Artigianato Vivo dal 5 al 15 agosto 2011 a Cison
di Valmarino
XXI RASSEGNA Artigianato
Vivo®
CISON DI VALMARINO - Centro storico
Da venerdi 05 agosto a lunedi 15 agosto 2011
Artigianato Vivo
- XXXI Rassegna
“Chi
lavora con le mani è un lavoratore; chi lavora con le mani
e la testa è un artigiano;
chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un’artista.”
San Francesco d’Assisi
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Nella splendida
cornice di Cison di Valmarino, tradizione, arte e folclore si
incontrano. Un viaggio alla scoperta di antichi saperi e mestieri
manuali, per ricreare un curioso laboratorio artigiano a cielo
aperto.
Lungo le vie del
paese, all’interno di storici borghi e di antiche stalle,
alla scoperta e valorizzazione dei mestieri, delle botteghe e
dei maestri che fanno della manualità, della tradizione,
dell’originalità e unicità dei prodotti la
loro peculiarità produttiva.
Oltre 200 gli espositori che danno dimostrazione del loro sapere
e della loro creatività, realizzando sul luogo i propri
manufatti. Molteplici gli eventi collaterali: musica, poesia,
spettacoli, mostre di pittura, laboratori...
Giorni feriali:
17.00-24.00
Domenica e Ferragosto: 10.00-24.00.
In caso di maltempo lo spettacolo non subirà modifiche
(ad esclusione degli spettacoli all’aperto che potranno
subire delle variazioni)
Ingresso libero
Cison
di Valmarino è per la 31^ volta la capitale dell’
Artigianato
Dal 5 al 15 agosto
ritorna la Rassegna “Artigianato Vivo”, uno degli
appuntamenti estivi più attesi di tutta la Regione Veneto,
in grado di catalizzare un numero sempre maggiore di visitatori
e turisti, esperti del settore e non, artisti e uomini di cultura,
provenienti da tutta Italia e dalle vicine terre della Carinzia.
Una manifestazione che vuole celebrare i riti della manualità,
la riscoperta di un sapere e di una tecnica, spesso tramandati
di generazione in generazione, che hanno fatto della produzione
made in Italy un vanto in tutto il mondo. Piccoli bottegai, mastri
artigiani, ceramisti, artisti del vetro, dei metalli, del legno,
della pelle e del cuoio, lungo le vie e i borghi più suggestivi
del paese, daranno prova della loro abilità, cercando di
stupire i visitatori con i loro prodotti originali e rigorosamente
fatti a mano. La cura dei dettagli, la passione, la ricerca, l’utilizzo
di materiali diversi e la sperimentazione si mescolano in un turbine
che coinvolge tutti i sensi. Artigiani, hobbisti e artisti, selezionati
tra più di 500 domande di partecipazione, sono il vero
vanto di questa manifestazione. Un ricco bacino che garantisce
un elevato standard di qualità dei più dei 200 partecipanti.
Molta ricca è anche la proposta di prodotti locali tipici,
a voler sottolineare il forte legame che ci lega alla nostra terra.
In questi giorni, a Cison, si respira un’aria di festa,
di festa paesana, fatta di accoglienza e tanta buona cucina, musica
e spettacoli, intrattenimento per grandi e per piccini.
Il percorso, come ogni anno, parte a sud dell’abitato del
Paese, dall’Oasi di San Francesco, per risalire attraverso
un suggestivo susseguirsi di stradine e scorci del bellissimo
centro storico cittadino, sino alla centralissima piazza Roma,
passando per luoghi colmi di fascino e interesse come la chiesetta
di San Vito, il Cortivo de Otimo e la zona ex-Filanda, per raggiungere
a nord le ex-Cantine Brandolini, esempio ben riuscito di restauro
e recupero di locali storici e da qui ridiscendere a ponente verso
le Case Marian.
Gli ingredienti che spiegano il successo di tale iniziativa sono
sempre gli stessi: oltre 200 artigiani distribuiti lungo un percorso
che abbraccia il centro storico di Cison, cinque punti ristoro
in cui si possono degustare cibi e vini tipici del nostro territorio,
spettacoli musicali di vario genere (tutte le sere in contemporanea).
Artefici dell’evento i volontari della Pro Loco di Cison
in collaborazione con tutte le altre Associazioni del paese.
