Asparago Bianco del Sile

Territorio
interessato alla produzione
Provincia di Treviso nei comuni
di: Vedelago, Morgano, Quinto di Treviso, Zero Branco,
Treviso, Silea, Casier, Casale sul Sile, Preganziol, Mogliano
Veneto, Istrana e in parte
del Comune di Resana.
La storia
L’asparago
si ritiene originario delle zone temperate dell’Asia. Da
qui dapprima grazie agli egiziani e successivamente l’impero
romano si diffuse in tutto il mediterraneo e l’Europa continentale.
Come molti altri ortaggi anche l’asparago venne dapprima
usato per le sue qualità medicamentose e furono più
tardi i romani a scoprire quelle gastronomiche. Le prime notizie
certe della sua coltivazione in Veneto si trovano in registrazioni
di acquisto effettuate per conto dei dogi veneziani nella prima
metà del ‘500. Tuttavia la coltivazione risale a
molto tempo prima, infatti alcuni documenti
di fine 1400 testimoniano che l’usanza di legare gli asparagi
in mazzetti era diffusa ancor
prima della scoperta dell’America. In Veneto questo ortaggio
ha trovato un ambiente ideale
per la sua coltivazione, infatti, la nostra regione insieme all’Emilia
Romagna è fra le prime produttrici in Italia. Nella provincia
di Treviso è famosa
la festa degli asparagi a Zero Branco che, come viene testimoniato
dai primi volantini pubblicitari,
si tiene dal 1967 tra la fine di aprile e l’inizio di maggio,
presso la rotonda di Badoere.
Descrizione del prodotto
L’asparago
presenta una colorazione bianco-avorio con eventuale lieve colorazione
rosa sui turioni e una punta non totalmente compatta. I turioni
si devono presentare interi, sani, privi di danni dovuti a lavaggio
inadeguato, puliti, di aspetto fresco, esenti da parassiti, privi
di ammaccature, privi di odore e/o sapore estranei; il taglio
alla base del turione deve essere perfettamente perpendicolare
all’asse maggiore; possono presentarsi lievemente incurvati;
sono scartati i turioni che alla base presentano tessuti legnosi.
La lunghezza dei turioni è compresa tra 12 e 22 cm, il
calibro è compreso
tra gli 8 e i 20 mm.
Processo
di produzione
Per la produzione
degli asparagi sono necessari i terreni sabbiosi. Il terreno viene
preparato nell’autunno precedente l’impianto della
asparagiaia con una aratura profonda di 35-40 cm e con l’interramento
di letame maturo. In primavera la messa a dimora della coltura
avviene piantando le cosidette “zampe” (fusti sotterranei)
ad una distanza sulla fila di 25-30 cm l’una dall’altra.
Il solco viene chiuso e, fino al terzo anno, vengono effettuate
le necessarie concimazioni, gli interventi per il controllo delle
infestanti e i trattamenti antiparassitari. Nel mese di febbraio
del terzo anno si iniziano a formare i cumuli sui quali, prima
della nascita degli asparagi, verrà stesa una pellicola
di plastica nera (pacciamatura) sia per bloccare le
radiazioni solari ed ottenere i turioni bianchi, sia per controllare
le infestanti. La raccolta
degli ortaggi è possibile da 3° all’8° anno
e dura circa 60-80 giorni e avviene
tramite un coltello apposito detto “sgorbia” con cui
si taglia il turione. Gli asparagi
vengono poi legati in mazzi, pronti per la vendita.
news
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bianco di Cimadolmo IGP
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