Antica Fiera di Godega

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Antica
Fiera di Godega - 3, 4 e 5 marzo
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Antica
Fiera di Godega di Sant'Urbano (TV)
dal 5 al 7 marzo 2011 |
Fiera
Millenaria di Godega di Sant'Urbano
Mostra agricola
e delle Macchine Operatrici
3° Mostra Internazionale dell'Asino
Cioccolato in fiera con i migliori
maestri
Mostra agroalimentare e del Bestiame
Dal 5 al 7 marzo
è in programma l’edizione 2011 dell’Antica
Fiera di Godega,
una tradizione millenaria che si rinnova.

L’edizione
2011 dell’Antica Fiera di Godega, che si apre sabato 5 marzo
per chiudersi, come tradizione, la sera del lunedì successivo,
7 marzo, si preannuncia ricca di momenti di interesse.
Dopo il grande successo dello scorso anno, torna la Mostra
internazionale dell’asino, con animazione per i
più piccoli (che potranno apprezzare diversi giochi con
gli asini), ed un interessante convegno dal titolo “La relazione
con l’asino quale risorsa per realizzare esperienze educative
e percorsi terapeutici”, in programma sabato pomeriggio.
La mostra dell’asino, aggiunta da due anni al tradizionale
e confermatissimo Mercato del bestiame, è
un evento unico in Italia, e lo scorso anno infatti diede grande
risalto alla Fiera di Godega su stampa e talk show nazionali.
Torna anche Cioccoliamo in Fiera, la rassegna
dedicata all’arte di fare il cioccolato. La novità
dell’anno sono i laboratori di cioccolato aperti al pubblico
tenuti da maestri cioccolatieri di tutta Italia.
Spazio come sempre anche all’Antico Mercato,
con antichi giochi e mestieri, e all’Esposizione
agricola.
Ritorna anche, dopo il successo registrato nel 2010 l’Agromeccanica
Service Expo, in collaborazione con l’Associazione
Imprese di Meccanizzazione di Treviso e Belluno: grazie agli spazi
disponibili, in esposizione ci saranno anche mezzi di grandi dimensioni,
come trattori, seminatrici, polverizzatori, macchine per movimentazione...
Come evento collaterale, la cena trevisana aperta
a tutti (su prenotazione) nel ristorante interno alla Fiera.
Nei vari padiglioni interni della fiera sono oltre ottanta gli
espositori; un’altra ottantina sono invece gli espositori
distribuiti nell’area esterna. Oltre 160 aziende ed associazioni
che hanno creduto ancora una volta all’importanza della
vetrina rappresentata dalla Fiera di Godega.

Il programma
dell’Antica Fiera
Sabato 5 marzo
Ore 8.30: Apertura area Fiera
- Cioccoliamo in fiera: l’arte del cioccolato (Palaingresso)
- Mostra internazionale dell’asino
- Antico mercato del Bestiamo
- Antichi giochi e mestieri (Antico Mercato)
- Area esposizione agricola
- Agromeccanica Service Expo
- Giochi con asini e cavalli riservati ai ragazzi
Ore 10.30: Cerimonia di inaugurazione con corteo storico (Palaingresso)
Ore 14.30: Convegno: “Esperienze educative e percorsi terapeutici
con l’asino”. (Padiglione Azzurro)
Ore 20.00: Chiusura area fiera
Ore 20.30: Cena trevisana (per prenotazione, ristorante fiera
349 3590592 - 347 8744786)
Domenica 6 marzo
Ore 8.30: Apertura area Fiera
Ore 20.00: Chiusura area fiera
Lunedì 7 marzo
Ore 8.30: Apertura area Fiera
Ore 19.00: Chiusura area fiera
Programma
cerimonia inaugurale
La cerimonia di
inaugurazione dell’Antica Fiera di Godega 2011 si svolgerà
sabato 5 marzo, secondo il seguente programma:
ore 10.30 Saluto dell’Amministrazione
alle autorità intervenute in Municipio
ore 10.45 Sfilata del corte accompagnato da sbandieratori e figuranti
ore 11.00 Taglio del nastro. Discorsi inaugurali e apertura ufficiale
della Fiera.
ore 11.30 Visita agli stand fieristici
ore 12.00 Rinfresco inaugurale.
Cioccoliamo, la Fiera dei golosi