In
occasione di ARTIGIANATO VIVO
a Cison di Valmarino
Ragala..ti
una passeggiata tra le corti, le sue vie; i selciati
e le mura fanno da scenario ad un continuo ed
indimenticabile susseguirsi di luci, suoni e colori.
Poi un rifugio immerso nella natura ti accoglie
per la notte romantica.
Notte + colazione
in giardino 63 euro
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LE NOCI - TARZO – TREVISO
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ARTIGIANATO
VIVO COME ARTE TOTALE Il motto di Gropius del 1919 alla
Bauhaus tedesca di Weimar: "Architetti, scultori, pittori
dobbiamo tutti tornare all'artigianato" non era solo un programma
di insegnamento: era la ferma certezza che bisognasse diventare
degli "uomini totali", ossia capaci di essere allo stesso
tempo operai, artigiani e perfino creatori pur di saper affrontare
le sollecitazioni imposte dalla nuova era tecnologica.
Di fronte alla deprecabile alienazione dell'uomo dalla natura
causata dalla crescita dell'industrialismo, con la conseguente
feticizzazione delle merci, del denaro e delle persone, l'homo
economicus si era messo alla ricerca di una nuova idea di artisticità
in base alla quale, superato il vecchio dualismo tra arte e tecnologia,
l'arte si identificasse con la vita stessa, attraverso tutto ciò
quindi che essa può portare alla conoscenza e trasformazione
del nostro vivere quotidiano.
In altri termini, dal concetto di "oggetto bello", come
puro fatto estetico, si era passati a quello di "oggetto
vero", in funzione dell'uso quotidiano che se ne fa; approfondendone
poi il significato, si è pervenuti ad un nuovo approccio
conoscitivo per cui esso, scaturendo dall'interno di una società
in movimento, viene percepito e comunicato nei secoli come espressione
di civiltà: tutti gli oggetti prodotti dall'uomo quindi
sono i "segni" della nostra storia e in quanto tali,
al di là di ogni giudizio di graduatoria in relazione alla
loro importanza od originalità, hanno quantomeno il diritto
di essere riscoperti e valorizzati come documento storico.
La Rassegna "Artigianato vivo" di Cison di Valmarino
è il "segno" più recente della storia
di questo centro pedemontano dell'Alta Marca Trevigiana; sicuramente
anche il più esaltante perché originato dalla sapienza
creativa delle generazioni passate che, di parola in parola, di
scritto in scritto, di gesto in gesto viene tramandata a quella
presente: una cultura viva e vitale che qui vanta una illustre
tradizione.
Le testimonianze più appariscenti di tale civiltà
millenaria sono davanti agli occhi di tutti, impressi nel paesaggio
nel corso dei secoli quali contrassegni inconfondibili ed ora
proposti come valori irrinunciabili al turista moderno culturalmente
avvertito, che li cerca e di cui ha tanto bisogno.
Già i resti murari ed i numerosi reperti rinvenuti nell'insediamento
fortificato tardo romano del Monte Castellazzo a nord di Cison,
a ridosso delle Prealpi Bellunesi e lungo l'importante diramazione
militare della Claudia Augusta Altinate, testimoniano di una antica
cultura popolare di estrazione silvo-pastorale basata su un rapporto
equilibrato tra uomo ed animale, tra uomo e bosco, che si manifestava
con quotidiani "gesti di cura": trattare le bestie,
lavorare il latte, tagliare il fieno e gli alberi, mettere le
trappole per gli animali selvatici e nocivi.
Dopo il Mille, i Da Camino costruiscono una nuova fortificazione
su uno sperone di roccia "in costa" per controllare
meglio l'intera Valmarena; i Brandolini nel Cinquecento, e poi
nel Settecento, la tramutano da austero organismo difensivo in
elegante dimora signorile, caratterizzata da una bella facciata
scandita da bifore e trifore a doppio ordine, con un teatro all'interno
ed un parco ricavato negli spalti per i sollazzi e i piaceri di
dame e gentiluomini.
Tra Sei e Settecento Cison di Valmarino, capoluogo politico della
Contea, registra un consistente sviluppo edilizio che lo fa diventare
centro importante della Vallata, con austeri palazzi che si affacciano
sulle piazze e rustiche abitazioni lungo i vicoli selciati che
si aprono sulle corti, tra suggestivi portici e poggioli di pietra
o legno.
Le chiese campestri di S. Daniele, S. Silvestro, S. Felice e S.
Lucia, ricordate ancora nella visita pastorale del vescovo Trevisan
del 23 aprile 1475 vengono ristrutturate; l'arcipretale di S.
