Stagione
Teatrale 2010/2011 di Treviso
Il cartellone Artistico 2010/2011 di Teatri spa che raggruppa
i maggiori teatri della Provincia di Treviso (Teatro Comunale,
Teatro Eden, Teatro Da Ponte, Teatro Careni, Teatro Delle Voci).
Moltissimi gli appuntamenti: dalla prosa alla danza, dal Jazz
agli appuntamenti di musica classica e da camera.
Il Cartellone 2010 / 2011
Teatro Comunale Concerti Orchestra J.Futura International
Sabato 4
settembre 2010 ore 20.45 fuori
abbonamento
Concerto Straordinario
Direttore Marcello Panni
Felix Mendelssohn Bartholdy
Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese”
Dmitri Kourliandski Emergency
Survival Guide 2* per macchina Porsche e Orchestra
Franz Schubert SINFONIA n.
8 in si minore “Incompiuta” D. 759
Teatro Comunale
Concerti Khatia Buniatishvili Pianoforte
Martedì 5 ottobre ore 20.45
Franz Liszt Sonata
in si minore S 178
Mephisto Walzer n. 1 S 514
da etudes d’execution trascendante, Etude feux-follets S
139 n. 5
Rapsodia ungherese n. 2 S
244-2 da Annes de Plerinages, Tarantella S 162, n. 3
Fryderik Chopin Ballata n.
4 in fa min. op. 5
Ore 20.00, Ridotto del Teatro
Comunale: Introduzione all’ascolto
Nata a Tbilisi nel
1987, Khatia Buniatishvili ha iniziato ad esibirsi all’età
di sei anni. A partire dal 1999, è stata invitata a suonare
in molti paesi, tra cui Repubblica Ceca, Francia, Russia e Stati
Uniti. Si è esibita al Conservatorio di Stato di Mosca
con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, alla Carnegie
Hall e al Konzerthaus di Vienna . Quasi interamente dedicato a
Franz Liszt, il concerto inizierà con la Sonata in si minore,
scritta nel 1852-53 e dedicata a Robert Schumann. Pezzo unico
in tutto e per tutto, anche nella struttura formale, più
affine al poema sinfonico che alla musica pianistica di Beethoven,
presenta una struttura ciclica che combina al suo interno gli
elementi musicali del recitativo, della fantasia e della variazione.
In questa Sonata è stato spesso cercato un programma letterario
e molti vi hanno riconosciuto un riferimento ai personaggi faustiani
di Goethe. Lo stesso riferimento si ritrova nel Mephisto Valzer
n. 1, composto nel 1883, durante gli anni della vecchiaia del
compositore, in cui la ricerca timbrica e armonica prefigura addirittura
Bartók, l’atonalità, la politonalità.
Dai dodici Études d’exécution trascendante,
scritti nel 1851, verrà eseguito il n. 5, “Feux follets”,
considerato uno dei pezzi tecnicamenti più difficili dell’intero
repertorio pianistico. Delle 19 Rapsodie ungheresi, composte da
Liszt intorno alla metà del 1800, si ascolterà la
Seconda Rapsodia; dedicata allo scrittore ungherese László
Teleki è ritenuta uno dei capolavori di Liszt, un brano
ricco di virtuosismi e in grado di catturare anche l’orecchio
meno attento grazie alla sua melodia immediatamente riconoscibile.
L’omaggio a Liszt si conclude con un altro celebre pezzo,
Tarantella, uno dei tre brani di cui si compone il supplemento
al secondo anno degli Années de pèlerinage, intitolato
Venezia e Napoli e composto nel 1859. Il programma termina con
la Ballata in fa minore di Chopin, senza dubbio la più
complessa delle quattro scritte dal compositore, Fortemente drammatica
nel carattere, fu scritta nel 1842, anno della morte di Jan Matuszynsk,
amico fraterno di Chopin.
Teatro Comunale Danza Balletto Di Roma Contemporary Tango
Sabato 9
ottobre ore 20.45
coreografia Milena
Zullo
musica : Astor Piazzolla,
Lucio Demare, Anibal Troilo Juan D’Arienzo, Osvaldo Pugliese,
Francisco Canaro, Angel Villoldo
Ore 20.00, Ridotto del Teatro
Comunale: incontro con gli artisti
L’opera, attraverso
l’uso del linguaggio contemporaneo vuole raccontare un ballo:
il tango sociale, che sempre di più sembra diffondersi
nel nostro pianeta. Segnale ulteriore del fenomeno della globalizzazione
che ancora una volta anche nel ballo, come nel linguaggio della
danza tutta, contamina, unisce, condivide, inducendoci alla percezione
chiara e forte di quanto un uomo, seme della sua terra, sente
e vibra in sintonia con altri semi di terre diverse e lontane.
In tale visione, il Tango sociale diviene non più semplicemente
un ballo, con i suoi passi tipici, ma modo di sentire che percorre
con la sua musica tutti i continenti della terra. L’opera
che nasce per il Balletto di Roma esplora una nuova contaminazione
tra il linguaggio contemporaneo ed il “minimalismo”
dell’incontro tra corpi che parlano di tango: incontro di
un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato
modulo del balletto. Lo spettacolo narra l’abbraccio del
tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni,
desideri e oblii, come un album di fotografie da sfogliare, atmosfere
e sensazioni percepite, un abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo
del proprio sé e portando in esso tutta la memoria, consapevole
e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo.
Teatro Eden Jazz Ligia França Sextet
Mercoledì
20 ottobre ore 20.45
Ligia Franca voce
Roberto Taufic chitarra
Artuan Ortiz pianoforte
Edu Hebling contrabbasso
Roberto Rossi batteria
Leo di Angilla percussioni
Esponente della
Legione di musicisti di Natal (Rio Grande del Nord) che sono immigrati
in Italia, Lígia França si è dedicata con
passione alla diffusione della Musica Popular Brasileira, con
particolare riferimento a quel genere che il Brasile ha esportato
con successo nel resto del mondo: la Bossa Nova. Lígia
entra nel mondo della musica a 12 anni debuttando con Pó
da Terra, gruppo con il quale ha partecipato al 1° Festival
do lndustriário do SESI, realizzato a Natal all’inizio
degli anni ‘90. Ha fatto importanti esperienze, cantando
insieme ad artisti internazionali come Luíz Melodia e Vania
Abreu. Abitando da più di quattro anni in Italia, la cantante
ha partecipato tra l’altro al Festival Latino-Americano
di Verona, alla Festa dell’ONU a Torino e al Maracanã
a Firenze, locale notturno specializzato in Música Popular
Brasileira. Di recente ha cantato con il suo quartetto al Festival
Internazionale di Jazz Euromeet e al Festival Afro America al
Lido di Venezia. Lavora assiduamente con musicisti provenienti
dalla sua regione, il Rio Grande del Nord, quali Roberto Taufic,
Carlinhos Moreno e Rogério Tavares nonché con altri
artisti brasiliani come Rubinho Jacob e Marquinhos Baboo e italiani
come Sandro Gibellini, Giancarlo Bianchetti e Roberto Rossi. Di
imminente pubblicazione il suo primo disco, Vida, che vanta gli
arrangiamenti del chitarrista Roberto Taufic.
Teatro Comunale Concerti Die Entführung Aus Dem Serail
(il ratto dal serraglio)
Mercoledì 3 novembre (Anteprima Giovani) ore 17.00
Venerdì 5 novembre ore 20.45 Turno A
Domenica 7 novembre ore 16.00 Turno C
Martedì 9 novembre ore 20.45 Turno B
Singspiel in tre atti K 384
libretto di Johann Gottlieb Stephanie der Jüngere
musica di Wolfgang Amadeus Mozart
maestro concertatore e direttore Corrado Rovaris
regia Robert Driver
scene e costumi Guia Buzzi
disegno luci Drew Billiau
computer graphics Lorenzo Curone
Orchestra I Virtuosi Italiani
Voxsonus Choir direttore del
coro: Filippo Maria Bressan
Selim Peter Dolder
Konstanze Elizabeth Zharoff
Blonde Elizabeth Reiter
Belmonte Antonio Lozano
Pedrillo Krystian Adam
Osmin Marko Spehar
Martedì 2
novembre, ore 17.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con
gli artisti
Rappresentato per la prima
volta al Burgtheater di Vienna il 16 luglio 1782, il Ratto dal
serraglio (K 384) è tratto da un libretto del 1781 di Christoph
Friederich Bretzner, a sua volta ispirato a numerose varianti
del tema del Turco generoso. Primo autentico capolavoro di Mozart
scritto per il teatro, il Ratto segnò una data importante
nella storia del melodramma e del Singspiel: per la prima volta,
in questo genere di spettacolo farsesco, coltivato per lo più
da buoni artigiani su moduli prestabiliti, il pubblico si trovò
di fronte a una musica di altissimo livello vocale e strumentale
che fondeva lo stile sinfonico tedesco con quello vivace e arguto
dell’opera comica italiana.
Konstanze, una giovane
e bella spagnola, è stata rapita dai pirati e venduta come
schiava insieme alla sua ancella inglese Blonde e all’innamorato
di quest’ultima Pedrillo. Belmonte, il fidanzato di Kostanze,
è venuto a cercarla in Turchia. All’entrata del palazzo
del Pascià Selim egli si imbatte in Osmin, un burbero sorvegliante,
che lo allontana. Incontra poi Pedrillo, che gli dice che Konstanze
è diventata la favorita del Pascià mentre Blonde
è stata offerta in dono a Osmin. Il secondo atto si apre
con Osmin che arde di desiderio per Blonde senza essere corrisposto.
Pedrillo riesce ad informare Blonde dell’arrivo di Belmonte;
fa ubriacare Osmin per metterlo fuori combattimento e permette
a Belmonte di incontrare Konstanze. Belmonte e Pedrillo informano
le due ragazze che verranno a salvarle a mezzanotte. Giunta l’ora,
Pedrillo canta una serenata: è il segnale per la fuga.
Purtroppo Osmin si risveglia e i fuggitivi vengono catturati e
condotti davanti a Selim che però dà prova di grande
magnanimità, liberando le due coppie.