I golosi di molte
province si sono dati appuntamento all’Antica Fiera di Godega
in programma dal 5 al 7 marzo a Godega Sant’Urbano: a destare
la loro grande attenzione, la terza edizione di Cioccoliamo in
Fiera, la rassegna dedicata al cioccolato.
La novità 2011 di Cioccoliamo in fiera sono i laboratori
di cioccolato aperti al pubblico, tenuti da decine di maestri
cioccolatieri provenienti da ogni parte d’Italia, con la
possibilità di scoprire dei segreti, e cimentarsi nella
produzione della cioccolata.
Per celebrare il matrimonio Godega – Cioccolata, alcuni
cioccolatai particolamente virtuosi hanno realizzato una scultura
rappresentante il pozzo della Regola, simbolo del paese.
Salone e laboratori del cioccolato troveranno spazio al Palaingresso.
Con Cioccoliamo in Fiera, Godega è entrata in un filone
importante di eventi legati al cioccolato in tutta Italia, che
partendo da Torino, capitale europea del cioccolato fin dal Seicento,
comprendono oggi Altrocioccolato a Gubbio, Eurochocolate a Perugia
e Choccobarocco a Modica in Sicilia. Un motivo in più di
popolarità e importanza per la nostra Fiera.
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Per
saperne un po' di piu':
Antica
Fiera di Godega
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La
Fiera rappresenta, nel contesto dell’identità
della comunità di Godega, il tassello più
appariscente, non tanto nell’evidenziare l’evoluzione
tecnica dei mezzi agricoli, anche se tanto ha contribuito
a migliorare la realtà contadina e ad alleviare le
fatiche, quanto come compendio del lavoro e del progresso
dell’uomo nel lento scorrere dei secoli. |
La Fiera di Godega,
nella sua struttura odierna, è la sintesi di due antiche
manifestazioni, probabilmente coeve, le quali, fino al dopoguerra,
hanno avuto storie parallele: il mercato franco di Godega, a marzo
e la fiera di Sant’Urbano di Pianzano, a maggio. Entrambe
queste manifestazioni agricole nascono verso il mille quando,
esauritesi le violente spallate migratorie dei popoli orientali
e nordici, riprende la vita nelle campagne e si assiste ad una
grande spinta economica e demografica di tutta la nostra zona.

