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I produttori brindano: ora il Prosecco è "superiore"
È ufficiale: la doc
prosecco di Conegliano Valdobbiadene diventa docg, denominazione di origine
controllata e garantita, e prende il nome ‘Conegliano Valdobbiadene
Prosecco Superiore’ già dalla prossima vendemmia. Terminato
l’iter, a breve la pubblicazione del decreto ministeriale. Una svolta
per il territorio e per i produttori che con la riserva del nome si sono
assicurati l’esclusiva di uno dei vini più imitai al mondo,
visto il successo ottenuto (nel 2008, un giro d’affari di 370 milioni
di euro). In primo piano, dunque, i produttori hanno voluto il territorio
ma, per ora, potrà essere indicata la parola prosecco con l’aggettivazione
‘superiore’.
Secondo il nuovo disciplinare
è doc il prosecco prodotto in nove province tra Veneto e Friuli:
oltre a Treviso che ne produce il 98% del totale, Padova, Vicenza, Venezia
e Belluno; inoltre Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone; visto che il disciplinare
è frutto di un accordo con la regione Friuli. «In questa
nuova situazione, il rischio per il prosecco era l’assenza di regole
chiare, in grado di garantire un livello minimo di qualità ed il
moltiplicarsi dei fenomeni speculativi – prosegue Adami -. Il caso
di una lattina dorata che portava il nome prosecco svilendo il prodotto,
ha dimostrato la necessità di mettere fine a questa confusione».
D’altronde «in epoca di globalizzazione è il recupero
dell’identità a fare la differenza – ha detto Alberto
Camerotto, docente di Ca’ Foscari – Il prosecco è un
prodotto culturale, come dimostra anche la candidatura del territorio
a patrimonio Unesco». |
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