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Prosecco,
'Re Bollicine' con DOCG

Il Re del Prosecco si presenta
e le colline diventano regno
Il primo e' stata stappata la bottiglia
d’esordio della denominazione di orgine garantita
Al Vinitaly, il battesimo della DOCG
Conegliano Valdobbiadene
In
una sola settimana sono state etichettate 5 milioni di bottiglie con la
fascetta di Stato che distingue e contrassegna il prosecco Conegliano
Valdobbiadene docg. Giovedì 8 aprile, oltre 300 persone hanno “bloccato” i
corridoi del Vinitaly per assistere all’apertura della bottiglia Docg
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore formato Mathusalem. A stappare la
bottiglia speciale è stato il Governatore del Veneto Luca Zaia assieme al
Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene dogc Franco
Adami che hanno brindato alla nuova identità garantita del Prosecco. L’evento
si è concluso con l’originale consegna delle Fascette di Stato, per una volta
non apposte alla bottiglia ma in formato glamour: una sciarpa che ognuno dei
presenti ha indossato e che ogni azienda esporrà presso il proprio stand.
«La
partenza è stata positiva per due motivi – afferma Giancarlo Vettorello,
direttore del Consorzio – Innanzitutto perché c’è stato un ottimo riscontro
pratico da parte dei produttori con milioni di bottiglie etichettate ed inoltre
c’è entusiasmo e voglia di uscire con la nuova denominazione». «La doc andrà
pian piano ad esaurimento – continua Vettorello – Non ci saranno cambiamenti
sostanziali per i consumatori; si parla di mantenere il valore, non di
aumentare il prezzo». Inciderà sulla nuova denominazione, a detta del
Consorzio, soltanto il costo della fascetta di Stato. Nello stand del Consorzio
al Vinitaly sono ospitate 14 aziende ed in tutto ci saranno 85 cantine in
degustazione. «Tutto il meglio di Conegliano Valdobbiadene – afferma Vettorello
– inteso come distretto secondo la rinnovata filosofia che punta a mettere in
rete e valorizzare tutto il nostro territorio». La Mathusalem che ha tenuto a
battesimo la nuova docg Conegliano Valdobbiadene è ottenuta dalle uve scelte
idealmente nei vigneti dei 3000 viticoltori, firmata da tutti e rappresenterà
il primo pezzo del museo dedicato alla Docg che il Consorzio di Tutela
realizzerà presso la propria sede.
Elisa Giraud
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(ANSA) Il primo di aprile 2010
segna lo spartiacque tra il prosecco Doc di Conegliano-Valdobbiadene e
la nuova identita' Docg Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore. Nell'area
storica del 're delle bollicine' italiane (15 comuni Docg, 2913 produttori,
166 case spumantistiche) e' stato deciso di iniziare la commercializzazione
del prodotto tutti assieme, appunto IL PRIMO aprile, mentre per il prosecco
doc piu' in generale la vendita e' gia' iniziata da qualche mese.
Il battesimo della Docg
si terra' l'8 aprile, nella prima giornata del Vinitaly a Verona: alle
13 presso lo stand del Consorzio di Tutela al pad. 7 bis i3-i 4, i produttori
Docg stapperanno la prima bottiglia, una maxi da 6 litri, di prosecco
ricavato dalla vendemmia del 13 settembre.
Nonostante le difficolta'
del momento, il prosecco Docg nasce sotto buoni auspici. Nel 2008, infatti,
la produzione e' stata di 57.434.000 bottiglie, con un giro d'affari di
370 milioni di euro. L'export rappresenta il 30%. I primi dati 2009, non
ancora ufficiali, riscontrano un aumento delle vendite dell'8.8%, con
4.5 milioni di bottiglie in piu'. L'arrivo della Docg e' vista dai produttori
con entusiasmo, ma anche con preoccupazione. La difficile situazione congiunturale,
infatti, non consente di ottenere forse le quotazioni di qualche anno
fa. '' La Docg e' un progetto deciso dai produttori e siamo certi che
dara' nuove opportunita' al vino di Conegliano Valdobbiadene - rileva
il presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami -. Nulla cambia rispetto
a prima per le aziende, solo il costo della fascetta di garanzia facilmente
assorbibile dagli imbottigliatori. Cambia invece per i consumatori che
avranno garantito il prodotto e la sua provenienza''.
Per mantenere il valore
aggiunto del territorio di Conegliano Valdobbiadene e dare importanza
alla G di garantita come elemento per la sicurezza del consumatore, il
Consorzio sta avviando un piano di comunicazione che vedra' la campagna
pubblicitaria che accompagnera' l'uscita del vino e l'organizzazione di
eventi e manifestazioni. Fra questi, il piu' importante e' Vino in Villa
(15-17 maggio castello di Susegana, Treviso) che avra' come tema 'Garantito!''.
