Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco Veneto
IGP, fiori rossi in tavola
Il Radicchio.
L'ortaggio protagonista dell’inverno declinato in tutte
le sue meravigliose varietà, che in Provincia di Treviso
prendono il nome di Castelfranco e Treviso.
Gia' dal nome è
croccante. Radicchio. Il nome viene da radice, e ha un suono fresco,
allegro. E' una cicoria, ma, fra tutte le varietà di questa
grande famiglia vegetale, i radicchi sono le cicorie più
coltivate, le più richieste. Il colore, un rosso vinoso
e pieno, è la caratteristica più evidente del gruppo.
Si presenta a cespi, di solito compatti, su brevi fusti bianchi.
La pianta, che appartiene alle Compositae, fu introdotta in Veneto
nel XV secolo. Poi, attraverso incroci, selezioni e diversificazioni,
è diventata la star della ricca produzione agricola della
regione. Primo fra tutti gli ortaggi italiani, nel 1996 il Radicchio
Rosso di Treviso insieme a quello di Castelfranco ha raggiunto
la certificazione IGP e oggi è un simbolo del Made in Italy
alimentare. Esposti sul banco di un mercato sono di bellezza straordinaria.
Sciabolate di rosso e di bianco, una freschezza viva nel cuore
dell'autunno-inverno. I cespi si differenziano per qualche sfumatura
di quel colore sontuoso, la costolatura candida cion nervature
più o meno evidenti, ma soprattutto per la forma. Stupenda
per la forma a rosa sbocciata, con i bordi dei petali arricciati,
il Variegato di Castelfranco si fa ammirare anche per il colore,
che va dal giallino al verde tenero, al bianco, con striature
e pennellate rosa e rosse. La sua consistenza più fine
si rivela al palato. Il Radicchio di Treviso si presenta in due
versioni, Precoce e Tardivo. Il primo ha foglie allungate, turgide
e forti, che tendono ad aprirsi nella parte terminale e viene
pronto all’inizio dell'’autunno, il secondo ha bisogno
delle brinate di novembre e protrae la sua stagione fino alla
fine di febbraio. Riconoscibile per l'andamento sinuoso, la forma
più racchiusa verso l’interno e un rosso più
spiccato, ha costole più evidenti, di un candore perlaceo.
Anche il sapore si fa più delicato, elegante. Fra tutti
il Tardivo è il più pregiato, quello che meglio
si e' affermato sul mercato.
Seminato in primavera, appena il termometro scende il radicchio
viene raccolto, raggruppato a mazzi, ripulito dalle foglie esterne
e messo a riposo per qualche giorno dentro solchi di terra. A
questo punto ogni pianta è immersa con la sua radice nell'acqua
corrente, a temperatura costante e non troppo fredda, che viene
direttamente dal terreno: è la “risorgiva”
dei fiumi della campagna trevigiana, il Sile in particolare. Questo
processo permette uno “sbocciare” di foglie nuove
all'interno del cespo originario. Le piante sono tenute in ambienti
con pochissima luce per una ventina di giorni. Da qui il candore
perlato, l’andamento più morbido. Anche il Variegato
di Castelfranco è sottoposto a forzatura. Ma come si è
arrivati a questa tecnica produttiva? Il buio e il tepore necessari
alla rifioritura forse furono un caso. Alla fine dell'800, durante
una di quelle serate tra contadini in cui ci si riuniva per raccontare
storie, qualcuno scoprì delle piante di radicchio che erano
state dimenticate nella stalla. Ne prese una, scartò le
foglie esterne e mise a nudo il nuovo germoglio, tenero e rosso.
La pianta era germogliata una seconda volta! La cosa fu studiata
e messa a punto fino a dare vita a un prodotto inedito. Quando
si dice i doni della natura!
|
Per
prenotazioni e informazioni alberghiere online o telefoniche
contattare ForTravel.it:
CENTRO
PRENOTAZIONI ALBERGHIERO
PER IL VENETO
(Servizio
Gratuito a prezzi convenzionati
per utenti MarcaDoc.it)
Tutti i giorni dalle 8.00 alle 22.00
(fino alle 24 nel periodo estivo)
Tel. +39 0421.380230
- Fax + 39 0421.93679
Mail: info@fortravel.it
- Web: www.fortravel.it
|
|
|
|