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“Play
Station”, mostra dedicata ad arte, gioco e videogioco

INAUGURAZIONE
sabato 19 dicembre alle 18.30
presso Ca’ da Noal e alle 19.30 presso Spazio Paraggi di Treviso.
Mostra organizzata da
TRA – Treviso Ricerca Arte
dal 19 dicembre 2009
al 17 gennaio 2010
presso Ca’ da Noal (Ca’ Robegan), Via Canova 38 - Treviso
e Spazio Paraggi, Via Pescatori 23 - Treviso
Opere di:
Francesco Bocchini
Enrico T. De Paris
Marco Di Giovanni
Tomas Eller
Thomas Feuerstein
Chiara Lecca
Josef Rainer
Antonio Riello
ZugZwangZukunft
Mostra a cura di: Valerio
Dehò
In collaborazione con: Merano
Arte - Spazio Paraggi
Orari di apertura:
Ca’ da Noal
dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30
alle 18.00
Spazio Paraggi
dal mercoledì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle
16.00 alle 19.30
sabato dalle 16.00 alle 19.30
Dal 19 dicembre 2009 al
17 gennaio 2010, presso le sale espositive di Ca’ da Noal, TRA -
Treviso Ricerca Arte, organizza PLAY STATION, una mostra dedicata ad arte,
gioco e videogioco e alle dinamiche che da essi scaturiscono. La mostra
è curata da Valerio Dehò e realizzata in collaborazione
con il Kunst Merano Arte. Una sezione della mostra sarà in esposizione
anche presso lo Spazio Paraggi, situato in via Pescatori 23 a Treviso.
Giocare è un’attività
molto seria, ma in questo non vi è alcuna contraddizione perché
il gioco è alla base dell’apprendimento. I bambini, come
i cuccioli degli animali, imparano a vivere, a difendersi e a collaborare,
attraverso l’attività ludica. Questa è la prima esperienza
possibile, la prima educazione alla vita. Per questo saper giocare vuol
dire aver raggiunto una maturità e consapevolezza nell’affrontare
le esperienze della vita adulta. Mentre per i bambini il gioco è
un fatto assolutamente naturale, per l’uomo si tratta di una scelta,
diventa un fatto culturale che si aggiunge e sovrappone come un accessorio
non richiesto dalla società. Gli artisti che partecipano a questa
mostra usano il linguaggio del gioco in modi assolutamente diversi, ma
ne conservano il principio. Del resto i giochi sono molti diversi tra
di loro e spesso è quasi impossibile trovare delle dirette affinità.
Non esiste una caratteristica ricorrente e questa particolarità
è condivisa con le opere d’arte che non possiedono tutte
un comune denominatore che le differenzi e le caratterizzi come arte.
Riconosciamo i giochi e le opere d’arte per “somiglianze di
famiglia”.
La mostra indaga la pratica del gioco e non si sofferma sul giocattolo
in sé. Dal mondo meccanico al mondo elettronico, gli artisti hanno
realizzato delle opere che spaziano dalla poesia alla follia di giochi
naif in metallo riciclato come nel caso di Francesco Bocchini, dai giochi
ottici e gli spiazzamenti di Marco Di Giovanni, alle metafore scientifiche
di Tomas Eller. Le opere di Chiara Lecca hanno qualcosa d’inquietante
essendo dei giocattoli che portano in sé il mondo contadino e le
ambiguità sessuali. Josef Rainer non solo crea un mondo lillipuziano,
ma realizza dei televisori colorati e non rassicuranti. Enrico T. De Paris,
con i suoi “cromosomi” sempre più grandi e complessi,
mette insieme passato e futuro, giocattoli low cost e tecnologia digitale.
Thomas Feuerstein, con un progetto site specific, rielabora un gioco sud
tirolese invitando il pubblico alla partecipazione.
E anche l’interazione ha un ruolo particolare e necessario. I videogames
sono molto simili all’arte interattiva e viene spontaneo chiedersi
se il giocatore debba essere considerato un performer. Nei videogames
c’è molto della performance artistica: innanzitutto chi gioca
si trova immediatamente sbalzato in uno spazio estraneo, che appare come
“altro da sé”, uno spazio della rappresentazione di
cui virtualmente si entra a far parte dal momento in cui s’inizia
a giocare. Il videogame di Antonio Riello parte dallo sbarco dei clandestini
sulle coste pugliesi per creare una vera e propria guerra simulata. Così
anche il giovane gruppo austriaco degli ZugZwangZukunft modificano dei
videogames tradizionali, tra cui anche il celebre ping pong, attraverso
dei propri software, creando dei nuovi giochi di simulazione.
Appuntamenti paralleli alla
mostra “PLAY STATION”
- 18 Novembre 2009: conferenza
sul tema “Fashion Game: il mettersi in gioco della moda” con
Maria Luisa Frisa, Direttore del Corso di laurea in Design della Moda
presso la Facoltà di Design e Arti di Venezia (IUAV), Guido Guerzoni,
docente di Arts Management all’Università Bocconi e Valerio
Dehò, Curatore della mostra Play Station. Intervento di Ennio Bianco,
Vice Presidente Unindustria Treviso.
- Gennaio 2009: conferenza
congiunta del prof. Pierluigi Sacco e dell’artista Antonio Riello
sulla cultura dell’industria dei videogiochi.
- Gennaio 2010: conferenza
con argomento “Design e gioco” condotta dal prof. Gianluigi
Pescolderung, Docente presso lo IUAV.
Nota: i dettagli degli incontri
sono in via di definizione e verranno al più presto comunicati.
Organizzazione:
TRA - Treviso Ricerca Arte
Piazza Rinaldi 4
31100 Treviso
www.trevisoricercaarte.or
Informazioni:
tel. 366 5024997
info@trevisoricercaarte.org
www.trevisoricercaarte.org
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