Invitate le 44 Docg d'Italia, ovvero i vini a Denominazione di Origine
Controllata e Garantita che costituiscono il vertice della piramide qualitativa
dei vini italiani. Le manifestazioni che promuovono il prosecco sono anche
a carattere sportivo come le tre gare ciclistiche legate al Premio Primavera
del Prosecco. Il 4 aprile si corre il 62/O Trofeo Piva sulle colline a
cavallo tra Farra di Soligo e Valdobbiadene. Il 5 aprile appuntamento
a Villa di Cordignano dove dal 1926 si celebra il Giro del Belvedere (10
giri ciascuno di 12 km), mentre il 30 maggio c'e' il Trofeo Citta' di
San Vendemiano che vede i ciclisti confrontarsi lungo le strade delle
colline della Marca Gioiosa.
Legati al prosecco anche
5 pacchetti turistici per week end tra le colline del Conegliano-Valdobbiadene
Prosecco Docg per scoprire in tre mosse arte, cultura ed enogastronomia
nell'ambito delle Mostre della Primavera del prosecco Docg e fissati tra
il 3 e 5 aprile, 30 aprile - 2 maggio e 29 maggio - 1 giugno.
notizia ANSA
articolo collegato: Primavera
Prosecco DOCG - Rassegne sul Prosecco o sul Cartizze
Il
nuovo disciplinare del Prosecco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Garantita
la DOCG per la zona storica
Il
Re del Prosecco si presenta... e le colline diventano regno
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Una “G”
che sta per identità, qualità, comunicazione. È
il nuovo prosecco di Conegliano Valdobbiadene a denominazione di
origine controllata e garantita (Docg): una sigla che indica il
massimo riconoscimento qualitativo per i vini italiani, al punto
che solo una quarantina degli oltre 300 nettari italiani possono
fregiarsi di questa etichetta.
E proprio una fascetta di stato che non lascia spazio alle ambiguità
è l’”arma” sulla quale il Consorzio di
tutela del prosecco Conegliano Valdobbiadene punta per innovare
e salvaguardare la produzione: “Il vitigno si stava allargando
troppo – ha spiegato Franco Adami, presidente del consorzio
– dovevamo individuare un “antifurto” contro l’eccessiva
proliferazione del nome prosecco, per controllare il prodotto dal
vigneto alla bottiglia e non allargare all’infinito la zona
di produzione”.
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Ecco cosa comporterà quella che è stata chiamata “la
rivoluzione del prosecco”: il nome Prosecco diventa sinonimo di
vino a denominazione di origine prodotto esclusivamente nel nord est d’Italia
con regole precise. “Prosecco” è passato, dopo un lungo
lavoro che ha coinvolto migliaia di produttori, da nome di varietà
di uva a nome identificativo di un vino a denominazione d’origine.
A partire dalla vendemmia 2009, perciò, il mondo Prosecco si basa
su due livelli: “Docg”, vertice della piramide qualitativa,
rappresentato dalle zone produttive di Conegliano, Valdobbiadene, Montello
e Colli Asolani, e “Doc”, cioè delle province di Treviso,
Belluno, Venezia, Padova, Vicenza, Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste.
Per i consumatori, dal 1° aprile, “prosecco” sarà
il vino Igt che finora è stato denominato Colli trevigiani, Marca
Trevigiana, Veneto, delle Venezie e Alto Livenza. Il “Prosecco del
Montello Colli Asolani” diventa “Prosecco Asolo DOCG Superiore”,
il “prosecco di Conegliano Valdobbiadene” Docg si chiamerà
“Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”.
CONEGLIANO VALDOBBIADENE
DOVE IL PROSECCO È SUPERIORE
COME CAMBIA IL “MONDO” DEL PROSECCO CON LA DOCG CONEGLIANO
VALDOBBIADENE
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Negli ultimi anni,
intorno al Prosecco, si sono sviluppati molti fenomeni imitativi:
ciò è comprensibile dato il successo del prodotto
e la sempre maggiore fiducia e considerazione da parte dei Consumatori.
Tali fenomeni, difficili da monitorare e controllare, rischiavano
di confondere Operatori e Consumatori sia in Italia sia all’estero,
e di danneggiare uno dei prodotti più apprezzati dello “stile
italiano”. Per questo motivo, dopo un lungo lavoro, il 17
luglio 2009 è stato approvato dal Ministero il riordino del
Prosecco che vede l’innalzamento dei controlli e delle garanzie
e che sancisce un cambiamento radicale: Prosecco infatti non è
più il vino ottenuto da un tipo di vite, ma diventa il vino
di un preciso territorio.
Il cambiamento ha portato alla definizione di due differenti livelli
qualitativi: l’attribuzione della Docg per il Conegliano Valdobbiadene,
e la creazione di una Doc di base che sostituisce tutte le Igt attuali.
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DALLA DENOMINAZIONE
STORICA ALLA DOCG
Dopo quaranta anni dal riconoscimento
della Denominazione di Origine Controllata (DOC 1969), Conegliano Valdobbiadene,
insieme alla piccola zona dei Colli Asolani, entra a pieno titolo nella
più alta classificazione italiana dei vini di qualità: la
Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
L'impianto storico della Denominazione rimane intatto, ma cambia e si
amplia la visione complessiva che permette di valorizzare maggiormente
il prodotto.
