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“Dire, fare... cucire!”

l'arte di creare con il tessuto, patchwork in mostra a Treviso

 



L'ARTE DI CREARE CON IL TESSUTO: PATCHWORK IN MOSTRA A TREVISO

DAL 3 AL 25 OTTOBRE


Nell'anno europeo dedicato alla creatività, l'esposizione organizzata dall'associazione Patchwork Idea torna nella trecentesca Ca' Da Noal con splendide creazioni e numerose proposte per avvicinare i visitatori al mondo di stoffe e colori.
Titolo dell'edizione 2009 sarà “Dire, fare... cucire!”

E' la grande capacità di rinnovarsi, di proporre idee sempre nuove e anno dopo anno più vicine all'arte che non all'artigianato, l'aspetto che più piace e affascina da tredici anni i numerosissimi visitatori dell'esposizione di quilt promossa e organizzata dall’associazione Patchwork Idea, quest'anno intitolata “Dire, fare... cucire!” e in programma dal 3 al 25 ottobre nell'ormai tradizionale cornice della trecentesca di Ca’ da Noal (via Canova 38), nel centro storico di Treviso.

Una sessantina di quilt originali, preziosi, divertenti e raffinati torneranno a colorare le pareti delle stanze del palazzo nobiliare trevigiano: essi sono il risultato di un percorso che ha coinvolto le socie di Patchwork Idea portandole a raggiungere ambiziosi traguardi, sia sotto il profilo tecnico sia dal punto di vista dello studio del colore e degli accostamenti delle tinte e dei tessuti, con una forte propensione all'innovazione e alla scoperta di territori inesplorati.

Anche l'esposizione sarà particolarmente curata, i quilt saranno proposti in modo non convenzionale, diventando pure accessorio di vere e proprie sculture, ed una coreografia floreale ne esalterà colori e consistenze.

Ma la vera novità della quattordicesima edizione della mostra sarà la sua interattività: quest'anno il coinvolgimento attivo del visitatore diventa un aspetto primario, come dimostrano i numerosi corsi e iniziative organizzati nel corso della durata dell'esposizione e dedicati agli adulti ma anche ai bambini. La mostra si trasforma dunque in una vera e propria officina della creatività, dove, affascinati dallo splendore dei lavori esposti tutti potremo improvvisarci artisti.
In particolare, saranno organizzati brevi corsi gratuiti, proposti giornalmente dalle professioniste di Patchwork Idea: in programma “Tra fiori e tessuti”, in collaborazione con la fioreria di Postioma (Treviso) “Guscio verde”, per realizzare piccoli lavori accostando stoffe e fiori, “Rose senza spine”, per creare deliziose rose di tessuto e feltro, “Spilli in fiore”, per costruire un originale puntaspilli, “Caleidoscopio all'ora del the”, ovvero come predisporre un artistico sottoteiera.
Non solo, quest'anno Patchwork Idea pensa anche ai bambini, sempre numerosi e affascinati dal turbine di colore dei lavori esposti. A loro è dedicato il percorso di letture animate a cura dell'Associazione “Bottega dei sogni” con colori, tessuti e... l'arrivo di elfi fatati.

Il patchwork in Italia
Nata come condizione di necessità per utilizzare ritagli di stoffa provenienti da abiti smessi, tovaglie o altro, nel corso degli anni, la realizzazione di quilt ha assunto sempre più una funzione decorativa e, per realizzarli, non vennero più usate pezze di recupero, ma nuovi tessuti. Oggi, in Europa, ed in particolare in Italia, il Patchwork, pur essendo un'arte relativamente giovane, ha già affascinato molte donne. Nel solo Veneto si stimano circa 800 appassionati.

