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Mostra 'Opere grandi - Grandi opere' di Bruno Donadel a Valdobbiadene


Personale di Bruno Donadel a Villa dei Cedri a Valdobbiadene

immagini culturali di un distretto territoriale

DAL 16 GIUGNO AL 1 LUGLIO 2012

Mostra Opere grandi-Grandi opere

Bruno Donadel compie 83 anni, una lunga carriera artistica. A Valdobbiadene in Villa dei Cedri, la mostra Opere grandi-Grandi opere propone opere di grande formato, di pregnante valore estetico. I dipinti sono legati ad un territorio, l'Altamarca Trevigiana che Bruno Donadel non ha mai lasciato, nonostante pressanti inviti, per inseguire le sirene che lo avrebbero portato certamente ad una maggiore notorietà.
Già nel 1957 vince tre premi, su tre opere presentate, al VI Premio Diomira di Milano. Da quel momento i grandi galleristi di Milano, Roma, Venezia, propongono personali che ha sempre rifiutato, perché si giudicava (come risulta dalle lettere) non pronto, forse una scusa per non lasciare le sue amate e immortalate colline e genti trevigiane. Diverse le mostre lontano da casa, senza la sua presenza. Seguono gli anni delle diverse esposizioni di sue opere in mostre insieme a grandi artisti come Picasso, Matisse, Rouault, Carrà, Sironi, Severini, Campigli, Cantatore, De Chirico, Guttuso, Migneco, Music, Morandi, Utrillo, Fiume, i due Bueno ecc. .
Insomma Donadel è un pittore al di fuori degli schemi: non si è affidato ad alcun mercante d’arte perché si è sempre voluto sentire libero di affidare i suoi quadri a chi riteneva e ritiene in grado di comprenderli e soprattutto per non essere vincolato dalle mode dei vari 'ismi' che hanno caratterizzato l'arte del secolo scorso.

VERNICE
il 16 GIUGNO 2012 ore 18.30
VALDOBBIADENE nella prestigiosa cornice di VILLA DEI CEDRI

lnterventi critici dei curatori del catalogo:
Dr.sso ENRICA ANGELLA - Dr. PIERO BONGI
sara' presente l'ARTISTA
Letture di SANDRO BUZZATI
Lo serata si concludera' con un momenio conviviale

La mostra rimarra' aperta dal 16 giugno all'1 luglio 2012
con orario 10.00 - 12.30 e 16.00 - 19.30

Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, di isole, di pesci, di abitazioni, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che questo paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto. J. L.Borges

Appunto……..Bruno Donadel nasce a Farra di Soligo, in provincia di Treviso, nel 1929. Quarto di nove figli di una famiglia di mezzadri, fin da bambino dimostra un’inclinazione per il disegno che coltiva assiduamente durante tutta la giovinezza, nelle pause di lavoro dei campi e durante le veglie notturne. Il giovane artista costretto a disegnare di nascosto, quando tutti dormivano, per non andare contro il volere dei genitori e a disfarsi - bruciandoli come si fa con le sterpaglie - dei disegni che gli andavano meno a genio per non rischiare di essere scoperto, nonostante le difficoltà, da subito capì che la pittura sarebbe stata la sua vita e come dargli torto, visto che oggi è considerato uno degli artisti più apprezzati e indicativi dell’Altamarca.
Autodidatta, apprende la prospettiva da Giovanni Zanzotto alla scuola serale di Pieve di Soligo e ha l’occasione di ricevere lezioni di chiaroscuro da Alfredo Serri e di pittura da Amelia Casonato Da Forno. Nel 1957, grazie al sostegno e alla relazione epistolare che lo legò per molti anni al gallerista Carlo Cardazzo (titolare delle gallerie del Naviglio a Milano e del Cavallino a Venezia), vince il Premio Raccolta Bertarelli. Questo riconoscimento segna l’inizio della sua carriera, e gli permette finalmente di disporre delle risorse economiche necessarie per dipingere ad olio, senza mai legarsi con contratti per non perdere la propria indipendenza. Qualche anno dopo inizia ad esporre in varie località italiane riscuotendo sempre lusinghieri successi.
Alla fine degli anni ’60 e all’inizio del decennio successivo i suoi quadri sono esposti con quelli di artisti come Picasso, Matisse, Rouault, Carrà, Sironi, Severini, Campigli, Cantatore, De Chirico, Guttuso, Music, Morandi, e molti altri.
La mostra che l’artista stesso presenta alla Villa dei Cedri di Valdobbiadene completa le iniziative che negli ultimi anni hanno portato alla riscoperta di questo autore. Bruno Donadel, con circa trentamila quadri alle spalle, ha ritratto la natura in tutte le sue espressioni.
L’amore per la sua terra rimane l’unica fonte d’ispirazione, quotidiana epifania di campi, alberi, colline, gente che lavora, case, animali, e tutto quanto faccia parte di quel mondo contadino che non ha mai lasciato. Donadel, infatti, nel suo casolare di Borgo Campestrin a Farra di Soligo, adibito a studio, ancora dipinge ogni giorno.
Tramite la sua pittura ha saputo raccontare il mondo contadino, non con intenti realistici o documentativi, ma attraverso una visione più profonda, interiore, che apre a spiragli esistenziali, arricchita da echi emozionali che questo contesto fa risuonare nell’interiorità del maestro veneto.
Voce solitaria della storia dell’arte italiana, fonde, attraverso una raffinata sensibilità cromatica, il gusto tonale della tradizione veneta con una tensione espressionistica e un’originalità dei volumi e del ritmo compositivo che, pur nella fitta trama di echi e di riferimenti, rappresentano una esperienza senza precedenti.

Francesca Paola Comolli





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