Il Museo Civico del Castello di Conegliano

Veduta ricostruttiva
della Torre della Campana
MUSEO CIVICO DEL
CASTELLO
Piazzale S. Leonardo
Tel. 0438 22871
articolo collegato:
Conegliano
- Citta' del Cima e del Prosecco
La torre che oggi
identifica il castello sulla sommità del colle è
detta 'della Campana' perché accoglieva la campana magna
che chiamava a raccolta la popolazione e segnalava l'inizio del
Consiglio cittadino. La struttura è frutto di una serie
di ristrutturazioni e ricostruzioni.
Della originaria
fondazione scaligera (mastio costruito per difendere la corte
di guardia interna) restano in basso le profonde feritoie strombate,
mentre le piccole finestre ad arco risalgono alla ristrutturazione
del 1467; la parte terminale, cella campanaria e posto di vedetta,
ricostruita dopo il crollo del 1491, viene sopraelevata all'altezza
attuale nel 1847-55 con l'antistorico coronamento di merli ghibellini.
Oggi la struttura ospita il
Museo cittadino e comprende una pregevole pinacoteca con quadri
ed affreschi recuperati da conventi e chiese del territorio; un
arredo abbastanza composito, costituito da cassapanche, sedie
e armature risalenti al 1500-1600; una sezione archeologica con
reperti che abbracciano un arco di tempo che va dal Paleolitico
superiore all'età romana; un lapidario.
Al piano terra, si nota il
portale interno che un tempo dava accesso alla corte di guardia;
saliti al primo piano si ammira la sala del camino veneziano a
cappello di doge, con l'uscita ancora dotata di portacardini verso
il cammino di ronda della corte non più esistente. Al secondo
piano è conservato il portone che isolava i piani superiori
della torre.
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Ingresso del Museo nella Torre della
Campana
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Sommità
della Torre della Campana
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Il Museo
e la sua storia
La prima proposta
di istituzione di un Museo cittadino risale ai 1868, ma solo nel
1946 la torre del castello ospitò alcune raccolte di cui
fu responsabile il Cav. Antonio Tocchio. Alla sua morte subentrò
un comitato di cittadini, quindi nel 1952 divenne direttore il
Cav. Alfredo De Mas cui si deve il merito di aver convogliato
l'iniziale motivazione di raccolta storico-locale verso scelte
prevalentemente artistiche. Ciò comportò l'arricchimento
della pinacoteca che ancor oggi presenta una connotazione precisa
rispetto al restante materiale, alquanto composito.
Attualmente il museo
civico è composto da: la pinacoteca e il lapidario in cui
sono raccolti affreschi, lapidi tra cui il leone scalpellato dai
Francesi nell'omonima porta (1797); la sala detta Del Camino o
Cucina, per la grande cappa a corno dogale che sovrasta il focolare,
nella quale, oltre ad armature ed arredi in stile tardo-rinascimentali,
sono esposti sei pesi tipo della Repubblica Veneta per il controllo
di liquidi, granaglie e altri prodotti.
| Nella
sala attigua ci sono stampe e carte geografiche antiche,
nonché copia della Mappa napoleonica, prima rappresentazione
della struttura urbana di Conegliano (1812), la sezione
archeologica e vari documenti e reperti di storia locale.
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Sala
interna del Museo con affreschi medievali
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Sulla sommità
c'è la terrazza da cui si può ammirare lo stupendo
panorama che spazia dai monti al mare.

Veduta di Conegliano, con la Torre della
Campana sul Colle
Da
vedere
La sezione
archeologica
Dal 1994 il museo
accoglie una sezione archeologica costituita da materiali
preistorici e romani rinvenuti in città e nel territorio.
Se il castello testimonia
l'origine medioevale della fortezza, la macina a sella in pietra,
rinvenuta nel 1986 alla Ferrera, conduce ad un passato ben più
remoto (6000 anni Ca. da oggi). Il suolo olocenico, individuato
a m. 2,50 ca.dal piano di campagna, ha restituito numerosi strumenti
in selce, vasellame ceramico alquanto frammentario, nonché
resti di pasto che attestano la frequentazione della località,
dal Neolitico all'Eneolitico (fine IV - III millennio a.C.), da
parte di un gruppo umano legato culturalmente agli ultimi aspetti
della Cultura dei vasi a bocca quadrata.
Già dal 1976,
in seguito ai materiali affiorati a Casa Cima, era nota la presenza
umana sul colle durante l'età del Bronzo recente (XIV-XIII
sec. a.C.). Successive scoperte a Costa e presso il convento di
S. Francesco hanno confermato l'insediamento su terrazzamenti
in entrambi i versanti del colle da parte di gruppi umani dediti
alla pastorizia, all'agricoltura e alla lavorazione della ceramica,
collegabile, per tipologie e decorazioni, alla facies culturale
subappenninica.
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Stele
funeraria, I sec. a.C. |
Nella zona pianeggiante
(in particolare a Campolongo) è stato rinvenuto dal
1976 al 1988 materiale romano che testimonia la presenza di ville
rustiche in area centuriata, ampliamento di quella opitergina
(I sec. a.C. - I d.C.).
Tra i reperti di maggior rilievo
si segnalano: un dente di mastodonte (Era terziaria 65-2 milioni
di anni fa) trovato in località Monticella; due spade,
della media Età del Bronzo (XV sec. a.C.), provenienti
una dai laghi di S. Maria di Revine, l'altra dal greto del Piave,
presso Falzè (TV); due asce, rinvenute a Colfosco sempre
nei pressi del fiume Piave, ascrivibili una all'antica Età
del Bronzo (XVIII sec. a.C.) l'altra della prima età
del Ferro (VII sec. a.C.).
A questi reperti
si deve aggiungere la stele funeraria di Campolongo (posta nella
pinacoteca e datata intorno al I sec. a.C.) che molto probabilmente
riproduce due magistrati.

