XXX
RASSEGNA Artigianato Vivo
Cison di Valmarino dal 6 al 15 agosto 2010

articolo collegato: Artigianato
Vivo dal 5 al 15 agosto 2011 a Cison di Valmarino
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XXX RASSEGNA Artigianato
Vivo®
Cison di Valmarino
dal 6 al 15 agosto 2010

Non solo artigianato nelle
notti di Cison
La magia che nasce dalle mani di esperti artigiani e i colori
degli stand espositivi. E poi mostre, musica, libri, buona cucina,
laboratori didattici, brevi escursioni. Cison di Valmarino accoglie
da venerdì la 30. edizione di Artigianato Vivo, manifestazione
tra le più importanti nel suo genere in Italia. Da venerdì
fino a Ferragosto 201 artigiani proporranno le loro creazioni
nelle corti, nelle vie, sotto i portici e sui selciati del piccolo
borgo prealpino: una continua scoperta, dalla ceramica al vetro,
dai monili artistici ai burattini, dal cucito creativo agli antichi
sapori. Ecco, allora, il viaggio attraverso Artigianato Vivo,
che aprirà ufficialmente le porte venerdì alle 18,
con l’inaugurazione in sala consigliare.
MOSTRE - Alla Loggia: Museo delle Radio d'epoca,
Arte del vedere (occhiali della collezione Lucio Stramare), bancarella
del libro raro di storia locale. All'ex latteria: opere di Elio
Bottega. In municipio: "Omaggio a Cison" del pittore
Vittorio Marchi.
MUSICA - Venerdì all'ex latteria il cantautore
trevigiano Davide Camerin; alle case Marian il folk dei Manodopera;
in piazza Roma un'orchestra e alla scuola dell'infanzia rock anni
'70. Le proposte spaziano tra vari generi musicali: lunedì
in piazza Roma dall'Irlanda arrivano The Chapters e all’ex
latteria musica dal mondo con i Barbapedana. Alle case Marian
il rock trevigiano degli Hope Leaves domenica e dei Cupido Motel
l'11, mentre all’ex latteria le percussioni di Nello Da
Pont l'11 e il jazz il 12. E ancora: in piazza Roma il gruppo
folcloristico trevigiano il 12, l'indie dei Marta sui Tubi il
13, il blues di Davide Drusian il 14. Nella scuola della infanzia
il 13 la musica cubana dei Carretera Central. Tutti alle 21.30.
PER I PIÙ PICCOLI - Animazioni, burattini
e clown tutti i giorni. Tra gli appuntamenti, incontro con Andrea
Magico Clown sabato al parco giochi; burattini di Alberto De Bastiani
domenica alle 17 e alle 20 alla scuola dell'infanzia; "Arlecchino
e la leggenda del pirata dipinto" il 15 al parco giochi alle
14 e alle 20.
LIBRI - Da domenica fino al 13 alle 19 gli autori
si raccontano sotto la Loggia: lunedì "Finché
c'è prosecco c'è speranza" di Fulvio Ervas,
ambientato a Cison.
LABORATORI - Rievocazione storica della produzione
della casatella trevigiana il 9, l'11 e il 13 alle 18 alle case
Marian; manualità artistica e argilla alla scuola dell'infanzia
tutti i giorni; sapone artigianale in piazzetta Filanda.
GASTRONOMIA - Stand e ristori in vari punti.
Giornate dello spiedo l'11 dalle 14 e il 15 dalle 9 con dimostrazione
dei maestri di Cison.
articolo di Sara
De Vido per www.gazzettino.it
Introduzione
ad Artigianato Vivo ®
ARTIGIANATO
VIVO COME ARTE TOTALE Il motto di Gropius del 1919 alla
Bauhaus tedesca di Weimar: "Architetti, scultori, pittori
dobbiamo tutti tornare all'artigianato" non era solo un programma
di insegnamento: era la ferma certezza che bisognasse diventare
degli "uomini totali", ossia capaci di essere allo stesso
tempo operai, artigiani e perfino creatori pur di saper affrontare
le sollecitazioni imposte dalla nuova era tecnologica.
