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Spettacoli, gastronomia e arte tra i vigneti.

IL 28 GIUGNO RITORNA CANEVANDO

 

articolo collegato: Canevando 2010 - domenica 27 giugno

 

Spettacoli, gastronomia e arte tra i vigneti.


IL 28 GIUGNO RITORNA CANEVANDO

VIGNARTE E MUSICA ASPETTANDO CANEVANDO 2009

 

A San Pietro di Barbozza

24 cantine si preparano all’undicesima edizione di Canevando

Il 28 Giugno tornerà puntuale l’appuntamento con il tour estivo più celebre del trevigiano: Canevando. Un appuntamento che da undici anni raccoglie centinaia di persone nella piccola piazza di San Pietro di Barbozza (Valdobbiadene-TV), che si danno appuntamento per una passeggiata enogastronomica al gusto di Valdobbiadene Prosecco e Cartizze Doc. Quest’anno per animare anche i giorni precedenti all’evento, la Pro Loco di San Pietro di Barbozza ha deciso di offrire due serate particolari: “Il 26 Giugno - spiega il Presidente della Pro Loco, Isidoro Rebuli - dalle ore 20.00 la terrazza della sala polifunzionale di San Pietro sarà trasformata in una speciale “altana lagunare” dove verrà preparata una gustosa frittura di pesce sulle note della musica di Mariagrazia. Sabato 27 - prosegue Isidoro Rebuli - spazio invece all’arte con l’inaugurazione, alle ore 17.00, della mostra “VignArte”, un concorso di scultura davvero singolare: ad essere scolpiti sono infatti i pali di castagno che si trovano in testa ai filari e che diventano così vere e proprie opere d’arte in un museo a cielo aperto: figure umane, leggendari abitanti delle colline, fiori e animali prenderanno vita nel legno, grazie alla frizzante fantasia dei 6 Vitiscultori che quest’anno hanno sviluppato il tema del mitico folletto “Matharol”. La serata proseguirà con “Pizza in Piazza” in onore del 120 compleanno del piatto italiano più amato e conosciuto al mondo, la pizza. LA festa sarà accompagnata dalla musica anni 60/70 dell’apprezzato gruppo veneto Magical Mystery Tour. Il 28 Giugno a farsi spazio tra i vigneti saranno invece i 4 percorsi di Canevando, quest’anno sono 24 le cantine che apriranno la porta della loro “Caneva” a quanti si stanno iscrivendo alla manifestazione. Un tour che con questa undicesima edizione promette di realizzare un nuovo importante successo di pubblico: a più di 2 settimane dall’evento si registrano già quasi 600 iscritti.

Per saperne di piu':

Canevando è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Doc e della gastronomia locale.

Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le "caneve" in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco e il Cartizze D.O.C. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici.

Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda in tre percorsi di circa 10 Km ciascuno, attraverso le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 20 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari.

Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale "pignatel" (pentolino). Verranno formati gruppi di 20 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei 3 percorsi con visita a circa 10 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un'occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.

La partenza è alle ore 8.00 il rientro previsto per le ore 16.00.

Si consigliano buone scarpe da trekking, abbigliamento leggero e a strati, k-way, copricapo, crema solare.

 

PASSEGGIATA ALLA SCOPERTA DI 24 CANTINE E 15 RISTORANTI DEI COLLI TREVIGIANI

NOVITA’: IL GELATO AL “VIN DEL PRETE”

IL 28 GIUGNO TORNA CANEVANDO:

4 PERCORSI TRA VIGNETI E CANTINE

Ospite dell’11^ edizione il nuotatore Federico Colbertaldo, bronzo ai mondiali di Melbourne

E’ tutto pronto per l’11^ edizione di Canevando, la passeggiata enogastronomica che avrà luogo il 28 Giugno prossimo sulle colline di Valdobbiadene. Ad organizzare l’evento saranno, come ogni anno i volontari della Pro Loco di San Pietro di Barbozza che quest’anno hanno deciso d’introdurre un’interessante novità. “Sarà il Vin del Prete a caratterizzare questa edizione. – spiega Isidoro Rebuli Presidente della Pro Loco – Da quest’anno abbiamo ripreso con orgoglio un’antica tradizione delle nostre terre, in occasione della 39^ Mostra del Cartizze e Valdobbidene Doc abbiamo presentato la bottiglia di questo vino passito che affonda le radici nella tradizione popolare. Quando gli oltre 600 iscritti a questa edizione di Canevando torneranno dalla visita alle 24 cantine inserite nei 4 percorsi proposti, troveranno ad attenderli in piazza il fresco gelato preparato con questo particolarissimo vino dolce, il ‘Vin del Prete’ appunto.” Quanti parteciperanno a questa singolare passeggiata enogastronomica potranno scoprire lungo il loro percorso 6 cantine che oltre ad offrire i propri vini presenteranno anche piatti tipici realizzati grazie alla collaborazione di 15 rinomati ristoranti della zona e potranno assaggiare tanti prodotti locali offerti da: il Consorzio Formaggi Malga Monte Cesen, l’Associazione Produttori Olivicoli Trevigiani e l’Associazione Apicoltori del Grappa. “La passeggiata – prosegue Isidoro Rebuli - inizierà alle 09.00 con il raduno di tutti gli iscritti e la divisione dei gruppi. Quest’anno tra i partecipanti avremo l’onore di ospitare anche il bronzo negli 800 m ai mondiali di nuoto a Melbourne, Federico Colbertaldo, che per l’occasione ha messo da parte i numerosi impegni agonistici per tornare nella sua terra natale. E il fondista Maurilio De Zolt che vanta due ori ai mondiali del 1987 e alle olimpiadi del 1994.”

