Focaccia Veneta - Fugassa Veneta

In terra veneta
non c’è Pasqua senza la “focaccia”, dolce
tradizionale che può assumere anche la forma di “colomba”,
confezionata, naturalmente, con lo stesso tipo di pasta. Si tratta
di un pane pasquale arricchito con vari ingredienti: farina, zucchero,
burro, lievito e uova. L’origine del dolce è comunque
avvolto nella leggenda, ma sembra che l’idea di questo “pane
dolce” sia venuta ad un antico fornaio trevigiano: lavorò
la sua pasta di pane con burro , uova e miele (qualche volta mandorle)
sino ad ottenere un dolce soffice e leggero, che regalava ai suoi
clienti in occasione delle feste pasquali.
La tradizione vuole anche che la “fugassa”, un tempo,
venisse preparata in occasioni di fidanzamenti e donata alla famiglia
della ragazza con dentro nascosto l'anello di fidanzamento. È
un dolce complesso che richiede una lunga lievitazione, con pause
adeguate (almeno tre di circa tre ore ciascuna), per ottenere
una pasta molto soffice e leggera che, alla fine, sia che venga
cotta in stampi circolari o in quelli a forma di colomba, verrà
glassata con un composto a base di uova, di mandorle pelate, generalmente
tritate ma anche divise a metà, e zucchero in granella.
Per accompagnare questo dolce il Veneto ha molti vini adatti,
come il Prosecco superiore di Cartizze, il Moscato Fior d’Arancio
dei Colli Euganei, il Recioto di Gambellara spumante, il Recioto
di Soave.
Ricetta Fugassa
Veneta
Ingredienti:
lievito di birra
- 15 gr. (per il 'lievitino')
latte tiepido - 90 gr (per il 'lievitino')
farina - 90 gr (per il 'lievitino')
uova - 3 (3 uova medie.)
burro - 150 gr. o 110 gr. (Per un effetto 'Pandoro': 50 per il
primo impasto, 50 per il secondo e altri 50 da aggiungere alla
fine della lavorazione. Per la ricetta classica usate 50gr per
il primo impasto e 60gr. nel secondo.)
farina - 600 gr (usare un misto di 25% manitoba e 75% farina 00.
350 per il primo impasto e 250 per il secondo)
zucchero - 190 gr. (110 per il primo impasto e 80 per il secondo)
marsala - mezzo bicchiere (30 gr)
estratto di cedro - c.ca 40 gocce (questo aroma è importante
e non andrebbe sostituito con altro, le dosi vanno regolate in
base al tipo di estratto)
sale - un cucchiaino (c.ca 5gr.)
vaniglia - qb
La Preparazione:
fase 1: Si inizia a lavorare il lievito con il latte tiepido e
i 90 gr. di farina. Ne risulta un impasto molto morbido. Far riposare
c.a mezz'ora.
fase 2: Primo impasto
con 2 uova, 50 gr di burro, 350 gr. di farina, 110 gr. di zucchero
e si aggiunge il lievitino. Lavorare l'impasto c.ca 10 minuti
finchè non risulta abbastanza liscio ed elastico. Far lievitare
alcune ore finchè l'impasto non raddoppia di volume. Cercare
di formare un ambiente caldo.
fase 3: Secondo
impasto con: 1 uovo (oppure per l'effetto 'Pandoro' 2 tuorli),
60 gr. di burro (per l'effetto 'Pandoro' 50 gr.), 250 gr. di farina,
80 gr. di zucchero, marsala, cedro, vaniglia. Dopo averlo lavorato
per qualche minuto unitelo al precedente lievitato. A questo punto
aggiungere il sale e lavorare bene e a lungo. Ne deve risultare
un impasto liscio ed elastico, se appare granuloso continuare
a lavorarlo. A questo punto potete dividerlo in due per avere
due focacce medie. Mettete l'impasto (o gli impasti) negli stampi
e fate lievitare per la seconda volta a una temperatura di 25/27
gradi per alcune ore (da 4 a 6 ore a seconda della temperatura
ambiente). Per l'effetto 'Pandoro', finita la lavorazione, aggiungete
50 gr. di burro a temperatura ambiente e lavorate la pasta finchè
non sarà assorbito leggermente.
fase 4: Se la temperatura
di lievitazione sarà stata favorevole vi ritroverete un
impasto piu' che raddoppiato. Fate sciogliere un paio di cucchiai
di zucchero (bianco o di canna) in poca acqua bollente. Quando
si è intepiedito spennellare le forme e praticare un paio
di incisioni con una lama affilata. E' ora della cottura. Infornate
in forno caldo a c.ca 170 gradi per c.ca 35 minuti (almeno 45
minuti se si è prodotta una sola grossa focaccia). I tempi
sono indicativi, sarebbe bene toglierle dal forno facendo prova
con uno stecchino, non fidatevi solo del colore superficiale.
Gli stampi: ho provato
ad usare degli stampi fatti con della stagnola (c.ca 3 fogli)
appoggiandoli sul 'dietro' di una pentola e aggiungendo sul fondo
della carta forno. Poi sono passato alle forme da Pandoro che
danno una crosticina molto più apprezzabile.
articolo tratto
da www2.regione.veneto.it
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