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Mostra
di Gabriele Amadori - Il teatro nel colore dei suoni

GALLERIA POLIN
Arte moderna e contemporanea
Vicolo San Pancrazio 20 - Treviso
Tel. 0422.580004 – 340.3356420
www.galleriapolin.com
info@galleriapolin.com
16 Luglio al 18 Agosto
Inaugurazione/Cocktail:
16 luglio ore 19,00
Orari:
tutti i giorni ore 10,00 / 12,30 - 16,00 / 19,30 Lunedì chiuso
- Festivi su appuntamento |
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Le opere su tela di Gabriele Amadori esposte in galleria, rappresentano
una accurata selezione dei frammenti/moduli delle performance pittoriche
realizzate negli anni scorsi, in concerto live, con alcuni musicisti di
fama internazionale, su musiche etniche e di improvvisazione jazz.
Generalmente Amadori utilizza
grandi formati, anche di dodici metri per tre metri, composti da moduli
di due e cinquanta per tre metri, mentre in alcuni casi specifici, per
esigenze compositive e musicali diverse, utilizza moduli più piccoli
, per esempio di un metro per un metro. Questa modularità genera
complessivamente superfici di circa otto metri per due metri che si adatta
perfettamente ad esecuzioni di improvvisazione acustica particolarmente
frammentate, ritmiche e fortemente tonali. I musicisti che hanno partecipato
con Amadori alla elaborazione visiva delle opere esposte, sono Paolo Fresu,
Stefano Battaglia, Michele Rabbia, i Sax Four Fun ,Gaetano Liguori, Luis
Agudo e l’Ensemble Klezmer.
“Il teatro nei colori dei suoni”
Alcune considerazioni del sociologo e critico dell’arte, Prof. Pietro
Bellasi, scelte dalla presentazione della grande mostra antologica e tematica,
Light Chamber Pinting Music, allestita il 16 gennaio 2008, al Politecnico
di Milano
Tra l’altro per fare una precisazione
sulla tua azione performativa e per essere coerente con quanto detto fino
ad ora, vorrei puntualizzare che tu non ti misuri con l’ Action
Painting anche se viene menzionata ogni tanto come tale. E’ facile
e superficiale sottolinearla o richiamarla come tale (è la solita
mania degli storici dell’arte che devo per forza classificarti,
sennò poi, alla fine sono angosce). No, assolutamente non può
essere considerata una Action Painting in quanto la tua opera è,
a mio parere, espressionista .Tu lavori sull’emozione, sui sentimenti,
sulla partecipazione a caldo, sull’entusiasmo oppure sull’angoscia,
anche se dietro c’è tutta una diligente preparazione tipicamente
teatrale. No, l’Action Painting non c’entra per niente. Io
lo chiamerei piuttosto, un espressionismo d’azione, multimediale
e interattivo. Un po’ lungo come termine ma ritorno a dire che si
tratta di una straordinaria macchina, un vortice di partecipazione a cui
tu chiami il pubblico. A me quello che piace e interessa molto è
il fatto che usufruisci e hai una conoscenza approfondita di certi linguaggi
e di certe tecniche o discipline come la luce, il colore, i sistemi video,
la scenografia, la musica, ecc ..., e utilizzi questi strumenti ma devo
dire che non ce ne accorgiamo. Non si sentono . Queste cose scompaiono
magicamente nella tua ricerca ...
“Tempo/Spazio/suono/colore”: un atelier grande come
il mondo
Anna Detheridge - Il Sole
24 ore
Amadori nelle sue “Music Painting” converte le astrazioni
musicali in materia, movimento, colore cangiante, strato su strato, realizzando
un’esperienza che per molti sembrerebbe impossibile: la trasformazione
apparentemente “spontanea” della tela sotto le pennellate
successive che diventano movimento, le ondate melodiche accompagnate dai
suoi gesti che danno forma ai segni. La ricerca di Amadori in questo campo
ha una storia lunga cominciata con Demetrio Stratos nel 1975, trentaquattro
anni fa. Le composizioni di Amadori restituiscono unità al gesto
creativo, riportano lo spettatore, l’ascoltatore a ritornare a quell’unità
del sentire, di sensibilità, di finezza percettiva, sollecitando
un’epifania spazio/temporale al tempo stesso moderna e primordiale.
Gabriele Amadori è un grande creatore atipico. Poco portato a parlare
di sé, restìo di fronte ad ogni retorica, persegue da molti
anni una strada coraggiosa e solitaria: quella della ricerca interdisciplinare
tra arte, musica, architettura e scenografia. Incurante delle mode culturali,
Amadori inscena visioni fluttuanti di ombra e di luce; disegna luci, scene
e costumi per opere liriche in tutto il mondo, progetta installazioni
luminose per monumenti, spazi urbani e mostre; realizza performance in
una metamorfosi costante di gesti, suoni e colore. Profondo conoscitore
della musica, della storia del teatro, docente di scenografia e light
design al Politecnico di Milano, Gabriele ci sollecita a “vedere”
la musica e “ascoltare” le immagini. E’ a queste forme
di espressione e di sintonia che Amadori si è più dedicato,
cercando consonanze tra suoni e colori nella musica di Bela Bartok, di
Luigi Nono come anche nei Tableau Vivant, una lettura strutturale delle
musiche di Franco Donatoni. Ma è soprattutto con la costruzione
del suo teatrino delle meraviglie dedicato all’interpretazione fantastica
fatta di forme e colori del Flauto Magico mozartiano che Amadori giunge
a una forma di poesia visiva da grande maestro e profondo conoscitore
delle arti: unica esperienza di questo genere al mondo.
La mostra rimarrà aperta sino al 18 agosto 2009.
NOTE BIOGRAFICHE
Gabriele Amadori è nato a Ferrara. Vive e lavora a Milano. Formatosi
presso il Laboratorio della Lanterna Magica di Praga, ha indirizzato la
propria ricerca nella direzione dell'interdisciplinarità fra arte,
musica, architettura, performance, scenografia. Ha disegnato scene e costumi
per opere liriche in tutto il mondo. Esperto light designer, ha progettato
installazioni luminose per monumenti, spazi urbani e mostre. Ha partecipato
alla Biennale di Venezia e a numerose esposizioni internazionali. Nelle
sue Action Paintings converte le astrazioni musicali in materia, movimento,
colore cangiante, strato su strato, realizzando un'esperienza che per
molti sembrerebbe impossibile: la trasformazione apparentemente spontanea
della tela sotto le pennellate successive che diventano movimento, le
ondate melodiche accompagnate dai suoi gesti che danno forma ai segni.
(Anna Detheridge)
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