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Le
tracce dei Paleoveneti nella caverna dei Collalto

L’antro che ha ospitato anche un ospedale
austroungarico sarà aperto al pubblico dal 26 luglio
Potrebbe avere origini paleovenete la caverna
che ospitava l’ospedale da campo austroungarico, scoperta sulle
colline che portano nel Bus dei Trevisi, località impervia tra
Colfosco e Sant’Anna. Nei giorni scorsi i volontari hanno reso più
accessibile la cavità, scavando nelle vicinanze dell’apertura
e scoprendo un ingresso molto più ampio di quello che si conosceva,
che era rimasto ostruito dalle frane, verificatesi nel corso dei decenni
dopo la prima guerra mondiale. Inoltre sono venute alla luce anche delle
lavorazione di taglio con scalpelli nella roccia, riconducibili ad epoche
antiche, forse anche paleovenete. Di questa eccezionale scoperta, il comitato
«Piave 2000» ha informato la Soprintendenza. Si sapeva della
collocazione dell’opera d’ingegneria militare grazie a vecchie
cartine militari, ma è grazie ad un gruppo di volontari di Susegana
e San Biagio, coordinati da Diotisalvi Perin, che si è riusciti
a riportare alla luce la cavità che aveva origini più antiche.
Essa è collocata a poca distanza dall’antico ponte romano
in località Mercatelli, che rappresentava l’antico tracciato
dell’Opitergium Tridentum, via romana che conduceva i pellegrini
da Trento ad Oderzo, transitando per Colfosco. La caverna è stata
utilizzata dalle popolazioni anche come rifugio durante la seconda guerra
mondiale, per sfuggire ai bombardamenti degli alleati. Dopo il recupero,
la caverna sarà resa visitabile dal pubblico, con l’inaugurazione
di domenica 26 luglio.
Articolo di Alessandro Viezzer per www.tribunatreviso.it
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