Reperti archeologici
Affreschi
Tra le molte opere
conservate in Museo, la prima che attrae l'attenzione del visitatore
è probabilmente l'affresco staccato dall'abside della chiesa
di S. Antonio Abate dei Canonici Lateranensi di Conegliano, ora
distrutta; opera del 1514 di Giovanni Antonio Pordenone, raffigura
la Maddalena, S. Caterina e altri due santi dipinti, attualmente
ai lati di una Madonna con Bambino che risulta di fattura differente
rispetto al testo del complesso.
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Affresco di Giovanni Antonio Pordenone.
Particolare
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Affresco di Giovanni Antonio Pordenone.
Particolare
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Interessante è
anche la serie di tre affreschi proveniente da Palù di
Fossamerlo: opere del sec. XV raffigurano rispettivamente la Madonna
in trono tra Santi, la Crocifissione e l'Ultima Cena; quest'ultima
è quasi certamente opera di Giovanni di Francia che, come
in altre sue opere simili presenti nel territorio, ha dipinto
una tavola imbandita su cui spicca la presenza dei soli coltelli
(le forchette all'epoca non erano ancora entrate nell'uso comune)
e dei rossi gamberi di fiume i quali, oltre ad essere ancor oggi
un piatto raffinato della cucina trevigiana, hanno anche un significato
religioso, simboleggiando il presagio della morte, la Resurrezione
ma anche l'eresia, tutti temi connessi a quello dell'Ultima Cena.
Probabilmente dello stesso autore è l'affresco raffigurante
episodi della vita di S. Pietro, staccato da una piccola chiesa
di Zoppè di S. Vendemiano; l'apparente modernismo, che
l'artista manifesta nell'abbigliamento dei personaggi rappresentati,
è contraddetto dall'impostazione generale dell'opera ancora
influenzata dai grandi maestri del sec. XIV che continuano ad
avere successo nei secoli successivi anche nelle zone culturalmente
periferiche.

Cristo benedicente, La consegna delle chiavi,
La crocifissione di S. Pietro -
Affresco di Giovanni di Francia (sec. XV)
Pinacoteca
Tra i dipinti
bisogna citare almeno le portelle d'organo raffiguranti l'Annunciazione,
S. Giovanni Battista e S. Taddeo, attribuite alla Bottega di Cima
da Conegliano e databili tra il 1510 ed il 1517.
Palma il Giovane
ha invece dipinto la grande tela raffigurante la Consegna delle
chiavi a San Pietro (16I4/1616) che all'origine faceva parte di
un trittico della chiesa dei Cappuccini di Conegliano.
Tra gli otto dipinti
donati al museo nel 1987 da Maria Teresa Ancillotto Mazzarolli
spiccano per l'elevata qualità il S. Girolamo penitente,
attribuito allo Spagnoletto (prima metà del sec. XVII)
e la Madonna con Gesù Bambino, copia di un famoso dipinto
del Correggio del 1516, la 'Zingarella', di cui sì conoscono
altri due esemplari in Italia e uno in Spagna.
Notevoli, ancora,
la Sacra Conversazione di Francesco da Milano, pittore lombardo
molto attivo nella zona nella prima metà del sec. XVI,
il ritratto dell'Ambasciatore Antonio Foscarini (scuòla
veneta, sec. XVI) e quello dell'Ammiraglio Vittore Garzoni, dipinto
di Pietro della Vecchia del sec. XVII questi eseguì
almeno altri due ritratti ad esponenti della nobile famiglia veneziana,
caratterizzati anch'essi dalla presenza dell'imponente colonna
scanalata posta alle spalle dei personaggi: uno è conservato
nel Museo Nazionale di Cracovia e l'altro all'Ermitage di San
Pietroburgo.
Tra le sculture,
infine, sì segnalano S. Siro ed il neofita di Arturo Martini
e la Gloria di S. Antonio, ovale di terracotta del Brustolon databile
attorno al 1695.
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S. Girolamo, Spagnoletto (sec. XVII)
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Sacra Conversazione di Francesco
da Milano Particolare
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Orari
da Aprile a Settembre: 10-12.30 e 16-19.30
da Ottobre a Marzo: 10-12.30 e 14.30-18
chiuso: il lunedì non festivo e nel mese di novembre, tranne
sabato e domenica
Ingresso: biglietto
intero euro 2,50 / ridotto euro 1,50 / scuole euro 1,00.
Informazioni: IAT
via XX Settembre tel. 0438 21230
Per maggiori informazioni:
www.conegliano2000.it
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Servizi
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Al Teatro
31015 Conegliano (TV) - Piazza Cima, 3
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