Mostra 'Canova italianissimo' a Possagno fino al 17 marzo 2012
Canova "Italianissimo"
“Canova Italianissimo:
il concetto di Patria in Canova, dall’ideale al progetto”
Mostra Canova Italianissimo
a Possagno (Treviso) fino al 17 marzo 2012
con il Patrocinio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
'Canova
italianissimo'
è visitabile al pubblico delle scuole
dal 13 settembre 2011 fino al 17 marzo 2012, 151°
anniversario dell`Unità d`Italia.
'Canova italianissimo'
6 settembre 2011 / 17 marzo 2012
il concetto di Patria in Canova,
dall'ideale al progetto.
Un percorso artistico sulle opere 'politiche'
di Antonio Canova.
Da martedì a domenica.
Orario di apertura: 10 - 18 |
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La mostra 'Canova
Italianissimo: il concetto di Patria in Canova, dall'ideale al
progetto' è un percorso inedito tra le opere di Canova
collegate agli ideali di Patria che l'artista possagnese nutri',
fin dalla fine del Settecento, sia in relazione alla sua terra
possagnese sia verso Venezia per la cui fine pianse di dolore.
Con l'avvento di Napoleone nel Nord Italia e i suoi contatti artistici,
letterari e personali - con i grandi intellettuali che fondarono
l'Italia sui valori di liberta', di patria, di storia, di lavoro,
- Canova pote' 'respirare' le idee del dibattito ideologico e
politico prima e dopo l`avvento di Napoleone di Italia.
Si scopre cosi' che l'idea di Italia e' nata ben prima dell'Italia,
sulla scia dell'entusiasmo e della riflessione di Pietro Giordani
e Melchiorre Gioia, di Ugo Foscolo, di Ludovico Antonio Muratori,
di Vittorio Alfieri....
Per prenotazioni:
0423 544 323
Il percorso è
inserito nelle collezioni canoviane del Museo: l’accesso
avviene acquistando il biglietto d’ingresso che per l’occasione
non varia: è l’iniziativa che la Fondazione Canova
offre agli appassionati dell’opera di Canova in occasione
delle Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità
d’Italia. Il percorso resta segnato dalle spieghe disseminate
nel Museo fino al 17 marzo 2012.
CANOVA ITALIANISSIMO
il concetto di Patria in Canova, dall’ideale al progetto
Un percorso artistico sulle opere “politiche” di Antonio
Canova
Museo Gipsoteca Antonio
Canova di Possagno
6 settembre 2011 - 17 marzo 2012
Da martedì a domenica. Orario di apertura: 10 - 18.
Per info:
Fondazione Canova Onlus - Museo Gipsoteca Canoviana di Possagno
Via Canova, 84 31054 POSSAGNO - TV
Tel. 0423 54 43 23, Fax 0423 92 20 07
www.museocanova.it
; posta@museocanova.it

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Gipsoteca
Museo Canoviano

LE GRAZIE
Alla morte del
fratellastro Antonio Canova, Monsignore Giovanni Battista Sartori
volle chiuderne lo Studio romano, dove erano stati realizzati
numerosi capolavori, e traslocare a Possagno tutti i modelli in
gesso, i marmi invenduti, i dipinti, i bozzetti e quant'altro
si trovava nei magazzini.
Per ospitare tutte queste collezioni, Sartori decise di edificare
una Galleria, presso la Casa Natale dell'artista, per permettere
a tutti i visitatori, gli studiosi e gli appassionati di arte
di ammirare tutte assieme i capolavori di Antonio Canova.
Il Museo Canoviano di Possagno presenta una articolata serie di
edifici espositivi, di epoche diverse, e numerose collezioni delle
opere di Antonio Canova.
