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Mezzo
secolo di tutela
Una serata per festeggiare i 50 anni del
"Consorzio per la tutela dei vini del Piave", costituito il
14 agosto del 1959, è l’appuntamento di sabato sera al ristorante
Tino sulle rive del Piave a Roncadelle. «Abbiamo scelto questo luogo
per il suo forte valore evocativo per noi produttori che portiamo con
le nostre etichette questo nome Piave in giro per l’Italia e per
il mondo intero» esordisce l’attuale presidente del Consorzio,
Antonio Bonotto, che, a nome del consiglio ha invitato soci e istituzioni,
a questo evento. Sono 70 attualmente i soci del Consorzio, comprendendo
le più rappresentative e qualificate eccellenze produttive, dalle
cooperative agli imbottigliatori, fino alle cantine-aziende agricole,
della vasta area della Doc Piave (62 comuni tra le province di Treviso
e Venezia in tutto o in parte interessati). «Un momento significativo
- continua Bonotto - nel quale la nostra associazione ha posto in evidenza
la centralità e l’importanza del Consorzio nel ruolo di responsabile
delle politiche e delle strategie di una regione viticola fantastica come
quella del Piave. In un momento particolarmente delicato dell’economia
che coinvolge anche il nostro settore con modifiche epocali sul tappeto
(nuova OCM Vino comunitaria, nuova DOC Prosecco, evoluzione dei consumi,…)
il Consorzio vuole dimostrare di avere le carte in regola per individuare
le migliori strategie per il futuro. Lo fa con grande rigore portando
avanti uno studio di zonazione dei suoi terreni (in collaborazione con
il Cra di Conegliano e con il contributo della Regione Veneto) e gestendo
insieme ai colleghi del Lison-Pramaggiore un ufficio di controllo sui
propri prodotti, nell’ottica di poter garantire ogni bottiglia al
consumatore. Lo sta facendo stimolando la ricerca scientifica su diverse
tematiche viticolo-enologiche peculiari dei vitigni coltivati, focalizzando
le proprie attenzioni su quelli tra essi più caratterizzanti con
modifiche dei loro disciplinari di produzione (in particolare il Raboso
Piave con la nascita della tipologia Malanotte). Lo sta facendo promuovendo
il territorio in collaborazione con la Strada Vini del Piave, stimolando
i soci a partecipare a fiere, wine-tasting e work-shop in giro per il
mondo e con una continua azione di comunicazione rivolta a consolidare
lo spirito di gruppo dei produttori e il necessario dialogo con i numerosi
attori, istituzioni, organismi e associazioni che con essi sono chiamati
quotidianamente a collaborare». Articolo di Michele Miriade per www.gazzettino.it |
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