Teatro Eden Jazz Glauco Venier – Tributo A Tom Waits
Giovedì
11 novembre ore 20.45
Glauco Venier pianoforte,
arrangiamenti
Diana Torto voce
Palle Danielsson contrabbasso
Franscesco Sotgiu batteria
Glauco Venier – il pianista e compositore che ha curato
gli arrangiamenti del progetto dedicato a Tom Waits, su cui non
vi sono molte parole da spendere – non è nuovo a
queste esplorazioni in aree limitrofe al jazz, propriamente inteso,
dove più opportunamente si colloca il suo artigianato musicale.
È di qualche anno fa, un suo bellissimo progetto dedicato
a musiche di Frank Zappa e numerose sono state le sue incursioni
nell’ambito della musica tradizionale. Anche in questo caso,
Venier sceglie delle composizioni di Waits che mettono in risalto
degli elementi precisi del materiale musicale originale perché
questi possano riadattarsi alla nuova formazione e ricreare una
dimensione sonora fresca e individuale, pur mantenendosi fedele
allo spirito originario. In questo caso gli elemento d’interesse
che hanno mosso Venier sono: da una parte, l’elemento corale
di certi brani di Waits e propriamente certo andamento “quasi”
da inno religioso di alcuni canzoni del cantautore americano;
dall’altra alcune influenze affioranti da reminescenze degli
ascolti del jazz degli anni Trenta, scoperto da Waits bambino
assieme al padre. La scelta dei componenti del quartetto è
stata dunque essenziale per mettere in evidenza proprio quel carattere
collettivo delle musiche di Waits. In tal senso, ognuno dei quattro
musicisti è inserito in un tessuto sonoro dove non vi sono
veri e propri solisti ma dove tutti coralmente sono solisti. Al
di sotto di tutto questo, come minimo comune denominatore a interagire
con quanto detto sopra, la concezione musicale dei progetti di
Carla Bley e Charlie Haden.
Teatro Comunale Prosa Brachetti, Ciak Si Gira!
Venerdì
12 novembre ore 20.45 Turno A
Sabato 13 novembre ore 20.45 Turno B
Domenica 14 novembre ore 16.00 Turno C
Murciano Iniziative
in associazione con Just Pour Rire France
di Arturo Brachetti
con Arturo Brachetti
regia Serge Denoncourt
Sabato 13 novembre
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
“Ciak si gira!”:
frase magica che evoca il momento in cui l’artefice del
cinema crea il sogno, è il titolo con il quale l’artefice
Brachetti ci porta in un sorprendente viaggio nell’universo
cinema. In una serie di numeri, momenti teatrali ed evocativi,
con una nuova ambientazione scenografica, Arturo rivive il suo
amore per la settima arte e cerca di riportare la meraviglia degli
effetti speciali e delle magie del cinema in uno spettacolo dal
vivo dove vola, sparisce si trasforma da solo in una sessantina
di personaggi. Lo spettacolo ha inizio con un enorme televisore
in cui Arturo interpreta, con cambi fulminei di costume, i personaggi
che popolavano i film del pomeriggio TV, quelli che tutti noi
abbiamo visto e amato fin da piccoli: Zorro, Mary Poppins, Maciste,
Crudelia De Mon, cowboys, corsari e avventurieri. Arturo, ricordandosi
di quando ancora adolescente al museo del cinema fu catturato
dalla sezione Horror, improvvisamente crea, dal vivo, un divertentissimo
delirio di incontri, dove il prete esorcista si trova faccia a
faccia con Nosferatu, servito dal becchino di turno. Il mostro
di Halloween, dopo aver fatto a pezzi la bimba indemoniata, perde
letteralmente la testa per un fantasma birichino… L’evocazione
del mondo di Fellini chiude la prima parte dello spettacolo, come
massimo connubio tra invenzione scenica e evocazione onirica.
La seconda parte è quasi interamente dedicata ai grandi
film hollywoodiani con una parata di personaggi da fare invidia
a una cineteca: Charlie Chaplin, Gene Kelly, King Kong, Liza Minnelli,
Gollum, Harry Potter, Carmen Miranda, E.T., Darth Vader, e molti,
molti altri, in uno zapping cinematografico esilarante e sorprendente
che regala emozioni e sogni di cui noi in fondo abbiamo sempre
bisogno, ma che facciamo fatica a rivivere nella vita reale.
Teatro Comunale Concerti Gidon Kremer Violino
Venerdì
19 novembre ore 20.45
Krystian Zimerman,
pianoforte
Ludwig van Beethoven Sonata
op. 30 n. 3 in sol magg. Sonata op. 47 n. 9 in la magg. “Kreutzer”
Sonata op. 96 n. 10 in sol magg.
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: Introduzione all’ascolto
Due grandissimi
interpreti, che non necessitano di presentazione alcuna, saranno
i protagonisti di questo concerto dedicato alle ultime Sonate
per pianoforte e violino di Beethoven. Il programma si aprirà
con la Sonata op. 30 n. 3 in sol maggiore che, composta come le
due precedenti nel 1802, all’epoca della Seconda Sinfonia,
e dedicata all’Imperatore Alessandro I di Russia, emancipa
progressivamente il proprio linguaggio dal passato e si distingue
dalle due precedenti della stessa op. 30, per amabilità,
serenità e umorismo.
Le ultime due Sonate,
op. 47 e op 96, videro la luce a distanza d‘anni e sono
da considerarsi come le massime creazioni beethoveniane del genere.
La prime di esse fu scritta per il violinista mulatto di origine
anglo-polacca George P. Bridgetewer che la eseguì a Vienna
insieme con l’autore il 24 maggio 1803. In seguito la Sonata
fu dedicata a Rodolphe Kreutzer, che Beethoven conobbe in casa
di Bernadotte, allora ambasciatore francese in Austria, ed apprezzò
in sommo grado. Il lavoro venne pubblicato nel 1805 come op. 47
col seguente titolo: “sonata per pianoforte e un violino
obbligato, scritta in uno stile molto concertante, quasi come
di un concerto”. L’insistere dell’autore sul
carattere “molte concertante” dell’opera, indica
già chiaramente che, in essa, Beethoven andò oltre
l’equilibrio e la dimensione cameristica d’impronta
mozartiana. Anche la Sonata in sol maggiore, l’ultima, pubblicata
nel 1816 come op. 96, fu destinata al grande virtuoso francese,
Pierre Rode, che le eseguì la sera del 4 gennaio 1813 accompagnato
al pianoforte dall’arciduca Rodolfo. A differenza delle
Kreutzer, essa non vuole essere un’opera importante o rivoluzionaria
bensì di intima e intensa poesia. Col passare degli anni,
Beethoven aveva imparato la più difficile delle lezioni
che Mozart potesse ancora impartirgli: quella di sapere essere
sublime e normale allo stesso tempo.
Teatro Comunale
Concerti Omaggio A Ennio Morricone
Lunedì 22 novembre ore 20.45 fuori abbonamento
Evento speciale al
Teatro Comunale
Orchestra Regionale Filarmonia
Veneta
Diego Basso direttore
Giulia Ethel Tommasi soprano
Una rassegna dalle
più celebri colonne sonore, selezionate tra le oltre 400
musiche da film che il maestro italiano ha composto. Musiche che
diventano immagini, tanto sono radicate nella memoria collettiva
le scene di alcuni film che le colonne sonore di Morricone hanno
contribuito a far diventare celeberrimi. Dalla lunga e incomparabile
collaborazione con Sergio Leone fino alla produzione cinematografica
più recente, le musiche raffinate e semplici insieme di
Ennio Morricone sono un autentico vocabolario di suggestioni,
a volte liriche, a volte brillanti e sempre emozionanti.
Durante l’esecuzione
dei brani verranno proiettate le immagini più significative
dei film di cui sono la colonna sonora. Le trascrizioni di tutti
i brani sono state curate da Diego Basso.
Teatro Comunale Prosa Otello
Venerdì
26 novembre ore 20.45 Turno A
Sabato 27 novembre ore 20.45 Turno B
Domenica 28 novembre ore 16.00 Turno C
Teatro Stabile delle
Marche, Teatro Eliseo, Nuovo Teatro s.r.l.
Otello
di William Shakespeare
traduzione di Patrizia Cavalli
con Salvatore Caruso, Arturo
Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Danilo Nigrelli,
Monica Piseddu, Luciano Sartorelli, Sabrina Scuccimarra
regia Arturo Cirillo
Sabato 27 novembre
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
“L’Otello
è la tragedia della parola. La parola inventa i luoghi,
costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi.
L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano
ossessivamente tra di loro; il gioco di Iago li trova già
tutti pronti, bastano poche parole e la macchina si mette in moto.
La gelosia esiste dal momento in cui la si nomina, poi come un
tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti
abbandona più. La gelosia non si spiega, come la musica.
L’Otello si svolge in un’isola, come La Tempesta,
in un luogo limitato geograficamente e mentalmente, un luogo dell’ossessione.
L’Otello si svolge su un palcoscenico vuoto, questo luogo
lo si chiamerà Venezia, Cipro, sarà una strada,
una sala, una stanza da letto. Ma soprattutto sarà una
prigione delimitata da due grandi pareti, dove un negro epilettico
consumerà la sua strage. L’Otello è una tragedia
satirica. A due passi dal baratro si cantano canzoncine. L’Otello
è il maschile davanti al femminile, o viceversa. Due mondi
che s’ignorano, due universi su cui congetturare, in mezzo
Bianca, la puttana di Cassio, ovvero il travestimento del femminile,
la sua messa “in maschera” per rivelarne l’assenza.
L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto. Luogo
del tradimento, palcoscenico immaginario, ma non per questo meno
reale della gelosia, della brama, dell’atto animale. L’Otello
è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla
di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente
dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso.
È quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando
gli uomini non combattono più, quando arriva la pace.”
