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Artigianato Vivo
Cison di Valmarino dal 7 al 16 agosto 2009

XXIX RASSEGNA Artigianato
Vivo®
Cison di Valmarino
da Venerdi 7 al 16 agosto 2009
articolo collegato:
XXX
RASSEGNA Artigianato Vivo Cison di Valmarino
dal 6 al 15 agosto 2010
Venerdi 7 agosto, prende il via la XXIX
edizione della mostra Artigianato Vivo, rassegna estiva che trasforma
i borghi storici di Cison di Valmarino in piccole botteghe artigiane dove
si mescolano ingegno, abilità manuale, innovazione e tradizione.
Un appuntamento, quello ferragostano di Cison, ricco di eventi e manifestazioni,
che propone, ogni giorno, fino alla serata conclusiva di domenica 16 agosto,
un programma fitto di impegni e intrattenimenti, con proposte culturali,
mostre temporanee, manifestazioni musicali e canore, spettacoli per bambini,
burattini, marionette e cantastorie, e improvvisazioni di artisti di strada.
L’inaugurazione ufficiale si tiene alle ore 18.00, presso la Sala
Consigliare del Municipio di Cison di Valmarino, alla presenza dalle Autorità
Cittadine, Provinciali, Regionali, Nazionali e dal Direttivo della Pro-Loco.
La serata inaugurale prevede, tra l’altro, l’esibizione della
Banda Musicale di Cison, che accompagnerà con buona musica i visitatori
per le vie del paese.
Seguirà l’apertura degli stand espositivi dei maestri artigiani
(il cui numero supera le 180 unità), dei laboratori artigianali,
accessibili agli adulti, bambini e ai diversamenti abili, nei borghi più
caratteristici di Cison di Valmarino, e dei punti ristoro (aperti tutte
le sere) dislocati lungo il percorso, che quest’anno è stato
leggermente ampliato, aggiungendo nuovi scorci del borgo storico.
Presso il Museo della Civiltà Contadina e dell’Artigianato,
inaugurazione della personale di Rampung Jaisam, artista di fama internazionale,
finalista del premio Cairo 2008 – Ed. Mondadori, che presenta la
sua mostra di pittura “KOH THAI. I mille colori del bianco e nero.
L’arte del ritratto nel Siam di oggi”.
Presso la Loggia, “Museo della radio d’epoca”, collezione
donata da Rino Venezian. Sempre presso la Loggia, inaugurazione dell’esposizione
“Il Futuro nelle macchine di Leonardo”, a cura del prof. Girolamo
Covolan, che presenterà applicazioni e modelli funzionanti di macchine
ispirate dai disegni e progetti del più noto artista-scienziato
italiano nel mondo.
Inoltre, tutti i giorni sarà possibile visitare la “Taberna
Libraria”, bancarella del libro raro di storia locale e letteratura.
All’Ex-Latteria, consueto appuntamento con “sulle vie dell’acqua”
coll’associazione “Mazarol” e apertura della bancarella
del libro “Al Mazarol”, con la sezione “I libri non
si gettano mai”, evento di solidarietà per il Burkina Faso
a cura dell’associazione Enzo Missoni Onlus.
In serata, in piazza Roma, va di scena l’orchestra spettacolo “Cadillac”,
che trascinerà il pubblico in una bellissima serata danzante. Presso
le Case Marian, rhythm n’blues & Ska con il coinvolgente ritmo
dei Peter Roastbeef and The Trippers, mentre all’Oasi San Francesco
è di scena il pop con i Red Light, e un vasto repertorio musicale
di Sting e dei Police. Infine, all’Ex-Latteria, spettacolo musicale
dei Mind Beyond Lakota Circle.
Tra gli appuntamenti da non perdere, lunedi
10 agosto, all’interno delle celebrazioni per il centenario del
Giro d’Italia, “Intervista sotto le stelle" con campioni
di ieri e di oggi del ciclismo e martedi 11 agosto con l’esibizione
dal vivo di Enrico Nordio, da X-Factor 2009 a stella emergente del panorama
musicale italiano.
Per saperne di piu':
Artigianato Vivo è un percorso alla scoperta degli antichi saperi
e mestieri manuali che si sviluppa lungo le vie del centro storico del
paese, offrendo ai visitatori suggestivi scorci e immagini quotidiane
di vita paesana.
La rassegna è nata nel lontano 1980 per mantenere viva quella tradizione
artigiana che è tuttora un vanto per le nostre terre.
Ogni anno il percorso si snoda tra borgate, corti e piazze. Toccando i
punti più affascinanti e caratteristici del paese si potranno trovare
mastri artigiani anche di livello internazionale e laboratori accessibili
ad adulti e bambini.