L’ingresso è gratuito.
Cà da Noal, via Canova 38 - Treviso
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00
Per informazioni: Cà da Noal - Maria Luisa Fragiacomo, tel. 0422 544895
E –mail: info@patchworkidea.net, www.patchworkidea.net

 

 

IL QUILT: UN VIAGGIO TRA EMOZIONI, COLORI E TESSUTI

Una decina di donne, un pomeriggio assolato di fine luglio, una stanza brulicante di stoffe, colori e idee, una mostra tutta da preparare. E una domanda, forse la più difficile a cui un artista possa trovarsi a dover rispondere: come nasce un'opera? E, nel contesto dell'arte del patchwork, come nasce un quilt?
Una premessa è sicuramente doverosa: gli splendidi arazzi confezionati oggi nulla hanno a che vedere con quei “prodotti del riciclo” che erano i quilt un tempo, coperte e tovaglie cucite assemblando ritagli e avanzi di tessuto presenti in casa. La ricerca delle stoffe, infatti, per le appassionate di patchwork è una tappa imprescindibile: bisogna scovare il colore, la fantasia, la consistenza giusta e, per questo, battono a tappeto tutte le fiere che è possibile raggiungere, da Vicenza alla Val d'Argent. Quindi, semmai, oggi anziché riutilizzarli, i ritagli si producono!
L'esperienza della fiera, raccontano le creative di Patchwork Idea, è unica e ognuna ha i propri riti per affrontarla: c'è chi si è data come regola che “il primo giorno si guarda solo” e chi parte da casa con una valigia vuota tutta da riempire. Perché i tessuti vanno visti dal vivo, studiati attentamente, fatti scorrere tra le mani e scelti dunque anche in base alla sensazione che trasmettono; in questo settore l'e-commerce pare non avere proprio futuro!
Le stoffe più affascinanti? A Patchwork Idea non hanno dubbi, sicuramente quelle americane, che si distinguono per i colori unici e il gusto inconfondibile, e quelle giapponesi che, pregiate e dai toni naturali, hanno una resa impareggiabile una volta utilizzate nel quilt. C'è chi non riesce a fare a meno di comprarne, sempre e ovunque, e quando arriva in una città nuova (specialmente negli Stati Uniti, regno del patchwork) la prima cosa che fa appena arrivata in hotel è sfogliare l'elenco telefonico alla ricerca dei negozi specializzati.
Ma in questa ricerca, molto spesso assolutamente emozionale, ci sono anche degli errori da evitare, a cominciare dallo scegliere le trame da lavorare con la stessa ottica con cui si scelgono i vestiti: è un atteggiamento in cui si scivola all'inizio, ma ben presto si scopre che non è l'approccio più adatto.
Fatta incetta di tessuti si passa alla fase del progetto, che nasce, come avviene per tutti gli artisti che si rispettino, da un'ispirazione. L'ispirazione, si sa, giunge improvvisa, in luoghi e momenti anche inusuali: così può arrivare guardando il pavimento a mosaico di una chiesa, sfogliando un libro o da un evento della quotidianità. Certo che una vera appassionata di patchwork guarda ogni cosa pensando a come fare a riprodurla con le stoffe.
Con stoffe e idee si inizia il lavoro: l'approccio è soggettivo, alcune compiono un vero e proprio studio matematico delle misure dei singoli pezzetti per poi tradurlo in un progetto in carta, altre partono e creano man mano che il lavoro procede, “a braccio”. E capita anche che l'idea iniziale venga rielaborata strada facendo, sotto l'impulso di nuovi stimoli e idee non contemplate in precedenza. Nelle fasi di lavorazione, dall'imbastitura alla trapuntatura, il quilt cambia aspetto, si trasforma, e da “brutto anatroccolo” si svela infine sempre bellissimo cigno. Non tutti i lavori però giungono a compimento: molti nascono sull'onda di un'emozione che, quando passa, si porta via anche la voglia di procedere, altri rappresentano delle vere e proprie sfide con se stesse e, quando si capisce che ce la si può fare, continuare perde il proprio senso.
Ma da cosa dipende, alla fine, la vera riuscita di un quilt? Tutte concordano, l'uso del colore è fondamentale: ognuna ha le proprie tonalità preferite, come accade per i pittori, e li usa in ogni lavoro; tuttavia, è importante capire come abbinarli per raggiungere il risultato desiderato (per questo Patchwork Idea ha organizzato la scorsa stagione un corso tematico sull'utilizzo del colore).



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