È iniziata l’era
del Malanotte del Piave Docg

Tezze di Piave, 12 novembre
2011
Oltre cinquecento persone, presso la Cantina Sociale Tezze di
Piave,
hanno dato il benvenuto al Malanotte del Piave docg.
È stato
Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, a stappare la prima
bottiglia di Malanotte docg insieme ad Antonio Roveda, viticoltore,
proprietario del vigneto a bellussera più antico, simbolo
della storia e delle tradizioni delle terre del Piave.
«Quello
di oggi è un successo di tutto un territorio - ha
detto il Governatore del Veneto Luca Zaia
- È un traguardo raggiunto grazie al saper fare squadra
degli attori coinvolti in questo ambizioso progetto. Il Malanotte
docg testimonia ancora una volta la vocazione all’agricoltura
d’eccellenza della Marca e del Veneto, dietro la quale
c’è la storia, la tradizione e l’identità
dei nostri territori».
Con loro anche Franco
Manzato, assessore regionale all’Agricoltura al quale
è stato affidato l’impegno di chiudere il convegno
di presentazione del progetto di zonazione dell’area della
Doc Piave da parte del CRA di Conegliano e di Veneto Agricoltura.
«Il Veneto deve essere orgoglioso degli alti standard
di qualità del settore vitivinicolo, che gli consegnano
il titolo di leader nazionale e internazionale – ha
detto l’assessore Franco Manzato
- La zonazione è un elemento importante della strategia
complessiva di qualificazione delle produzioni vitivinicole
regionali, in grado di supportare specifiche azioni di marketing
commerciale delle imprese che attraverso una conoscenza più
approfondita del territorio, degli ecosistemi, e degli equilibri
climatici ed organolettici dei diversi vitigni è in grado
di meglio valorizzare il prodotto anche nei confronti del consumatore.
Uno strumento che consente al Veneto di dotarsi di una mappatura
di tutte le aree viticole a DOC, nell’interazione vitigno-ambiente
delle zone particolarmente vocate alla viticoltura sia di collina
che di pianura».
Accanto alle autorità
regionali nello storico momento dello stappo c’erano Giorgio
Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia, e Antonio Bonotto,
consigliere delegato della Doc Piave.
«Come
si fa innovazione in agricoltura? Avendo il coraggio di creare
un prodotto nuovo, innovativo incastonandolo in quello antico,
evocativo, identitario – ha detto Giorgio
Piazza – Il Malanotte docg è segno
tangibile di questa innovazione, fiore all’occhiello di
questo grande Consorzio appena nato. Incastrare il nuovo sull’antico
è il metodo migliore per riuscire a portare a compimento
un percorso importante di innovazione che deve essere il traino
a tutto un sistema, una rete di aziende, private o cooperative,
che sono il tessuto pulsante della viticoltura di questo territorio».
«Per
il Malanotte del Piave docg oggi inizia la sfida all’eccellenza
– ha detto Antonio
Bonotto - con il coraggio di chi e’ consapevole
che più ci si intende elevare e più dura diventa
la competizione ma anche con la consapevolezza che la tradizione
dei vini italiani di prestigio non ha che al massimo pochi decenni
di storia alle spalle e che quindi il Piave ha tutto il diritto
di proporsi con il suo vitigno storico nell’olimpo dei
grandi vini rossi italiani. Senza contare che queste terre hanno
dimostrato di sapere cogliere meglio di qualsiasi altra le opportunità
che sono concesse e in tutti i settori».
Il
‘Diamante nero del Piave’ come già è
stato appellato il Malanotte del Piave Docg, è stato
il protagonista della 8^ edizione di ‘Raboso Piave D.O.C
- Mostra dei migliori Raboso del Piave Doc e Malanotte del Piave
Docg’. La rassegna, organizzata dalla Confraternita del
Raboso Piave e Ais Veneto, si e' tenuta presso Villa Dirce in
Borgo Malanotte a Tezze di Piave – Vazzola (TV).
Alla
scoperta del Malanotte del Piave DOCG - Scarica il PDF