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Prosecco: «Sarà impossibile imitarlo»

Il Ministro Zaia brinda alla tutela del nome:
la vite si chiamerà Glera, mentre le due nuove docg "Rive di..."


Con l’approvazione del nuovo disciplinare il prosecco entra a far parte della ristretta categoria nazionale di docg con le nuove denominazioni Montello Colli Asolani e Conegliano Valdobbiadene. «La provincia di Treviso entra nel gotha delle 38 docg aggiungendone due di nuove – ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia all’indomani della decisione del Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni d’origine dei vini che ha ratificato i disciplinari - Come avevo promesso abbiamo cancellato il nome prosecco dal registro della vite quindi chi va a comprare nei vivai la vite di prosecco la dovrà chiamare Glera e questo farà in modo che in nessuna parte del mondo si possa più imbottigliare vino prosecco, che non sarà più il nome botanico della vite ma il nome del vino ad uso esclusivo delle zone a denominazione».


Cosa accadrà dunque concretamente in provincia di Treviso? Al termine della procedura semplificata per arrivare al decreto legge, che dovrà chiudersi entro il 1° agosto 2009, le due doc diventeranno docg e tutte le altre zone a produzione diventeranno doc. «Le province autorizzate alla produzione del prosecco doc sono, per il Veneto, quella di Treviso che ne produce il 98% ed è l’unica a portarsi a casa anche le due docg – ha spiegato il ministro Zaia – poi Padova, Vicenza, Belluno e Venezia. Per il Friuli, siccome questo è un accordo fatto con la Regione Friuli che ci da modo di utilizzare la riserva del nome visto il comune di Prosecco (provincia di Trieste, ndr), abbiamo sfruttato questa operazione con cui il Friuli si porta a casa la doc per le province di Gorizia, Trieste, Udine e Pordenone». Il disciplinare prevede alcune deroghe. «Nelle docg prosecco si potrà utilizzare la menzione ‘superiore’ ed in particolare quella Conegliano Valdobbiadene potrà utilizzare anche la dicitura ‘Rive di…’ che sarà altamente identitaria per il territorio» ha evidenziato il Ministro per il quale è da sfatare quella che lui considera la leggenda metropolitana del Piemonte:«E’ passata l’idea che il Piemonte possa coltivare il prosecco, non è vero ma alcuni di quelli che hanno parlato in questi giorni lo hanno fatto non sapendone proprio nulla a riguardo. Secondo il regolamento comunitario il Piemonte, essendo regione che spumantizza e frizzantizza il vino da prima del 1° marzo 1986, ha diritto a chiedere deroga per farlo ancora». Ma come sarà data tale deroga? «Su loro richiesta, sentite le regioni e dovranno dimostrare di averlo fatto per almeno 5 anni consecutivi – ha spiegato Zaia – Il Piemonte dunque cosa potrà fare:comprare il nostro prosecco doc, a vantaggio dei piccoli produttori nostrani, e spumantizzarlo, nulla di più».

articolo di Elisa Giraud per www.gazzettino.it


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