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Prosecco,
il Centro studi del distretto si "mette a nudo"

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Prosecco, il Centro studi del distretto
si "mette a nudo"
Sabato il bilancio nella cornice di Villa Brandolini.
Oltre 57 milioni di bottiglie, l’export rappresenta il 30%
Il Centro Studi del Distretto Conegliano
Valdobbiadene si “mette a nudo” spiegando cosa è cambiato
dal 2003 a oggi, ovvero dalla costituzione di una struttura unica nel
suo genere: il primo Distretto Spumantistico d’Italia. Lo farà
sabato 12 dicembre alle 9.30 all’auditorium di Villa Brandolini
a Solighetto.
Durante l’incontro si parlerà non solo di dati economici
e di trend di mercato ma anche dell’evoluzione di un “pensiero
collettivo”, quello dei produttori dell’area Docg Conegliano
Valdobbiadene, passato da individualista a convinto del valore di squadra.
«Se si è ottenuta la Docg è anche perché, a
partire dal 2003, i nostri produttori sono maturati. Merito della costituzione
del primo Distretto Spumantistico d’Italia, che ha rafforzato il
valore di squadra tanto da ottenere risultati prima impensabili».
Dichiara il presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami. L’iter
per il riconoscimento della Docg Conegliano Valdobbiadene non è
stato, infatti, facile e ha richiesto l’armonia fra tutti i produttori.
Se i numeri del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene sono 57.434.000 bottiglie,
di cui 48.058.000 spumante, l’export rappresenta il 30% della totale
produzione e il giro d’affari ammonta a 370.000.000 di euro, fino
a qualche tempo fa i numeri erano ben diversi.
articolo tratto da www.gazzettino.it
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