Il Festival Plurale della Provincia di Treviso Sonda i “Metamorfismi”
con 1.036 Eventi in 96 Comuni
Torna RetEventi il macro-festival
interdisciplinare della Marca trevigiana: 96 comuni partecipanti, 192
associazioni che organizzano 271 manifestazioni e 1036 appuntamenti.
Il network culturale cogestito da
Provincia, Comuni, associazioni della provincia di Treviso e sostenuto
dalla Regione Veneto. Il “macrocartello” anche per l’edizione
del 2010 raccoglie in un unico festival estivo-autunnale una pluralità
di rassegne culturali e di soggetti aderenti. Il tema “Metamorfismi.
Identità e alterità”. Le sezioni componenti: Luoghi
di Idee, Musica, Teatro, Danza, La Provincia dei bambini, Cinema, Marca
Storica e Tradizioni Popolari, Arte in Rete. Fondazione Antonveneta supporta
l’operazione.
Presenti all’inaugurazione
il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, l’assessore
provinciale ai Beni Culturali, Marzio Favero, il vicepresidente e assessore
al Turismo, Floriano Zambon, e il direttore di Fondazione Antonveneta,
Bruno Bianchi.
Prima della presentazione,
spaccato musicale coi solisti dell’Orchestra Regionale Filarmonia
Veneta.
“Un festival che, giunto alla sua ottava edizione, registra dati
importanti – ha dichiarato Zambon - Oltre 600.000 spettatori e turisti
provenienti anche da fuori Italia testimoniano la rilevanza culturale
di Reteventi. Turisti che non solo consumeranno il semplice evento culturale
ma il nostro territorio nella sua globalità. L'evento culturale
dunque, diventa uno stimolo per il turista/spettatore per tornare in futuro.
L'innovazione sarà la chiave del nostro successo continuando a
lavorare in sinergia e con una visione a rete come, ad esempio, stiamo
facendo con il Club di Prodotto.”
“Il tema di quest'anno è il metamorfismo – ha dichiarato
Favero – rubato alla geologia, indica il processo di trasformazione
della struttura minerale di una roccia. Le trasformazioni che stiamo subendo
come territorio sono epocali e l'unico strumento in grado di dare una
risposta alla riorganizzazione oggi indispensabile è proprio la
cultura. Aumenta sempre più il numero di laureati, soprattutto
nel nostro territorio, un fenomeno che rende obsoleti i vecchi circoli
culturali per lasciare spazio ad una visione a rete che possa avvicinare
ai fenomeni culturali quante più persone possibili. Ecco allora
spiegato l'importantissimo ruolo svolto oggi dalle associazioni culturali
- la stessa RetEventi la definisco “un'organizzazione comunitaria”
- motore di questo festival interdisciplinare che mescola vari linguaggi
e da spazio a tutte le voci. Non può esserci consapevolezza della
propria identità se non attraverso il confronto con l'alterità.
Reteventi è cresciuta negli anni, ha seguito un percorso credendo
nell'intuizione iniziale: la felicità non è data dal piacere
immediato ma dalla soddisfazione dopo un percorso. RetEventi è
un’opera aperta”.
“Reteventi è cresciuta a ritmo sostenuto negli anni e i risultati
che vediamo oggi sono veramente incredibili – ha dichiarato Bianchi
- Reteventi è senza dubbio una manifestazione unica in Italia cresciuta
grazie al lavoro delle associazioni, dei volotari e dei Comuni che negli
anni hanno sempre più aderito numerosi. Questo è uno dei
motivi che ci ha spinti a supportare Reteventi anche quest'anno, perché
la nostra missione, quale Fondazione AntonVeneta, è proprio il
sostenere e tutelare il patrimonio culturale”.
“Ringrazio gli assessori Favero e Zambon per il lavoro sinergico
che ha permesso tutto questo, il lavoro “dietro alle quinte”,
le associazioni, i Comuni e Fondazione AntonVeneta perché il finanziamento
che hanno deciso di stanziare per il progetto è stato decisivo
– ha dichiarato Muraro - Questo festival è importantissimo
perché coglie a 360° le aspettative del territorio ma non solo,
richiama dall'estero moltissimo pubblico. Un festival che dimostra la
grande capacità trevigiana nell'organizzazione, la voglia di fare
e la creatività. Oggi Reteventi è senza dubbio un punto
di riferimento per chi vorrà costruire ulteriori iniziative che
come si è visto, fanno crescere l'intero teeritorio. Treviso ha
oggi una bella medaglia in più, rappresentata dalla cultura. Realizzare
oltre 1.000 eventi sul territorio significa dare una propulsione a tutti
quanti lavorano intorno agli eventi culturali”.
“Metamorfismi. Identità e alterità …”
‘Il concetto di metamorfismo, applicato qui in chiave metaforica,
è derivato dalle scienze naturali ove è impiegato per descrivere
“il processo di trasformazione della struttura minerale di una roccia
dovuta a cambiamenti di pressione o temperatura, o all'infiltrazione di
fluidi che ne alterano la struttura o la composizione mineralogica. Il
termine “metamorfismo” può essere applicato per esprimere
quelle trasformazioni dell’identità della comunità
trevigiana (e del suo territorio) che derivano dalla pressione esercitata
su di essa dai processi di internazionalizzazione da cui è investita.
Il termine può essere declinato in molteplici dimensioni: antropologica,
sociologica, economica, urbanistica, culturale’.
“Peculiarità del progetto:
utilizzare il territorio come ‘teatro diffuso’…”
Per rispondere così alle istanze di una provincia che è
divenuta un'unica "città diffusa" ove l'aumento della
mobilità e l'innalzamento del potenziale medio di istruzione consentono
e richiedono una distribuzione degli spettacoli in palcoscenici atipici.
Riemergono, allora, dal tessuto urbano palcoscenici inusuali: piazze storiche,
ville venete, palazzi, chiese, castelli e borghi antichi. La cultura,
uscendo dai suoi luoghi deputati, i teatri tradizionali, va dunque sempre
più verso il pubblico, e favorisce l’incontro e la democratizzazione
dei processi. Si tratta sempre di un'offerta culturale di qualità,
accessibile al grande pubblico ed organica al territorio in un periodo
dell’anno in cui è maggiore la propensione alla mobilità
e alla partecipazione da parte dei cittadini trevigiani nonché
la presenza di turisti veri, interessati ad assistere ad eventi e a scoprire
luoghi di valore storico e architettonico e non solo.
“Reteventi è il ‘ripensamento’
culturale e valoriale del territorio …”
Il progetto, realizzato da un network di soggetti privati e pubblici del
territorio, nel tempo è commutato da occasione per il tempo libero
a risorsa culturale strategica per un territorio in progressiva evoluzione.
RetEventi nasce quindi come modello di interazione per rispondere alla
sfida della complessità posta dalla "città diffusa"
veneta, nelle cui maglie è inserita anche la Provincia di Treviso:
un'enorme "area agropolitana”, una fitta trama di centri abitati
e di spazi rurali in un’unica grande area urbanizzata. Il network
culturale si trasforma da organizzazione che garantisce un'offerta di
spettacoli di svago con rilevanti ricadute turistiche a un'organizzazione
capace di stimolare e diffondere in modo capillare riflessioni riguardo
a tematismi di grande pregnanza per la comunità trevigiana.
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