Newsletter Marcadoc




I Vini Venezia alla conquista del Nuovo Mondo


A Roma debutto in società per il Consorzio Vini Venezia

I SERENISSIMI VINI DAL VENETO ALLA CONQUISTA DEL NUOVO MONDO

Una realtà appena nata che unisce 3 DOC e 2 DOCG e mira a imporsi negli USA ma anche in Russia e Cina. Il 'motore d'Italia' punta sulla qualità e guarda ai mercati internazionali

Breve vacanza romana per i Vini Venezia, prima di salpare alla volta dei più importanti mercati internazionali. Il nuovo Consorzio ha infatti le idee chiare: promuovere la qualità delle uve coltivate nella pianura veneta fra la Serenissima e Treviso e farsene ambasciatore nel mondo. Con 4.400 associati, oltre 3.000 ettari vitati, 44 vini rappresentati e 280.000 ettolitri prodotti nel 2011 ha tutti i numeri in regola per riuscire in questa entusiasmante impresa. La sua vera forza risiede nelle 5 “anime” che lo compongono: le tre DOC, Piave, Lison-Pramaggiore e Venezia e le due DOCG Malanotte del Piave e Lison. Il Consorzio si fa così unico portavoce di un’area ampia e complessa, con alle spalle una tradizione millenaria e si presenta come una struttura efficiente e moderna sotto l’egida di un nome importante come Venezia, cui questi vini sono indissolubilmente legati.

“Raccontano una città, una storia, una terra, che il mondo ci invidia e che attira milioni di visitatori: il nostro obiettivo è esportare questo patrimonio – spiega il Vice-Presidente del Consorzio, dr. Pierclaudio De Martin – . Fra i mercati di riferimento vi sono certamente gli Stati Uniti, ma anche la Russia e la Cina. Il nuovo Consorzio è nato per fornire un’adeguata rappresentatività a questi prodotti, tanto in termini strutturali quanto in quelli mediatici e commerciali, così da aumentare la massa critica ed agevolare le politiche di esportazione, rivolte anche alla grande distribuzione. Il tutto in parallelo con la crescita qualitativa, con standard sempre più elevati grazie alla sensibilizzazione dei produttori (a partire dalla riduzione delle rese per ettaro) e a un disciplinare particolarmente ampio, che favorisce la difesa dell’eccellenza ed offre una grande opportunità di sviluppo”.

Il nuovo Consorzio si è presentato alla stampa italiana e internazionale con una cena di gala al Ristorante Imago dell’Hotel Hassler, nella prestigiosa cornice di Trinità dei Monti. Un appuntamento d’eccezione in cui i Vini del Consorzio Venezia sono stati abilmente abbinati ai piatti cucinati dallo chef stellato Francesco Apreda per meglio esaltare i sapori travolgenti dei rossi caldi delle terre del Piave e il tocco delicato dei bianchi della zona di Lison-Pramaggiore.

Doc Piave

La Doc Piave si estende per 8.000 ettari in un territorio di pianura e di articolata estensione che dalla zona del Montello, al confine nordoccidentale della provincia di Treviso, si spinge fino al primo entroterra della città di Venezia, e che da Conegliano scende fino alla foce del Piave di Cortellazzo, coinvolgendo una cinquantina di comuni della provincia trevigiana e una dozzina di quella veneziana. In questa vasta area, che rappresenta una delle denominazioni più estese del Nord Italia, la vite ha tradizioni antichissime, come dimostrano numerosi reperti preistorici risalenti ad almeno tre millenni fa. Un’area così vasta racchiude necessariamente una grande varietà di terreni e microclimi. Analogamente folta e differenziata è la presenza varietale, che riunisce sia gli autoctoni locali, sia i “classici” regionali, sia i vitigni internazionali. Tra i rossi, che rappresentano al meglio la vocazione di questo territorio per i vini di struttura e pienezza, i più diffusi sono senz’altro i bordolesi Merlot, Cabernet Sauvignon e Carmenère, che qui, come peraltro in tutto il Veneto orientale, sono presenti fin dall’Ottocento e dunque profondamente radicati. Intimamente legato al territorio è invece il Raboso del Piave, da non confondere con il Raboso veronese, peraltro presente all’interno della denominazione. Noto anche come Friularo e probabilmente derivante dalla parola “rabbioso” per l’alta acidità e il tannino tagliente che lo contraddistinguono nelle sue versioni più austere e tradizionali, la “perla nera del Piave”, come viene talvolta soprannominato questo rosso, ha da sempre identificato a tal punto il territorio da ottenere di recente l’ambito quanto meritato riconoscimento di una Docg esclusiva chiamata Malanotte del Piave. Risultano molto interessanti anche alcune versioni di Raboso Passito, tipologia recentemente inserita nel disciplinare del Piave: l’appassimento prolungato ne ammorbidisce i contorni mentre l’acidità naturale del vitigno conferisce freschezza e contrasto al gusto.

Di recente è stata introdotta nella Doc Piave anche la tipologia Manzoni bianco, uno dei bianchi meno conosciuti e più interessanti della zona, finora prodotto soltanto come Igt. Sono invece usciti dalla produzione della Doc Piave per confluire nella neonata Doc Venezia, il Pinot Grigio, un bianco produttivo e diffusissimo che ha trovato nel Piave un habitat estremamente fruttifero, e che ha fatto le fortune commerciali di molti produttori e viticoltori della zona, il Cabernet Sauvignon e il Cabernet franc.