(Arturo Cirillo)
Teatro Eden Jazz Rosario Bonaccorso Quartet T.N.T. Travel
Notes Tour
Lunedì
29 novembre ore 20.45
Rosario Bonaccorso
contrabbasso
Fabrizio Bosso tromba, flicorno
Andrea Pozza pianoforte
Nicola Angelucci batteria
Dopo aver partecipato a numerose
rassegne e festival jazz, Rosario Bonaccorso, alla testa del suo
quartetto, propone un programma completamente nuovo, presentando
le composizioni che ha registrato lo scorso inverno e che nascono
da un momento di profondo lavoro introspettivo in cui l’artista
ha ripercorso esperienze di rinnovamento spirituale… da
qui il titolo del cd, In cammino. Riconosciuto come uno tra i
più interessanti leader- contrabbassisti della scena jazz,
Rosario Bonaccorso, presenta un ensemble d’eccezione composto
da grandi musicisti, compagni di innumerevoli avventure artistiche,
con i quali suona una musica appassionante, sempre coinvolgente,
che ha nel suono caldo ed avvolgente del contrabbasso il punto
fermo attorno al quale ruotano la raffinata eleganza di Andrea
Pozza, pianista che vanta un’esperienza musicale trentennale,
l’energetico drummin’ di Nicola Angelucci, giovane
batterista che a soli 31 anni vanta più di 20 dischi incisi
come sideman, e la partecipazione speciale del virtuoso Fabrizio
Bosso alla tromba e al flicorno, tra i più ricercati e
apprezzati trombettisti a livello internazionale, che dal 2009
ha sposato il progetto di Bonaccorso. Un interplay telepatico
e stimolante vige tra i componenti del gruppo, il loro mood ci
porta in viaggio con una musica che evoca un jazz sognante ed
aperto, ricco di magia e di pillole di tradizione, il tutto unito
dall’amore e dalla predisposizione per la melodia. Il mix
di questi quattro artisti è un’alchimia speciale.
Sotto la guida esperta di Bonaccorso, il gruppo si apre all’invenzione
e la musica si colora di nuovi aspetti cromatici, si gioca con
la luce e le ombre, le loro personalità si fondono per
creare un sound puro e coinvolgente.
Teatro Comunale Danza
Giovedì
2 dicembre ore 20.45
Aterballetto-Fondazione
Nazionale Della Danza
Come Un Respiro-Almost Blue-H+
coreografia Mauro Bigonzetti
musica Georg Friederich Händel,
Chet Baker, Federico Bigonzetti
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Aterballetto presenta
tre coreografie di Mauro Bigonzetti: la prima, Come un respiro,
si basa su alcune composizioni di Händel che, ricche di forza
evocativa, catturano e trascinano in un vortice di spazi infiniti.
La sintesi cristallina che caratterizza quella musica esalta la
materia pura, una materia fatta di tensioni e di movimento che
sembra voler raccogliere il respiro dell’universo. Il corpo,
libero da orpelli, presenta la sua forma pura in uno spazio fisico
che tende a fondersi in quel respiro di pura ed intima ispirazione.
La coreografia seguente è un affascinante passo a due tratto
da “Almost Blue” sulle musiche del celebre trombettista
jazz Chet Baker.
L’ultima coreografia
in programma, H+, vuol essere una riflessione sulla materia coreografica,
sulle sue ispirazioni e sulle sue forme. Tale riflessione, che
si può parafrasare come una ricerca verso il sempre più
piccolo, si concentra sugli elementi strutturali che determinano
la materia coreografica e più in generale l’intero
corpo dello spettacolo. Partendo dal suono e dal gesto ci si abbandona
in un percorso creativo sospinto dalle loro reciproche evocazioni
per giungere allo sviluppo della struttura coreografica, attraverso
la composizione di suoni, gesti, movimento, ritmo, dinamica ed
energia.
Teatro Comunale Opera – La Serva Padrona
Mercoledì
8 dicembre (Anteprima Giovani) ore 17.00
Venerdì 10 dicembre ore 20.45 Turno A
Domenica 12 novembre ore 16.00 Turno C
Martedì 14 dicembre ore 20.45 Turno B
La Serva Padrona
Intermezzo in due parti
Il Maestro Di Cappella Intermezzo
in musica in un atto
La Serva Padrona libretto
di Gennarantonio Federico musica di Giovanni Battista Pergolesi
Il Maestro Di Cappella libretto
di autore ignoto musica di Domenico Cimarosa
regia, scene e costumi Guia
Buzzi
Sonatori de la Gioiosa Marca
Martedì 7 dicembre,
ore 17.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
La Serva Padrona
Uberto, ricco scapolo Lorenzo
Regazzo
Serpina, sua serva Caterina
Di Tonno
Vespone, servo di Uberto Gabriele
Ciavarra
La serva padrona è un celebre intermezzo buffo rappresentato
la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli il 28 agosto
1733, quale intermezzo all’opera seria Il prigionier superbo,
dello stesso Pergolesi.
I protagonisti sono
Uberto, vecchio scapolo scontroso e taciturno, e la sua giovane
e astuta serva, Serpina. Uberto, stanco dei capricci e delle prepotenze
di Serpina, decide di ripristinare i giusti ruoli all’interno
della casa fingendo divolersi sposare. La ragazza, ingelosita,
annuncia a sua volta, con la complicità del servo Vespone,
il suo matrimonio con il fantomatico capitan Tempesta. Dallo sgomento
provato al sentire l’annuncio delle nozze, Uberto capisce
di essere innamorato di Serpina. Presto il finto capitan Tempesta
si presenta minaccioso a reclamare la dote della giovane, e minaccia
Uberto avvisandolo che in caso di diniego, gli toccherà
di sposarla lui stesso. Spinto un po’ dalla paura e un po’
dall’amore per Serpina, Uberto si lascia estorcere la promessa
di matrimonio. La burla è poi svelata e Serpina, anch’essa
innamorata di Uberto, da serva diventa padrona.
Il Maestro Di Cappella
Il maestro di cappella
Lorenzo Regazzo
Il maestro di cappella,
composto all’incirca tra il 1786 e il 1793, è una
gustosa parodia di un compositore settecentesco alle prese con
i suoi esecutori: un maestro di cappella sta provando con la propria
orchestra; dichiara di volervi eseguire un’aria in «stil
sublime», appellandosi all’autorità degli antichi
maestri («che sapevano tanto»). Quando finalmente
l’aria inizia, il risultato è disastroso: ogni strumento
entra al momento sbagliato, costringendo il maestro a canticchiare
personalmente ogni parte finché ciascun strumentista non
l’abbia imparata. Collaudata con successo la compagine orchestrale,
ci si cimenterà in un «gran morceau» di sicuro
effetto.
Teatro Comunale Prosa – Edipo Re
Venerdì
17 dicembre ore 20.45 Turno A
Sabato 18 dicembre ore 20.45 Turno B
Domenica 19 dicembre ore 16.00 Turno C
Teatro de Gli Incamminati,
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro di Messina
Edipo Re
di Sofocle
traduzione di Raul Montanari
con Franco Branciaroli, Giancarlo
Cortesi, Emanuele Fortunati, Gianfranco Quero, Alfonso Generoso,
Livio Bisignano, Tino Calabrò, Angelo Campolo, Filippo
De Toro, Luca Fiorino, Luigi Rizzo
regia Antonio Calenda
Sabato 18 dicembre
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
“In un mondo
smarrito, minaccioso, delle cui ombre sentiamo l’incombere,
è stato emblematico rielaborare il percorso dal buio verso
la chiarezza compiuto da Edipo: un percorso nella coscienza che
allo stesso tempo è individuale, di intima analisi, collettivo…
Ed è stato importante poterlo condividere assieme ad un
artista consapevole come Franco Branciaroli. In questo Edipo Re,
abbiamo voluto tratteggiare il protagonista evocando echi di teoremi
freudiani, un viaggio fra le ombre e l’ignoto della psiche:
perciò nella nostra visione, in Edipo si condensano, quasi
come in momenti di trance, più personaggi della tragedia
– Edipo, Tiresia, Giocasta – a dimostrare che nella
sua carne si convogliano tutte le radici della colpa. Le radici
dell’incesto, del parricidio: canoni del senso di colpa
che segnano la civiltà occidentale, su cui si è
lavorato soprattutto nel Novecento, da Freud a Lacan, attraverso
Guattari, Deleuze, per arrivare a René Girard un filosofo
contemporaneo che ha donato forti induzioni alla nostra interpretazione.”
(Antonio Calenda)
“Edipo è
l’eroe tragico che non sa chi è: tutto gli casca
addosso perché tutto è già avvenuto. Questa
conoscenza di sé avviene attraverso il dolore. Infatti
appena lui conosce diventa cieco: la cecità, come il dolore,
nella cultura greca è strettamente legata alla conoscenza”.
L’intero spettacolo fonda infatti la propria essenza sul
concetto del “vedere”: un leitmotiv concettuale che
diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia
(l’accecamento di Edipo) ma che ritorna costantemente durante
l’intera messinscena anche sul piano delle immagini.”
(Franco Branciaroli)
Teatro Comunale Concerti – Antonio Vivaldi
Martedì 21 dicembre ore 20.45
Sonatori De La Gioiosa
Marca Giuliano Carmignola, violino solista
Giorgio Fava e Giovanni Della
Vecchia, violini
Judit Földes, viola
Walter Vestidello, violoncello
Giancarlo Pavan, violone
Giancarlo Rado, arciliuto
Gianpietro Rosato, cembalo
Antonio Vivaldi
Concerto in sol min. RV 153 Originale per archi e b.c.
Follia Sonata in re min. op.1 n°12 RV 63 per 2 violini, violoncello
e b.c.
Il Favorito Concerto in mi min. RV 277 per violino, archi e b.c.
L’ Amoroso Concerto in mi magg. RV 271 per violino, archi
e b.c.
Il Sospetto Concerto in do min. RV 199 per violino, archi e b.c.
L’ Inquietudine Concerto in re magg. RV 234 per violino,
archi e b.c.
Il Piacere Concerto in do magg. RV 180 per violino, archi e b.c.
“Le Humane
Passioni”
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Il violinista trevigiano
Giuliano Carmignola, riconosciuto come uno dei massimi interpreti
del violino moderno e barocco, e l’ensemble dei Sonatori
de la Marca Trevigiana, che da più di 25 anni si dedica
all’esecuzione di musiche antiche su strumenti d’epoca,
sono gli interpreti di questo concerto monografico interamente
dedicato ad Antonio Vivaldi. In programma quattro concerti per
violino che il «Prete Rosso» ha dedicato alla rappresentazione
di affetti: L’inquietudine, Il sospetto, L’amoroso
e Il piacere. Il quartetto di titoli è chiuso nello scrigno
di altri due capolavori vivaldiani: il Concerto per violino Il
favorito e il Concerto in sol minore, Originale, per archi e continuo.
