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Il
futuro del Turismo di Marca e' nei grandi eventi sportivi

Turismo d’affari
in calo: «Il futuro è nei grandi eventi sportivi»
Il tempo del turismo d’affari è agli sgoccioli. Ora la Marca
punta decisa sullo sport. Per la “provincia più sportiva
d’Italia” sembra essere questa una possibile risorsa e alternativa
alla crisi economica che ha avuto ripercussioni sul turismo d'affari.
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“Treviso
ha puntato per anni sul turismo del business e la congiuntura economica
negativa ha colpito anche noi – spiega Federico Capraro, presidente
di Albergatori Unascom – ora è il momento di eventi
e grandi rassegne sportive”.
“Il Club di prodotto di una vacanza attiva nella provincia
dello sport sta funzionando: durante le tappe del Giro d’Italia
dal 50 per cento siamo passati al 70 per cento di camere occupate.
E così per la Granfondo Pinarello e le qualificazioni ai
mondiali di Volley femminile – sono le occasioni snocciolate
da Capraro – . Bisogna mettere in rete le principali iniziative
in ambito sportivo e realizzare un mercato specifico”. |
Un’analisi
condivisa anche dal vicepresidente della Provincia, Floriano Zambon,
e dal presidente del Consorzio Marca Treviso, Gianni Garatti. “Il
turismo trevigiano si sta reinventando - spiegano ad una voce –
con offerte alternative con i Club di prodotto: con pacchetti per
il turista sportivo e la sua famiglia per tematizzare e specializzare
l’offerta delle imprese turistiche”. |
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La strada, quindi, pare tracciata. Dal 2007 è stato creato un Piano
di coordinamento turistico e in 7 mesi la Provincia ha organizzato il
road show e il truck nel distretto di Brandeburgo, sei eventi, tredici
fiere europee e un progetto regionale sul turismo golfistico.
Zambon: «I
vettori vere agenzie di viaggio che dobbiamo agganciare»
“L’aeroporto
è un’opportunità, e un hub della Ryanair potrebbe
esserlo ancora di più, ma la nostra vera sfida è il rapporto
tra il sistema turistico locale e le compagnie internazionali”.
Così il numero due della Provincia, Floriano Zambon, “I vettori
si stanno trasformando in vere e proprie agenzie di viaggio – spiega
l’assessore al Turismo – la sfida degli enti pubblici e degli
imprenditori è quella di non farsi tagliare fuori, anche per questo
l’Apt del “Canova” diventerà un centro di Informazioni
e accoglienza turistica”. L’obiettivo è quello di entrare
nelle proposte che le compagnie low-cost offrono ai turisti già
a partire dai primi contatti su Internet.
Il portale della Ryanair fa la parte del leone, ma non è il solo.
“Ci impegniamo anche sulle altre compagnie – puntualizza Marchi
– la Ryanair aveva insistito molto per arrivare in laguna, e senza
l’accordo tra Treviso e Venezia non si sarebbe creato il sistema
tra i due aeroporti giudicato come il migliore in Italia”.
Il futuro del "Canova"
Il presidente della Save in attesa della concessione quarantennale:
«Il traguardo è vicino»
La Save si prepara a gestire l’aeroporto “Antonio Canova”
per i prossimi quarant’anni. Entro dicembre, infatti, verrà
rinnovata alla società presieduta da Enrico Marchi la concessione
per lo scalo trevigiano, in scadenza nel 2012, che per la prima volta
avrà durata quarantennale e che, quindi, rimarrà valida
sino all’inizio del 2050.
Più che un impegno a lungo termine sembra un vero e proprio matrimonio
che porterà in dote 120 milioni del Piano della Save per l’ammodernamento
dell’aeroporto e una forte accelerata per la creazione del nuovo
hub targato Ryanair.
La scadenza è data direttamente da Marchi, alla guida della società
che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso. “Siamo in dirittura
d’arrivo – rivela il numero uno della Save – stiamo
discutendo con l’Enac, ma entro fine anno arriveremo alla chiusura”.
E sembra che anche a Ca’ Sugana intendano chiudere la partita.
Le novità che si profilano all’orizzonte sono due. Da una
parte i 120 milioni consentirebbero di cambiare volto all’aeroporto
attraverso un Piano che porterebbe lungo la Noalese una nuova logistica,
hotel, ristoranti e centro congressi; dall’altro una base Ryanair,
con sei velivoli, farebbe schizzare alle stelle il numero di voli sul
“Canova” e di visitatori in transito a Treviso, con ottime
prospettive per il turismo locale. "L’obiettivo è di
arrivare a 3 milioni di passeggeri all’anno”, ipotizza Gobbo.
“Sono numeri raggiungibili" conferma Marchi, che però
predica cautela.
L’importante è che Treviso non rappresenti solo la pista
di servizio di Venezia per chi giunge in Veneto da mezza Europa grazie
ai voli low-cost.
Negli ultimi otto anni il volume del traffico dell'areoporto è
aumentato di sei volte, passando da 281 mila a 1,7 milioni di passeggeri.
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