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Treviso culla del business dell’arte


La sfida di Linea d’Ombra raccolta ora da Artematica di Andrea Brunello, ormai lanciata in tutta l’alta Italia . L’imprenditore subentra a Goldin a Brescia. La Regione Veneto pronta a entrare in società


È come una gioiosa macchina da guerra. Partita da Treviso e da una piccola mostra dedicata all’Ottocento veneto per arrivare a conquistare in soli cinque anni il moderno mercato dell’arte e quello legato alle grandi mostre. La trevigiana Artematica ha messo piede in tutto il Nord Italia, un pezzetto alla volta, passo dopo passo, organizzando esposizioni d’arte ed eventi importanti non solo in Veneto, ma anche a Milano, Trieste e Gorizia. E adesso la società, nata dall'intuizione imprenditoriale applicata alla cultura di Andrea Brunello, laureatosi in economia a Boston e figlio di un antiquario, è pronta per misurarsi con Brescia, una piazza che è stata appannaggio per un quadriennio di un altro trevigiano, quel Marco Goldin che ha esordito proprio dalla Marca per approdare in seguito alla città del tondino. Il metaforico passaggio di consegne tra i due illustri trevigiani che hanno fatto dell’arte un terreno di confronto, oltre che di scontro, avverrà in autunno.


È prevista in quel periodo l’inaugurazione targata Artematica di una rassegna dedicata al Perù e alle civiltà precolombiane, in grado di offrire un esauriente spaccato di tremila anni di storia, dal IX secolo a.C. fino al XVI d.C., quando l’impero Inca era ormai caduto sotto i colpi della conquista spagnola. In mostra, nella bresciana Santa Giulia, reperti che provengono, tra gli altri, dal museo Bruning di Lambayeque a nord del Perù, dal museo Larco di Lima oltre che da altri cinque importantissime sedi museali peruviane. Raccontano le origini degll’impero Inca e il mitico Oro del Perù, dalla tecnica di lavorazione adottata dalle popolazioni preincaiche, alle conoscenze metallurgiche, all'uso di matrici già note all'epoca dei Chimù e dei Tiahuanaco. L'oro non era solo usato per gli splendidi copricapo dei capitribù - verranno esposti alcuni oggetti di squisita fattura - ma anche come decorazione femminile e maschile: collane, spilloni per fermare le vesti, monili per orecchie, naso e decolletè.
In mostra ci sarà esposto un po’ di tutto questo e nelle diverse sezioni dell’esposizione sarà illustrata, per capitoli, la vita di popoli antichi: dalle libagioni, alla musica, alla guerra, con reperti e strumenti per spiegare usanze e abitudini dei tempi. Probabilmente la parte conclusiva sarà dedicata alla morte e alla preparazione del defunto attraverso la ricostruzione di una sepoltura e degli accessori che accompagnavano il rito funebre.
La mostra sull'Oro del Perù non sarà, però, una meteora. Il rapporto tra Artematica e il Comune di Brescia pare destinato a consolidarsi visto che per tre anni sarà la società trevigiana a curare i progetti espositivi della città. Non si tratta solo di voci, ma di un progetto ormai avviato, anche se dai piani alti dell'amministrazione bresciana non arrivano conferme e lo stesso Brunello non vuole rilasciare commenti. L'accordo sembra però raggiunto ed è probabilmente questione di giorni per ufficializzare la notizia dell'impegno che legherà Artematica a Brescia per il prossimo triennio.
Ma c'è di più. Nel grande affare del turismo artistico, delle mostre che attirano frotte di visitatori e spostano milioni di persone ogni anno, Brunello ha scoperto quanto sia utile la sinergia del privato con gli enti pubblici. Mentre la Regione può finalmente vedere soddisfatta una propria ambizione: misurarsi con il mondo della cultura e dell'arte creando una società che dovrebbe chiamarsi Veneto Cultura e potrebbe diventare, in questo settore, quello che per la viabilità è da anni Veneto Strade. La società nascente di Palazzo Balbi potrebbe dunque entrare in Artematica con una presenza importante nel capitale sociale, ma non tale da strappare la maggioranza all'amministratore delegato Brunello. Effetti pratici? La consegna ad Artematica delle "chiavi" di Treviso, Padova e Venezia per trasformarle in contenitori di mostre-evento capaci di richiamare il grande pubblico italiano e straniero. Comincia così a delinearsi uno scacchiere di tutto rispetto, a cui bisogna aggiungere le altre collaborazioni che legano Artematica per tre anni a Trieste e per quattro anni alla Milano di Letizia Moratti.
«La società che ho fondato è prima di tutto un'azienda che fa imprenditoria» tiene a sottolineare Brunello che alla sua creatura ha dato un nome che coniuga Arte e Matematica. «Ho guardato al settore dell'arte con spirito da economista. Ho creduto che fosse capace di produrre utili offrendo proposte di ampio respiro al pubblico e ho inventato una società che cura tutto, fin nei minimi dettagli, non soltanto l'esposizione (dall'assicurazione dei quadri al loro trasporto), ma anche le prenotazioni attraverso i call center e il turismo, con il dipartimento creato appositamente».
E visto che a Brunello non piace stare con le mani in mano, ecco che ha in corso di realizzazione anche altri progetti. A cominciare dalla «Scapigliatura. Un "pandemonio" per cambiare l'arte» che si inaugura il 26 giugno a Palazzo Reale a Milano. Per continuare con «Cima da Conegliano. Poeta del paesaggio» che si inaugurerà il 26 febbraio 2010 a Palazzo Sarcinelli a Conegliano e che rappresenta l'orgoglio di Brunello, dato che si tratta della prima esposizione, dopo l'unica realizzata nel 1961 nel trevigiano Palazzo dei Trecento, ad avere prestiti già confermati di musei del calibro del Pushkin di Mosca, della Galleria nazionale di Edimburgo, del Gulbenkian di Lisbona e del museo nazionale di Cardiff. Sempre nel 2010, Ca' dei Carraresi a Treviso dovrebbe ospitare «Giorgione e la nascita del paesaggio», anche se la mostra sembra contesa da Venezia. Infine, nel febbraio 2010 a Trieste è previsto «Vedi l'Italia e poi muori. Fotografia e pittura in Italia nel XIX secolo», attualmente al museo d'Orsay di Parigi.
«E questo è solo l’inizio» promette.

Articolo di Valeria Lipparini per www.gazzettino.it

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