GIPSOTECA
Ala "Ottocentesca"
(detta anche la "Basilica" o la "Galleria") |
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Fin dal 1832 Monsignor
Sartori incaricò l'architetto veneziano Francesco Lazzari
perché progettasse la costruzione della "raccolta
dei gessi" (gipsoteca). Era il tempo in cui a Possagno veniva
chiuso il poderoso cantiere del Tempio, era abbattuta la vecchia
chiesa e veniva trasformato l'assetto viario e urbanistico del
piccolo paese. Ora si aggiungeva la nuova fabbrica della Gipsoteca
che fu completata nel 1836: Lazzari aveva edificato una grande
basilica, un vero e proprio inno all'arte canoviana. L'edificio
si presenta con una alta e solenne volta a botte, divisa in tre
settori; l'illuminazione arriva solo dai tre lucernari alla sommità
del soffitto; un'ampia abside raccoglie a sud il grandioso modello
dell'Ercole e Lica.
Per il visitatore che entra per
la prima volta al Museo, la visione d'insieme della Gipsoteca
rappresenta una scena di grande suggestione.
Durante la Prima
Guerra mondiale, due colpi di artiglieria colpirono il Museo:
alcuni gessi andarono completamente distrutti, decine furono lesionati,
scheggiati… Una grandiosa opera di restauro di Stefano e
Siro Serafin, padre e figlio, consentirono di far rinascere la
Gipsoteca: il portone del museo fu riaperto ai visitatori nel
1922.
Allo scoppio della
Seconda Guerra mondiale, per timore di nuovi bombardamenti, la
Gipsoteca fu svuotata, le statue furono caricate su cari trainati
da buoi e depositate all'interno del Tempio di Possagno, dove
rimasero fino al 1946 quando ritornarono nella loro collocazione
originale.
Nel 1957, le opere
canoviane di Possagno trovarono una più adeguata sistemazione
grazie ad un nuovo edificio, costruito dal grande architetto veneziano
Carlo Scarpa: la nuova ala,
ricca della luce solare che piove dall'alto, è apprezzata
ogni anno da migliaia di visitatori che vogliono studiare i materiali,
i modelli progettuali e la disposizione delle opere che Carlo
Scarpa ha sapientemente collocato nell'alta sala a torre e nel
corpo allungato che si restringe fino alla piscina delle Grazie.
Scuderia
Il cortiletto del
pozzo è chiuso, verso sera, dalla Scuderia della Casa;
il piccolo stabile ospitò per tutto il Settecento le pecore
che fornivano la lana al nonno di Canova, Pasino; nei primi decenni
dell’Ottocento, il fabbricato è diventato idoneo
per i due animali da traino che servivano ai Canova: un cavallo
era adibito ai lavori dei campi prossimi a casa, l’altro
conduceva la carrozza che portava Antonio Canova da Venezia o
da Roma al suo paese natale. La carrozza, munita di vetri e fanali
per il viaggio anche notturno, veniva posteggiata nel porticato
attiguo alla Scuderia.
Carlo Scarpa, nel
1957, volle collegare la sua ala nuova del Museo alla Scuderia,
allestendovi l’esposizione di numerose opere canoviane,
tra cui spicca un grande cavallo

ADONE INGHIRLANDATO DA VENERE
La Casa Canova
La Casa di Antonio
Canova si snoda lungo il crinale che si stende verso la Pastega,
nel territorio sudorientale di Possagno, costruita secondo un
asse Est/Ovest, per consentire di avere la facciata al sole e
rivolta al Giardino, al Brolo e ai vasti campi che oggi costituiscono
il Parco Canoviano.
La costruzione della
Casa del Canova risale con molta probabilità al Seicento
e presenta una tipica struttura veneta, con il corpo centrale
su più piani, dove si svolgeva la vita domestica e notturna,
gli annessi alla Casa (cantina, sbrattacucina, cucina), il portone
d'ingresso alla proprietà e ai fondi rustici (con un vistoso
arco in pietra sotto cui passavano i carri carichi di foraggio),
i lunghi porticati per il deposito dei materiali da lavoro (pietre
degli scalpellini, lana per i lanaioli, frutti per i contadini),
la stalla per gli animali da traino, il serraglio per il carro,
i pozzi (se ne contano tre, oggi, nella proprietà canoviana)…
Dopo il terremoto
del 1695, la Casa fu ristrutturata e ampliata con nuovi locali
e aggiunta di camere per far posto alla famiglia che diventava
sempre più numerosa. L'abitazione canoviana che il visitatore
vede oggi a Possagno è quella che Antonio Canova ristrutturò
tra la fine del Settecento (costruzione della "Torretta")
e l'inizio dell'Ottocento (quando volle ricavare la cosiddetta
"Sala degli Specchi").
