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Grande Guerra nasce l'archivio della memoria


Foto di nonni soldati nelle trincee della prima guerra mondiale, documenti nascosti per anni nel baule di casa, oggetti rinvenuti sul greto del fiume Piave e carteggi tra chi era al fronte e chi rimaneva a casa ad aspettare e sperare. L'appello lanciato dalle istituzioni alle famiglie venete e trevigiane per recuperare materiale sulla Grande Guerra ha avuto una straordinaria riposta e i frutti saranno presto accessibili a tutti: pubblico e studiosi.
Nasce in Veneto il più grande archivio italiano on line della memoria sulla guerra '15-'18. L'iniziativa e' stata realizzata dal Centro Studi Storico Militari sulla Grande Guerra «Piero Pieri» di Vittorio Veneto. Molti sono i Monumenti e i Musei sparsi nel nostro territorio ma nessuno ha la portata del nuovo Archivio, per ampiezza e numero di persone coinvolte. Si tratta di una vasta azione di riproposizione storica di uno degli eventi che hanno profondamente segnato il Veneto dello scorso millennio. La Prima Guerra mondiale è entrata nell'immaginario collettivo come il conflitto per eccellenza, vissuto nel fango delle trincee dove morirono migliaia di soldati in battaglie «di posizione» per conquistare fazzoletti di terra perduti dopo pochi giorni. Ingrigita dalla disfatta di Caporetto è «risorta» agli onori della gloria e della storia con la battaglia del Solstizio e del Piave. Moltissime le persone coinvolte, poiché il progetto si è basato sulla collaborazione tra studiosi e famiglie, le quali hanno messo a disposizione fotografie e documenti inediti dell'epoca. L'obiettivo è anche quello di creare un database del Censimento dei Caduti della Grande Guerra.
L'archivio per ora offre le prime raccolte familiari analizzate e una prima parte del Censimento dei Caduti, ma si svilupperà nel tempo per presentarsi alla ricorrenza del centenario della fine della Grande Guerra nel 2018 come autorevole patrimonio documentale e di ricerca, divenendo fonte di riferimento per le nuove generazioni. L'Archivio e' liberamente accessibile sul sito www.archiviomemoriagrandeguerra.it .

L'Archivio raccoglie documentazione storica relativa al periodo della Grande Guerra ed e' organizzato per tipologie di materiali:

fotografie
documenti
mappe e cartine militari
lettere
cartoline
pubblicazioni
diari e memorie
articoli di stampa
riviste
libri

 


LA NOSTRA STORIA»UN PATRIMONIO ACCESSIBILE A TUTTI

I ricordi delle famiglie La Grande Guerra si racconta in digitale

Il progetto, voluto dalla Regione, comincia con la provincia di Treviso e si concluderà nel 2018. Ricerca a tappeto

È il Veneto il pioniere di una ricerca che fa già storia. Il Centro Studi Storico-Militari sulla Grande Guerra «Piero Pieri» di Vittorio Veneto, presieduto dal Colonnello Lorenzo Cadeddu, ha presentato ieri a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale, l’Archivio Storico della Grande Guerra. Si tratta di un progetto pilota, seguito con interesse e curiosità anche all’estero, che ha lo scopo di creare per il 2018 un archivio digitale sulla Prima Guerra Mondiale accessibile a tutti. La raccolta del materiale prevede una sezione dedicata alle immagini fotografiche e una alla scansione di documenti che arricchiscano le informazioni su uno dei periodi più bui della storia del mondo che, soltanto in Veneto, ha visto il sacrificio di 48374 vittime.

«Il progetto - ha sottolineato l’assessore alle Politiche dell’Identità Veneta Daniele Stival - è fondamentale per due motivi: perché ricorda le persone e perché mostra come è cambiato il territorio». La raccolta del materiale che attualmente è disponibile on line riguarda i comuni di San Donà di Piave, Vittorio Veneto e Nervesa della Battaglia, protagonisti in prima linea della Grande Guerra. L’obiettivo è quello di proseguire in ordine alfabetico con i comuni (adesso si è giunti a Cima d’Olmo) per ultimare la provincia di Treviso e proseguire poi con Venezia. La cittadinanza è chiamata così a partecipare con la propria personale memoria (fotografie, documenti, cartoline o anche oggetti come la piastrina di riconoscimento portata da molte famiglie per essere fotografata e digitalizzata) alla costruzione dell’archivio. Una volta on line la propria storia sarà un tassello di una storia più grande che riguarda l’intera comunità. A questo tipo di documentazione si aggiunge anche il Censimento dei Caduti volto a restituire nome, cognome, causa e luogo del decesso a tutte quelle vittime morte per cause belliche fino al 20 ottobre 1920, dando un nome e un cognome a coloro che morirono per aver partecipato alla guerra cominciata ufficialmente il 24 maggio 1915 e finita il 4 novembre 1918.

