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Premio
letterario Giuseppe Berto

Il vincitore proclamato sabato 13 giugno a Mogliano Veneto
Cynthia Collu con Una bambina
sbagliata (Mondadori), Alberto Gentili con Liberami amore (Garzanti),
Pablo Rossi con L’ombra del poeta (Mursia), Gabriele Pedullà
con Lo spagnolo senza sforzo (Einaudi) e Giorgio Vasta con Il tempo materiale
(minimum fax) sono i cinque finalisti in corsa per aggiudicarsi la XXI
edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto, promosso dalle Città
di Ricadi (Vv), dove Berto scelse di trascorrere gli ultimi anni della
sua vita, e di Mogliano Veneto (Tv), suo paese natale, dove il 13 giugno
si svolgerà la cerimonia di premiazione, secondo la consuetudine
di alternanza di sede tra le due città. «I libri selezionati
privilegiano la struttura del romanzo e del racconto, concentrandosi sull’originalità
del linguaggio da cui emerge la varietà delle scritture, mentre
le storie offrono una vasta gamma di temi e generi», ha sottolineato
Giuseppe Lupo - presidente della Giuria dei Letterati -, capaci di incontrare
i diversi gusti del pubblico, delineando così una interessante
rosa di titoli per le letture estive nel segno di Berto. Si va dal romanzo
di formazione dove la protagonista narra le vicende di generazioni diverse
alle prese con l’asprezza del vivere in una Milano letterariamente
inedita (Collu); alla raccolta di racconti che esplorano la lingua segreta
degli amanti, dotata di una propria grammatica e di un proprio codice
di gesti intimi e condivisi, che ben poco ha a che fare con le parole
(Pedullà); alla storia di Amina, una donna afgana, nata in Germania,
precipitata poi con la famiglia nel profondo Nord della Val Padana (Gentili);
a quelle ambientate in un preciso contesto storico, nella Spagna degli
anni 1936-’37 durante la prima parte della Guerra Civile (Rossi)
o nella Palermo del 1978 dove i tre protagonisti sentono il vento di Roma
nell’annus horribilis della storia repubblicana con sullo sfondo
le Brigate Rosse e il sequestro Moro (Vasta). Prima di giungere a questo
risultato, la Giuria dei Letterati, composta da critici letterari, scrittori
e giornalisti, tutte figure rappresentative del panorama culturale italiano,
quali Giuseppe Lupo (presidente), Mario Baudino, Goffredo Buccini, Andrea
Cortellessa, Paolo Fallai, Laura Lepri, Giorgio Pullini, Marcello Staglieno
e Gaetano Tumiati, ha esaminato ben 139 opere prime, tra romanzi e raccolte
di racconti, pubblicate e messe in distribuzione nel periodo compreso
tra il 1 maggio 2008 e il 15 aprile 2009.
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La vita
e le opere di Giuseppe Berto |
Giuseppe Berto nasce a Mogliano
Veneto il 27 dicembre 1914, secondo di cinque figli, da un maresciallo
dei carabinieri in congedo. Compiuti gli studi liceali nel locale collegio
dei Salesiani e nel Liceo di Treviso, si iscrive alla Facoltà di
Lettere dell’Università di Padova, e studia con maestri quali
Concetto Marchesi e Manara Valgimigli.
Ben presto parte volontario per l’Africa Orientale, partecipando
alla guerra di Abissinia, nel 1935, e combattendo come sottotenente in
un battaglione di truppe di colore si guadagna un paio di medaglie al
Valore Militare e qualche ferita. Tornato in patria, nel 1939, riprende
gli studi e si laurea abbastanza in fretta “anche per la benevolenza
di certi esaminatori che gradivano il fatto che si presentava agli esami
in divisa, ostentando le decorazioni al Valore Militare” come lui
stesso racconta nel Male Oscuro.
Dopo la laurea insegna, prima Latino e Storia in un Istituto Magistrale,
poi Italiano e Storia in un Istituto Tecnico per Geometri, ma ben presto
lascia l'insegnamento e si arruola nella Milizia volontaria per la Sicurezza
Nazionale. Inviato a combattere in Africa Settentrionale, dopo essere
stato incorporato nel 6° Battaglione Camicie Nere "M", i
fedelissimi di Mussolini, cade prigioniero il 13 maggio 1943 degli americani.
E’ proprio durante la prigionia nel campo di internati in Texas
che Berto inizia a scrivere. Ha come compagni di prigionia Dante Troisi,
Gaetano Tumiati e Alberto Burri, che lo incoraggiano a scrivere nella
rivista "Argomenti". Lì compone Le opere di Dio e Il
cielo è rosso; quest’ultimo romanzo, pubblicato da Longanesi
nel 1947, su segnalazione di Giovanni Comisso, diviene rapidamente un
successo internazionale dopo aver vinto nel 1948 il Premio Firenze. Escono,
poi, nel 1948 Le opere di Dio, e nel 1951 Il brigante.
Trasferitosi a Roma, comincia a lavorare per il cinema: in questo periodo
escono nel 1955 Guerra in camicia nera e nel 1963 il volume di racconti
Un po’ di successo.