Le origini si perdono
nelle nebbie storiografiche dell’alto medioevo, quando realtà
e leggenda si intersecavano e si intrecciavano in vincoli complementari
e inscindibili, tramandate di generazione in generazione in forma
orale e pittoresca. Infatti, la leggenda vuole che questa Fiera
sia nata al seguito delle orde barbariche che, entrando in Italia
da Est, ponevano i loro vasti accampamenti di “Jurte”
in zone asciutte e salubri, come il Campardo, ma nello stesso
tempo vicine all’acqua che sgorga copiosa poco più
a sud, lungo la linea delle risorgive. Ipotesi originata proprio
dal toponimo di Godega, cioè “Villa Gotica”
che indica chiaramente un piccolo insediamento di Goti, popolazione
germanica che, sotto la guida di Alarico e poi Teodorico, invase
l’Italia nel V° secolo.
In quel periodo la nostra zona era inglobata nell’Agro Centuriato
Opitergino, avviato da Cesare per premiare Opitergium dell’aiuto
fornitogli in occasione della guerra civile contro Pompeo (49
a.C.): “Propter quod Caesar ...in solacium Opiterginis vocationem
militae dedit finisque corum trecentis centuriis ampliavit”
(Lucano). La centuriazione consisteva nella suddivisione di un
determinato territorio in un regolare e preciso reticolo fatto
di linee parallele e perpendicolari tra loro(cardi e decumani)
in modo da ottenere un geometrico disegno a scacchi. Ogni casella
di questa grande scacchiera misurava, di solito, 710 metri di
lato, e veniva assegnata per sorteggio o per merito ai veterani
di guerra quale premio di liquidazione del servizio svolto.
Proprio dai nomi di questi antichi legionari romani, stabilitisi
in loco con le loro famiglie, traggono origine i toponimi di molti
nostri paesi. I nomi con suffisso in “ -ano” vengono
fatti risalire ai prenomi della “gens” romana plebea
assegnataria del lotto agricolo da dissodare e coltivare entro
il quale, poi, sarebbe sorto il primo insediamento antropico.
Così avremmo Bibano da Baebius, Pianzano da Plancius, Anzano
da Ancius e ancora Cordignano, Lutrano, Ogliano....termini prediali
quindi. E la “centuratio” tra Opitergium e castrum
Accedum (Ceneda) avrebbe avuto il suo “umbilicus eromae”
proprio nel “campus aridus”, ideale punto d’incontro
e di conseguenza anche luogo di culto e di baratto per gli sparpagliati
coloni.
Così si desume essere stato nel nostro caso, se si pensa
che l’Antica Fiera di Godega è nata e si è
sviluppata proprio qui, nel baricentro fra le più importanti
città del territorio.
Ma se questa è un’opinione opinabilissima, basata
solo su ipotesi e leggende popolari che travalicano le rigide
regole imposte dal metodo scientifico, sia nell’analisi
dei fatti che nella ricerca scrupolosa di dati comprovanti l’enunciato
storico e tali da garantire l’autenticità, ben altra
considerazione meritano i documenti scritti (i soli che contano)
che trattano della fiera e ne fissano inequivocabilmente la storia.
Tra il XIII° ed il XIV° sec., tutta la zona tra “Plavis
et Liquentia” fu oggetto di aspre contese tra le grandi
Signorie venete ed il Patriarcato di Aquileia. E non a caso nel
Campardo, scelto proprio per la sua centralità, nel 1331,
sotto l’arbitrato del vescovo di Ceneda, si ritrovarono
le delegazioni opposte per stipulare “Una schietta e cara
vicinanza, fratellanza , amicitiia, società, allianza et
unione”. Da un lato i potenti Scaligeri, signori di Verona
e di mezzo Veneto, protettori dei da Camino, dei da Carrara, dei
dal Verme e del Potestà di Conegliano; dall’altro
uno schieramento non meno imponente: il Patriarca Pagano della
Torre, spalleggiato dagli imperiali tedeschi e dai feudatari friulani
dei da Porcia, da Prata, da Polcenigo....Accordo subito disatteso,
naturalmente, in “primis” dai bellicosi da Camino.
In questo contesto storico travagliato, troviamo il cenno più
antico sul mercato di Godega che porta la data del 1343, quando
il potestà di Treviso trasmette a Venezia i giorni solenni
e di mercato delle città e ville (paesi) dei territori
appena inglobati dalla Serenissima alla scomparsa dei da Camino.
In altre note, poche invero, si legge che detto mercato, che si
teneva a marzo come oggi, si svolgeva “ab immemorabili”
e vi si davano “ per antica consuetudine feste da ballo
e tripudj”.
Più prestigiosa e ricca di annotazioni storiche la vita
della fiera di Sant’Urbano. Documenti del ‘600 ci
riconducono alle dispute tra la famiglia friulana dei Del Ben
“signori di Fossabiuba nonché della Cortina e Castello
di Bibano” con la famiglia dei da Camino. Secondo questo
manoscritto, il 25 maggio 1186 i due schieramenti si diedero aspra
battaglia nei pressi della” mutera” (mut = paleoveneto
- collinetta artificiale adibita al culto) non si sa con precisione,
a meno che non fosse quel rialzo di terra, spianato nel dopoguerra,
situato in via Stort, non molto distante dalla chiesetta di San
Bartolomeo, uno dei nuclei storici dell’antica Bibano. Questo
epico scontro vide la disfatta di Ghirardo da Camino, cosichè
il vincitore, Bombello Del Ben, determinò di “sollenizzar
la festa di Sant’Urbano, il giorno nel quale si era ottenuta
la vittoria, che è il 25 maggio. Che per segno di ciò
si fè che continui la fiera di Sant’Urbano al Campardo
che è a due miglia in circa discosto a ponente da Fossabiuba
essendo ivi una chiesuola del titolo di quel Santo”.
Stando a questo documento, sulla cui autenticità permangono
peraltro dei dubbi, la fiera si terrebbe fin dal 1186 e avrebbe
quindi ben 814 anni!
Ma non è certo questo che fa grande la Fiera di Godega,
bensì il ruolo determinante che essa ha via via ricoperto
nello sviluppo socio-economico dell’intero circondario,
favorendo da sempre scambi commerciali, contrattuali e tecnologici,
ed entrando nel cuore e nelle consuetudini della gente che la
considera, e a ben ragione, un appuntamento a cui non si può
mancare, come auspicio per l’entrante nuova stagione agricola.
Una manifestazione che ha visto sempre rivolta l’attenzione
al futuro per anticiparne lo sviluppo, in maniera particolare
in questi ultimi anni nei quali l’evoluzione tecnologica
ha compiuto passi da gigante rischiando di emarginare o sopprimere
tutte le realtà locali, come la nostra, ricche di tradizioni,
ma, spesso, prive di risorse economiche ed umane. Le risposte
delle ultime Amministrazioni sono state la ricerca di tecniche
di allevamento non tradizionali prima e la tutela dell’ambiente
attraverso metodi di coltura e costruzione ecocompatibili poi,
con proposte tali da qualificare l’Antica Fiera di Godega
come fiera all’avanguardia nel settore.
Per informazioni:
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