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Enoturisti: sempre di piu' e sempre piu' in 'rete'


Enoturisti, sempre di più, e sempre più in “rete”. “Con 5 miliardi di euro l’anno e 3 milioni di turisti, dopo anni di crescita continua l’enoturismo è pronto per diventare un asset importante della voce turistica italiana. Ma serve coordinamento a livello centrale tra tutte le forze in campo dell’offerta enoturistica, con strumenti unitari di promozione e di analisi”. Così Chiara Lungarotti, presidente del Movimento del Turismo del Vino, che, in avvio dell’“International Wine Conference” (173 delegati provenienti da oltre 30 Paesi - Argentina, Austria, Brasile, Croazia, Lettonia, India e Sud Africa ... - tour operator specializzati ed esperti da tutta Europa e dagli Stati Uniti), ha anche ricordato come “l’enoturismo rappresenti un valore aggiunto sempre più importante di altre tipologie di vacanza, come quella culturale, il turismo di affari ed il wellness”. Un pubblico sempre più giovane, quello dell’enoturismo, con il 70% degli ospiti under 50, sempre più connesso e destagionalizzato. “Per questo e per mille altri motivi è giusto e conveniente puntare su vino e territori rurali, due tra le più affermate voci del nostro made in Italy”.

E il trend continuerà a crescere, basti pensare che la percentuale di enoturisti è raddoppiata in un solo anno (da 5,3% del 2009 a 10,6% nel 2010) e che il web è considerato il canale informativo più ‘autorevole’ per la scelta della destinazione turistica, preceduto solo da 2 elementi “reali”, come l’esperienza pregressa e il passaparola (Indagine Isnart sui comportamenti turistici degli italiani 1° semestre 2011).

Con gli enoturisti sempre più “2.0”: non semplici winelovers ma un popolo che confronta offerta, prezzi e qualità in tempo reale sul proprio smartphone e sui social media. E lo fa 6 volte di più della media nazionale. La ricerca evidenzia il ruolo fondamentale che la rete ha nella scelta della vacanza: per il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono l’itinerario e la visita in cantina da soli sul web. E per intercettare questa realtà fioriscono siti web e integrazioni con i social media, profili su Facebook e Twitter, applicazioni per smartphone e tablet: tutti elementi per la promozione dell’enoturismo, ormai centrali per “catturare” il turista quanto la qualità del vino e dell’offerta.




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