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Conegliano
città dell’affresco grazie a Calabrò

Primo dipinto monumentale sulla parte di
Casa Roma
Gli affreschi hanno fatto grande il nome dell’Italia in tutto il
mondo; basta citare "Il giudizio universale" di Michelangelo
nella Cappella Sistina, la Cappella degli Scrovegni di Padova affrescata
da Giotto o Ca’ Rezzonico a Venezia affrescata dal Tiepolo. Da tempo
però questa tecnica pittorica è stata messa da parte, tanto
da non essere più materia di insegnamento nemmeno nelle Accademie
di Belle Arti, principalmente per la sua difficoltà di realizzazione
che non dà margine di errore se perdendo un’intera giornata
di lavoro.
L’affresco sarà oggetto di studio ed insegnamento a Conegliano,
dove il 23 marzo scorso si e' cominciato a realizzare il primo affresco
monumentale cittadino da parte del maestro Vico Calabrò, uno dei
pochi artisti ad essere depositario della millenaria tecnica dell’affresco.
È la prima tappa di un progetto sul quale l’associazione
Prospettive sta lavorando da anni, con l’ambizione di trasformare
Conegliano in una "urbs picta", raffigurando sui muri di case
e palazzi episodi significativi della propria storia, riportando sotto
gli occhi di tutti la vocazione artistica della città che ha dato
i natali al pittore Giovanni Battista Cima e che ospita una delle pareti
affrescate più grandi del Veneto: la facciata del Duomo affrescata
dal Pozzoserrato.
Vico Calabrò, bellunese, insegna ai suoi allievi e tramanda la
tecnica dell’affresco attraverso le sue opere, conosciute in tutto
il mondo. «L’affresco fa parte del patrimonio storico italiano
- spiega - l’Italia si è presentata al mondo con questa tecnica.
Nessun altro paese l’ha fatto. Da circa settant’anni l’affresco
però è stato abbandonato ed io da quarant’anni mi
dedico a questo compito, e lo insegno a chi vuole imparare. Conegliano
vuole diventare un punto di riferimento: venendo qui, si salva la faccia
dell’Italia».
L’obiettivo di "Prospettive" è ancor più
più ambizioso: Conegliano potrebbe diventare la sede del Centro
Internazionale dell’Affresco e ospitare artisti che desiderano imparare
questa tecnica antica. «Se il progetto andrà avanti a livello
mondiale, Conegliano potrebbe essere la prima» ha detto Vico Calabrò
a Francesco Di Leo, presidente di "Prospettive, e al sindaco Alberto
Maniero. Il piano, infatti, è frutto di una sinergia pubblico-privata
sostenuta dalla banca di Credito Cooperativo delle Prealpi.
Il primo affresco sta nascendo su una parete di casa Roma, vicino alla
Porta del Cavallino. Il maestro e le sue maestranze, provenienti da tutta
Italia e dall’Europa, stanno creando un dipinto che coprirà
una superficie di 200 metri quadrati e raffigurerà l’arrivo
in città del re di Polonia Enrico III, la sera del 14 luglio 1574.
Enrico III proveniva da Cracovia ed era diretto a Parigi per ricevere
la corona di Francia, vacante dopo la morte del fratello Carlo IX. Soggiornò
in città quasi due giorni e venne ospitato a Palazzo Sarcinelli.
La sua stanza da letto era stata abbellita con i preziosi arazzi della
Confraternita dei Battuti e per l’occasione era stata costruita
una fontana da cui venne fatto zampillare vino per tutto il soggiorno
del re. Per completare l’opera saranno necessari 30-40 giorni.
Da ricordare che Vico Calabrò ha già regalato alla città
due opere: ‘Nel segno della croce’ nel campiello del Duomo,
in occasione della Pasqua del 2005 e nel marzo scorso ha affrescato una
parete interna della scuola primaria Marconi con un soggetto scelto dagli
stessi alunni tra tre bozzetti preparatori e che raffigura i personaggi
delle fiabe più note da Cappuccetto Rosso ai Tre porcellini, dal
Pifferaio di Hamelin a Pinocchio.
Articolo di Elisa Giraud
per http://www.gazzettino.it
articolo collegato:
Conegliano Centro Internazionale dell'affresco - Mostra "Urbs Picta
- Enrico III ed Oltre"
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