria
la Casa Longobarda, la Chiesa di S. Anna, sul colle che accoglie
il cimitero con le tombe di Eleonora Duse e di
Freya Stark. La Villa degli Armeni, presso Sant'Anna,
mostra sulla facciata affreschi del XVI sec. con scene bibliche;
una galleria sotterranea la collega alla dependance detta "Il
Fresco" che si affaccia sul versante opposto della collina,
rivolta verso la città. Ad ovest del centro urbano, nella
frazione di Pagnano, sopravvive l'antica struttura del "Maglio",
piccola fucina del 1468, in funzione fino ad anni recenti e oggi
restaurata. Tra gli edifici ed i monumenti storici vale la pena
di soffermarsi un attimo ad ammirare il panorama circostante,
e perché no, fare un rapido giro di shopping nelle boutique
sotto i portici, per poi fermarsi per un aperitivo nelle piccole
enoteche e wine bar del centro.
Bellissimi sono anche i dintorni di Asolo che
offrono al visitatore numerose possibilità di svago e divertimento
nella natura. I colli asolani sono perfetti per un'escursione
a piedi, a cavallo o in mountain-bike. Si possono percorrere
stradine secondarie e sentieri nelle immediate vicinanze del Centro
Storico oppure più impegnative, sia lungo le colline asolane
che sul Monte Grappa. L'escursionista potrà
transitare in un ambiente unico, dove cultura, storia, tradizione
e bellezza paesaggistica si fondono con la rarità delle
specie vegetali ed animali presenti nelle radure, nei boschi,
nelle sorgenti, nei ruscelli, nelle pozze d'acqua. Tra le varie
attività, ricordiamo tra l'altro il campo da golf 18 buche
dell'Asolo Golf Club (Cavaso del Tomba - 10km
dal centro di Asolo), oppure la possibilità di praticare
volo libero (deltaplano - Parapendio nel territorio
comunale di Borso del Grappa - 15 km dal centro storico di Asolo
- Centro Internazionale di Volo Libero. Zona di lancio: Campo
Croce. Zona di atterraggio: Semonzo) o a motore (Campo per Deltaplani
a Motore e Aerei Ultraleggeri Asolo, località Lauro. Campo
di Volo da Diporto e Sportivo Asoloflight).
Proseguendo da Asolo verso Nord, si arriva in un'altra piccola
cittadina immersa nei colli: Monfumo. Nel centro
città è possibile ammirare vari edifici, tra cui
la chiesa, edificata sulla sommità del colle ove sorgeva
il castello maltraversiano. Di foggia settecentesca, conserva
al suo interno un mirabile affresco di Noè Bordignon (1877)
con altre pregevoli opere fra cui la pala dell'Argentin (1763)
raffigurante il Santo titolare e i due angeli dell'altar maggiore
scolpiti da Perin Canova, nonno del più celebre Antonio.
Dal terrazzo prospiciente la parrocchiale si può ammirare
il vasto panorama della pedemontana, delimitato a Nord dal massiccio
del Grappa e a Sud dai colli asolani con la famosa rocca. Da vedere
sono anche Villa Corniani-Scotti e palazzo Bressa.
Ci dirigiamo ora verso Possagno per immergerci
nella città natale di Antonio Canova,
celebre scultore del 1.800. A lui e alle sue opere è dedicato
il Museo Canova,
allestito nella casa natale dell'artista che contiene anche una
gipsoteca con tutti i calchi in gesso delle opere canoviane. Inoltre
a Possagno è possibile visitare il maestoso Tempio
del Canova, in stile neoclassico.
Terminata la visita
a Possagno riprendiamo l'itinerario verso Est, verso Cavaso
del Tomba, un altro borgo dalle antiche origini, che
ha conosciuto il suo sviluppo nel periodo romano e longobardo.
Nella sua ricca storia è opportuno ricordare il forte coinvolgimento
della città e della zona in generale durante il primo conflitto
mondiale. La prima linea infatti correva dagli Altipiani d'Asiago
al Monte Grappa, alle Meate, al Monte Tomba, al Monfenera, al
Piave e al Montello ed è stata teatro di aspre battaglie.
Moltissime sono le croci che ricordano il sacrificio di tanti
giovani morti sul campo, ricordato anche dai due monumentali
ossari francese e tedesco rispettivamente a Pederobba
e Alano di Piave. Su queste tracce di storia
italiana recente termina il nostro itinerario culturale.
Informazioni utili:
www.asolo.it
www.comune.maser.tv.it/turismo/home.htm
www.museocanova.it
articolo collegato:
Il
Canova e Possagno
Per informazioni:
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