Ogni comitiva avrà a disposizione una guida che la aiuterà ad immergersi nel paesaggio e nella storia di queste colline; quest’anno inoltre ci sarà anche la neonata mostra VignArte, curata dall’Architetto Davide Bigatello: un’opportunità unica per conoscere i miti e le leggende locali attraverso la scultura e per ridisegnare il territorio e il suo ruolo oltre la vocazione produttiva.

“Anche quest’anno – conclude Isidoro Rebuli - abbiamo il pieno d’adesioni e abbiamo suscitato molto interesse anche all’estero: da Londra per il 4 anno consecutivo ci raggiungerà una comitiva d’amici che viene nel Veneto sempre in occasione di Canevando. Accanto a loro tra gli iscritti ci sono anche turisti belgi, svizzeri, austriaci, tedeschi e statunitensi. Non sono da meno i numeri delle “gite fuori porta” dei turisti italiani che provengono da Ascoli Piceno, Matera, Roma e dalle vicine regioni di Piemonte e Lombardia. Segno tangibile che la manifestazione seppur al suo undicesimo anno, suscita molto interesse, grazie alla capacità di rinnovamento ed alla proposta di momenti curiosi o interessanti creati per attrarre anche il pubblico meno avvezzo all’enoturismo.”

Cantine aderenti:

Agostinetto Valter, Cà dei Zago, Cà Salina, Canevel Spumanti, Colesel, Dal Fabbro Ado, Follador Roberto, Gallina Paolo, Geronazzo Guglielmo, Geronazzo Renzo, Geronazzo Roberto, La Vecchia Cantina, Le Bertole, Le Colture, Mora Marco, Rebuli Michele, Rebuli Renzo, Riva de Milan, Rive Longhe, Tanorè, Val Longa, Vedova, Salumi de Stefani.

Ristoranti e pasticcerie aderenti:

Ristorante Bocca di Serra, Agriturismo Riva de Milan, Locanda al Campanile, Locanda Caravaggio, Ristoro Fos de Marai, Pasticceria Mariarosa, Pasticceria Villa Cedri, Ristorante Caldart, Ristorante Alberini, Agr. Vigneto Vecio, Salumi De Stefani, Ristorante Autoctono, Ristorante Dussin, Agriturismo Vedova, Ristorante la Torre, Trattoria Cima, Trattoria da Ugo, Pasticceria Baratto, Consorzi, Cooperativa Pescatori, Pro Loco.

 

Vin Del Prete di San Pietro di Barbozza

La tradizione vuole che i forti rintocchi delle campane possano spazzar via le nuvole troppo minacciose e risparmiare i campi dal flagello della grandine. Anche a San Pietro di Barbozza questa credenza era radicata della cultura contadina, ma era necessario assoldare un campanaro che all’occorrenza fosse pronto ad offrire suo servizio. Per questo i parrocchiani decisero raccogliere i fondi necessari attraverso una questua dell’uva durante la vendemmia, che sarebbe servita appunto a stipendiare il campanaro.

Oggi la tradizione viene mantenuta, sia per devozione che per orgoglio, e ad ogni vendemmia tutti i viticoltori di San Pietro di Barbozza sono tenuti a conferire almeno una cassetta delle migliori uve del proprio vigneto alla Parrocchia. Da queste uve si ricava un passito di Prosecco in purezza che viene usato durante la Santa Messa.

Il processo di produzione è complesso e soggetto a molti rischi e variabili che ne possono compromettere la buona riuscita. Innanzi tutto le uve devo essere mature al punto giusto, con un buon grado zuccherino e acini perfettamente integri per evitare la formazione di muffe o marciume. Una volta selezionati, i grappoli vengono appesi ad essiccare nella sala di appassimento allestita sulla soffitta della canonica, in un ambiente buio e ben arieggiato. Qui l’uva perde lentamente la componente acquosa lasciando concentrati zuccheri e aromi. Prima della Pasqua l’uva viene finalmente pigiata e si ottiene la base per il Vin Santo, che prende appunto il suo nome dalla Settimana Santa. Il mosto viene poi messo a fermentare e successivamente ad affinare in piccole botti di legno per un tempo minimo di un anno. Il vino ottenuto è un vino dolce, con un grado alcolico che si aggira attorno ai 15°%, forti sentori di nocciola e albicocca secca, ma che mantiene una sorprendente acidità e freschezza tipiche delle uve Prosecco, risultando molto piacevole al palato di tutti.

