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Antica
Fiera di Godega

Antica
Fiera, attesi 300 espositori
Dal 6 all’8 marzo si rinnova
una tradizione millenaria
Con la presenza di 300 espositori
è in programma dal 6 all’8 marzo l’edizione 2010 dell’Antica
Fiera di Godega, una tradizione millenaria che si rinnova con una diversa
organizzazione e molte novità.
Da quest'anno si è
deciso di esternalizzare in parte l’attività organizzativa
con un’apposita convenzione che ha affidato alla Pro Loco alcune
funzioni, continuando comunque a garantire il carattere pubblico della
manifestazione. “L'obiettivo – spiega il sindaco Alessandro
Bonet – è arrivare a guadagnare un posto al sole nel panorama
fieristico della regione Alpe Adria”.
Ricco anche quest'anno il
programma che vede, tra i vari appuntamenti la 1. edizione dell’Agromeccanica
Service Expo, una piccola rassegna dedicata all’Orto-Giardino
e, novità assoluta, la 1. Mostra Internazionale dell’Asino.
Confermati inoltre gli appuntamenti
con Cioccoliamo in Fiera e il Salone dell’Agroalimentare.
Per saperne
un po' di piu':
Antica
Fiera di Godega
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La
Fiera rappresenta, nel contesto dell’identità della
comunità di Godega, il tassello più appariscente,
non tanto nell’evidenziare l’evoluzione tecnica dei
mezzi agricoli, anche se tanto ha contribuito a migliorare la realtà
contadina e ad alleviare le fatiche, quanto come compendio del lavoro
e del progresso dell’uomo nel lento scorrere dei secoli. |
La Fiera di Godega, nella sua struttura odierna, è la sintesi di
due antiche manifestazioni, probabilmente coeve, le quali, fino al dopoguerra,
hanno avuto storie parallele: il mercato franco di Godega, a marzo e la
fiera di Sant’Urbano di Pianzano, a maggio. Entrambe queste manifestazioni
agricole nascono verso il mille quando, esauritesi le violente spallate
migratorie dei popoli orientali e nordici, riprende la vita nelle campagne
e si assiste ad una grande spinta economica e demografica di tutta la
nostra zona.

Le origini si perdono nelle nebbie storiografiche dell’alto medioevo,
quando realtà e leggenda si intersecavano e si intrecciavano in
vincoli complementari e inscindibili, tramandate di generazione in generazione
in forma orale e pittoresca. Infatti, la leggenda vuole che questa Fiera
sia nata al seguito delle orde barbariche che, entrando in Italia da Est,
ponevano i loro vasti accampamenti di “Jurte” in zone asciutte
e salubri, come il Campardo, ma nello stesso tempo vicine all’acqua
che sgorga copiosa poco più a sud, lungo la linea delle risorgive.
Ipotesi originata proprio dal toponimo di Godega, cioè “Villa
Gotica” che indica chiaramente un piccolo insediamento di Goti,
popolazione germanica che, sotto la guida di Alarico e poi Teodorico,
invase l’Italia nel V° secolo.
In quel periodo la nostra zona era inglobata nell’Agro Centuriato
Opitergino, avviato da Cesare per premiare Opitergium dell’aiuto
fornitogli in occasione della guerra civile contro Pompeo (49 a.C.): “Propter
quod Caesar ...in solacium Opiterginis vocationem militae dedit finisque
corum trecentis centuriis ampliavit” (Lucano). La centuriazione
consisteva nella suddivisione di un determinato territorio in un regolare
e preciso reticolo fatto di linee parallele e perpendicolari tra loro(cardi
e decumani) in modo da ottenere un geometrico disegno a scacchi. Ogni
casella di questa grande scacchiera misurava, di solito, 710 metri di
lato, e veniva assegnata per sorteggio o per merito ai veterani di guerra
quale premio di liquidazione del servizio svolto.
Proprio dai nomi di questi antichi legionari romani, stabilitisi in loco
con le loro famiglie, traggono origine i toponimi di molti nostri paesi.
I nomi con suffisso in “ -ano” vengono fatti risalire ai prenomi
della “gens” romana plebea assegnataria del lotto agricolo
da dissodare e coltivare entro il quale, poi, sarebbe sorto il primo insediamento
antropico. Così avremmo Bibano da Baebius, Pianzano da Plancius,
Anzano da Ancius e ancora Cordignano, Lutrano, Ogliano....termini prediali
quindi. E la “centuratio” tra Opitergium e castrum Accedum
(Ceneda) avrebbe avuto il suo “umbilicus eromae” proprio nel
“campus aridus”, ideale punto d’incontro e di conseguenza
anche luogo di culto e di baratto per gli sparpagliati coloni.