Maria Assunta viene pressoché interamente ricostruita,
diventando un "unicum" dal punto di vista iconografico
e decorativo non solo per i marmi preziosi, gli stucchi policromi
e le statue che la ornano, ma soprattutto per il notevole ciclo
di dipinti che custodisce.
Come ha scritto l'abate Bernardi nel 1851, è cosa onorevole
e cara che, tranne poche eccezioni (il monumento funebre di Guido
VIII Brandolini, notevole complesso scultoreo del Baratta, la
splendida pala del Fontebasso nella cappella di San Giuseppe e
l'imponente altare maggiore del Marchiori, allievo del Brustolon),
sieno di Cison propriamente o della vallata coloro che operarono
nell'erezione e l'adornamento di essa (Paolo Gremsl - fratello
del noto pittore Mathias alla corte dei Brandolini - l'architetto,
Egidio Dall'Oglio, allievo del Piazzetta, il pittore che ha eseguito
un sì ragguardevole ciclo di affreschi e pale d'altare,
Marco Casagrande di Campea di Miane, allievo del Canova, l'autore
delle statue di entrambe facciate, oltre ai due grandi angeli
sulla balaustra del coro, ed Antonio Bianchi di Follina, che ha
scolpito nel marmo i due angeli ai lati del tabernacolo).
Tale sviluppo dal punto di vista urbanistico continua anche nell'Ottocento,
favorito dalla attività molitoria lungo la valle del Rujo,
riscoperta in questi ultimi decenni attraverso dei percorsi attrezzati,
noti anche come "sentieri della memoria", motivati da
ragioni turistiche, che però tengono in grande considerazione
le finalità culturali e didattiche ad essi collegate.
In quest'ottica di continuità tra passato e presente, grazie
agli aiuti comunitari, ma soprattutto al lodevole impegno delle
associazioni che si sono fatte carico delle problematiche della
tutela, salvaguardia e valorizzazione ragionata di Cison e della
Vallata, si può ben dire che "Artigianato Vivo",
come grande laboratorio-officina permanente, ha sostituito le
astratte categorie storiche, artistiche e demoetnoantropologiche
con la "pulsante vivezza della storia". Giorgio Mies
Il percorso
di Artigianato Vivo ®
Unica nel suo genere
in tutta la provincia: Mestieri Vecchi e Nuovi arte, musica, teatro...
In questo periodo Cison di Valmarino si trasforma in uno scenario
unico e caratteristico, nelle cui piazze, strade, cortili e borghi
si esibiscono gli abili artigiani, mettendo in mostra tecniche
e modalità di lavoro, in un'atmosfera allegra e piena di
vita.
Così Cison di Valmarino torna ad invitarci alla sua Rassegna
Artigianato Vivo. Un invito ad ammirare prima di tutto. Ad ammirare
il paese, in questa sua aggregazione ordinata e severa, spontanea
e razionale insieme, di case e viuzze e piazzette, lungo la vena
aorta del Rujo…
Ad ammirare per le strade, nelle piazze, sotto i portegli, nei
cortivi, le cento forme in cui l'arte di oggi, sulle tracce dell'arte
di ieri, sa farsi spettacolo: di suoni, di canti, di gesti, di
parole, o anche solo di perizia creativa, onde mani inventano
gli oggetti di cui gli uomini si servono per il loro vivere quotidiano…
La strada e il paese come metafore e come documenti di storia.
La strada come metafora del vivere; il paese metafora del vivere
civile; l'una e l'altro documenti della storia dell'uomo e, nelle
forme che oggi possiedono, delle ragioni e dei modi della crescita
e dello sviluppo della società che fa capo ai tempi in
cui viviamo.
La Mostra Artigianato Vivo ha sede l'intero paese di Cison di
Valmarino, distendendosi lungo una catena di strade, dove gli
artigiani propongono i mirabili prodotti della loro arte.
Una catena, cioè un insieme di percorsi coordinati per
raggiungere la meta comune. Che è l'impostazione corretta
della stessa metafora: anche la vita, come la strada, e' segmento,
che ha bisogno degli altri segmenti - quelli che vengono (dal
passato) e quelli che vanno (verso il futuro) - per condurre a
destinazione.
Tratta da Il paese, le strade di
Aldo Toffoli
Per maggiori informazioni
:
Pro Loco Cison di Valmarino
Informazioni tratte da artigianatovivo.it