Il territorio è garanzia di Superiorità.
Tutti i vini a Docg riportano in primo piano sull'etichetta, il nome
della Denominazione "Conegliano-Valdobbiadene" seguito da Prosecco
Superiore, nel caso dello spumante.
Lo spumante può riportare in etichetta semplicemente il nome della
Denominazione principale Conegliano- Valdobbiadene o Conegliano o Valdobbiadene.
La zona di produzione. La zona di produzione è
quella storica, limitata ai 15 comuni collinari tra le due capitali produttive
di Conegliano-VaIdobbiadene; una dimensione che testimonia la preziosità
del prodotto.
Le uve. Come tradizione, il vino viene prodotto con un
minimo de1l'85% di uve del vitigno Glera e, per un massimo del 15%, di
uve Verdiso, Bianchetta, Perera, Glera lunga varietà presenti da
secoli nelle colline di Conegliano-Valdobbiadene. Per lo spumante, si
possono utilizzare anche le uve Pinots e Chardonnay.
La produzione. La produzione della Docg è di 135
qli/ha
Le Novità.
Con l’introduzione delle “Rive”, riservato
agli spumanti, è stata prevista anche la possibilità di
evidenziare in etichetta il nome del comune o della frazione di origine
delle uve.
Il termine "Rive", sta ad indicare nella parlata locale, i vigneti
posti in terreni scoscesi, ed ha lo scopo di mettere in luce la vocazione
e le molte differenze che esprimono le diverse località della denominazione.
Per le "Rive" la produzione è ridotta a 130 qli/ha, con
l'obbligo della raccolta manuale delle uve e dell'indicazione del millesimo.
Il “Cartizze”. AI vertice qualitativo della
Denominazione Garantita rimane lo spumante della storica
sottozona del "Superiore di Cartizze" la cui resa in vigneto
è di 120 qli/ha.
DA PROSECCO IGT A PROSECCO DOC - LA DENOMINAZIONE DI BASE
Per proteggere il Prosecco e controllare la qualità della produzione,
è stata istituita la nuova Denominazione di base Prosecco. La varietà
Prosecco sarà indicata con il vecchio sinonimo "Glera".
Le motivazioni giuridiche. Il riconoscimento a pieno
titolo di “Prosecco” come Denominazione di origine
riferita ad un vino e proprietà intellettuale protetta dalla normativa
dei prodotti di qualità della Comunità Europea, è
stato reso possibile grazie all’unione di due fattori: da un lato
la tradizione produttiva di Treviso, provincia in cui si concentra il
90% di tutta la produzione attuale a Prosecco e dove si trovano le colline
della Docg, e dall’altro la presenza della località Prosecco,
situata vicino a Trieste e collegata storicamente all’origine del
vitigno.
La zona di produzione. La zona di produzione Doc comprende
le 9 provincie Veneto-Friulane dove già era autorizzata la coltivazione
del vitigno prosecco. Questa nuova Doc ricomprende e sostituisce le Igt
esistenti (Prosecco Colli Trevigiani, Prosecco Marca trevigiana, Prosecco
del Veneto, Prosecco Alto Livenza, Prosecco delle Venezie) in un unico
territorio. Le vecchie Igt saranno commercializzate fino ad esaurimento
delle scorte (fine 2010).
La nuova Doc inoltre prevede la possibilità di specificare l'area
di origine delle uve per le province di Treviso e Trieste.
Le caratteristiche
della nuova Doc
- La resa prevista
in vigneto è di 180 qli/ha.
- Le uve: la nuova Doc prevede, nell'assemblaggio delle
uve, un minimo dell'85% di varietà Glera, ed
un massimo del 15% di varietà minori e di Pinots e Chardonnay.
- La zona d’imbottigliamento è quella delle
9 province appartenenti alla Denominazione, estesa ai
produttori fuori dalla zona di coltivazione che dimostrino di avere già
imbottigliato questo vino da
almeno 5 anni.
- Le tipologie: nella nuova Doc si avranno le tipologie
di vino Tranquillo, Frizzante, Spumante.
- I controlli: la nuova denominazione sarà sottoposta
ai controlli previsti dalla legge sulle Doc, fra cui
il controllo di filiera in vigneto ed in cantina, l'analisi chimica ed
organolettica prima dell'entrata in commercio del prodotto imbottigliato.
I divieti:
o non si potranno più produrre e commercializzare vini con l'indicazione
di più vitigni (Prosecco/Chardonnay, ecc) o vini rosati.
o il Prosecco DOC si potrà commercializzare esclusivamente in bottiglie
di vetro, non in fusti
o altri contenitori alternativi.
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Per ulteriori informazioni:
Consorzio Per la Tutela del Conegliano-Valdobbiadene Superiore
Tel 0438 83028 - fax 0438 842700
info@prosecco.it - www.prosecco.it
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