I
cantastorie del Montello 'SGRAFALOPA' presentano:
Che’l
sia san, che’l sia cristian e... che l’abie un mestier
in man
I cantastorie
del Montello “SGRAFALOPA”
presentano
:
Che’l
sia san, che’l sia cristian e... che l’abie un mestier
in man
prima assoluta
il 3 Dicembre alle ore 20,45
nel teatro 'R.Binotto' di villa Correr Pisani di Biadene di Montebelluna
biglietto d'ingresso 5 euro
Con i vasti mutamenti sociali
e culturali causati dall’industrializzazione e dalla conseguente
trasformazione della vita rurale e contadina, è facile
capire come il modo di vivere, di ragionare ed i valori stessi
su cui era basato il giudizio di valorizzazione globale dell’uomo
si sia radicalmente modificato nel suo contesto e nelle sue motivazioni.
Era un’esistenza chiusa, di duro lavoro, prevalentemente
rurale in stretto contatto con la natura, da cui la gente attingeva
quelle virtu’ d’integrita’, sincerita’,
amore per la famiglia e per la propria comunita’ che ispirava
una serie di comportamenti, di principi e di valori in cui gli
uomini dovevano riconoscersi. “Che’l sia san, che’l
sia cristian e che ’l ‘abie un mestier in man“
queste erano le migliori credenziali che doveva avere un uomo
per essere accettato socialmente e diventare un buon partito da
sposare. In un contesto in cui la chiesa, l’osteria,i campi
, il paese ed il cortile, erano i luoghi in cui si sviluppava
la vita sociale quotidiana, uscirne diventava un vero e proprio
viaggio e molte volte l’unica occasione per conoscere il
mondo esterno era data dalla necessità di emigrare o di
fare il soldato. Attraverso letture, canti e musiche della tradizione
popolare e la proiezione di immagini d’epoca, montate in
sequenza per ricrearne una memoria visiva, gli “ Sgrafalopa”
desiderano rappresentare e rivivere quel tempo. Quando i valori
fondamentali di un uomo erano quelli di avere una buona salute,
essere docile verso il potere, frequentare la chiesa per avere
dal parroco un giudizio di buona condotta, essere capace di procurarsi
il pane, o meglio la fetta di polenta quotidiana e gli esempi
da imitare erano il dottore, il parroco ,il postino o il maestro
di scuola elementare. Un’ epopea rivissuta in chiave emotiva
intensa e coinvolgente , capace di commuovere senza rinunciare
a sorridere su alcuni aspetti della vita dei nostri nonni.
Coro “ Stradon del Bosco” diretto
dal maestro Matteo Gobbo
Giusy Mària : coordinatrice proiezione
testi : Mario Callegari
“SGRAFALOPA
i Cantastorie del Montello”
Il gruppo“
SGRAFALOPA” nasce nel 1997 a Biadene di Montebelluna per
far rivivere i cantastorie che erano i testimoni e gli interpreti
della vita e della storia collettiva e davano spettacolo sulle
piazze e ai mercati girando di paese in paese. Erano dei diffusori
di cultura e d’informazione tra il popolo che, in tempi
di scarsa divulgazione culturale, riconosceva in questi personaggi
gli elementi di contatto e di scambio informativo con il resto
del mondo.
