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I laghi di Revine Parco naturale


Sul futuro dei bacini c’è già un’intesa dei due Comuni


L’area lacustre potrebbe presto ottenere il riconoscimento



I laghi di Revine potrebbero presto diventare un parco naturale. Sul futuro dei due bacini si apre una nuova ipotesi, nei confronti della quale le amministrazioni comunali di Tarzo e di Revine Lago hanno già raggiunto una prima intesa.
Della possibilità di riconoscere come parco l’area lacustre, già dichiarata Sic (sito di importanza comunitaria), si è parlato nel corso di un recente incontro pubblico, al quale sono intervenuti, fra gli altri, i sindaci Gianangelo Bof e Battista Zardet, il funzionario regionale dott. Beniamino Faganello e l’assessore all’ambiente e laghi di Tarzo Marcello Franceschet.
Il percorso che gli amministratori intendono intraprendere dovrebbe portare al risanamento completo dei due bacini e al rilancio dell’intera area della Vallata dal punto di vista turistico, facendo leva proprio sul potenziale dei laghi.
I problemi che riguardano i laghi e le rive, in molte zone abbandonati e bisognosi di manutenzione, si trascinano da decenni. A ostacolare l’arrivo di contributi per interventi di bonifica, dai costi proibitivi per i due comuni, il fatto che i laghi risultino essere “di proprietà privata” e ciò limita l’azione dell’amministrazione pubblica.
Ora, però, si apre una possibilità: sfruttare la legge regionale 40 del 1984, che disciplina l’istituzione di parchi e riserve naturali in “zone di particolare interesse paesaggistico, naturalistico ed ecologico”. L’applicazione di tale norma non sarebbe ostacolata dalla presenza di proprietà private all’interno dell’area coinvolta, anzi ne agevolerebbe l’acquisizione da parte degli enti.
La costituzione del parco mira, da un lato, a salvaguardare l’ambiente, dall’altro a offrire “migliori condizioni di vita per le collettività locali”, consentendo di avviare, all’interno dell’area interessata tutta una serie di attività, che vanno dalla gestione del parco stesso, alla promozione turistica della zona, alla coltivazione di prodotti tipici. Un vero e proprio volano per l’economia locale, che potrà finalmente contare su contributi “dall’alto”, la cui gestione spetterà poi alle amministrazioni locali. Il primo comune ad avviare la procedura sarà quello di Tarzo visto che Revine, ove si andrà a votare nei prossimi giorni, avrà giocoforza qualche ritardo amministrativo.




Articolo di Martina Tonin per www.gazzettino.it


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