Interno della Torretta
I materiali usati
nella costruzione della Casa sono ricavati dal territorio possagnese:
terracotta, pietra, legno. I mobili, quei pochi che sono rimasti,
sono originali del primo Ottocento, quelli che anche Canova utilizzava
nelle sue frequenti visite a Possagno da Roma.
Oggi, nella Casa
del Canova si ammirano alcune pregevoli collezioni: i dipinti
canoviani (15 oli su tela e 35 tempere di eccezionale leggerezza
e soavità), le incisioni (commissionate da Canova ad alcuni
artisti bassanesi e romani per creare il catalogo delle opere
in marmo e diffonderlo ai maggiori committenti di statue), i disegni,
alcuni marmi, gli strumenti da lavoro, alcuni vestiti dell'Artista.
Il turista può, inoltre, ammirare, alcuni settori della
Casa recentemente aperti al pubblico dopo il restauro avvenuto
con il cofinanziamento europeo: la camera dove è nato Antonio
Canova e dove si trova il noto dipinto di Thomas Lawrence, il
seminterrato della Casa (con la Cantina e i locali di disbrigo)
e, soprattutto, lo Studio della pittura, nella "Torretta".
Infine, nei locali
della Cucina, dove ogni cosa è rimasta com'era dai tempi
del Canova, l'Ente che gestisce il Museo ha recentemente installato
dei laboratori didattici multimediali e di manipolazione dell'argilla,
a servizio soprattutto dei giovani Studenti che visitano la Gipsoteca.
Il Museo,
L'Ala nuova
Nel 1992, su progetto
dell'architetto Gemin, allievo di Carlo Scarpa, è stata
realizzata la Nuova Ala del Museo Canoviano, aumentando così
gli spazi espositivi e l'offerta di servizi culturali.
I locali dell'Ala
Nuova si articolano in tre piani, ad oriente dell'edificio scarpiano
di cui conserva l'ispirazione in molti elementi architettonici:
le finestre al soffitto, le pareti a vetro, la visione dell'ambiente
naturale esterno, ecc. Obiettivo di questo edificio è quello
di creare un graduale passaggio dalle collezioni canoviane al
vasto Parco antistante che consente al visitatore di continuare
il cammino tra una variegata vegetazione e in lunghi percorsi
espositivi all'aperto.
In questa Ala Nuova,
l'Ente che gestisce il Museo organizza convegni e conferenze,
presenta libri e pubblicazioni, espone mostre d'arte di autori
italiani e stranieri.
Nell'Ala Nuova del
Museo Canoviano ha sede l'Associazione "Amici del Canova",
un gruppo di giovani studiosi che prestano attività di
volontariato al Museo e che propongono servizi di accompagnamento
ai visitatori della Gipsoteca.
Lo scoperto
IL PORTICATO E IL
GIARDINO
La Casa di Canova
è collegata alla Gipsoteca da un ampio Porticato retto
da colonne bianchissime a sezione ottagonale: verso sera, si accede
al Cortiletto del pozzo, un piacevole spazio scoperto, interno
agli edifici, pavimentato di ciottoli del Piave (cogolà),
e alla Scuderia affiancata ad una rigogliosa pianta di Glicine;
a mattino, invece, proprio di fronte alla facciata della Casa,
si apre il Giardino di Casa Canova che consente una passeggiata
serena tra il verde e i fiori. Tra il Giardino e la Casa, un marciapiede
in pietra Biancone del Grappa accoglie il visitatore.