Berto nel 1958 cade in una grave forma di nevrosi, ne uscirà dopo
tre anni di analisi quando compone Il male oscuro, che vince contemporaneamente
nel 1964 il Premio Viareggio e il Premio Campiello. Si aggiungono poi
il dramma L’uomo e la sua morte (1963), La fantarca (1964), e il
romanzo La cosa buffa (1966). Nel 1971 scrive il pamphlet Modesta proposta
per prevenire e il lavoro teatrale Anonimo Veneziano, ripubblicato come
romanzo nel 1976. Con la favola ecologica Oh! Serafina vince nel 1974
il Premio Bancarella. Dal dramma La passione secondo noi stessi, Berto
matura l’idea portante del suo ultimo libro La gloria del 1978.
Si spegne a Roma il 1 novembre 1978. E’ sepolto a Capo Vaticano.
Pubblicate, postume, le
seguenti opere: Colloqui col cane edito da Marsilio nel 1986; sempre della
Marsilio La colonna Feletti. Racconti di guerra e prigionia usciti nel
1987; del 2003 Il mare dove nascono i miti edito da Monteleone e, pubblicata
dalla medesima casa editrice, la raccolta di scritti dal titolo Giuseppe
Berto – Critiche cinematografiche 1957-1958, volume in cui sono
riunite le recensioni cinematografiche di Berto di quegli anni. La pubblicazione,
a cura di Manuela Berto, è stata presentata nel 2005 in occasione
della XVII edizione del Premio Berto.
PREMIO LETTERARIO
GIUSEPPE BERTO - la storia
Il Premio Letterario Giuseppe
Berto per un'opera prima di narrativa è sorto nel 1988 nel Comune
di Mogliano Veneto dove Berto era nato, e in quello di Ricadi, in Calabria,
dove aveva eletto la sua residenza.
Attorno, un gruppo di amici ed estimatori: critici illustri come Giancarlo
Vigorelli, Michel David, Cesare De Michelis; scrittori come Dante Troisi
e Gaetano Tumiati che tra l'altro avevano condiviso con Berto oltre due
anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale.
Scopo del Premio è quello di ricordare e riproporre il nome e l'opera
di un scrittore che, nonostante i suoi grandi successi (basti ricordare
Il cielo è rosso e Il male oscuro), è stato troppo spesso
trascurato da una certa critica ufficiale a causa del suo straordinario
anticonformismo.
Il Premio che porta il suo nome segnala le opere che emergono per assoluta
originalità di forma e di schiettezza di ispirazione. Opere prime,
in ogni caso, per mantenere fede alla volontà di Berto che, conoscendo
gli ostacoli che si oppongono alla pubblicazione di libri validi, s'è
sempre battuto perché i giovani di talento non ne incontrassero
troppi sulla loro strada.
Che il Premio sia, finora, riuscito pienamente nell’intento lo dimostrano
in tutta evidenza i nomi dei vincitori delle edizioni tenute fino ad oggi:
Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988), Michele Mari con Di bestia
in Bestia (1989), Luca Doninelli con I due Fratelli (1990), Sandro Onofri
con Luce del nord (1991), Maurizio Salabelle con Un assistente inaffidabile
(1992), Paolo Maurensig con La variante di Lunenburg (1993), Edoardo Angelino
con L’inverno dei Mongoli (1995), Maria Luisa Magagnoli con Un caffè
molto dolce (1996), Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli
unici (1997), Helena Janeczek con Lezioni di Tenebra (1999), Evelina Santangelo
con L’occhio cieco del mondo (2000), Giuseppe Lupo con L’americano
di Celenne (2001), Giorgio Todde con Lo stato delle anime (2002), Oliviero
La Stella con Lo spiaggiatore (2003), Antonia Arslan con La masseria delle
allodole (2004), Umberto Contarello con
Una questione di cuore (2005), Hamid Ziarati con Salam, maman (2006),
Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007) ed infine l’edizione
del 2008 che ha visto la presenza di Vincenzo Latronico, vincitore con
Ginnastica e rivoluzione, e dei finalisti quali Paolo Giordano con La
solitudine dei numeri primi e Benedetta Cibrario con Rosso vermiglio.
Nelle ultime edizioni hanno partecipato circa 150 opere rappresentative
del panorama letterario ed editoriale italiano.
L’edizione 2003 del
premio ha rappresentato un punto di svolta, poiché lo stesso si
è da allora articolato in due sezioni, ognuna con un premio di
5.000,00 euro.
Infatti alla sezione storica, dedicata a scrittori esordienti, si è
aggiunta una nuova sezione, dedicata alla narrativa straniera, che intende
premiare un autore vivente, la cui opera è stata pubblicata in
lingua italiana.
Ciò sta a significare la volontà del Premio di voler essere
non solo un trampolino di lancio per gli scrittori esordienti, ma anche
un osservatorio sulla migliore produzione letteraria internazionale attuale.
Dall’edizione 2005, il premio assegnato ad ogni sezione è
stato innalzato a 7.500 euro, invece dei 5.000 precedenti.
Nel 2008 il Premio è ritornato alla sua unica sezione opera prima
edita in lingua italiana riconoscendo un premio non solo al vincitore
ma anche ai finalisti della cinquina.
Per la XXI Edizione – anno 2009 - il Premio fa un’ulteriore
trasformazione rafforzando il ruolo delle case editrici che, uniche referenti
per l’invio delle pubblicazioni, possono rivolgere maggiore attenzione
ai Premi Letterari valorizzando le opere e gli autori.
Il XXI Edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto si terrà sabato
13 giugno 2009 a Mogliano Veneto.
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