Il fascino della mostra Artigianato Vivo risiede nel connubio che si viene
a creare tra diverse Maestranze e specializzazioni, nella mescolanza di
diversi saperi, di diverse tradizioni, di parlate e dialetti italiani
intrecciati tra loro, nel passare dalla sapiente lavorazione di materiali
quotidiani, come la carta, il sapone e i tessuti, alla realizzazione di
manufatti con materiali pregiati, come le pietre preziose e l'oro.

Introduzione ad Artigianato Vivo ®
ARTIGIANATO VIVO COME ARTE TOTALE Il motto
di Gropius del 1919 alla Bauhaus tedesca di Weimar: "Architetti,
scultori, pittori dobbiamo tutti tornare all'artigianato" non era
solo un programma di insegnamento: era la ferma certezza che bisognasse
diventare degli "uomini totali", ossia capaci di essere allo
stesso tempo operai, artigiani e perfino creatori pur di saper affrontare
le sollecitazioni imposte dalla nuova era tecnologica.
Di fronte alla deprecabile alienazione dell'uomo dalla natura causata
dalla crescita dell'industrialismo, con la conseguente feticizzazione
delle merci, del denaro e delle persone, l'homo economicus si era messo
alla ricerca di una nuova idea di artisticità in base alla quale,
superato il vecchio dualismo tra arte e tecnologia, l'arte si identificasse
con la vita stessa, attraverso tutto ciò quindi che essa può
portare alla conoscenza e trasformazione del nostro vivere quotidiano.
In altri termini, dal concetto di "oggetto bello", come puro
fatto estetico, si era passati a quello di "oggetto vero", in
funzione dell'uso quotidiano che se ne fa; approfondendone poi il significato,
si è pervenuti ad un nuovo approccio conoscitivo per cui esso,
scaturendo dall'interno di una società in movimento, viene percepito
e comunicato nei secoli come espressione di civiltà: tutti gli
oggetti prodotti dall'uomo quindi sono i "segni" della nostra
storia e in quanto tali, al di là di ogni giudizio di graduatoria
in relazione alla loro importanza od originalità, hanno quantomeno
il diritto di essere riscoperti e valorizzati come documento storico.
La Rassegna "Artigianato vivo" di Cison di Valmarino è
il "segno" più recente della storia di questo centro
pedemontano dell'Alta Marca Trevigiana; sicuramente anche il più
esaltante perché originato dalla sapienza creativa delle generazioni
passate che, di parola in parola, di scritto in scritto, di gesto in gesto
viene tramandata a quella presente: una cultura viva e vitale che qui
vanta una illustre tradizione.
Le testimonianze più appariscenti di tale civiltà millenaria
sono davanti agli occhi di tutti, impressi nel paesaggio nel corso dei
secoli quali contrassegni inconfondibili ed ora proposti come valori irrinunciabili
al turista moderno culturalmente avvertito, che li cerca e di cui ha tanto
bisogno.
Già i resti murari ed i numerosi reperti rinvenuti nell'insediamento
fortificato tardo romano del Monte Castellazzo a nord di Cison, a ridosso
delle Prealpi Bellunesi e lungo l'importante diramazione militare della
Claudia Augusta Altinate, testimoniano di una antica cultura popolare
di estrazione silvo-pastorale basata su un rapporto equilibrato tra uomo
ed animale, tra uomo e bosco, che si manifestava con quotidiani "gesti
di cura": trattare le bestie, lavorare il latte, tagliare il fieno
e gli alberi, mettere le trappole per gli animali selvatici e nocivi.
Dopo il Mille, i Da Camino costruiscono una nuova fortificazione su uno
sperone di roccia "in costa" per controllare meglio l'intera
Valmarena; i Brandolini nel Cinquecento, e poi nel Settecento, la tramutano
da austero organismo difensivo in elegante dimora signorile, caratterizzata
da una bella facciata scandita da bifore e trifore a doppio ordine, con
un teatro all'interno ed un parco ricavato negli spalti per i sollazzi
e i piaceri di dame e gentiluomini.
Tra Sei e Settecento Cison di Valmarino, capoluogo politico della Contea,
registra un consistente sviluppo edilizio che lo fa diventare centro importante
della Vallata, con austeri palazzi che si affacciano sulle piazze e rustiche
abitazioni lungo i vicoli selciati che si aprono sulle corti, tra suggestivi
portici e poggioli di pietra o legno.
