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L’Unesco pronto a stappare Prosecco


Il Consorzio freme per la candidatura a patrimonio dell’umanità e ricevere i sigilli della Docg

È tempo di grandi innovazioni per le colline di Conegliano e Valdobbiadene che presto vedranno trasformarsi la doc prosecco in docg (che si chiamerà Conegliano Valdobbiadene – Prosecco Superiore) con la riserva del nome, percorso ormai in dirittura d’arrivo, e concretizzarsi la candidatura a patrimonio dell’Unesco. Il prosecco sarà annoverato nell’olimpo dei vini italiani ed il territorio che lo produce tra gli 800 siti al mondo (43 italiani, nessuno per la viticoltura) tutelati come patrimonio dell’umanità. Una sfida che il Consorzio per la tutela del prosecco di Conegliano-Valdobbiadene è pronto a portare a termine, facendosi carico del quanto mai impegnativo lavoro di concertazione tra i tanti soggetti coinvolti. Una sfida alla quale sono pronti anche i produttori? «Direi proprio di sì, in termini produttivi le regole che abbiamo non vengono toccate per nulla – spiega Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio – Le 166 maison produttrici dovranno soltanto attrezzarsi ad apporre il sigillo di Stato, la numerazione delle bottiglie, adeguamento che richiederà qualche mese». Quali saranno allora i cambiamenti per il territorio? «Sia per quanto riguarda il passaggio a denominazione controllata e garantita che per la candidatura all’Unesco cambia tutto ma nella continuità – spiega Vettorello – per il vino è andare al massimo livello di tutela e di garanzia verso i consumatori. Cambia tutto per il paesaggio perché non sarà più solo fatto e conservato per noi e non cambia quasi nulla perché nei secoli è rimasto, pur nella sua evoluzione costante, uguale a se stesso. È un cambiamento più di punto di vista, di osservazione». Per i suoi primi quarant’anni doc, il prosecco pensa dunque al futuro, forte dei numeri in costante ascesa che stanno dalla sua parte con 57.434.000 bottiglie prodotte nel 2008 ed un volume d’affari di 370 milioni di euro. 15 i comuni del distretto doc che sono dunque coinvolti nel progetto di candidatura Unesco, affidato all’architetto Leopoldo Saccon e che verrà presentato a fine maggio. Ieri, in occasione della rassegna Vino in Villa, Saccon ha presentato un’anticipazione delle motivazioni che sostengono la candidatura, alla presenza di Marie Paule Roudil, responsabile dell’ufficio Unesco di Venezia, la quale ha sottolineato l’importanza di avere l’adesione delle autorità e della popolazione locali per poter mantenere il riconoscimento mondiale. Aziende, enti locali, popolazione, tutti pronti a prendersi cura di un patrimonio dell’Umanità? «Dai colloqui avuti finora, produttori e amministratori locali si sono dimostrati sensibili e stimolati – afferma il direttore del Consorzio – Non si tratta di inserire nuovi vincoli paesaggistici, ma di creare un gruppo di gestione di questo patrimonio; si potrà finalmente discutere di ciò che si può fare e certe norme che oggi limitano fortemente potranno addirittura essere alleggerite».


Articolo di Elisa Giraud per www.gazzettino.it

articolo collegato : Vino in villa 2009


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