In questi sei stupendi
concerti, incisi dai Sonatori e Carmignola nel 1996 per la Divox
Antiqua (Diapason d’or de l‘année), nei quali
le difficoltà sono disseminate quasi ad ogni battuta, il
violino emerge grazie alla natura estremamente virtuosistica della
scrittura vivaldiana, che tende a mettere parzialmente in ombra
gli altri strumenti. Oltre ai concerti il programma prevede anche
l’esecuzione della Follia op. I n° 12, celebre tema
con variazioni per 2 violini e basso continuo.
Teatro Comunale Concerti - Antonio Di Dedda Pianoforte
Lunedì
10 gennaio ore 20.45
Antonio Di Dedda
Pianoforte
Premio Venezia 2009
Johann Sebastian Bach Partita
n. 2 in do min. BWV 826
Claude Debussy dal secondo
libro dei Préludes:* Hommage à S. Pickwick Esq.
P. P. M. P. C.,* Canope, * Les tierces alternées,* Feux
d’ artifice
Robert Schumann Studi sinfonici
op.13 e Variazioni postume
* Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Nato a Milano nel
1992, Antonio Di Dedda si è diplomato a 16 anni con il
massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore presso il
Conservatorio di Foggia. Ha studiato con Jarmila Klatovskà,
Rossella Di Chio, Gennaro Pesce, Petras Geniušas, Andrea
Lucchesini, Elissò Virsaladze. Ha vinto il primo premio
assoluto in numerosi concorsi. Ha studiato organo e composizione
organistica con Luca Scandali. A 14 anni è stato nominato
organista titolare della Basilica Cattedrale di Troia.
Il programma si
apre con la Partita n. 2 in do minore di Bach che, pubblicata
nel 1727, fa parte delle sei partite per clavicembalo che formano
la prima sezione della Clavier-Übung, summa in quattro volumi
della tecnica per strumento a tastiera. Di Claude Debussy si ascolteranno
alcuni preludi tratti dal Secondo Libro dei Préludes che
vide la luce nell’aprile 1913 dopo una lunga elaborazione.
Rispetto alla prima raccolta, la seconda è più complessa
e meno immediata e risente di suggestioni esotiche. Quasi tutti
i brani sono scritti su tre righi, anziché su due, per
enfatizzare la ripartizione delle voci nei differenti registri.
Concludono il concerto i 12 Studi sinfonici op. 13 e le Variazioni
postume di Schumann. Gli Studi, che presentano la forma del tema
con variazioni, necessitarono di un lungo periodo di gestazione
durante il quale Schumann rimaneggiò più volte il
proprio spartito, tanto che dello stesso furono pubblicate più
versioni: la prima del 1835 intitolata Fantasia e Finale, la seguente
del 1837 denominata Etudes Symphoniques Op. 13, che ascolteremo,
in cui eliminò cinque variazioni (pubblicate solo nel 1883
come Variazioni postume); infine, la terza versione del 1852 che
riporta alcuni tagli nel finale e l’eliminazione di due
variazioni: in questa veste l’opera venne ad intitolarsi
Etudes en forme de variations.
Teatro Comunale Prosa – Roman e Il Suo Cucciolo
Venerdì
14 gennaio ore 20.45 Turno A
Sabato 15 gennaio ore 20.45 Turno B
Domenica 16 gennaio ore 16.00 Turno C
Società per
attori, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile d’Abruzzo
Roman E Il Suo Cucciolo
( Cuba and his teddy bear
)
di Reinaldo Povod
traduzione e adattamento di
Edoardo Erba
con Alessandro Gassman, Manrico
Gammarata, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto,
Natalia Lungu, Andrea Paolotti
regia Alessandro Gassman
Sabato 15 gennaio ore 17.00,
Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Alla sua terza
regia teatrale dopo La forza dell’abitudine di Thomas Bernardt
e La parola ai giurati di Reginald Rose, Alessandro Gassman mette
in scena con Roman e il suo cucciolo un altro testo contemporaneo
che negli anni ‘80 ottenne un grande successo a New York
con Robert De Niro come protagonista. Spiega Gassman: “Cuba
& His Teddy Bear – questo il titolo originale –
è un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura
per l’umanità dei suoi personaggi, per uno stile
di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo.
Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso
di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese,
all’interno di una comunità rumena”. Operazione
che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere
personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma
familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo su
uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono:
la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha
cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto
delle nostre relazioni. La prorompente forza drammatica dell’opera
si basa sul rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta, spacciatore
di droga, nevrotico, che alterna momenti di dolcezza a esplosioni
di rabbia, e un adolescente apparentemente schiacciato dall’autorità
paterna, che vuole emanciparsi attraverso lo studio, ma che nasconde
al padre le sue illusorie prospettive di vita e la sua progressiva
dipendenza dall’eroina. Un rapporto toccante, crudo, a tratti
sconvolgente, che troverà compimento solo attraverso un
fatale, catartico epilogo.
Teatro Eden Jazz – Peo Alfonsi 4tet – Itaca
Giovedì
20 gennaio ore 20.45
Peo Alfonsi 4tet
– Itaca
Peo Alfonsi chitarra classica
e 12 corde
Kyle Gregory tromba, flicorno
Gabriele Mirabassi clarinetto
Salvatore Maiore contrabbasso,
violoncello
Itaca è il
cd di esordio di Peo Alfonsi per EGEA. Esordio in veste di leader,
ma non certo in senso assoluto. Infatti Alfonsi ha già
partecipato, in veste di chitarrista, all’incisione di Canto
di Ebano, l’ultimo cd di Gabriele Mirabassi. Itaca è
un lavoro che esplora molte delle tematiche musicali proprie della
poetica EGEA: cura del suono, attenzione all’aspetto cameristico,
precisione nella scrittura, elaborazione dei temi, improvvisazioni
funzionali all’equilibrio generale dei brani. Ovviamente,
richiami tangibili, come si può evincere dal titolo, ad
atmosfere del sud Europa, ma non solo. Del resto Peo Alfonsi è
nato è si è formato in Sardegna. Il suo percorso
artistico si è arricchito, nel corso del tempo, di esperienze
e di altre suggestioni, ma come egli stesso scrive nelle note
di presentazione: “Credo che il musicista viva un rapporto
particolare con il sentimento della nostalgia, come se qualcosa
d’irrisolto, un filo mai del tutto spezzato con i miti dell’infanzia
lo perseguitasse e gli desse spinta e motivazione nel fare musica.”
I musicisti che
collaborano con Alfonsi nella realizzazione di Itaca sono in piena
sintonia con la sua proposta musicale, con l’humus più
profondo della sua musica. I soli di Gabriele Mirabassi e di Kyle
Gregory scaturiscono e rispettano sempre le trame su cui si articola
la sua musica. Il contrabbasso di Salvatore Maiore è un
punto fermo ritmico ed armonico di ciascun brano. Infine la chitarra
di Peo Alfonsi è lo strumento che, sempre in modo discreto
ed elegante, svolge un ruolo chiave nell’equilibrio generale
dell’intero lavoro.
Teatro Comunale Opera – L’elisir D’amore
Mercoledì
19 gennaio (Anteprima Giovani) ore 17.00
Venerdì 21 gennaio ore 20.45 Turno A
Domenica 23 gennaio ore 16.00 Turno C
Martedì 25 gennaio ore 20.45 Turno B
L’elisir D’amore
Melodramma giocoso in due
atti
libretto di Felice Romani
musica di Gaetano Donizetti
maestro concertatore e direttore
Matteo Beltrami
regia Italo Nunziata
scene e costumi Pasquale Grossi
lighting design Patronik Latronica
Orchestra Regionale Filarmonia
Veneta
Coro Lirico Veneto direttore
del coro: Stefano Colò
* Vincitori del XL Concorso
Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte”
Adina Roberta Canzian
Nemorino Javier Tomé
Fernandez*
Belcore Alessandro Sessolo*
Il Dottor Dulcamara Alessio
Potestio*
Giannetta Arianna Donadelli*
Cori e comparse
di villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento, un
notaio, due servitori, un moro
* Vincitori del
XL Concorso Internazionale per Cantanti “Toti Dal Monte”
Martedì 18
gennaio, ore 17.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con
gli artisti
Gaetano Donizetti non immaginava
un esito tanto favorevole per questa sua opera: l’aveva
dovuta comporre, insieme al librettista, in sole due settimane,
per il Teatro della Cannobiana di Milano, dove effettivamente
andò in scena la sera del 12 maggio 1832. Felice Romani
ne trasse l’intreccio da una divertente commedia, Le Philtre,
di Eugène Scribe. La vicenda è ambientata alla fine
del 1700 in un villaggio del paese dei Baschi. Dopo la mietitura,
Nemorino, contadino timido e impacciato, ammira da lontano la
ricca e capricciosa Adina, e non osa dichiararle il suo amore
(Quanto è bella, quanto è cara!). Quando trova il
coraggio di farlo, ne riceve un rifiuto (Chiedi all’aura
lusinghiera). Arriva al villaggio Dulcamara, un ciarlatano (Udite,
udite, o rustici) che, messo al corrente della disperazione di
Nemorino, gli offre un elisir magico che gli permetterà
di conquistare Adina in meno di ventiquattro ore. Nemorino, più
sicuro di sè , innervosisce la ragazza, che per puntiglio
decide di sposare il generale Belcore. Egli le chiede almeno di
rinviare le nozze d’un giorno, perchè l’elisir
abbia effetto. Nemorino, il giorno delle nozze, chiede a Dulcamara
una seconda bottiglia di elisir e per pagarla si arruola nell’esercito
di Belcore. Nemorino si lusinga intanto d’essere corteggiato
da tutte le ragazze del paese. Attribuisce all’elisir questa
novità, senza sapere che suo zio è morto e lo ha
lasciato erede di una fortuna. Adina comincia ad amarlo, ora che
s’è fatto soldato per lei, e ricompra da Belcore
l’atto d’arruolamento, che consegna a Nemorino, dichiarando
il proprio amore. Certo merito dell’elisir è la felice
conclusione della vicenda (Viva il grande Dulcamara). Al termine
della terza recita, verrà assegnato il Premio Bellussi
destinato al miglior interprete scelto tra i vincitori del Concorso
“Toti Dal Monte” a giudizio del pubblico presente
alle rappresentazioni.
