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Il Museo Civico del Castello di Conegliano
MUSEO CIVICO DEL CASTELLO
articolo collegato: Conegliano - Citta' del Cima e del Prosecco
La torre che oggi identifica il castello sulla sommità del colle è detta “della Campana” perché accoglieva la campana magna che chiamava a raccolta la popolazione e segnalava l’inizio del Consiglio cittadino. La struttura è frutto di una serie di ristrutturazioni e ricostruzioni. Della originaria fondazione
scaligera (mastio costruito per difendere la corte di guardia interna)
restano in basso le profonde feritoie strombate, mentre le piccole finestre
ad arco risalgono alla ristrutturazione del 1467; la parte terminale,
cella campanaria e posto di vedetta, ricostruita dopo il crollo del 1491,
viene sopraelevata all’altezza attuale nel 1847-55 con l’antistorico
coronamento di merli ghibellini.
Il Museo e la sua storia La prima proposta di istituzione di un Museo cittadino risale ai 1868, ma solo nel 1946 la torre del castello ospitò alcune raccolte di cui fu responsabile il Cav. Antonio Tocchio. Alla sua morte subentrò un comitato di cittadini, quindi nel 1952 divenne direttore il Cav. Alfredo De Mas cui si deve il merito di aver convogliato l’iniziale motivazione di raccolta storico-locale verso scelte prevalentemente artistiche. Ciò comportò l’arricchimento della pinacoteca che ancor oggi presenta una connotazione precisa rispetto al restante materiale, alquanto composito. Attualmente il museo civico è composto da: la pinacoteca e il lapidario in cui sono raccolti affreschi, lapidi tra cui il leone scalpellato dai Francesi nell’omonima porta (1797); la sala detta ‘Del Camino o Cucina, per la grande cappa a corno dogale che sovrasta il focolare, nella quale, oltre ad armature ed arredi in stile tardo-rinascimentali, sono esposti sei pesi tipo della Repubblica Veneta per il controllo di liquidi, granaglie e altri prodotti.
Sulla sommità c’è la terrazza da cui si può ammirare lo stupendo panorama che spazia dai monti al mare.
Da vedere
La sezione archeologica Dal 1994 il museo accoglie una sezione archeologica costituita da materiali preistorici e romani rinvenuti in città e nel territorio. Se il castello testimonia l’origine medioevale della fortezza, la macina a sella in pietra, rinvenuta nel 1986 alla Ferrera, conduce ad un passato ben più remoto (6000 anni Ca. da oggi). Il suolo olocenico, individuato a m. 2,50 ca.dal piano di campagna, ha restituito numerosi strumenti in selce, vasellame ceramico alquanto frammentario, nonché resti di pasto che attestano la frequentazione della località, dal Neolitico all’Eneolitico (fine IV - III millennio a.C.), da parte di un gruppo umano legato culturalmente agli ultimi aspetti della Cultura dei vasi a bocca quadrata. Già dal 1976, in seguito ai materiali affiorati a Casa Cima, era nota la presenza umana sul colle durante l’età del Bronzo recente (XIV-XIII sec. a.C.). Successive scoperte a Costa e presso il convento di S. Francesco hanno confermato l’insediamento su terrazzamenti in entrambi i versanti del colle da parte di gruppi umani dediti alla pastorizia, all’agricoltura e alla lavorazione della ceramica, collegabile, per tipologie e decorazioni, alla facies culturale subappenninica.
Nella zona pianeggiante
(in particolare a Campolongo) è stato rinvenuto dal 1976 al
1988 materiale romano che testimonia la presenza di ville rustiche in
area centuriata, ampliamento di quella opitergina (I sec. a.C. - I d.C.). A questi reperti si deve aggiungere la stele funeraria di Campolongo (posta nella pinacoteca e datata intorno al I sec. a.C.) che molto probabilmente riproduce due magistrati.
Affreschi Tra le molte opere conservate in Museo, la prima che attrae l’attenzione del visitatore è probabilmente l’affresco staccato dall’abside della chiesa di S. Antonio Abate dei Canonici Lateranensi di Conegliano, ora distrutta; opera del 1514 di Giovanni Antonio Pordenone, raffigura la Maddalena, S. Caterina e altri due santi dipinti, attualmente ai lati di una Madonna con Bambino che risulta di fattura differente rispetto al testo del complesso.
Interessante è anche
la serie di tre affreschi proveniente da Palù di Fossamerlo: opere
del sec. XV raffigurano rispettivamente la Madonna in trono tra Santi,
la Crocifissione e l’Ultima Cena; quest’ultima è quasi
certamente opera di Giovanni di Francia che, come in altre sue opere simili
presenti nel territorio, ha dipinto una tavola imbandita su cui spicca
la presenza dei soli coltelli (le forchette all’epoca non erano
ancora entrate nell’uso comune) e dei rossi gamberi di fiume
i quali, oltre ad essere ancor oggi un piatto raffinato della cucina trevigiana,
hanno anche un significato religioso, simboleggiando il presagio della
morte, la Resurrezione ma anche l’eresia, tutti temi connessi a
quello dell’Ultima Cena.
Pinacoteca Palma il Giovane ha invece dipinto la grande tela raffigurante la Consegna delle chiavi a San Pietro (16I4/1616) che all’origine faceva parte di un trittico della chiesa dei Cappuccini di Conegliano. Tra gli otto dipinti donati al museo nel 1987 da Maria Teresa Ancillotto Mazzarolli spiccano per l’elevata qualità il S. Girolamo penitente, attribuito allo Spagnoletto (prima metà del sec. XVII) e la Madonna con Gesù Bambino, copia di un famoso dipinto del Correggio del 1516, la “Zingarella’, di cui sì conoscono altri due esemplari in Italia e uno in Spagna. Notevoli, ancora, la Sacra Conversazione di Francesco da Milano, pittore lombardo molto attivo nella zona nella prima metà del sec. XVI, il ritratto dell’Ambasciatore Antonio Foscarini (scuòla veneta, sec. XVI) e quello dell’ Ammiraglio Vittore Garzoni, dipinto di Pietro della Vecchia del sec. XVII questi eseguì almeno altri due ritratti ad esponenti della nobile famiglia veneziana, caratterizzati anch’essi dalla presenza dell’imponente colonna scanalata posta alle spalle dei personaggi: uno è conservato nel Museo Nazionale di Cracovia e l’altro all’Ermitage di San Pietroburgo. Tra le sculture, infine, sì segnalano S. Siro ed il neofita di Arturo Martini e la Gloria di S. Antonio, ovale di terracotta del Brustolon databile attorno al 1695.
Orari Informazioni: IAT via XX Settembre tel. 0438 21230
Per maggiori informazioni: www.conegliano2000.it >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Servizi per il Turista
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