IL BROLO
L’ampio spazio
verde di Casa Canova è caratteristico per la sua struttura
veneta: vicino alla porta della Casa, vi sono le aiuole di fiori
(un bellissimo roseto distribuito in file di aiuole circolari)
e, più a sud, dagli antichi "piedoni" in pietra
fino alla Cancellata, si apre il Brolo, cioè il frutteto,
con alberi diversi e rari: dalla Peonia arbusta al Bosso delle
Baleari, dalla Buganvillea alla Laestroemia, dalle Magnolie stellata
e bovata alla Forsizia al Leccio al Calicanto nigro e bianco;
nell'angolo a sud-est, un vigoroso pino italico, piantato da Canova
stesso nel 1799, offre ancora oggi la sua ombra nei caldi pomeriggi
d'estate. Tra gli alberi da frutto, crescono il Pero, il Melo,
il Ciliegio, il Fico bianco e nero, il Pesco, il Susino, la Vite…
IL PARCO
Il Brolo è
delimitato a mezzogiorno da una splendida Cancellata in ferro
battuto, costruita dai sapienti artigiani locali e messa in opera
nel tardo Settecento, si apre il cosiddetto Parco, un vasto terreno
coltivato a foraggio, che forniva il pasto agli animali da stalla
(cavalli e pecore) di Casa Canova, e delimitato da una cinta di
piante ad alto fusto ed a chioma fitta. La tradizione vuole identificare
quest’area con i quattro campi chiamati “persei”,
acquistati da Canova con il guadagno (3.000 zecchini!) della statua
del Perseo, conclusa nel 1801.
Nel 1997, il Parco
è stato restaurato con fondi europei e oggi viene adibito
a mostre di scultura all'aperto, a feste, concorsi d’arte
ed esibizioni musicali…

ERCOLE E LICA
Antonio Canova
Antonio Canova fu
uno scultore (Possagno 1757 – Venezia 1822) tra i più
rappresentativi artisti del neoclassicismo europeo. Lavorò
dapprima nel Veneto e le sue opere giovanili vennero influenzate
dal Rococò e dal Barocco veneziano. Compì i primi
studi tra Asolo e Venezia dove scolpì l’Orfeo ed
Euridice (1773), il Dedalo e Icaro (1779) e l’Apollo (1779).
Ebbe il favore dei papi e di Napoleone ed esercitò un grande
ascendente sulla scultura del tempo. Nel 1781 si trasferì
a Roma, ove, pur conservando una sua personalità e dimostrando
qualità artistiche contrastanti con la fredda rigidezza
dell’Accademismo, trasse ispirazione dai capolavori classici
e dal Neoclassicismo romano.
La sua personalità dominò la prima metà dell’Ottocento.
Nel 1783 realizzò il monumento a Clemente XIV (Roma, Santi
Apostoli), prima opera di impronta neoclassica, nella quale ridusse
il movimentato insieme berniniano in uno schema geometrico che
applicò anche nel monumento a Clemente XIII (Roma, S. Pietro),
concluso nel 1792. In contemporanea scolpì l’Amore
e Psiche (Parigi, Louvre), che testimonia un sempre crescente
interesse dell’artista per l’antico, manifestato anche
nelle opere successive (Monumento Emo, 1792, Venezia, Museo Navale;
Adone e Venere, 1795, Ginevra, Villa Fabre ad Eaux-Vives; Ebe,
1796, Berlino). Nel 1802 si recò a Parigi per scolpire
il Ritratto di Napoleone e nel 1805 iniziò il Paolina Borghese
raffigurata come Venere vincitrice (1808, Roma, Galleria Borghese).
Nel 1813 ultimò la Venere italica (Firenze, Palazzo Pitti)
ed il gesso delle Tre Grazie (il marmo è di tre anni dopo;
S. Pietroburgo, Ermitage), dove l’arte canoviana raggiunge
il massimo di astrazione formale e di voluta freddezza.
Museo
Canova - Possagno (TV)
tel. +39 0423 544323
- fax + 39 0423 922007 - posta@museocanova.it
ORARI DI APERTURA
- Tutti i giorni (tranne il
lunedì non festivo): 9.30
/ 18.00
La biglietteria chiude mezz'ora
prima della chiusura
Per maggiori informazioni
: www.museocanova.it
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