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A scuola con il Bellotto


Metti una mattina ventiquattro bambini di seconda elementare nelle stanze di un palazzo del 1500 a visitare la mostra di un pittore del 1700. Cosa potranno mai combinare? Lasciare senza parole le loro insegnanti per l’attenzione, l’acutezza, l’interesse e le conoscenze che dimostrano. È successo martedì mattina 28 febbraio quando la classe 2^ della scuola primaria Mazzini di Conegliano si è recata in visita alla mostra “Bernardo Bellotto – Il Canaletto delle Corti Europee” di Palazzo Sarcinelli a Conegliano. Qui i bambini, accompagnati dalle insegnanti Mariarosa Orifiam e Giannina Simon, hanno visitato la mostra e poi partecipato ad un laboratorio didattico guidati da Francesca Toninato, operatrice culturale dell’associazione Aregoladarte che insieme ad Astarte Servizi Culturali, gestisce la didattica e il servizio di guide in mostra. Una visita particolare aperta alla stampa, alla quale ha partecipato anche Marcadoc. Quando si dice l’arte a misura di bambino: i piccoli visitatori sono stati accompagnati alla scoperta delle opere del Bellotto attraverso una lettura inedita dei quadri. La vita e le opere del grande vedutista veneziano sono diventate una fiaba che i bambini hanno ascoltato con attenzione e curiosità. Ciascuna opera poi si è trasformata in una storia che Bernardo Bellotto ha raccontato attraverso il pennello. Acuti osservatori i bambini erano affascinati da ogni minimo particolare e soprattutto attenti a scoprire in quale dipinto si nasconde la mascotte del loro viaggio, il cagnolino Bernardo. Attraverso la ricerca dell’animaletto i piccoli studenti erano portati ad osservare i dettagli: tetti a punta, finestre, balconi, i mattoni dei muri, le onde sull’acqua di canali e fiumi, i vestiti delle dame, la carrozza del re, le bancarelle del mercato, la ricchezza dei palazzi, la povertà della gente del popolo, luci ed ombre che Bellotto dipinge con minuzia di pennello. Linee, segni, tratti che poi si sono trovati a disegnare su un foglio bianco nel laboratorio didattico per creare la loro piccola opera d’arte. Due ore che sono volate per i piccoli artisti che si sono dimenticati addirittura della merenda tanto sono stati catturati dalle attività. Un’uscita didattica (come si dice in gergo tecnico) che, anche se sembra un gioco di parole, ha lasciato il segno.
Elisa Giraud




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