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Saltimbanchi e poeti al primo Busker Festival di Vittorio Veneto


Saltimbanchi e poeti al primo Busker Festival di Vittorio Veneto

Serravalle di Vittorio Veneto - 10 giugno 2012

orari 10 - 13 e 16.30 - 21.30

'Saltimbanchi'! La definizione, in uso dal Cinquecento, che contraddistingueva gli artisti che si esibivano in fiere e mercati, saltando sul banco da il nome al Serravalle Busker Festival. Si tratta della prima edizione del festival di teatro di strada e circoteatro dedicato agli artisti che fanno uso di abilità acrobatiche e in genere di virtuosismi del corpo. Un lungo elenco che include giocolieri, trapezisti, clown, musicisti e, perchè no, anche poeti.
Non mancheranno i laboratori di giocoleria dedicati ai bambini e ragazzi, le letture animate e l'organetto di Barberia.
«L’arte di strada», sottolinea il burattinaio Alberto De Bastiani, «ha radici profonde e più antiche di quel che si pensa. Il baratto e il commercio delle arti sono sempre esistiti, nella storia dell’uomo, ed hanno radici antropologiche non databili».
A Serravalle domenica in due momenti della giornata (dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 21.30) si esibiranno i Sinakt, trapezisti che utilizzano lo spazio per raccontare storie, formare immagini, rappresentare concetti e stimolare l'immaginazione. E poi arriva Otto il Bassotto che, da buon fantasista, sostiene che "con i palloncini si può fare qualsiasi cosa." La compagnia "I 4 Elementi"" si tufferà nella comicità minimale, aiutandosi con palline, cappelli, monocicli, rulli e scale. Quindi nella colorata baraonda ci sarà anche l’ora del ballo con "El Bechin", mentre Santosh approfondirà il suo "io clownesco" attraverso l'incontro con altri attori, burattinai, cantastorie e musici. Infine, come sottrarsi alle antiche cadenze contadine di Gigi Miracol, poeta e saltimbanco di Fregona (mangiafuoco), là dove il Cansiglio, terra del papà, e la pianura della mamma, si incontrano? Miracol è un “vagamondo” come lui si definisce, che lavora le vigne, disegna giardini, recita, fa spettacoli, scrive, mangia quando ha fame, dorme quando ha sonno e vive dove gli va: «Alora: fortha e corajo, finché l'è pan e formajo; e co' no l'è pì formajo: lat e conajo, e tornon far formajo».

Ecco alcuni tra i principali artisti che si potranno incontrare domenica :

SINAKT – trapezisti- Sinakt con gli artisti Elisa Waldner (nella foto a lato) e Edoardo Danieli con il fine di unire le arti sceniche (quali il circo, il teatro, la danza) e altri linguaggi artistici per parlare di temi universali in modo semplice e diretto alle persone di ogni età e provenienza.

OTTO IL BASSOTTO – fantasista- “Un Uomo (bè… quasi…. un Bassotto!) che ha trasformato il caucciù nella sua unica fonte di vita e ragion d’essere. Ma si tratterà solo del delirio di un pallone gonfiato, o della sensazionale scoperta di un gonfia-palloni?”

Saltimbanchi
I 4 ELEMENTI – La Compagnia “i 4 Elementi” nasce a Vicenza nel 2006 da un’idea di quattro vicentini e unisce il lavoro di due artisti con differenti capacità: Giulia Rossi, diplomata presso la scuola di burattini di Cervia, l’accademia teatrale di Bialystock (Polonia) e il Noveau Clown Insitute di Barcellona, e Paolo Piludu, laureato in Storia, diplomato presso il Noveau Clown Institute di Barcellona.

EL BECHIN – Il suo nome è El Bechin, come la sua professione d’altronde e con la grazia della bellissima partner di ballo, Angelina, ostentano un tango mozzafiato: magici burattini scheletri, possono spaventare ma di certo non mordono, dormono in una bara ma non rompono ne si lamentano, ballano ininterrottamente e non si fermano manco per mangiare, “poiché morti, la fame non la sentono mai!”

SANTOSH - Nasce come giocoliere fantasista a Londra nella metà degli anni ’80. Dopo aver partecipato a diverse “Jugglers European’s Conventions” le piazze di tutta Europa e alla fine d’Italia sono diventate principalmente il palcoscenico naturale delle sue esibizioni.

GIGI MIRACOL – poeta e saltimbanco – Gigi Miracol nasce nel 1953 a Fregona, nell’alto trevigiano dove il Cansiglio, terra del papà, e la pianura della mamma, si incontrano. Gigi non sta mai fermo, spostarsi per lui è sempre stata una spinta atavica; verso la fine degli anni 90 la sua casa viene distrutta da un incendio che risparmia solo uno zaino: da quel giorno diventa vagabondo e giocoliere; un “vagamondo” come lui si definisce, che lavora le vigne, disegna giardini, recita, fa spettacoli, scrive, mangia quando ha fame, dorme quando ha sonno e vive dove gli va.

 




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