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Lo
chef si laurea e diventa manager della gastronomia
Il
corso dell’Università di Padova di casa a Castelfranco “sforna”
nuovi professionisti.
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Macché chimica o filosofia: qui si laureano chef e manager
della produzione alimentare. A chi è mai capitato di veder
discutere tesi intitolate «L’oca in Veneto: storia,
tradizione e specialità gastronomiche» o «Innovazione
sostenibile per il prodotto tradizionale: il caso della “pasta
a km 0”»? Temi decisamente inusuali nella paludata tradizione
accademica a cui siamo abituati, ma di casa a Castelfranco, dove
da 4 anni è in funzione il corso di laurea in «Scienze
e cultura della gastronomia e delle ristorazione», gestito
come progetto comune dalle facoltà di Agraria, Economia e
Lettere e Filosofia dell’Università di Padova. Un corso
atipico ma in crescita, che ha già prodotto due classi di
laureati.
«Stiamo consolidando il progetto, vediamo un costante miglioramento
anche nella qualità degli studenti», afferma il castellano
Francesco Favotto, ex preside di Economia e ora vicepresidente del
corso di laurea, al termine della cerimonia di proclamazione dei
laureati dell’anno accademico 2008-2009 al teatro Accademico.
E in effetti, dopo aver passato tre anni a studiare storia dell’agricoltura,
igiene e ispezione degli alimenti e business plan, i laureati sanno
farsi valere in ambiti piuttosto diversi del mercato del lavoro.
Insomma, i cicli di degustazione e le summer school da buongustai
non sono l’unica cosa che i colleghi delle altre facoltà
invidiano loro.
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Tra gli esponenti delle prime due sfornate c’è chi fa il
consulente per un’azienda alimentare, chi collabora con università
estere, chi ha trovato posto nel settore della ristorazione pubblica (mense
universitarie ed ospedaliere), e anche chi partecipa a progetti innovativi,
come «Ikea food», cioè il tentativo di adattare al
palato fino degli italiani i ristoranti che si trovano nei grandi negozi
di mobili. Siamo un popolo di buone forchette, si sa, e anche chi passa
in rassegna cucine e camere non può accontentarsi di un panino
ma vuole un pasto di qualità. La sfida della qualità, in
ogni tassello della filiera alimentare, è del resto decisiva per
un territorio come il Veneto, in cui l’agricoltura e l’enogastronomia
sono centrali anche dal punto di vista dello sviluppo economico. E l’apporto
di esperienza, qualità e cultura nei confronti delle aziende locali
è il motivo per cui è nato il corso di laurea. «Non
dimentichiamo che il cibo è storia e cultura oltre che business»,
ha ricordato Favotto dopo aver proclamato i neodottori, sottolineando
la «specificità di un ambiente che mantiene una sua originalità
a livello nazionale».
A ricordare il legame con il territorio è stato anche l’ex
sindaco e preside dell’Istituto Alberghiero Bruno Brunello, che
considera il corso di laurea il coronamento di un lavoro quarantennale
per fare di Castelfranco il centro regionale della formazione agraria
e gastronomica. Un progetto destinato a crescere: «C’è
già un curriculum all’interno del master in Business and
Management della facoltà di Economia, dedicato al Food service
- annuncia - Poi l’anno prossimo vorremmo far partire una scuola
di dottorato in Food science, in collaborazione anche con la Scuola enologica
di Conegliano, mentre tra 2 anni dovrebbe toccare alla laurea magistrale,
all’interno di un progetto europeo».
Articolo di Lorenzo Zamponi
per http://www.tribunatreviso.it
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