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«Mangiare
Veneto: sette province in cucina»
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IL LIBRO
Dall’asparago a Zanzotto
Scrivere e mangiare veneto
Le sette province descritte fra cucina e letteratura
Il poeta Andrea Zanzotto
(foto tratta da http://corrieredelveneto.corriere.it) |
Una raccolta di storie,
identità, ricette. Non è un libro di cucina, ma una vera
e propria chiamata a raccolta corale, attorno ad un’unica ideale
tavola, quella veneta, l’ultima opera di Edizioni Vicentini, patrocinata
dalla Regione Veneto: «Mangiare Veneto: sette province in cucina»
del cuoco Amedeo Sandri e del sommelier Maurizio Falloppi, a cura di Valentina
Vicentini. «Un volume che racconta la nostra terra, le nostre
origini e una cultura delle tradizioni - spiega Sandri - un omaggio
dedicato in particolare ai nostri emigranti all’estero, colti sistematicamente
dalla malinconia dei nostri sapori e dei nostri affetti». Ma «Mangiare
veneto» sarà anche un ottimo strumento di divulgazione turistica:
provvisto di traduzione in inglese, potrebbe essere affiancato ad
eventi fieristici, distribuito negli hotel locali o gruppi di stranieri
in visita nel Nordest, non solo in cerca di bellezze artistiche.
Insomma: un insolito «souvenir
di un indimenticabile viaggio in Veneto», come lo ha definito lo
stesso presidente della Regione Giancarlo Galan, che ne ha scritto la
prefazione, mentre il presidente del consiglio regionale Marino Finozzi
ne ha subito sostenuto la promozione con entusiasmo. «La nostra
è una regione che offre tantissimo ed ha tutti i requisiti per
fronteggiare una certa esterofilia - aggiunge Falloppi - . Anche nel campo
dei vini, ad esempio, grazie a piccole ma validissime realtà locali,
non abbiamo nulla da invidiare ad altri. Abbiamo un grandissimo Amarone,
solo per citarne qualcuno, per non parlare del Prosecco, apprezzato anche
da Obama, o dello Chardonnay». Qualche esempio di connubio enogastronomico-letterario
alla veneta? Fra un aperitivo veronese ed un panino alle noci bellunese,
si può «assaggiare» la prosa di Tina Merlin ed un affondo
di Andrea Zanzotto, fra una vellutata di castraure con quenelles di scampi
veneziana ed un risotto verace di Rovigo, l’udito ha seguito alcuni
passi di Romano Pascutto e Gino Piva, mentre per torresani arrosto di
Breganze al tartufo dei Berici non potevano mancare «I piccoli maestri»
di Luigi Meneghello, seguiti da Dino Coltro, Giuliano Scambia ed una fettina
di torta di patate dolci e cioccolato padovana.
articolo tratto da http://corrieredelveneto.corriere.it
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