Le chiese campestri di S. Daniele, S. Silvestro, S. Felice e S. Lucia,
ricordate ancora nella visita pastorale del vescovo Trevisan del 23 aprile
1475 vengono ristrutturate; l'arcipretale di S. Maria Assunta viene pressoché
interamente ricostruita, diventando un "unicum" dal punto di
vista iconografico e decorativo non solo per i marmi preziosi, gli stucchi
policromi e le statue che la ornano, ma soprattutto per il notevole ciclo
di dipinti che custodisce.
Come ha scritto l'abate Bernardi nel 1851, è cosa onorevole e cara
che, tranne poche eccezioni (il monumento funebre di Guido VIII Brandolini,
notevole complesso scultoreo del Baratta, la splendida pala del Fontebasso
nella cappella di San Giuseppe e l'imponente altare maggiore del Marchiori,
allievo del Brustolon), sieno di Cison propriamente o della vallata coloro
che operarono nell'erezione e l'adornamento di essa (Paolo Gremsl - fratello
del noto pittore Mathias alla corte dei Brandolini - l'architetto, Egidio
Dall'Oglio, allievo del Piazzetta, il pittore che ha eseguito un sì
ragguardevole ciclo di affreschi e pale d'altare, Marco Casagrande di
Campea di Miane, allievo del Canova, l'autore delle statue di entrambe
facciate, oltre ai due grandi angeli sulla balaustra del coro, ed Antonio
Bianchi di Follina, che ha scolpito nel marmo i due angeli ai lati del
tabernacolo).
Tale sviluppo dal punto di vista urbanistico continua anche nell'Ottocento,
favorito dalla attività molitoria lungo la valle del Rujo, riscoperta
in questi ultimi decenni attraverso dei percorsi attrezzati, noti anche
come "sentieri della memoria", motivati da ragioni turistiche,
che però tengono in grande considerazione le finalità culturali
e didattiche ad essi collegate.
In quest'ottica di continuità tra passato e presente, grazie agli
aiuti comunitari, ma soprattutto al lodevole impegno delle associazioni
che si sono fatte carico delle problematiche della tutela, salvaguardia
e valorizzazione ragionata di Cison e della Vallata, si può ben
dire che "Artigianato Vivo", come grande laboratorio-officina
permanente, ha sostituito le astratte categorie storiche, artistiche e
demoetnoantropologiche con la "pulsante vivezza della storia".
Giorgio Mies
Il percorso di Artigianato Vivo ®

Unica nel suo genere in tutta la provincia:
Mestieri Vecchi e Nuovi arte, musica, teatro...
In questo periodo Cison di Valmarino si trasforma in uno scenario unico
e caratteristico, nelle cui piazze, strade, cortili e borghi si esibiscono
gli abili artigiani, mettendo in mostra tecniche e modalità di
lavoro, in un'atmosfera allegra e piena di vita.
Così Cison di Valmarino torna ad invitarci alla sua Rassegna Artigianato
Vivo. Un invito ad ammirare prima di tutto. Ad ammirare il paese, in questa
sua aggregazione ordinata e severa, spontanea e razionale insieme, di
case e viuzze e piazzette, lungo la vena aorta del Rujo…
Ad ammirare per le strade, nelle piazze, sotto i portegli, nei cortivi,
le cento forme in cui l'arte di oggi, sulle tracce dell'arte di ieri,
sa farsi spettacolo: di suoni, di canti, di gesti, di parole, o anche
solo di perizia creativa, onde mani inventano gli oggetti di cui gli uomini
si servono per il loro vivere quotidiano…
La strada e il paese come metafore e come documenti di storia. La strada
come metafora del vivere; il paese metafora del vivere civile; l'una e
l'altro documenti della storia dell'uomo e, nelle forme che oggi possiedono,
delle ragioni e dei modi della crescita e dello sviluppo della società
che fa capo ai tempi in cui viviamo.
La Mostra Artigianato Vivo ha sede l'intero paese di Cison di Valmarino,
distendendosi lungo una catena di strade, dove gli artigiani propongono
i mirabili prodotti della loro arte.
Una catena, cioè un insieme di percorsi coordinati per raggiungere
la meta comune. Che è l'impostazione corretta della stessa metafora:
anche la vita, come la strada, e' segmento, che ha bisogno degli altri
segmenti - quelli che vengono (dal passato) e quelli che vanno (verso
il futuro) - per condurre a destinazione.
Tratta da Il paese, le strade di Aldo Toffoli
Per maggiori informazioni
:
Pro Loco Cison di Valmarino
Tel. e fax 0438.975774
http://www.artigianatovivo.it
email prolococison@artigianatovivo.it
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