Così si desume essere stato nel nostro caso, se si pensa che l’Antica
Fiera di Godega è nata e si è sviluppata proprio qui, nel
baricentro fra le più importanti città del territorio.
Ma se questa è un’opinione opinabilissima, basata solo su
ipotesi e leggende popolari che travalicano le rigide regole imposte dal
metodo scientifico, sia nell’analisi dei fatti che nella ricerca
scrupolosa di dati comprovanti l’enunciato storico e tali da garantire
l’autenticità, ben altra considerazione meritano i documenti
scritti (i soli che contano) che trattano della fiera e ne fissano inequivocabilmente
la storia.
Tra il XIII° ed il XIV° sec., tutta la zona tra “Plavis
et Liquentia” fu oggetto di aspre contese tra le grandi Signorie
venete ed il Patriarcato di Aquileia. E non a caso nel Campardo, scelto
proprio per la sua centralità, nel 1331, sotto l’arbitrato
del vescovo di Ceneda, si ritrovarono le delegazioni opposte per stipulare
“Una schietta e cara vicinanza, fratellanza , amicitiia, società,
allianza et unione”. Da un lato i potenti Scaligeri, signori di
Verona e di mezzo Veneto, protettori dei da Camino, dei da Carrara, dei
dal Verme e del Potestà di Conegliano; dall’altro uno schieramento
non meno imponente: il Patriarca Pagano della Torre, spalleggiato dagli
imperiali tedeschi e dai feudatari friulani dei da Porcia, da Prata, da
Polcenigo....Accordo subito disatteso, naturalmente, in “primis”
dai bellicosi da Camino.
In questo contesto storico travagliato, troviamo il cenno più antico
sul mercato di Godega che porta la data del 1343, quando il potestà
di Treviso trasmette a Venezia i giorni solenni e di mercato delle città
e ville (paesi) dei territori appena inglobati dalla Serenissima alla
scomparsa dei da Camino. In altre note, poche invero, si legge che detto
mercato, che si teneva a marzo come oggi, si svolgeva “ab immemorabili”
e vi si davano “ per antica consuetudine feste da ballo e tripudj”.
Più prestigiosa e ricca di annotazioni storiche la vita della fiera
di Sant’Urbano. Documenti del ‘600 ci riconducono alle dispute
tra la famiglia friulana dei Del Ben “signori di Fossabiuba nonché
della Cortina e Castello di Bibano” con la famiglia dei da Camino.
Secondo questo manoscritto, il 25 maggio 1186 i due schieramenti si diedero
aspra battaglia nei pressi della” mutera” (mut = paleoveneto
- collinetta artificiale adibita al culto) non si sa con precisione, a
meno che non fosse quel rialzo di terra, spianato nel dopoguerra, situato
in via Stort, non molto distante dalla chiesetta di San Bartolomeo, uno
dei nuclei storici dell’antica Bibano. Questo epico scontro vide
la disfatta di Ghirardo da Camino, cosichè il vincitore, Bombello
Del Ben, determinò di “sollenizzar la festa di Sant’Urbano,
il giorno nel quale si era ottenuta la vittoria, che è il 25 maggio.
Che per segno di ciò si fè che continui la fiera di Sant’Urbano
al Campardo che è a due miglia in circa discosto a ponente da Fossabiuba
essendo ivi una chiesuola del titolo di quel Santo”.
Stando a questo documento, sulla cui autenticità permangono peraltro
dei dubbi, la fiera si terrebbe fin dal 1186 e avrebbe quindi ben 814
anni!
Ma non è certo questo che fa grande la Fiera di Godega, bensì
il ruolo determinante che essa ha via via ricoperto nello sviluppo socio-economico
dell’intero circondario, favorendo da sempre scambi commerciali,
contrattuali e tecnologici, ed entrando nel cuore e nelle consuetudini
della gente che la considera, e a ben ragione, un appuntamento a cui non
si può mancare, come auspicio per l’entrante nuova stagione
agricola.
Una manifestazione che ha visto sempre rivolta l’attenzione al futuro
per anticiparne lo sviluppo, in maniera particolare in questi ultimi anni
nei quali l’evoluzione tecnologica ha compiuto passi da gigante
rischiando di emarginare o sopprimere tutte le realtà locali, come
la nostra, ricche di tradizioni, ma, spesso, prive di risorse economiche
ed umane. Le risposte delle ultime Amministrazioni sono state la ricerca
di tecniche di allevamento non tradizionali prima e la tutela dell’ambiente
attraverso metodi di coltura e costruzione ecocompatibili poi, con proposte
tali da qualificare l’Antica Fiera di Godega come fiera all’avanguardia
nel settore.
Per informazioni:
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