Di fronte alla deprecabile alienazione dell'uomo dalla natura
causata dalla crescita dell'industrialismo, con la conseguente
feticizzazione delle merci, del denaro e delle persone, l'homo
economicus si era messo alla ricerca di una nuova idea di artisticità
in base alla quale, superato il vecchio dualismo tra arte e tecnologia,
l'arte si identificasse con la vita stessa, attraverso tutto ciò
quindi che essa può portare alla conoscenza e trasformazione
del nostro vivere quotidiano.
In altri termini, dal concetto di "oggetto bello", come
puro fatto estetico, si era passati a quello di "oggetto
vero", in funzione dell'uso quotidiano che se ne fa; approfondendone
poi il significato, si è pervenuti ad un nuovo approccio
conoscitivo per cui esso, scaturendo dall'interno di una società
in movimento, viene percepito e comunicato nei secoli come espressione
di civiltà: tutti gli oggetti prodotti dall'uomo quindi
sono i "segni" della nostra storia e in quanto tali,
al di là di ogni giudizio di graduatoria in relazione alla
loro importanza od originalità, hanno quantomeno il diritto
di essere riscoperti e valorizzati come documento storico.
La Rassegna "Artigianato vivo" di Cison di Valmarino
è il "segno" più recente della storia
di questo centro pedemontano dell'Alta Marca Trevigiana; sicuramente
anche il più esaltante perché originato dalla sapienza
creativa delle generazioni passate che, di parola in parola, di
scritto in scritto, di gesto in gesto viene tramandata a quella
presente: una cultura viva e vitale che qui vanta una illustre
tradizione.
Le testimonianze più appariscenti di tale civiltà
millenaria sono davanti agli occhi di tutti, impressi nel paesaggio
nel corso dei secoli quali contrassegni inconfondibili ed ora
proposti come valori irrinunciabili al turista moderno culturalmente
avvertito, che li cerca e di cui ha tanto bisogno.
Già i resti murari ed i numerosi reperti rinvenuti nell'insediamento
fortificato tardo romano del Monte Castellazzo a nord di Cison,
a ridosso delle Prealpi Bellunesi e lungo l'importante diramazione
militare della Claudia Augusta Altinate, testimoniano di una antica
cultura popolare di estrazione silvo-pastorale basata su un rapporto
equilibrato tra uomo ed animale, tra uomo e bosco, che si manifestava
con quotidiani "gesti di cura": trattare le bestie,
lavorare il latte, tagliare il fieno e gli alberi, mettere le
trappole per gli animali selvatici e nocivi.
Dopo il Mille, i Da Camino costruiscono una nuova fortificazione
su uno sperone di roccia "in costa" per controllare
meglio l'intera Valmarena; i Brandolini nel Cinquecento, e poi
nel Settecento, la tramutano da austero organismo difensivo in
elegante dimora signorile, caratterizzata da una bella facciata
scandita da bifore e trifore a doppio ordine, con un teatro all'interno
ed un parco ricavato negli spalti per i sollazzi e i piaceri di
dame e gentiluomini.
Tra Sei e Settecento Cison di Valmarino, capoluogo politico della
Contea, registra un consistente sviluppo edilizio che lo fa diventare
centro importante della Vallata, con austeri palazzi che si affacciano
sulle piazze e rustiche abitazioni lungo i vicoli selciati che
si aprono sulle corti, tra suggestivi portici e poggioli di pietra
o legno.
Le chiese campestri di S. Daniele, S. Silvestro, S. Felice e S.
Lucia, ricordate ancora nella visita pastorale del vescovo Trevisan
del 23 aprile 1475 vengono ristrutturate; l'arcipretale di S.
Maria Assunta viene pressoché interamente ricostruita,
diventando un "unicum" dal punto di vista iconografico
e decorativo non solo per i marmi preziosi, gli stucchi policromi
e le statue che la ornano, ma soprattutto per il notevole ciclo
di dipinti che custodisce.