Una ricerca paese per paese
Testimonianze e fotografie raccolte nel territorio ed esaminate dagli esperti

«Sposa Carissima, come stai? Spero bene (…) Ricevetti ogni cosa che mi spediste (…). Avrei risposto subito, ma siccome sapevo di cambiare posto (…) ho aspettato fino a oggi». Sul retro di una cartolina datata 25 febbraio 1917, proveniente da Lovadina in provincia di Treviso, il messaggio del Caporale Maggiore Natale Della Pietra alla moglie Maria è stato salvato dallo scorrere del tempo che lo avrebbe consumato rendendolo illeggibile. Il documento è infatti stato digitalizzato diventando accessibile in un sito a chiunque voglia leggere i messaggi pieni di speranza inviati dal fronte ai propri cari. (www.archiviomemoriagrandeguerra.it) L’Archivio della Memoria ha un accesso intuitivo previsto per due tipologie di visitatori: i curiosi e i ricercatori. Una volta entrato nel sito l’appassionato di storia che desideri conoscere il contenuto dei documenti caricati si accorgerà che sulla parte sinistra dello schermo sono segnalate una serie di voci con il titolo degli argomenti trattati (progetto, materiali, elenco archivi, censimento ai caduti e altre). Entrando nella voce «Consulta l’Archivio» si accede a una finestra con più possibilità di ricerca: anno, area geografica, tipologia di documento (cartoline, documenti o fotografie), argomento (soldati, velivoli, paesaggi, armi e altri) e nome della famiglia che ha fornito la propria documentazione. Cliccando per esempio nell’argomento velivolo appaiono tutte le immagini di velivoli in archivio, come il grande dirigibile chiamato «pallone osservatorio germanico» proveniente da Michele De Bertolis. Ogni famiglia ha ricordi e racconti da condividere: dal soldato in trincea che sopravvive per miracolo ai bombardamenti al giovane medico tra le corsie di ospedali fitti di feriti, come dimostrano le immagini di repertorio di Carlo Celso. Per il curioso che invece ha voglia di guardare qua e là fotografie e documenti di quel periodo la navigazione suggerita è per parole chiave. Una «nuvola» di temi di riferimento, posta sotto le voci previste per il ricercatore, indica infatti una ventina di ambiti di documenti diversi: famiglia, trincea, vita quotidiana, bombardamenti, palazzi, montagna e altre. In entrambe le scelte, il risultato è comunque lo stesso: ogni finestra introduce il visitatore all’interno di un’immagine, per la maggior parte in bianco e nero. A lato di ogni fotografia un riquadro ne spiega la provenienza, indicando anche altri temi correlati. Le immagini disponibili fino a ora sono circa trecento e provengono dall’archivio di una decina di famiglie e dalla biblioteca di Vittorio Veneto. Prossimamente ne verranno caricate altre 400, molte di queste tratte dall’archivio del signor Alberto Majer che ha conservato con cura gli scatti del padre Giuseppe, come quello di una rara immagine che immortala quattro uomini pochi attimi prima di una fucilazione, spogliati delle stellette sulla divisa. Il materiale è affluito al Centro Studi Piero Pieri di Vittorio Veneto, dove un Comitato Scientifico (formato da Lorenzo Cadeddu, Luigi Marson, Roberto Machella e Franco Baldasso) raccoglie il materiale. In mezzo alle parole chiave si possono trovare anche documenti, come nella voce volantini. Qui, direttamente dalla proprietà della famiglia Introvigne, un foglio stampato a macchina restituisce per un attimo l’assordante rumore dei rombi degli aerei e la disperata speranza che spingeva i giovani soldati a sfrecciare sulle montagne venete lanciando una pioggia di volantini: «Il vostro grido di dolore ha straziato le nostre anime. (…) Il Piave ci divide, ma un’onda di affetto passa ogni ora al di sopra delle sue acque. Torneremo Fratelli a liberarvi!».

articoli di di Vera Mantengoli per www.tribunatreviso.it

 




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