Il gruppo dei“SGRAFALOPA”, racconta e canta solo in
lingua Veneta con i caratteristici teli dipinti, storie e fatti
di una volta, con i temi di vita quotidiana della gente comune
vissute in casa, in strada, sui campi o nelle osterie e ricavate
da ricordi personali o da testimonianze orali raccolte tra i paesi
del Montello e della Pedemontana, per tramandare il ricchissimo
bagaglio culturale dei nostri nonni per riscoprire i valori che
davano loro la forza di lottare e di sopportare il duro vivere
quotidiano e che ormai fa parte della nostra storia e della nostra
cultura. Il nome “SGRAFALOPA“ letteralmente “GRAFFIAMUSCHIO”
e’ stato ricavato da un tipico soprannome con cui venivano
canzonati i piu’ poveri tra i “bisnent” che
vivevano nei paesi alle pendici del Montello, che il gruppo ha
adottato nel rispetto delle proprie origini per valorizzare le
tradizioni e le proprie radici. Nel 2007 si sono trasformati in
Associazione Culturale con il nome di “SGRAFALOPA I CANTASTORIE
DEL MONTELLO” allargando la propria attività anche
nella rappresentazione teatrale in collaborazione con dei gruppi
corali, per fare spettacoli con propri testi, musiche e proiezione
di foto d’epoca. Come cantastorie hanno partecipato a molte
manifestazioni tra cui ricordiamo:
Buskers Festival di Ferrara; Buskershow di Cremona; Arti e Mestieri
al castello di Candelara (Pesaro); Festival dei Cantastorie di
Sant’Arcangelo di Romagna;
Fiera della Possenta di Ceresara (Mantova); Palio di Montebelluna;
Arti e mestieri a Cison di Valmarino; Fiera dei marroni di Pederobba;Fiera
di S. Simeone a Marostica;
In giro per i Filo’ a Tonadico (Trento); TeleNordest spettacolo
con le “Bronse Querte”,
su Antenna Tre nella trasmissione ” A merenda coi Belumat”
e alla Fiera di S. Martino a Volpago del Montello.
Chi fosse interessato ad ascoltare e rivivere la vita di una volta
può contattarci: al n.Tel. 0423 600401, cell. 333 2375494.
e-mail: mario.callegari@alice.it
sgrafa.lopa@gmail.com
oppure il sito: www.sgrafalopa.altervista.org.
potete vederli e ascoltarli anche su: www.youtube.com .
e su Facebook
Coro “
Stradon del Bosco”
Il coro “Stradon
del Bosco” è nato da un’esigenza spontanea
sorta tra alcuni amici di formare un gruppo corale per cantare
le canzoni popolari che ormai fanno parte delle nostre tradizioni
e del nostro DNA di Veneti. Il coro si colloca all’interno
dell’associazione culturale “ I cantastorie del Montello”
per partecipare agli spettacoli teatrali o di piazza come supporto
ai cantastorie “Sgrafalopa” al fine di formare un
gruppo che possa trasmettere e tramandare lo spirito con cui venivano
interpretate le canzoni della nostra tradizione popolare. Il coro
è composto da dieci elementi tra uomini e donne che vogliono
ricordare con il nome “Stradon del bosco” la tradizione
dei cori spontanei che si formavano alla sera lungo lo stradone
che si snoda come un cordone ombelicale ai piedi del Montello.
La tradizione vuole che le operaie dei vari stabilimenti tessili
della zona,dopo avere finito il turno di lavoro alle dieci di
sera,ritornando a piedi nelle loro case situate nei paesi collegati
dallo Stradon del bosco, per farsi coraggio e vincere la paura
del buio cantassero in gruppo le canzoni popolari.Nel silenzio
della notte si sentiva questo coro che si snodava lungo il canale
e si affievoliva man mano che arrivano a casa o s’inoltravano
lungo le prese che salivano il Montello.
I cantastorie, testimoni
e interpreti della vita e della storia collettiva, autori di ballate
davano spettacolo sulle piazze e ai mercati girando di paese in
paese. Erano dei diffusori
di cultura e d’informazione tra il popolo, che riconosceva
in questi personaggi, gli elementi di contatto e di scambio informativo
con il resto del mondo. Il
gruppo dei "SGRAFALOPA", cerca di far rivivere nelle
sue rappresentazioni quelle passate emozioni di vita, raccontando
in veneto i fatti della vita ed i mestieri di una volta, che ormai
fanno parte della nostra storia e della nostra cultura. Il
nome "SGRAFALOPA" e’ stato ricavato da un tipico
soprannome con cui venivano canzonati i piu’ poveri tra
gli abitanti che vivevano attorno al Montello, i famosi "bisnent",
che il gruppo ha adottato nel rispetto delle proprie tradizioni
ed origini.
Per maggiori informazioni
:
i SGRAFALOPA
Via B. Ambrosi n.33 31044 Montebelluna (TV)
cell: 3332375494 tel. 0423 600401,
E-mail: mario.callegari@alice.it