Teatro Comunale
Prosa – L’ebreo
Venerdì 28 gennaio ore 20.45 Turno A
Sabato 29 gennaio ore 20.45 Turno B
Domenica 30 gennaio ore 16.00 Turno C
Elledì 91
s.r.l. in collaborazione con Mithos Group produzioni teatrali
L’ebreo
di Gianni Clementi
con Ornella Muti, Pino Quartullo,
Emilio Bonucci
regia Enrico Maria La Manna
Sabato 29 gennaio ore 17.00,
Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli artisti
Negli anni ’40, con
l’entrata in vigore delle leggi sulla discriminazione razziale,
emanate dal regime fascista, molti ebrei, presagendo un destino
incerto, avevano pensato di mettere al riparo i loro beni da presumibili
espropri, intestando le loro proprietà a prestanome fidati
di razza ariana. Marcello Consalvi, al tempo oscuro ragioniere,
è uno dei fortunati beneficiari. Il suo Padrone gli ha
intestato tutte le proprietà. È ricco e vive con
la moglie Immacolata nello splendido appartamento borghese del
Padrone nel ghetto ebreo di Roma. La vita borghese della coppia
è improvvisamente sconvolta dal ritorno, dopo 13 anni,
del vecchio proprietario, che bussa alla loro porta. I due decidono
di chiudersi in casa e non aprire. Devono prendere tempo e pensare
a una soluzione per non perdere tutto e tornare di nuovo all’ormai
dimenticata vita grama. Passano i giorni. Il vecchio continua
a bussare al portone. I due coniugi sono sull’orlo del collasso
nervoso, quando Immacolata decide che l’unico modo per porre
fine all’incubo è eliminare il vecchio ebreo. E infatti
Marcello lo colpisce alla testa e lo uccide. I due nascondono
il corpo in un tappeto, ma mentre lo fanno, di nuovo dei colpi
alla porta. Il vecchio è là fuori che bussa. Lo
devono uccidere a tutti i costi. E si apprestano a farlo, nonostante
la silhouette sulla porta appartenga indiscutibilmente a una donna.
È la loro figlia Elena, che torna dal viaggio di nozze.
Ma ormai chiunque bussi a quel portone, per Marcello e Immacolata,
è il vecchio. È questa la loro vera condanna.
Teatro Comunale Danza – Flamenco Se Escribe Con
Jota
Martedì
1 febbraio ore 20.45
Compañía
De Danza Española Flamenco Se Escribe Con Jota
Nuova Produzione
coreografia Miguel Angel Berna,
,Úrsula López, Rafael Campallo
musica Jesus Torres e della
tradizione popolare
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Flamenco se escribe
con Jota è la cronaca di un incontro annunciato, un dialogo
naturale tra due espressioni artistiche fortemente vincolate sia
per le profonde radici popolari che per l’espressione vitale
di un popolo che ha la storia scritta a tempo della “sua”
musica: un’identità che si manifesta nelle parole
dei canti sia di flamenco che di jota. Flamenco e jota condividono
in egual misura il mistero delle loro origini e lo stesso “miracolo”,
quello di nascere quasi contemporaneamente agli albori del secolo
XIX, in uno stato di perfezione.
Due genealogie distinte
che in nessun punto della loro storia hanno coinciso.
Troppe coincidenze
perché flamenco e jota non tornino ad incontrarsi. La bailaora
flamenca Úrsula López, il bailaor Rafael Campallo
e il bailaor Miguel Ángel Berna imbastiscono un incontro
partendo dall’originalità delle peculiarità
artistiche di ciascuno. Balli a contrasto nei quali Úrsula
López e Rafael Campallo, con il loro flamenco, riaffermano
incessantemente la stretta relazione con il suolo, con la terra,
mentre l’aereo Miguel Ángel Berna trascende la jota
folclorica e tenta (riuscendoci) di ballare quasi “in sospensione”.
Un incontro in cui la singolarità di ogni artista si rincorre
e s’intreccia allontanandosi e tornando poi a incontrarsi
in quello che potrebbe essere il nucleo primordiale nel quale
i tre interpreti riescono ad arrivare a un punto d’armonia
assoluta.
Teatro Comunale Concerti – Marc-Andre Hamelin Pianoforte
Giovedì
3 febbraio ore 20.45
Marc-Andre Hamelin
Pianoforte
Franz Joseph Haydn Variazioni
in fa min. Hob. XVII: 6
Wolfgang Amadeus Mozart Sonata
in la. min. K 310
Franz Liszt Venezia a Napoli*
(Supplemento agli Années de Pèligrinage II anno)*:
Gondoliera* Canzone* Tarantella
Gabriel Fauré Notturno
n.6 op. 63
Charles Henri Valentin Alkan
Sinfonia per pianoforte solo* ( da Dodici studi in tutte le chiavi
minori op. 39 nn. 4-7)
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
L’originale
talento e lo spiccato virtuosismo hanno portato Marc-André
Hamelin ad essere riconosciuto come uno dei più grandi
pianisti dei nostri giorni. Nel 2003 è stato eletto Ufficiale
dell’Ordine del Canada e, nel 2004, Cavaliere dell’Ordine
del Québec; è anche membro della Società
Reale Canadese.
Il programma si
apre con le Variazioni in fa minore di Haydn, una composizione
insolitamente drammatica, scritta probabilmente dopo la morte
prematura di Maria Anna von Genzinger, moglie del medico personale
del principe Nikolaus I Esterházy, con la quale il compositore
aveva intrecciato una relazione sentimentale. Di Mozart Hamelin
eseguirà la Sonata in la minore K 310, composta a Parigi
nel 1778, poco dopo la morte della madre del compositore; la tonalità
minore infonde alla composizione un carattere di diffusa mestiza.
Di Franz Liszt si
ascolterà il supplemento al secondo anno degli Années
de pèlerinage, intitolato Venezia e Napoli e composto nel
1859. Si tratta di tre brani, Gondoliera, dal celeberrimo motivo
de La biondina in gondoleta, Canzone, da Nessun maggior dolore
dall’Otello di Rossini, e Tarantella basata su una melodia
del compositore franco-italiano Louis/Luigi Cottrau (1797 –
1847),
Il concerto proseguirà
con il Notturno n. 6 op. 63 di Fauré, una composizione
del 1894 che appartiene al secondo periodo creativo del compositore
in cui le opere sembrano ispirate meno esclusivamente al piacere
sensuale di far parlare lo strumento e la bellezza musicale pura
incomincia ad imporre le proprie leggi alla tastiera.
Del compositore
francese Charles Valentin Alkan (1813-1888), noto per aver scritto
alcune opere tra le più difficili dell’intera letteratura
pianistica, sarà eseguita la Sinfonia per piano solo (numeri
quattro, cinque, sei e sette) tratta dagli Studi in tutte le tonalità
minori op. 39.
Teatro Comunale Prosa – La Bottega Del Caffe’
Venerdì
4 febbraio ore 20.45 Turno A
Sabato 5 febbraio ore 20.45 Turno B
Domenica 6 febbraio ore 16.00 Turno C
Compagnia del Teatro
Carcano fondata da Giulio Bosetti
La Bottega Del Caffe’
di Carlo Goldoni
con Marina Bonfigli, Antonio
Salines, Virgilio Zernitz
regia Giuseppe Emiliani
Sabato 5 febbraio
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
Ciò che caratterizza
questo capolavoro goldoniano è l’estrema concretezza
con cui sono fuse l’evocazione dello sfondo ambientale,
il dipanarsi dell’intreccio imperniato su pettegolezzi,
manie, stravaganze, imbrogli e finzioni, e il disegno geniale
d’un carattere, quello di don Marzio. Don Marzio è
il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di
questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri
e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle
e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione.
La scena è uno spazio quotidiano che ruota attorno ad un
centro fortemente simbolico, rappresentato dalla bottega del caffè,
un luogo dove si mescolano il consueto e l’imprevedibile:
il punto ideale per osservare e giudicare il “Mondo”.
La geniale costruzione drammaturgica della commedia lascia allo
spettatore la sensazione di osservare i casi dell’esistenza
attraverso l’occhialetto diabolico di un maldicente che
non tace mai e pretende sempre d’aver ragione. Il sistema
di giudizio di Don Marzio, nel quale si intersecano personaggi
e avvenimenti differenti, finisce per imporsi come una coscienza
scomoda dell’esistenza. Le sue ultime battute celano a malapena
l’amarezza e la malinconia per un’utopia che gli eventi
vanificano. “Anderò via di questa città; partirò
a mio dispetto, e per causa della mia trista lingua, mi priverò
del paese, in cui tutti vivono bene, tutti godono la libertà,
la pace, il divertimento, quando sanno essere prudenti, cauti
ed onorati”. (Giuseppe Emiliani)
Teatro Comunale Concerti – South Bomenia Chamber
Orchestra
Martedì
14 febbraio ore 20.45
South Bomenia Chamber
Orchestra
Jan Talich, pianoforte
Pavel Kaspar, direttore
Luigi Boccherini Sinfonia
in re min. op. 37 n. 3 “La divina”
Wolfgang Amadeus Mozart Concerto
in do magg. K 415 per pianoforte e orchestra
Ludwing van Beethoven Sinfonia
n.1 in do magg. op. 21
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Luigi Boccherini
scrisse 21 sinfonie per grande orchestra; quella in programma,
detta “La divina”, è la terza di un gruppo
di quattro sinfonie composte nel 1787, durante il suo secondo
soggiorno a Madrid che, iniziato nel 1786 si concluse con la morte
del compositore nel 1805. Le Sinfonie dell’op. 37, in cui
non poche sono le assonanza tematiche con contemporanee sinfonie
di Haydn, presentano la quadripartizione impiegata anche nelle
prime sinfonie dell’op. 12, mantenendo una semplicità
d’impianto formale. Il pianista ceco Pavel Kaspar eseguirà
il Concerto in do magg. K 415 per pianoforte e orchestra di Mozart,
scritto, come i precedenti K 413 e K 414, tra il 1782 e il 1783.
