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Il Prosecco


Zona di produzione:

il territorio collinare dei comuni di Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miano, Valdobbiadene, Vidor, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, San Pietro di Feletto, Refrontolo e Susegana, in provincia di Treviso. Sono da considerarsi idonei unicamente i vigneti ben esposti ubicati su terreni collinari con esclusione dei vigneti di fondovalle, di quelli esposti a tramontana e di quelli di bassa pianura.

Vitigni:
Prosecco 85% con eventuali aggiunte di Verdiso, Pinot bianco, Pinot grigio e Chardonnay.

Resa massima per ha: 120 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 10,5%.
Acidita' totale minima: 5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 15 per mille.
Ceneri minime: 1,2 per mille.
Invecchiamento: nessuno.

Caratteristiche organolettiche:
colore giallo paglierino piu' o meno carico; profumo vinoso, caratteristico, leggero, fruttato particolarmente nei tipi amabili e dolci; sapore e gradevolmente amarognolo, non molto di corpo nel tipo "Secco", fruttato nei tipi amabile e dolce (il cui contenuto in zuccheri residui non deve superare il 6%).

Qualificazioni:
qualora le uve provengano dal territorio della frazione San Pietro di Barbozza, denominato Cartizze, e il vino si presenti con una gradazione alcolica minima dell'11%, ha diritto alla sottospecificazione "Superiore di Cartizze".

Abbinamenti :
aperitivo, antipasti di pesce delicati, pesce di lago e di mare in umido ed arrosto, seppie in umido con verdure, polpi affogati.

Tipologie: Frizzante, Spumante e Tranquillo


Fonte: Atlante dei Prodotti tradizionali ed agroalimentari del Veneto - Regione Veneto e Veneto Agricoltura


Il nuovo disciplinare del Prosecco DOCG: Garantita la DOCG per la zona storica

CONEGLIANO VALDOBBIADENE

DOVE IL PROSECCO È SUPERIORE

COME CAMBIA IL “MONDO” DEL PROSECCO CON LA DOCG CONEGLIANO VALDOBBIADENE

Negli ultimi anni, intorno al Prosecco, si sono sviluppati molti fenomeni imitativi: ciò è comprensibile dato il successo del prodotto e la sempre maggiore fiducia e considerazione da parte dei Consumatori. Tali fenomeni, difficili da monitorare e controllare, rischiavano di confondere Operatori e Consumatori sia in Italia sia all’estero, e di danneggiare uno dei prodotti più apprezzati dello “stile italiano”. Per questo motivo, dopo un lungo lavoro, il 17 luglio 2009 è stato approvato dal Ministero il riordino del Prosecco che vede l’innalzamento dei controlli e delle garanzie e che sancisce un cambiamento radicale: Prosecco infatti non è più il vino ottenuto da un tipo di vite, ma diventa il vino di un preciso territorio.
Il cambiamento ha portato alla definizione di due differenti livelli qualitativi: l’attribuzione della Docg per il Conegliano Valdobbiadene, e la creazione di una Doc di base che sostituisce tutte le Igt attuali.