Attualmente la Doc Piave si compone quindi delle seguenti tipologie: Rosso; Rosso riserva; Cabernet; Cabernet riserva; Carmenère; Merlot; Merlot riserva; Raboso; Raboso passito; Tai; Verduzzo; Verduzzo passito; Chardonnay; Manzoni bianco.

Docg Malanotte del Piave

Il nome Malanotte deriva dall’omonimo borgo medievale situato a Tezze di Piave e rievoca la leggenda di un nobile rampollo che, in una notte di luna piena, riuscì a salvarsi dalla ferocia di un orso arrampicandosi su un albero di mele. Qui, all’ombra dei gelsi, che tradizionalmente fungono da tutori nel sistema di allevamento a raggiera messo a punto dai fratelli Bellussi (e per questo chiamato “a bellussera”), nasce storicamente uno dei rossi nazionali più irriducibili e affascinanti: il Raboso del Piave. Profuma di frutti rossi e sottobosco, ha un’anima selvatica e un carattere scorbutico per via di un tannino spesso ruvido e di un’acidità tagliente. Per temperarne l’angolosa personalità, i produttori di nuova generazione hanno cominciato negli ultimi anni a vinificarlo anche attraverso l’appassimento delle uve, pratica che il nuovo disciplinare della Docg inserisce come obbligo per almeno il 15% del raccolto (e fino a un massimo del 30%). Il periodo d’invecchiamento è stabilito in un minimo di 36 mesi, di cui almeno 12 in botte e 4 in bottiglia. Accanto al Raboso del Piave, è permessa la presenza anche della varietà Raboso Veronese per una percentuale massima del 30%. L’estensione vitata della Docg è attualmente di 300 ettari.

Doc Lison-Pramaggiore

Come quella del Piave, anche la zona di Lison-Pramaggiore è ricca di tradizione storica: la vite è qui coltivata da almeno tre millenni come testimoniano numerosi reperti preistorici, mentre la razionalizzazione dei moderni sistemi d’impianto risale alla fine della Grande Guerra. Attualmente sono 5.000 gli ettari vitati della denominazione e si sviluppano lungo 12 comuni nell’estrema parte orientale della provincia di Venezia, coinvolgendo anche due comuni della provincia di Treviso e sei della provincia di Pordenone che ricadono in territorio friulano.

I terreni di quest’area sono ricchi di caranto ossia formati da vari strati di aggregazione di carbonati. È proprio in questi terreni che si riconferma ciò che è conosciuto da tempo e cioè che i terreni ricchi di calcio producono vini pregiati, ricchi di sostanze aromatiche.

L’origine della denominazione è stato il riconoscimento ufficiale del Lison (1971) e del Pramaggiore (a base di merlot e cabernet) nel 1972 e che solo successivamente, ovvero nel 1985, le due denominazioni siano state riunite per volontà dei produttori locali in una sola, quella appunto di “Lison-Pramaggiore”, ampliando la gamma delle tipologie con l’introduzione di alcune varietà. Il disciplinare attualmente si compone delle seguenti tipologie: Bianco (dal 50% al 70% varietà di vitigno Tocai), Rosso (dal 50% al 70% varietà di vitigno Merlot), Rosso riserva, Chardonnay, Sauvignon, Verduzzo, Verduzzo passito, Merlot, Merlot riserva, Malbech, Cabernet, Carmenère, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco dal peduncolo rosso riserva, Refosco dal peduncolo rosso passito, Spumante (varietà di vitigno Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero). Solo nella provincia di Pordenone sono invece presenti le tipologie Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Pinot grigio.

Docg Lison

Nel 2010 l’importanza storica e ambientale del Lison ha fatto promuovere questa tipologia al rango di Docg. La zona di produzione, che si estende per circa 1.500 ettari vitati, coincide geograficamente con quella della Doc Lison-Pramaggiore, a esclusione della versione “Classico” che è prodotta solo nelle frazioni di Lison, Pradipozzo e Summaga (comune di Portogruaro), Belfiore, Blessaglia e Salvarolo (comune di Pramaggiore), Carline e Loncon (comune di Annone Veneto), e in parte nei comuni di S. Stino di Livenza e Cinto Caomaggiore. Il Lison è un bianco costituito per almeno l’85% dal vitigno Tai. Profuma di fiori e frutti bianchi, e ha un palato fresco e sapido, spesso connotato dai tipici sentori di mandorla.

Doc Venezia

L’estensione vitata della neonata Doc Venezia è di 15.000 ettari e comprende tutto il territorio amministrativo delle province di Venezia e Treviso. La produzione si caratterizzata per la presenza di una serie di vitigni internazionali che da sempre hanno inciso positivamente su questo ampio territorio, con il Pinot Grigio e i bordolesi Merlot e Cabernet Sauvignon su tutti. Le altre tipologie sono il Rosso (a base maggioritaria di Merlot), il Cabernet Franc, lo Chardonnay, il Bianco (a base di Verduzzo e/o Glera), nelle versioni spumante e frizzante, e il Rosato (a base di Raboso del Piave e/o Raboso Veronese), anche nelle versioni spumante e frizzante. La produzione totale rivendicata per il 2011 è di circa 160.000 ettolitri.

Per informazioni:
Consorzio Vini Venezia
Piazza Libertà, 6
30020 Pramaggiore (VE)
Tel: 0421799256
E mail: consorzio@consorziovinivenezia.it

 




Copyright (C) 2012. Marcadoc.it. Tutti i diritti riservati.