Palese è in quest’opera il desiderio del compositore
di aderire alla moda dei “concerti militari” che rimarrà
in voga sino ai primi decenni dell’Ottocento. La struttura
del brano, pur trattandosi di concerto per strumento solista,
vede uno sbilanciamento della scrittura a favore dell’orchesta
che elabora temi ed idee, mentre il pianoforte prende spunto dal
disegno sinfonico sviluppandolo senza apportare novità.
La South Bohemia Chamber Orchestra ritornerà unica protagonista
nella seconda parte del programma in cui si ascolterà la
Sinfonia n. 1 di Beethoven, composta tra il 1799 e il 1800, anno
della sua prima esecuzione a Vienna. Opera dall’identità
incerta, la Prima Sinfonia si divide tra i riferimenti al passato
e l’incombenza di un futuro che si lasciava intuire solo
a tratti. Nel tempo che trascorse tra gli abbozzi di una prima
composizione sinfonica e il completamento della Sinfonia, la principale
preoccupazione di Beethoven fu quella di elaborare, più
che una tecnica di scrittura, una strategia compositiva che permettesse
di contenere tutta la ricchezza delle sue idee all’interno
dell’architettura classica. Procedette infatti con uno sdoppiamento
di piani in cui alla base vi è il rigore formale del linguaggio
classico, mentre in superficie l’accumulo incessante dei
materiali apre l’organismo chiuso della sinfonia a ogni
sorta di invenzione e di improvvisazione.
Teatro Comunale Concerti – Orchestra Barocca Di
Venezia
Giovedì
17 febbraio ore 20.45
Orchestra Barocca
Di Venezia
Andrea Marcon, maestro concertatore
e direttore
Karina Gauvin, soprano
Kristina Hammarström,
mezzo soprano
Luca Titotto, basso
Antonio Vivaldi La Senna festeggiante
RV 693, Serenata a tre voci per 2 flauti, 2 oboi, archi e b.c.
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Antonio Vivaldi
compose otto serenate tra le quali La Senna festeggiante, scritta
probabilmente in onore di un personaggio illustre. Composizione
a mezza strada tra l’opera e la cantata, la serenata si
costruiva su argomenti di carattere mitologico-pastorale o storico,
quasi sempre allegorico ed era destinata alla rappresentazione
privata presso le corti, con pochi personaggi e con fini celebrativi.
Non è chiaro per quale occasione Vivaldi scrisse quest’opera,
la più lunga e imponente delle sue serenate. Tre personaggi
allegorici l’Età dell’Oro, la Virtù,
la Senna, festeggiano con le loro arie virtuosistiche la venuta
del re de Francia Luigi XV; se Vivaldi moltiplica i riferimenti
alla musica francesce, soprattutto nelle due superbe ouverture
alla francese, se possiamo situare la data della composizione
tra il 1722 e il 1725, le fonti non ci permettono di collegare
quest’opera sontuosa a una circostanza o a un committente
particolare. Probabilmente si trattò di una commissione
di provenienza romana da parte del Cardinal Ottoboni oppure di
una composizioine richiesta dall’ambasciatore francese a
Venezia per celebrare la riconciliazione franco-veneziana che
segnò l’inizio del regno di Luigi XV.
Teatro Eden Jazz – Uri Caine
Giovedì
24 febbraio ore 20.45
Uri Caine pianoforte
Nato a Philadelphia,
Uri Caine è una delle personalità musicali più
eclettiche del nostro tempo. A dodici anni inizia a studiare pianoforte.
Quando si iscrive all’università è già
protagonista della scena jazzistica della sua città; studia
composizione, segue corsi di letteratura e suona con i grandi
maestri che visitano la città. Trasferitosi a New York,
inizia la sua carriera come solista. La sua discografia, ampia
e ricca di opere riconosciute come pietre miliari, viene indicata
come snodo fondamentale della storia musicale contemporanea, in
grado di confrontare musicalità diverse, dalla tradizione
classica europea al jazz, all’elettronica, al klezmer, al
rock, qualificando Caine come uno degli “architetti”
più intelligenti e sensibili della musica d’oggi.
Tra i progetti più
recenti di Uri Caine ricordiamo, una commissione del Festival
di Granada, sugli orrori della guerra, un’opera musicale
ispirata alle opere di Goya; un duo con John Zorn al Vicenza Jazz
Festival, una tournee delle Variazioni Diabelli con l’Orchestra
Regionale Toscana, e la prima esecuzione del programma “Wagner
e Venezia” (titolo dell’album di Winter & Winter,
registrato dal vivo a Venezia nel 1997) presso il Festival tedesco
di Potsdam, programma che è stato replicato al Festival
di Ravello, una commissione per Suoni delle Dolomiti per orchestra
d’archi e pianoforte, una nuova composizione con il Quartetto
Arditti, e la registrazione di un nuovo disco con Bedrock Trio
e la cantante Barbara Walker, per la Winter&Winter, dal titolo
Plastic Temptation.
Teatro Comunale Prosa Il Catalogo
Venerdì
25 febbraio ore 20.45 Turno A
Sabato 26 febbraio ore 20.45 Turno B
Domenica 27 febbraio ore 16.00 Turno C
Star Dust International
s.r.l.
Il Catalogo
di Jean-Claude Carrière
con Ennio Fantastichini, Isabella
Ferrari
regia Valerio Binasco
Sabato 26 febbraio
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
Jean-Jacques, giovane
avvocato in carriera, noto Don Giovanni della Parigi bene, conduce
una vita da scapolo esemplare, perfettamente organizzata tra ufficio,
serate mondane e nottate con donne sempre diverse. Ha però
un difetto: non ha memoria, ed è perciò costretto
a catalogare in un album tutte le sue conquiste.
Un giorno piomba
a casa sua Suzanne, una giovane donna alla ricerca di un certo
Philippe Ferrand. La donna è stanca e, senza troppi preamboli,
decide di istallarsi a casa di Jean-Jacques sconvolgendo così
l’ordine maniacale del suo monolocale e della sua vita.
Si tratta di un
tragicomico incontro-scontro di universi paralleli e apparentemente
estranei. L’incomunicabilità, e dunque la solitudine,
sono le due dimensioni in cui vivono i personaggi. (Jean Claude
Carriere)
Teatro Comunale
Danza – Compagnie Käfig Correria
Mercoledì 2 marzo ore 20.45
Ccn De Creteil Et
Du Val-De-Marne – Compagnie Käfig Correria –
Agwa
coreografia Mourad Merzouki
musica AA. VV.
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
La frizzante e sorprendente
compagnia franco-magrebina presenta una nuova creazione nata dall’incontro
tra Mourad Merzouki, suo direttore artistico, con i ballerini
della Companhia Urbana de Dança di Rio. Il vissuto nelle
favelas degli 11 ballerini brasiliani in scena rivela una singolare
affinità con le storie di emarginazione dei ragazzi della
Compagnie Käfig e con la loro voglia di esprimersi con energia
e gusto del gioco.
Due sono i brani
della serata: Correria, una corsa trepidante, frenetica, ispirata
al ritmo ossessivo che scandisce la vita nel mondo occidentale,
in continua lotta contro il tempo e Agwa, in cui i ballerini cariocas
“diluiscono” e mescolano armoniosamente hip-hop, capoeira,
samba, musica elettronica e bossanova, per far emergere una danza
dalle acrobazie sbalorditive, piena di energia e di inventiva.
Nato a Lione nel
1973, d’origine kabyle, Mourad Merzouki inizia a 7 anni
lo studio delle arti marziali e circensi. A 15 anni scopre la
cultura hip-hop che lo avvicina al mondo della danza. Continua
a sviluppare la sua gestualità hip-hop ed allo stesso tempo
si confronta con altri linguaggi coreografici. Il suo percorso
lo spinge a realizzare progetti artistici che lo portano a sdoganare
l’hip-hop da semplice disciplina “della strada”
ad una dimensione teatrale. Nel 1989 assieme ad amici di strada
crea la compagnia Accrorap che, nel 1994, presenta con successo
Athina, alla Biennale de la Danse de Lyon. Nel 1996 Merzouki fonda
la sua compagnia, chiamandola Käfig che significa gabbia,
in tedesco e in arabo.
A partire dalla
stagione 2010, è direttore del CCN Centre Chorégraphique
National de Créteil et du Val-de-Marne.
Teatro Eden Jazz – Porsche Live – Giovani
E Jazz
Giovedì
10 marzo ore 20.45
Porsche Live –
Giovani E Jazz
In scena le migliori jazz
band emergenti dell’area del Nordest che hanno partecipato
alla selezione “Porsche Live. Giovani e Jazz”.
La selezione nasce
da un’idea di Porsche Italia e la collaborazione della Scuola
di Musica “G. Gershwin” e l’Assessorato alla
Cultura del Comune di Padova con l’obiettivo di individuare
gruppi di musicisti jazz, di qualsivoglia strumento musicale e
di qualsiasi età e nazionalità, che siano allievi
di Conservatori con cattedra di jazz o di Scuole di Musica Jazz
e che non abbiano già pubblicato un CD a proprio nome,
allo scopo di valorizzare i talenti emergenti del panorama jazzistico
nazionale. Il progetto si sviluppa in un’ottica triennale,
concentrando l’attenzione su alcune macro-aree di riferimento
per ogni edizione: nel 2010 il Nordest, nel 2011 il Nordovest,
nel 2012 il Centro-Sud d’Italia.
Teatro Comunale Prosa – Art
Venerdì
11 marzo ore 20.45 Turno A
Sabato 12 marzo ore 20.45 Turno B
Domenica 13 marzo ore 16.00 Turno C
Nuovo Teatro s.r.l.
Art
di Yasmina Reza
con Alessandro Haber, Alessio
Boni, Gigio Alberti
regia Giampiero Solari
Sabato 12 marzo
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
La commedia solleva
la questione dell’arte e dell’amicizia, ruotando attorno
a tre amici di vecchia data: Serge, Marc e Yvan. Serge, assecondando
la sua passione per l’arte moderna, ha acquistato un dipinto
molto costoso intorno al quale ruoterà il dibattito dei
tre amici sul significato dell’arte astratta in paragone
ad arti più rappresentative e tradizionali. Sotto la superficie,
la commedia esplora con estrema ironia la profondità e
la complessità dell’amicizia.