DALLA DENOMINAZIONE STORICA ALLA DOCG

Dopo quaranta anni dal riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC 1969), Conegliano Valdobbiadene, insieme alla piccola zona dei Colli Asolani, entra a pieno titolo nella più alta classificazione italiana dei vini di qualità: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
L'impianto storico della Denominazione rimane intatto, ma cambia e si amplia la visione complessiva che permette di valorizzare maggiormente il prodotto.
Il territorio è garanzia di Superiorità. Tutti i vini a Docg riportano in primo piano sull'etichetta, il nome
della Denominazione "Conegliano-Valdobbiadene" seguito da Prosecco Superiore, nel caso dello spumante.
Lo spumante può riportare in etichetta semplicemente il nome della Denominazione principale Conegliano- Valdobbiadene o Conegliano o Valdobbiadene.
La zona di produzione. La zona di produzione è quella storica, limitata ai 15 comuni collinari tra le due capitali produttive di Conegliano-VaIdobbiadene; una dimensione che testimonia la preziosità del prodotto.
Le uve. Come tradizione, il vino viene prodotto con un minimo de1l'85% di uve del vitigno Glera e, per un massimo del 15%, di uve Verdiso, Bianchetta, Perera, Glera lunga varietà presenti da secoli nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene. Per lo spumante, si possono utilizzare anche le uve Pinots e Chardonnay.
La produzione. La produzione della Docg è di 135 qli/ha
Le Novità.
Con l’introduzione delle “Rive”, riservato agli spumanti, è stata prevista anche la possibilità di evidenziare in etichetta il nome del comune o della frazione di origine delle uve.
Il termine "Rive", sta ad indicare nella parlata locale, i vigneti posti in terreni scoscesi, ed ha lo scopo di mettere in luce la vocazione e le molte differenze che esprimono le diverse località della denominazione. Per le "Rive" la produzione è ridotta a 130 qli/ha, con l'obbligo della raccolta manuale delle uve e dell'indicazione del millesimo.
Il “Cartizze”. AI vertice qualitativo della Denominazione Garantita rimane lo spumante della storica sottozona del "Superiore di Cartizze" la cui resa in vigneto è di 120 qli/ha.

DA PROSECCO IGT A PROSECCO DOC - LA DENOMINAZIONE DI BASE

Per proteggere il Prosecco e controllare la qualità della produzione, è stata istituita la nuova Denominazione di base Prosecco. La varietà Prosecco sarà indicata con il vecchio sinonimo "Glera". Le motivazioni giuridiche. Il riconoscimento a pieno titolo di “Prosecco” come Denominazione di origine
riferita ad un vino e proprietà intellettuale protetta dalla normativa dei prodotti di qualità della Comunità Europea, è stato reso possibile grazie all’unione di due fattori: da un lato la tradizione produttiva di Treviso, provincia in cui si concentra il 90% di tutta la produzione attuale a Prosecco e dove si trovano le colline della Docg, e dall’altro la presenza della località Prosecco, situata vicino a Trieste e collegata storicamente all’origine del vitigno.
La zona di produzione. La zona di produzione Doc comprende le 9 provincie Veneto-Friulane dove già era autorizzata la coltivazione del vitigno prosecco. Questa nuova Doc ricomprende e sostituisce le Igt esistenti (Prosecco Colli Trevigiani, Prosecco Marca trevigiana, Prosecco del Veneto, Prosecco Alto Livenza, Prosecco delle Venezie) in un unico territorio. Le vecchie Igt saranno commercializzate fino ad esaurimento delle scorte (fine 2010).
La nuova Doc inoltre prevede la possibilità di specificare l'area di origine delle uve per le province di Treviso e Trieste.

Le caratteristiche della nuova Doc

- La resa prevista in vigneto è di 180 qli/ha.
- Le uve: la nuova Doc prevede, nell'assemblaggio delle uve, un minimo dell'85% di varietà Glera, ed
un massimo del 15% di varietà minori e di Pinots e Chardonnay.
- La zona d’imbottigliamento è quella delle 9 province appartenenti alla Denominazione, estesa ai
produttori fuori dalla zona di coltivazione che dimostrino di avere già imbottigliato questo vino da
almeno 5 anni.
- Le tipologie: nella nuova Doc si avranno le tipologie di vino Tranquillo, Frizzante, Spumante.
- I controlli: la nuova denominazione sarà sottoposta ai controlli previsti dalla legge sulle Doc, fra cui
il controllo di filiera in vigneto ed in cantina, l'analisi chimica ed organolettica prima dell'entrata in commercio del prodotto imbottigliato.
I divieti:
o non si potranno più produrre e commercializzare vini con l'indicazione di più vitigni (Prosecco/Chardonnay, ecc) o vini rosati.
o il Prosecco DOC si potrà commercializzare esclusivamente in bottiglie di vetro, non in fusti
o altri contenitori alternativi.

Per ulteriori informazioni: Consorzio Per la Tutela del Conegliano-Valdobbiadene Superiore


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