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Gloria
Vianello e Rosario Morra. Sguardi

Gloria Vianello e Rosario
Morra. Sguardi
Casa Gaia da Camino, Portobuffolè (TV)
11 luglio - 6 settembre 2009
Nell'ambito di Arte in Rete di RetEventi 2009, promossa dalla Provincia
di Treviso, si inaugura la mostra Gloria Vianello e Rosario Morra. Sguardi,
Sabato 11 luglio, alle ore 18.00, nella Casa Gaia da Camino di Portobuffolè.
Gloria Vianello e Rosario Morra hanno
compiuto i loro studi all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove si sono
conosciuti. Entrambi posseggono un ricco curriculum e vantano una grande
esperienza nell'arte del disegno. Senza dubbio, il primo sentimento che
si prova osservando una loro opera è di ammirazione per la virtuosità
dell'esecuzione tecnica e, in effetti, di questa abilità sono pienamente
consapevoli. Gloria costruisce la sua composizione con un tratteggio preciso
e regolare (matite colorate o pastelli) che copre tutto il foglio con
ordine e con metodo. Le successive sovrapposizioni di segni di diverso
colore creano la profondità della figura o degli interni, esaltandone
il rilievo e la tridimensionalità. Rosario invece procede con la
somma di piccoli punti, una tecnica lenta e paziente, che materializza
le sue architetture. Tuttavia, questa abilità non diventa compiacimento
fine a se stesso perché entrambi gli artisti si difendono dalla
facilità, dalla bravura, dal tecnicismo esasperato, spiazzando
deliberatamente lo spettatore.
Gloria usa colori delicati, non aggressivi,
poco naturali, in prevalenza dei gialli o dei rosa carichi, per illustrare
le sue scene: colori ambigui che non ricreano la veridicità di
un interno ma, al contrario, rivelano l'artificiosità della costruzione
mentale. Le sue composizioni ci immergono in un mondo atemporale; non
c'è un racconto o una trama, non c'è un prima o un dopo,
c'è solo la presenza centrale dei suoi modelli colti in semplici
istantanee. I suoi personaggi sembrano guardarci, senza vederci, ignorandoci
di proposito. Noi li osserviamo, senza riuscire ad identificarci. Questo
progressivo straniamento stravolge la comprensione che si credeva di aver
acquisito. La scena rappresentata, che all'inizio sembrava così
ovvia da sembrare banale, ora si rivela differente. Affiora un senso d'inquietudine;
forse, ci è sfuggito qualcosa, non abbiamo colto tutti i dettagli.
Si è costretti a guardare di nuovo, si indugia sui dettagli, si
apprezza il sottile tratteggio delle linee, inconsapevoli che, in questi
atti, stiamo seguendo la strategia voluta dall'artista. Il fascino delle
composizioni di Gloria si basa sull'impalpabile realtà del nostro
essere, sulla possibilità o meno di ritrarre o di rappresentare
la persona umana. Capire che, nel sottile gioco della raffigurazione,
nella ricerca dove l'artista ha dissimulato se stessa, guardando i volti
ritratti, interroghiamo noi stessi e il nostro io più profondo.
La tecnica di Rosario Morra
lo contraddistingue, frutto com'è di uno stile personale che trova
le sue radici nel movimento divisionista, una forma, tuttavia, di lontana
parentela poiché in realtà ben poco lo lega a questo movimento
e alle sue idee scientifiche o pseudoscientifiche di percezione e scomposizione
della luce o del colore. Il pointillisme lo affascina per i limiti e gli
obblighi che impone; perché è una tecnica lenta, che pretende
visione lucida e mano ferma, regolarità e precisione. L'opera finita
presenta ben visibili il tempo e il lavoro impiegati per portarla a termine.
L'arte di Rosario Morra, nutrita da solide letture e da sicuro mestiere,
ricrea una visione del mondo nuova e originale. Molte volte si è
divertito a rappresentare la sua amata Venezia; Piazza San Marco è
inondata di luce, calma e all'apparenza silenziosa, le persone sono piccoli
punti, che proiettano lunghe ombre. Le architetture scelte, spesso monumenti
famosi, sono sempre riconoscibili anche se la prospettiva è dilatata,
la visione stravolta, certi dettagli deformati. Lo sguardo di Rosario
sa reinterpretare paesaggi a noi noti; polverizzando il segno in minuscoli
punti ricostruisce la visione come una tela sottoposta a tensione, infondendo
nuova freschezza. La smaterializzazione del segno, sebbene sia il frutto
di un duro lavoro, conferisce alla composizione una leggerezza che ne
diventa il marchio principale. Ha dichiarato "Io vorrei che le mie
cose avessero l'evidenza di un teorema che non serve dimostrare".
Credo ci sia riuscito.
Casimiro Di Crescenzo
Orari
sabato: 15.00 - 19.00
domenica: 10.00 - 12.30 e 15.00 - 19.00
è possibile la visita al di fuori dei giorni e orari previsti,
previa prenotazione presso l’Ufficio Turistico tel. 0422 850742
Ingresso: € 1,50
Per gruppi di 20-30 persone: € 30
L’ingresso è comprensivo della visita alla Mostra, al Museo
del Ciclismo e al Museo dei Mestieri
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