Nata a Parigi nel
1959, Yasmina Reza è la più prolifica drammaturga
francese. Figlia di una violinista ungherese e di un uomo d’affari
di origine ebrea-russa, è cresciuta in un ambiente artistico
e cosmopolita. Sin dalla fine degli anni ’80, Yasmina Reza
si è aggiudicata con le sue pièces numerosi premi
tra cui il premio Molière, l’Evening Standard Award,
il Lawrence Oliver Award, il Drama Circle Critics Award, il Theater
Heute. Ma il “vero” successo, quello dei titoli a
piena pagina sui giornali, è arrivato con la pubblicazione
di L’alba la sera o la notte, un libro – o meglio,
come lei stessa suggerisce – “uno schizzo” su
Nicolas Sarkozy, immediatamente tradotto in tutto il mondo.
Teatro Comunale Concerti – Quartetto Di Cremona
Lunedì
14 marzo ore 20.45
Quartetto Di Cremona
Andrea Lucchesini, pianoforte
Cristiano Gualco, violino
Paolo Andreoli, violino
Simone Gramaglia, viola
Giovanni Scaglioni, violoncello
e con la partecipazione di
Giuseppe Russo Rossi, viola
Ludwing van Beethoven Sonata
n. 23 in fa min. op.57 “Appassionata” Quartetto n.7
in fa magg. op. 59 n.1 Concerto n.4 in sol magg. op. 58* versione
per pianoforte, due violini, due viole e violoncello a cura di
Hans Wermer Kuthen* (Prima esecuzione italiana)
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Andrea Lucchesini
apre il concerto con la Sonata per pianoforte n. 23 in fa maggiore,
conosciuta con l’appellativo di “Appassionata”
e considerata come uno dei capolavori pianistici di Beethoven,
insieme alla Waldstein op. 53 e a Les Adieux op. 81a. Composta
tra il 1803 e il 1806 e dedicata al conte Franz von Brunswick,
questa Sonata era ritenuta dallo stesso Beethoven tra le sue più
riuscite, insieme alla successiva op. 78.
Il Quartetto di
Cremona si cimenterà nel primo dei tre quartetti dedicati
al conte Andrey Razumovsky, ambasciatore di Russia a Vienna, scritto
nel corso dell’estate del 1806 ed eseguito per la prima
a volta solo tre anni dopo a Vienna dal Quartetto Schuppanzigh.
Accolto con molte perplessità dal pubblico, questo Quartetto
fu invece molto amato da Schumann che, a proposito dello Scherzo,
notò come i motivi raccolti dalla strada divenissero nelle
mani di Beethoven le parole più belle del mondo.
La versione per
musica da camera del Concerto n. 4 op. 58 per pianoforte, recentemente
scoperta dallo studioso tedesco Hans Werner Küthen, all’inizio
era destinata solo all’uso privato del principe Lobkowitz,
che aveva ascoltato la versione originale del concerto per grande
orchestra e desiderava riproporlo in versione cameristica nel
suo palazzo viennese nel marzo 1807. L’arrangiamento è
di Beethoven che però certamente affidò il compito
di ridurre la parte orchestrale a un amico fidato, il violinista
di corte Franz Alexander Pössinger, ma rimaneggiò
personalmente la parte del pianoforte, soprattutto nei due movimenti
estremi, modificando la partitura originale in più di ottanta
punti per adattarla alle nuove proporzioni sonore aumentando considerevolmente
le difficoltà tecniche della parte solistica
Teatro Comunale Danza – Trey Mcintyre Project
Mercoledì
16 marzo ore 20.45
Trey Mcintyre Project
Wild Sweet Love-Serious-Ma
Maison
coreografia Trey McIntyre
musica AA. VV.
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Solo tre anni fa, Trey McIntyre Project è esploso sulla
scena nazionale americana della danza dopo il debutto al Vail
International Dance Festival. Le coreografie originali e all’avanguardia
del progetto hanno ottenuto un successo immediato di pubblico
e critica. Diretto da Trey McIntyre, che ha lavorato anche per
l’American Ballet Theatre, lo Stuttgart Ballet, e altre
prestigiose compagnie di tutto il mondo, Trey McIntyre Project
vanta un cast di grandi professionisti della danza, che hanno
ballato presso compagnie come Washington Ballet, Alonzo King’s
Lines Ballet, Ballet Memphis e Oregon Ballet Theatre. Fin dalla
sua stagione inaugurale, la Compagnia si è esibita in alcune
delle sedi più famose degli Stati Uniti tra cui il Jacob’s
Pillow, il Wolf Trap National Park for the Performing Arts e l’Aspen
Dance Festival. Grazie alla straordinaria attitudine del coreografo
per le svariate strutture musicali, il repertorio di Trey McIntyre
Project spazia dalla musica classica (The Blue Boy sulle musiche
del Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven), al rock (A Day
in the Life, sulle musiche dei Beatles e High Lonesome sulle musiche
di Beck), al jazz (Sacred Ellington, una collaborazione con la
leggenda dell’opera Jessye Norman e Blue Until June sulle
musiche di Etta James), a selezioni di musica bluegrass (Go Out).
Grazie alla ricezione sorprendentemente positiva delle sue opere
da parte della critica, TMP è diventata una vera e propria
organizzazione che adesso si esibisce regolarmente sia negli Stati
Uniti che in tournée internazionali.
Teatro Comunale Prosa – Se No I Xe Mati, No Li Volemo
Venerdì
18 marzo ore 20.45 Turno A
Sabato 19 marzo ore 20.45 Turno B
Domenica 20 marzo ore 16.00 Turno C
Teatro Stabile del
Veneto “Carlo Goldoni”- Teatro Carcano di Milano –
Teatri S.p.A.
Se No I Xe Mati, No Li Volemo
di Gino Rocca
con Virginio Gazzolo, Giancarlo
Previati, Lido Spadaro, Michele Modesto Casarin
regia Giuseppe Emiliani
Sabato 19 marzo
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
Rappresentato per
la prima volta nel 1926, Se no i xe mati, no li volemo è
senza dubbio il capolavoro teatrale di Gino Rocca. La vicenda
si svolge in una sonnolenta cittadina fra Venezia e Padova, in
un palazzo fatiscente che un bizzarro nobiluomo, morendo in giovane
età, ha lasciato con tutto il resto del suo patrimonio
a una congregazione di carità, ma destinandone l’usufrutto,
finché saranno in vita, ai nove amici che hanno condiviso
la sua esistenza scioperata e innocentemente trasgressiva e assieme
ai quali ha addirittura fondato un’associazione che porta
il glorioso nome di “Se no i xe mati, no li volemo”.
Dei nove, all’inizio del racconto soltanto 4 sono in vita
(uno emigrato in America) e dei tre rimasti nessuno, ovviamente,
ha più né la forza né la voglia di coltivare
quell’antica fama. Sono Piero Scavezza che ha oramai perso
il vigore di un tempo e guarda al momento in cui la morte lo ricongiungerà
con il figlio caduto in guerra; Bortolo Cioci, diventato un brontolone
ruvido e nevrotico e Momi Tamberlan, architetto stravagante e
incompreso sposato in seconde nozze con la giovane Irma, che con
le sue pretese e un tenore di vita sopra le possibilità
di Momi, sta mandando in rovina la famiglia. Un brutto giorno
l’avvocato Giostra, altero e baldanzoso, porta loro la ferale
notizia che l’immobile, da loro occupato, proprietà
della Congregazione, non spetta più loro di diritto perché
da tempo i soci non rispettano le clausole dello statuto che prescrive,
per ogni membro, una perenne vita spregiudicata e goliardica di
cui essi devono quotidianamente dar prova. Malgrado la avanzata
età e i crucci delle rispettive situazioni personali, i
tre decidono di tornare a fare ‘i matti’ come ai tempi
delle lontane imprese studentesche, nel tentativo di recuperare
i loro diritti inseguendo una impossibile giovinezza. Il guaio
è che i loro fisici non resistono alla prova e la farsa
si trasforma in dramma, quasi in tragedia.
Teatro Comunale
Concerti – Wiener Kammerensamble
Giovedì 24 marzo ore 20.45
Wiener Kammerensamble
Wolfgang Amadeus Mozart Divertimento
in re magg. K 205
Luigi Bassi Fantasia da concerto,
sopra motivi dal Rigoletto di Verdi
Richard Strauss/ Franz Hasenöhrl
Till Eulenspiegel – einmal anders!
Richard Strauss/Erich Kaufmann
da Der Rosenkavalier, Walzer
Johann Strauss Wo die Zitronen
blühen – Walzer op. 364 Tritsch-Tratsch Polka op. 214
Wiener Blut Walzer op. 354
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Il Wiener Kammerensemble
è stato fondato nel 1970 dalle prime parti dell’Orchestra
Filarmonica di Vienna ed è oggi riconosciuto come uno dei
principali al mondo nel suo genere. Si presenta in formazioni
strumentali che variano dal trio al piccolo gruppo cameristico,
con un repertorio che spazia dalla musica classica a quella moderna.
Quattordici registrazioni, numerose presenze all’interno
di programmi radiofonici e televisivi, così come le molte
tournée, hanno favorito la diffusione della migliore tradizione
di musica da camera viennese in Europa e oltreoceano. Il programma
si apre con un omaggio a Mozart di cui si ascolterà il
Divertimento in re maggiore K 205, scritto nell’estate del
1771 a Salisburgo in vista di una esecuzione en plein air da tenersi
a Vienna nel giardino di Anton e Anna Mesmer. Buscaroli scrive:
“Il Divertimento K 205 è il capostipite di questa
serie di capolavori controvoglia, che non si limitano più
a organizzare il linguaggio contemporaneo, ma si giovano di un
rapido ispessimento e allargamento di mezzi e di forme espressive…”.
Del compositore
e clarinettista cremonese Luigi Bassi (1833-71), già primo
clarinetto al Teatro alla Scala, l’Ensemble eseguirà
la Fantasia da concerto, sopra motivi dal Rigoletto di Verdi,
pezzo brillante per il quale Bassi è oggi ricordato. Seguirà
Till Eulenspiegel – einmal anders! trascrizione per soli
5 strumenti del celebre poema sinfonico di Richard Strauss, a
cura di Franz Hasenöhrl. Dal Cavaliere della rosa dello stesso
Strauss il Wienerkammerensemble eseguirà invece i Valzer
arrangiati da Erich Kaufmann. Concludono il concerto tre festose
composizioni di Johann Strauss jr., i valzer Wo die Zitronen blühen
(Dove fioriscono i limoni) e Wiener Blut (Sangue viennese) e la
divertente polca Tritsch-Tratsch (Chiaccericcio).