Una volta imbottigliato il Vin del Prete può essere bevuto subito oppure lasciato in bottiglia anche per molti anni, per essere stappato nelle grandi occasioni.
Secondo la tradizione va bevuto come ricostituente il mattino, veniva infatti dato agli ammalati e ai deboli. Oggi si preferisce gustarlo come vino da meditazione o da dessert, con pasticceria secca o formaggi stagionati.

 

Anello della Scultura

Questo progetto di prefigge di dare inizio ad un dialogo tra territorio e arte, tra attività produttiva agricola e attività artistica, tutto avrà inizio con le prime sculture, posizionate tra i filari del "prosecco", opere che dovranno nascere da un umile palo di castagno posto come supporto di testa di ogni filare. Ogni artista dovrà dare una sua interpretazione al tema che ogni anno verrà proposto, con il procedere della manifestazione saranno definiti dei percorsi tematici che andranno a coprire l'intero territorio vitivinicolo, che lentamente assumerà una importante funzione divulgativa e culturale. Questo progetto nasce come "progetto pilota" connesso ad un progetto più ampio denominato "anello del prosecco". Qui sotto sono indicate le dimensioni di massima del palo di testa in castagno con stagionato. Ogni scultura verrà dotata di
una targa di riconoscimento che sarà usata come "marca" indicata in una cartina Percorso su google Map, verrà infatti inserito ogni percorso sul sistema di mappe personalizzabili di Google Map. Ci sarà anche un Percorso 3D su google Earth per una più coinvolgente partecipazione del pubblico anche se non presente fisicamente nel territorio.

 

Tema simposio 2009: “El matharol”

El Matharol è la più popolare creatura dell'immaginario contadino del trevigiano, conosciuto anche con i nomi di massariòl , marsiòl, salvanèl e sanguanèl.
Secondo la località è rappresentato come una specie di folletto vestito, dalla testa ai piedi, di rosso che compie burle e dispetti sia agli uomini sia agli animali.
Ad incontrarla di notte questa creatura è così dispettosa da far smarrire il malcapitato viandante per tutta la nottata medesima e la stessa cosa accade se si abbia la sfortuna di posare il piede nella peca del mazarol, l'impronta che lascia nel terreno.
Lo si può trovare lungo i corsi d'acqua, vicino le siepi o campi coltivati, dentro boschetti o grotte, nelle stalle o nelle malghe, in cima agli alberi o nei quadrivi.
La sua dote più temibile è la capacità di trasformarsi e imitare qualsiasi cosa o suono, da un ragazzo vispo ad un vecchio irsuto; diventa un bambino piangente per farsi consolare da una donna che poi importuna. Entra di notte nelle stalle per annodare la coda e i crini dei cavalli, intrecciandovi fiori e nastri. Tali grovigli sono inestricabili e solo la benedizione del prete può scioglierli senza far morire gli animali.
Scherzi più comuni sono la sottrazione di qualche oggetto, il lancio di sassi, l'incendio dei pagliai, l'emissione di suoni, fischi, scoppi, risate, scrosci d'acqua e versi d'animali.
L'elfo nostrano si diverte a comparire e a sparire all'improvviso davanti ai viandanti, notturni e non, ma la vera passione del folletto sono le donne. Le preferisce rosse di capelli, le bacia e le pizzica a tradimento; le spruzza d'acqua e le fa danzare in modo vorticoso fino a farle cadere a terra stordite e non ricordano più niente, questo succede anche a quelle che riesce ad attirare nella sua tana. Lo gnomo rosso, se preso per il verso giusto, può essere anche molto simpatico e servizievole: tiene il lume acceso davanti ai carrettieri addormentati
perché i buoi non finiscano fuori strada, munge le mucche ai contadini stremati dalla fatica, fa funzionare il mulino anche di notte per terminare la macina del grano in tempo, ma non vuole essere visto all'opera pena la sparizione di ogni beneficio.
Una vecchia credenza attribuisce al massariol il merito di aver insegnato ai contadini la trasformazione dell'uva in vino e del latte in formaggio e ricotta per la quale sarebbe stato ricompensato con un nuovo vestitino rosso.
Il suo mito deve essere ricercato nella tradizione silvestre, da qui la superstizione secondo la quale, abbattendo un albero in cui dimora il folletto, questo si uccide affogandosi, e anche nei vari dipinti sull'argomento lo presentano come un custode della fauna.
Con questa breve descrizione sul tema del 2009 l'artista potrà dare sfogo alla propria immaginazione e personalità, scolpendo ciò che la leggenda suscità e suggerisce.


Artisti che hanno partecipato alla maifestazione:

Alessandro pavone http://www.alessandropavone.it/ALESSANDRO_PAVONE_scultore.html
Alessandro Battistin noto artista veneziano attivo dal 1963
Stefano Cattai http://www.stefanocattai.it/biografia.php?idgruppo=1
Nico Colle http://www.nicocolle.it/
Flavio Favaro http://www.scultura.org/Members/flavio--favaro
Paolo Moro http://www.paolomoro.it/

Per maggiori informazioni:

Pro Loco San Pietro di Barbozza
www.sanpietrodibarbozza.it














 





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