La "dosa" da luganega
ritrovata dall'Accademia Italiana della Cucina
L'esito di studi
e selezioni della delegazione trevigiana dell'Accademia Italiana
della Cucina consegnato al futuro da una ricetta depositata presso
il notaio Arrigo Manavello di Treviso
Ci sono voluti quattro anni di studio, di riflessioni e di selezioni
di un gruppo di Accademici della delegazione di Treviso dell'Accademia
Italiana della Cucina. C'è stato bisogno anche di un buon
numero di cene e di degustazioni nelle opportune sedi... cioè
a tavola... Ma alla fine il risultato è più che
soddisfacente e la delegazione presieduta da Beppo Zoppelli ha
finalmente individuato la migliore ed autentica "luganega
trevisana da riso tipo", la cui ricetta è stata registrata
nei giorni scorsi con formale Atto del notaio trevigiano Arrigo
Manavello.
Dal momento che
con le tradizioni non si scherza, la Delegazione trevigiana dell'AIC
ha quindi pensato di consegnare al futuro questo patrimonio del
passato in forma inequivocabile, dopo che per molti anni si sono
raccolte ed accavallate imprecise notizie circa la "dosa"
(ossia il dosaggio di varie spezie) che ha reso celebre ed inconfondibile
la "luganega da riso" trevigiana grazie alla ricetta
segreta dello "spezièr" Antonio Perissinotto,
droghiere ed accademico della cucina che aveva ereditato dalla
sua famiglia la composizione della "dosa" e che alla
sua famiglia ha lasciato un piccolo campione di questo composto,
mentre a Giuseppe Maffioli aveva comunicato quasi tutti gli ingredienti
di questa profumatissima miscela.
Dopo che gli eredi
di Antonio Perissinotto hanno generosamente donato alla delegazione
trevigiana il campione in loro possesso, sono iniziate le ricerche
scientifiche ed organolettiche, ma anche le ricerche nella memoria
di fatti e sensazioni che hanno portato a ricostruire la ricetta
di questo piccolo scrigno di sensazioni olfattive. La commissione
composta formata dagli accademici Fiorella Zovatto, Teresa Perissinotto,
Marina Grasso, Angelo Bonemazzi, Sergio Dionese, Carlo Mocci,
Paolo Trevisi, Annibale Toffolo e Beppo Zoppelli ha quindi individuato
la "dosa" più appropriata per conferire alla
"luganega bianca da riso" i suoi inconfondibili connotati,
anche grazie al ricordo di una conversazione svoltasi negli anni
Sessanta cui ha assistito lo stesso Zoppelli, durante la quale
Perissinotto nominava tra gli ingredienti della dosa la polvere
di funghi porcini essiccati, non confidata a Maffioli nell'intervista
sopra citata.
La "dosa"
ora, ha quindi una sua specifica ricetta codificata e depositata
grazie anche alle prove di preparazione delle luganeghe realizzate
da vari macellai e dai loro norcini, poi perfezionate nella "luganega"
realizzata dalla ditta De Stefani di Guia secondo gli appunti
redatti dalla dottoressa Elena Pol ed il meticoloso lavoro del
norcino Stefano Ceccato
La salsiccia conciata
con coriandolo, cannella cassia, cannella ceylon, macis fiore,
noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano e polvere di fungo
porcino essiccato sarà degustata dagli accademici trevigiani
nel corso della Cena Ecumenica (autentico evento che ogni anno
riunisce attorno a centinaia di tavole sparse nei cinque continenti,
nello stesso giorno, le delegazioni dell'AIC di tutto il mondo)
che la Delegazione di Treviso realizzerà giovedì
16 ottobre presso Villa Carretta dell'azienda vitivinicola Ornella
Molon di Salgareda, e nella quale si celebrerà "il
maiale" tema 2008 dell'Accademia Italiana della Cucina, che
decreta ogni anno un diverso argomento di studio ed approfondimento.
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