Teatro Comunale Prosa – Dreams
Venerdì
1 aprile ore 20.45 Turno A
Sabato 2 aprile ore 20.45 Turno B
Domenica 3 aprile ore 16.00 Turno C
Teatro Nero Di Praga
Dreams
Il meglio del Teatro Nero
di Praga
di Jiri Srnec
regia Jiri Srnec
con Comapgnia del Teatro Nero
di Praga
Sabato 2 aprile
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
Jirí Srnec
è stato l’ideatore del Teatro Nero di Praga e ha
fondato la compagnia omonima alla fine degli anni ‘60, facendola
diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di questa tecnica
teatrale nel resto del mondo. Grazie alla sua peculiare modalità
di fare spettacolo, il Teatro Nero di Praga ha entusiasmato e
stupito il pubblico di tutto il mondo, ha partecipato ad oltre
sessanta festival teatrali ed è abitualmente in tournée
attraverso tutti i continenti.
Dreams ossia Il
Meglio del Teatro Nero di Praga è una retrospettiva di
scene tratte dal repertorio del Teatro Nero di Jiøí
Srnec, dal 1961 ad oggi; è stato ideato al fine di permettere
allo spettatore di comprendere appieno le tecniche e le fonti
d’ispirazione della compagnia. Gli estratti che compongono
Dreams provengono dalle performance di maggiore successo della
compagnia che hanno riscosso il favore del pubblico in tutto il
mondo in oltre quarant’anni di carriera, come La bicicletta
volante, Metafore e La settimana dei sogni.
Sul palcoscenico
viene presentata una combinazione unica di oggetti che prendono
vita, che accompagna l’esibizione di attori e mimi. È
uno spettacolo pieno di magia, divertente e adatto a tutte le
età, acclamato dalla critica e dal pubblico già
dal suo debutto al Royal Theatre di Edimburgo.
Teatro Comunale Danza – Rachmanivov Tango
Sabato 9
aprile ore 20.45
Sng Opera In Balet
Ljubljana – Slovene National Theatre Rachmanivov Tango
coreografia Hans Van Manen,
Ivo Van Zwieten
musiche Sergey Rachmaninov,
Astor Piazzolla
Ore 20.00, Ridotto del Teatro Comunale: incontro con gli artisti
Due “olandesi”
a confronto, il giovanissimo talento coreografico Ivo van Zwieten
e il Maestro Hans Van Manen, recentemente omaggiato con una settimana
di celebrazioni dall’HET National Ballet, in occasione del
suo 75° compleanno, e i cui lavori figurano nel repertorio
delle più importanti compagnie del mondo. Entrambi amano
lavorare senza seguire un filone narrativo ma utilizzando la musica
quale punto focale della coreografia. Rachmaninov Tango è
un interessante contributo alla creatività della danza
moderna europea che dà vita ad una peculiare simbiosi.
Nonostante il notevole gap generazionale, l’intrecciarsi
delle riflessioni sul XX e XXI secolo ha in comune un’analoga
ricerca d’ispirazione all’interno delle infinite dimensioni
della musica di Rachmaninov e Piazzolla.
Rhapsody, prima
coreografia in programma, è stata creata da Ivo van Zwieten
sulla musica di Rachmaninov. Lo scopo del brano è quello
di forgiare forme precise, accompagnate da allegri intensi e adagi
passionali. Cinque coppie, uomini e donne esprimono i loro sentimenti
senza narrare una storia precisa. Di Hans van Manen sarà
rappresentato il suo capolavoro maggiormente eseguito in tutto
il mondo, concepito nel 1977 e considerato uno dei brani del suo
“repertorio storico”. Si tratta di 5 tangos, sulla
musica di Astor Piazzolla.
Per questo brano
Van Manen sostituisce le classiche scarpe con tacco del tango
con le punte della danza classica sperimentando così una
danza di passione e di tentazione: non una versione stereotipata,
bensì guidata dall’espressione glaciale dei danzatori.
Teatro Comunale
Prosa – Le Bugie Con Le Gambe Lunghe
Venerdì 15 aprile ore 20.45 Turno A
Sabato 16 aprile ore 20.45 Turno B
Domenica 17 aprile ore 16.00 Turno C
Elledieffe s.r.l.,
La Compagnia di Teatro Luca De Filippo
Le Bugie Con Le Gambe Lunghe
di Eduardo De Filippo
con Luca De Filippo, Nicola
Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi, Massimo
De Matteo
regia Luca De Filippo
Sabato 16 aprile
ore 17.00, Fondazione Benetton Studi Ricerche: incontro con gli
artisti
Le bugie con le
gambe lunghe, scritta nel dicembre 1946, subito dopo il debutto
napoletano di Filumena Marturano, è una commedia sul tema
della verità e della menzogna, in cui la vena amara che
scorre in sottofondo alla comicità, a tratti quasi farsesca
del primo atto, si accentua con il procedere dell’azione,
tanto da far scrivere a Gerardo Guerrieri: “Eduardo scansa
gli effetti e le situazioni già fatte, accenna, colpisce
di striscio con una padronanza del mezzo tecnico impressionante…,
conferendo al testo un suo carattere insieme “antico”
e sperimentale. ”
La storia vive dei
reciproci intrighi che alcune coppie intrecciano intorno a Libero
Incoronato, un uomo modesto, onesto, insieme dignitoso e fiero,
la cui vita tranquilla viene sconvolta dai vicini che tentano
in ogni modo di coinvolgerlo, suo malgrado, nelle loro squallide
storie. Prima ingenuamente ostinato nello smascherare le clamorose
menzogne spacciate per verità, di cui è testimone,
Libero decide alla fine di adeguarsi in modo provocatorio alla
regola generale, rilanciandola e amplificandola fino al paradosso.
Ed ecco il titolo
della commedia, che rovescia il proverbio popolare: le bugie con
le gambe corte sono quelle dei bambini, quelle puerili, mentre
quelle con le gambe lunghe sono quelle “che tutti noi dobbiamo
aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della
società” (Eduardo nell’intervista a Sergio
Romano).
Teatro Comunale Concerti European Union Chamber Orchestra
Lunedì
18 aprile ore 20.45
European Union Chamber
Orchestra
Enrico Dindo, violoncello
Wolfgang Amadeus Mozart Eine
kleine Nachtmusik in do magg. K 525
Franz Joseph Haydn Concerto
per violoncello e orchestra n .1 in do magg. Sinfonia in fa min.
n. 49 ” La Passione”
Ore 20.00, Ridotto
del Teatro Comunale: introduzione all’ascolto
Universalmente nota
come Eine kleine Nachtmusik, questa composizione, portata a termine
nel 1787, è il notturno per orchestra per antonomasia.
Concepita per piccola orchestra di soli archi, è di struttura
relativamente semplice ma piena di idee portate avanti con grande
leggerezza e continuità. Il Concerto per violoncello e
orchestra n. 1 in do maggiore di Haydn fu composto tra il 1761
e il 1765 ed è, fra le opere giovanili del compositore,
quella più impegnativa; la sua struttura rispecchia ancora
la concezione tardo barocca del solista che dialoga con archi
e fiati. Si compone di tre movimenti: Moderato, dal carattere
pomposo ed aristocratico, Adagio di grande contabilità,
caratterizzato da una bellissima melodia, Finale brillante e ricco
di virtuosismi. Nella aseconda parte della serata sarà
eseguita la Sinfonia in fa min. n. 49 “La Passione”
dello stesso Haydn. Scritta nel 1768, nella fase cosiddetta “sturmeriana”
del compositore, “La Passione” indaga l’orizzonte
religioso e affronta il problema della morte meditando sul sacrificio
di Cristo. L’Andante di apertura oscilla tra l’ombra
e la luce in un confronto serrato fra lutto e consolazione; ad
esso risponde un Allegro tempestoso cui segue un esitante Minuetto
melanconico e quasi privo di forze; drammatico risulta il Finale
che incalza senza tregua opponendo armonie maggiori e minori.
Enrico Dindo si
diploma al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, perfezionandosi
in seguito con Egidio Roveda e con Antonio Janigro. A soli 22
anni, nel 1987, è primo violoncello solista nell’Orchestra
del Teatro alla Scala. Nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso
“Rostropovich” di Parigi. Da quel momento inizia un’intensa
attività da solista. Nel 2000 riceve il Premio “Abbiati”
come miglior solista e nel 2005 il Premio “Vittorio De Sica”
per la musica. Suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex
Piatti) del 1717.
Dopo il debutto
nel 1981, la EUCO si è guadagnata la reputazione mondiale
di ambasciatrice della musica per l’Unione Europea. Grazie
all’aiuto della Commissione Europea, le sue tournée
toccano tutti gli angoli della mondo. Tra le collaborazioni l’orchestra
annovera quelle con Yehudi Menuhin, Lazar Berman, Mischa Maisky,
Severino Gazzelloni.
Per maggiori informazioni: www.teatrispa.it
Teatro Comunale
C.so del Popolo 31 – 31100 Treviso
tel. 0422 540 480 – Fax 0422 419 637
Teatro Eden
Via Monterumici – 31100 Treviso
Tel. 0422 513 310 – Fax 0422 419 637
Teatro Da Ponte
Via Martiri della Libertà – 31029 Vittorio
Veneto (TV)
Tel. 0438 553 836 – Fax 0422 419 637
Teatro Careni
Via Marconi, 19 – Pieve di Soligo (TV)
Tel. 0438 82 841 – Fax 0422 419 637
Teatro Delle Voci
Via Tre Venezie, 17 – Villaggio San Liberale –
31100 Treviso
Tel. 0422 235 643 – Fax 0422 419 637
Teatri S.p.A. Piazza S.Leonardo, 1 31100 Treviso
Tel.: 0422.513300
Fax: 0422.513306
Biglietteria Tel. 0422 540 480
biglietteria@teatrispa.it
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