Come ha scritto l'abate Bernardi nel 1851, è cosa onorevole
e cara che, tranne poche eccezioni (il monumento funebre di Guido
VIII Brandolini, notevole complesso scultoreo del Baratta, la
splendida pala del Fontebasso nella cappella di San Giuseppe e
l'imponente altare maggiore del Marchiori, allievo del Brustolon),
sieno di Cison propriamente o della vallata coloro che operarono
nell'erezione e l'adornamento di essa (Paolo Gremsl - fratello
del noto pittore Mathias alla corte dei Brandolini - l'architetto,
Egidio Dall'Oglio, allievo del Piazzetta, il pittore che ha eseguito
un sì ragguardevole ciclo di affreschi e pale d'altare,
Marco Casagrande di Campea di Miane, allievo del Canova, l'autore
delle statue di entrambe facciate, oltre ai due grandi angeli
sulla balaustra del coro, ed Antonio Bianchi di Follina, che ha
scolpito nel marmo i due angeli ai lati del tabernacolo).
Tale sviluppo dal punto di vista urbanistico continua anche nell'Ottocento,
favorito dalla attività molitoria lungo la valle del Rujo,
riscoperta in questi ultimi decenni attraverso dei percorsi attrezzati,
noti anche come "sentieri della memoria", motivati da
ragioni turistiche, che però tengono in grande considerazione
le finalità culturali e didattiche ad essi collegate.
In quest'ottica di continuità tra passato e presente, grazie
agli aiuti comunitari, ma soprattutto al lodevole impegno delle
associazioni che si sono fatte carico delle problematiche della
tutela, salvaguardia e valorizzazione ragionata di Cison e della
Vallata, si può ben dire che "Artigianato Vivo",
come grande laboratorio-officina permanente, ha sostituito le
astratte categorie storiche, artistiche e demoetnoantropologiche
con la "pulsante vivezza della storia". Giorgio Mies
Il percorso
di Artigianato Vivo ®

Unica nel suo genere
in tutta la provincia: Mestieri Vecchi e Nuovi arte, musica, teatro...
In questo periodo Cison di Valmarino si trasforma in uno scenario
unico e caratteristico, nelle cui piazze, strade, cortili e borghi
si esibiscono gli abili artigiani, mettendo in mostra tecniche
e modalità di lavoro, in un'atmosfera allegra e piena di
vita.
Così Cison di Valmarino torna ad invitarci alla sua Rassegna
Artigianato Vivo. Un invito ad ammirare prima di tutto. Ad ammirare
il paese, in questa sua aggregazione ordinata e severa, spontanea
e razionale insieme, di case e viuzze e piazzette, lungo la vena
aorta del Rujo…
Ad ammirare per le strade, nelle piazze, sotto i portegli, nei
cortivi, le cento forme in cui l'arte di oggi, sulle tracce dell'arte
di ieri, sa farsi spettacolo: di suoni, di canti, di gesti, di
parole, o anche solo di perizia creativa, onde mani inventano
gli oggetti di cui gli uomini si servono per il loro vivere quotidiano…
La strada e il paese come metafore e come documenti di storia.
La strada come metafora del vivere; il paese metafora del vivere
civile; l'una e l'altro documenti della storia dell'uomo e, nelle
forme che oggi possiedono, delle ragioni e dei modi della crescita
e dello sviluppo della società che fa capo ai tempi in
cui viviamo.
La Mostra Artigianato Vivo ha sede l'intero paese di Cison di
Valmarino, distendendosi lungo una catena di strade, dove gli
artigiani propongono i mirabili prodotti della loro arte.
Una catena, cioè un insieme di percorsi coordinati per
raggiungere la meta comune. Che è l'impostazione corretta
della stessa metafora: anche la vita, come la strada, e' segmento,
che ha bisogno degli altri segmenti - quelli che vengono (dal
passato) e quelli che vanno (verso il futuro) - per condurre a
destinazione.
Tratta da Il paese, le strade di
Aldo Toffoli
Per maggiori informazioni
:
Pro Loco Cison di Valmarino Tel. e fax 0438.975774
Informazioni tratte da http://www.artigianatovivo.it
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Per
prenotazioni e informazioni alberghiere online o telefoniche:
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PRENOTAZIONI ALBERGHIERO
PER IL VENETO
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Gratuito a prezzi convenzionati
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Tutti i giorni dalle 8.00 alle 22.00
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